Non riesco mai a gustarmi fino in fondo un film o una fiction in cui gli attori siano poco credibili nei panni di personaggi diametralmente opposti a quelli con i quali li ho apprezzati maggiormente. E’ un mio limite. Mentre guardavo “Distretto di polizia” mi aspettavo che da un momento all’altro Marco Marzocca si trasformasse nel notaio del Pippo Kennedy Show o in Michelino, il bambino tenuto in ostaggio dall’Emilio Fede guzzantiano (“ppisciùppisciù!”). Ho sempre avuto grossa difficoltà a seguire i film seri di Diego Abatantuono senza desiderare che all’improvviso, mentre non c’entrava un cazzo con tutto il resto, gridasse “Viuleeenz!”. E non riuscirei mai a vedere Ugo Dighero mentre recita in “RIS – Delitti imperfetti” o in “Un medico in famiglia” senza pensare al pupazzo gnappo, o Francesco Paolantoni che interpreta il ruolo di un professore in “Grandi domani” senza pensare al nonno multimediale, a Ciairo o a Robertino. Mi piace immaginare che la nuova produzione della premiata ditta Costanzo/De Filippi, alla quale ieri sera ho preferito un thriller con Samuel L. Jackson, abbia avuto come momento clou del primo episodio la seguente battuta: “Quo di Qui Quo Qua! Ho vinto qualche cosa? Niente, niente…”
Scritto da Maxime il 24 gennaio 2005









è la stessa cosa che succede a me quando vedo lino banfi nei ruoli drammatici ma anche nel medico in famiglia penso sempre che prima o poi dirà: “disgrazieto maledetto… ti spacco la noce del capocollo…”
Mah…a me non fa questo effetto, anche se l’associazione mentale con i personaggi precedenti viene automatica.

In linea di massima però poi mi concentro sul ruolo che svolgono nel film o nel programma televisivo che sto vedendo cercando di apprezzare la versatilità (se c’è) dell’attore in questione! Oh..ci provo!
Buona giornata!!!!
Anche a me fanno effetto certe situazioni televisive dove alcune attrici che ho ammirato in ruoli ben definiti si improvvisano carabiniere (Manuela Arcuri) o avvocato (Deborah Caprioglio)… Hai in mente quando ti cadono le palle? Ecco… cosi’… MD;))
Come per sexyoversize, a me non fa quell’effetto vedere personaggi in panni “diversi” dai soliti, anzi…

Vedere un Abatantuono passare da uno “sprupurziunato per quant riguard le dimensioni di sesss” al sergente di Mediterraneo mi fa notare quanto si possa migliorare nella propria vita, e passare dal trash a dei capolavori…
Certo che per Paolantoni sarebbe stato meglio se si fosse limitato al nonno multimediale… “Attendere prego…”
Eh, son problemi…
Ho visto la prima puntata mossa dalla mia passione per la danza, sperando di veder ballare qualcuno da dio… invece ciccia! No, Paolantoni non ha pronunciato la battuta che speravi… e proprio non c’entra niente con quel ruolo!
akio: mitico Lino Banfi… ma è vera ‘sta storia del seguito de “L’allenatore nel pallone”? Speriamo di no. Preferisco vivere nel ricordo (stupendo) del primo inimitabile film.
sexyoversize e Giovy: l’ho detto, è un mio limite. E comunque mi succede prevalentemente con persone che ho conosciuto ed apprezzato nel cabaret e che poi ritrovo all’interno di film o fiction ad interpretare ruoli seri.
nofilter: a me ad esempio fece davvero impressione vedere Claudia Koll in una fiction della RAI a pochi giorni dalla visione della videocassetta di “Così fan tutte” di Tinto Brass, uscita con L’Espresso.
Massimo: ho paura di sapere che roba è sto “specchio in giapponese”, ma comunque resto in attesa del mio meritatissimo premio.
ilallallero: dai, non può essere… ma almeno avrà detto “e sett, sett e mezz” oppure “prima lo scontrain e poi la paizz”?!? che delusione…
purtroppo pare sia vero: qualcuno ha avuto la pessima idea di rifare l’allenatore nel pallone. ma se si azzardano a rifare il commissario lo gatto faccio il quarantotto!