Migliori frasi, aforismi e citazioni per Facebook e Twitter

Mi dispiace tanto, ma purtroppo non li troverai qui. Però tra qualche tempo, grazie alle statistiche di accesso a questo blog attraverso i motori di ricerca, potrò farmi un’idea di quanti bimbiminkia e poveretti vari non hanno davvero niente da dare e da dire, ma per darsi un tono ricorrono alla saggezza, alla sagacia ed all’intelligenza altrui. Certo, sempre meglio le frasi preconfezionate che le stronzate pubblicate da chi ricopre delle cariche ed ha superato una certa età.

Che tu sia un imprenditore, un manager, un consulente, tieni sempre presente che ora hai un ruolo nel mondo, ed ogni volta che posti qualcosa questo qualcosa influisce sulla immagine generale che il mondo si farà di te (tratto da Vita su Facebook 1: Tu di Mariangela Vaglio)

Il Piano Neve del Comune di Chieti

Non ho avuto il piacere di leggere il Piano Neve 2011/2012 del Comune di Chieti, ma un piano neve, che io sappia, non serve a pulire immediatamente e magicamente l’intera città in caso di nevicate. Né serve a garantire che per ogni singolo cittadino l’intero tragitto dal portone di casa propria fino al bar o all’edicola o al luogo di lavoro sia libero e pulito, con tanto di petali di rosa gentilmente offerti dall’amministrazione comunale.

Un piano neve, che io sappia, serve a programmare l’intervento dei mezzi e degli operai comunali in caso di nevicate ed a stabilire quali siano i compiti e le priorità del Comune e quali quelli dei cittadini. Il Comune ha il compito di sgomberare dalla neve le strade comunali, di pulire gli accessi alle scuole, agli uffici comunali ed ai passaggi comunali di interesse pubblico. I mezzi spartineve e spargisale di solito intervengono quando si siano raggiunti almeno 5 cm di neve. La pulizia delle strade comunali avviene secondo un preciso programma già stabilito, con precedenza per le strade principali e via via per tutte le strade con viabilità minore. Inevitabilmente alcuni cittadini saranno raggiunti più tardi e storceranno il naso. Inevitabilmente, in caso di nevicate particolarmente intense, nonostante il passaggio dei mezzi la neve attecchirà nuovamente sulle strade principali ed il disagio per i residenti in prossimità di strade con viabilità più bassa sarà ancora maggiore.

Un piano neve, che io sappia, generalmente prevede anche dei compiti per i cittadini. In particolare gli automobilisti sono tenuti a dotarsi di catene o pneumatici da neve durante il periodo prescritto ed in caso di nevicate andare in giro con le proprie auto solo in caso di assoluta necessità, non abbandonarle come e dove capita e liberarle dalla neve prima che rimangano sepolte sotto blocchi di ghiaccio; i proprietari di piante che sporgono su suolo pubblico sono tenuti a togliere la neve dai rami; i proprietari o gli amministratori di edifici sono tenuti a rimuovere blocchi di neve o ghiaccio che sporgono sul suolo pubblico, a pulire tratti di marciapiede, vialetti e passaggi pedonali che conducono a cancelli, ad ingressi principali ed a garage.

In generale – all’interno di una comunità ideale – ogni cittadino dovrebbe (purtroppo) avere tantissima pazienza, soprattutto in condizioni particolarmente eccezionali come quelle degli ultimi giorni, e magari rimboccarsi le maniche per collaborare con l’amministrazione comunale e prestare aiuto o soccorso a chi ne avesse bisogno. Ed in caso di reale bisogno o emergenza o pericolo dovrebbe contattare immediatamente il comune o la polizia municipale o le forze dell’ordine, evitando di passare il tempo vomitando sui social network e sulla pagina Facebook del Sindaco la propria insoddisfazione nei confronti del piano neve.

Per le polemiche – soprattutto da parte di chi ha passato gli ultimi giorni come un gufo, sperando che andasse tutto storto per poter poi strumentalizzare il tutto a scopo politico o personale – ci sarà tutto il tempo alla fine dell’emergenza. Per il momento (salvo, come già detto, casi di reale bisogno o emergenza o pericolo) godetevi le scuole chiuse e lo splendore della città innevata, chiudete quel cazzo di Facebook e non rompete i coglioni.

Google+ contro Facebook, ne resterà soltanto uno.

Tessera del TifosoGoogle+ rappresenta l’ennesimo tentativo di Google di creare – attraverso l’integrazione dei suoi strumenti già esistenti all’interno di una piattaforma unica con l’aggiunta di qualche caratteristica inedita – un social network in grado di rubare utenti a Facebook. Google ci aveva già provato con Google Buzz, fallimentare esperimento di microblogging tuttora integrato all’interno di GMail, e con Google Wave, strana piattaforma di comunicazione e collaborazione in tempo reale ormai in fase di dismissione. Google+ però ha ricevuto un’accoglienza decisamente diversa se si considera che in meno di due mesi dal lancio, nonostante una fase iniziale di accesso solo ad inviti, vantava già oltre 25 milioni di utenti. Siamo quindi di fronte al tanto atteso Facebook-killer? Ho i miei fortissimi dubbi.

Tra i pregi vanno sicuramente messe in evidenza una maggiore attenzione alla privacy rispetto a Facebook, l’introduzione delle cerchie di amici che permette di organizzare i propri contatti in base alle relazioni sociali e di conseguenza condividere contenuti con loro in maniera selettiva (idea in realtà rubata a Diaspora ed ai suoi aspetti), la possibilità di organizzare videoritrovi (vere e proprie videochat all’interno delle quali invitare singoli utenti o intere cerchie), nonché l’assenza di poke e di applicazioni idiote bimbominkiesche per mandare baci, fiori, regali virtuali ed inutili collage e montaggi fotografici ipertaggati. Tra i difetti vanno evidenziati il fatto che tantissima gente ti aggiunge a caso senza conoscerti (per ricambiare la cortesia senza tuttavia permettere a chiunque di leggere i cazzi miei sono stato costretto a creare una cerchia apposita chiamata “Chicazzosei?!?“, che in questo preciso istante ospita ben 638 persone), anche se molti sostengono che questo sia un pregio poiché la filosofia alla base di Google+ in realtà sarebbe profondamente diversa da quella alla base di Facebook, la mancanza dei gruppi o delle stanze a tema in cui poter accedere per condividere passioni comuni e la circostanza che anche qui, fatte le dovute scremature, alla fine segui le stesse identiche persone che già segui sugli altri socialcosi, quindi Google+ diventa solo l’ennesimo posto in cui fotocopiare o linkare un post già pubblicato altrove.

Ci sono infine quegli aspetti che sono comuni sia a Google+ che a Facebook, anche se probabilmente il primo è riuscito ad implementarli in maniera più efficace e funzionale avendo avuto il tempo e la possibilità di copiare e migliorare il secondo: ad esempio il tanto pubblicizzato bottone “+1″, che di fatto è il caro vecchio “Mi piace” (Like) di Facebook con l’unica differenza che può influenzare i risultati delle tue ricerche su Google segnalandoti quanti e quali contatti tra le tue connessioni sociali hanno cliccato +1 su quel link; oppure la chat integrata basata su Google Talk e configurabile in base alle cerchie, che è pur sempre una fottutissima chat che se la mantengo sempre spenta su Facebook non vedo perché dovrei accenderla su Google+; inoltre i giochi, introdotti su Google+ da pochissimo tempo perché evidentemente la gente non era disposta a spostarsi da Facebook senza ritrovare le proprie fattorie del cazzo pure di qua; ed infine il profilo, gli album fotografici, la geolocalizzazione e le app per accedere al social network attraverso i più diffusi smartphone.

Nel titolo scrivevo che ne resterà soltanto uno. Io temo che la sfida l’abbia già vinta Facebook sia perché Google+ è arrivato troppo tardi, nonostante le buone idee e la possibilità di integrare tutti gli altri strumenti di Google, sia perché, non appena Facebook copierà a sua volta l’idea delle cerchie e della condivisione selettiva dei contenuti e migliorerà ulteriormente gli aspetti legati alla privacy, non ci saranno davvero più motivi per spostarsi da una piattaforma già avviata alla quale ormai tutti si sono abituati intrecciando relazioni ed a cui privati ed aziende fanno riferimento per pubblicizzare le proprie attività e dare risalto ai propri eventi.

NO ALL’AREA METROPOLITANA CHIETI-PESCARA!

Repetita iuvant (2006)…

Basta crederci

Tra i vari fenomeni da baraccone – aspiranti veline, comici, opinionisti, cantanti, registi, critici, profeti – che invadono quotidianamente YouTube (uno dei miei preferiti di sempre è il mitico Giuseppe Simone), una categoria inesauribile che regala sempre nuove perle (con relative parodie, risposte e remix) è quella dei rapper italiani. Indimenticabili, ad esempio, i bambini poveri di Spitty Cash: da allora ne è passata di acqua sotto i ponti…


“Manuto! Manuto! Perché sei caduto in un imbuto? Allora l’hai voluto! Allora ti è piaciuto! E adesso chiedi aiuto…”

C’era una volta il Blog Day

Il Blog Day era quel giorno dell’anno – il 31 agosto, oggi – in cui ogni blogger aderente all’iniziativa era solito pubblicare gli indirizzi di 5 nuovi blog da consigliare ai propri lettori, blog magari anche profondamente diversi dal proprio. E sinceramente era un gran bel giorno per scoprire nuovi posti e per rinfrescare il proprio lettore di feed rss. In realtà io cinque nuovi blog da consigliarvi quest’anno non ce li ho mica, ché ormai leggo sempre gli stessi (quelli che nel frattempo non sono stati dismessi o abbandonati dagli autori) e persino il sito ufficiale dell’iniziativa è rimasto fermo al 2010, e poi col Follow Friday si è di fatto esportata l’idea sui social network, che oggi godono di maggior fama. Quindi in sostituzione dei blog oggi vi beccate la segnalazione di cinque servizi web, più o meno nuovi, più o meno sociali, più o meno utili, più o meno curiosi ed interessanti.

  1. talkO’clock è una sveglia sociale: decidi a che ora vuoi essere svegliato, imposti l’allarme dal sito web o dal tuo smartphone (saranno presto disponibili le app per iOS ed Android) ed all’ora stabilita ricevi una telefonata ed un buongiorno da un perfetto sconosciuto, col quale volendo puoi fare due chiacchiere. E naturalmente a tua volta puoi essere tu la sveglia sociale di un altro utente.
  2. Ormai da diverso tempo per scaricare le cosiddette warez (e quindi anche e soprattutto musica e film) si fa sempre meno affidamento al file sharing preferendo servizi di streaming e di file hosting come MegaUpload, MegaVideo, RapidShare, FileServe, HotFile, e tanti altri che sicuramente conoscete bene. Tali servizi generalmente offrono un accesso gratuito con alcune limitazioni, permettendo di scaricare più file contemporaneamente ed alla massima velocità solo attraverso il pagamento di un abbonamento premium. Per evitare di doversi abbonare su millemila siti diversi, stanno spuntando come funghi dei downloader universali che previo pagamento di un unico abbonamento permettono di scaricare a scrocco ed in modo illimitato da tutti i servizi supportati: uno di questi è AllDebrid (ma ci sono anche Real-Debrid, DebridMax, ecc.).
  3. Google Swiffy è un servizio online che permette di caricare file in formato SWF (Flash) e di convertirli in HTML5 affinché possano essere visualizzati anche sugli iPhone e gli iPad, i quali notoriamente – e volutamente – non supportano la tecnologia Flash di Adobe. L’unica limitazione di questo convertitore è che, facendo uso di SVG, potrebbe non funzionare su tutti i browser (ma sicuramente funziona sui browser basati su Webkit, come Safari e Chrome).
  4. SLR Camera Simulator è un ottimo strumento online che permette di simulare il comportamento di una macchina fotografica reflex e quindi di osservare gli effetti che le variazioni di illuminazione, distanza e dei vari controlli (lunghezza focale, ISO, rapporto focale e tempo di esposizione) producono sul risultato di uno scatto.
  5. Decoro Urbano è un progetto innovativo ed interessante che spero di riuscire a sottoporre presto al Sindaco di Chieti: permette ai cittadini – attraverso il sito web o la comodissima app gratuita disponibile sia per iOs che per Android – di inviare al proprio Comune e di condividere con gli altri utenti segnalazioni sulla gestione dei rifiuti, sulla manutenzione e la segnaletica stradali, sul degrado nelle zone verdi, sul vandalismo e sulle affissioni abusive, allegando fotografie e coordinate geografiche. I Comuni che aderiscono (gratuitamente) a questo network hanno la possibilità di tenere costantemente sotto controllo il proprio territorio, informando i cittadini in merito alla gestione degli interventi e comunicando pubblicamente la risoluzione delle problematiche sollevate. Non male, specie per spingere gli umarells a dotarsi di uno smartphone…