All’interno di un ufficio nel quale lavorano decine di persone e dove tra ferie, malattie e permessi retribuiti si riesce a tirare avanti senza che il proprio comportamento incida più di tanto sul bilancio dell’ente o dell’azienda, vivere di espedienti per arrivare più velocemente alla fine della giornata è usanza comune, risaputa e tollerata. Al contrario, in un ufficio privato in cui per ipotesi lavorano tre persone in tutto, un siffatto comportamento è meno tollerabile e, soprattutto se ad esempio si ha un contratto part-time da nababbo, può tradursi in una palese presa per il culo nei confronti del datore di lavoro. Ed il fatto che magari si lavori in quel posto da chissà quanti anni, o che ci sia una qualche parentela o che comunque si siano raggiunti elevati livelli di confidenza, non è affatto una giustificazione valida nel momento in cui qualcuno lo dovesse gentilmente far notare. Certo è che nei piccoli uffici alcune persone sono davvero insostituibili: puoi lasciar loro le chiavi e la gestione mentre sei in viaggio, conoscono alla perfezione le procedure e sono quindi in grado di rispondere al cliente senza doverti interpellare, impostano una pratica alla velocità della luce limitando il tuo lavoro ad una veloce rilettura, ad una eventuale integrazione di dati e ad una firma. Però sono anche le stesse persone che hanno ispirato l’ideatore del proverbio “quando il gatto non c’è, i topi ballano”: e se capita che il gatto si deve assentare per parecchio tempo, non si rendono conto che ballare ogni tanto è cosa ben diversa dall’aprire una discoteca. Ma quali sono i comportamenti più comuni di questi dipendenti modello?
- Arrivano in ufficio con un ritardo sistematico di almeno 15 minuti (che in un mese fanno almeno 6 ore, cioè almeno un giorno di lavoro), poi escono un attimo per adempimenti presso gli uffici pubblici e tornano parecchi attimi dopo con la spesa fatta per una settimana;
- Lasciano il numero dell’ufficio ad amici e parenti ed in perfetto stile Verdone rispondono “non midisturbi affatto” anche mentre c’è una riunione di importanza galattica in cui non ci si può permettere la minima distrazione;
- Stazionano davanti al monitor scrivendo, grassettando, cancellando e riscrivendo all’infinito qualche parola sul Word, tanto per emettere rumori e non far venire il dubbio che in realtà non stanno facendo un cazzo;
- Preparano un dossier composto dai depliant di tutti gli ipermercati della zona, e al momento giusto li aprono su un tavolo per confrontarli, evidenziare le offerte più vantaggiose e preparare la lista della spesa che magari sarà anche oggetto di segnalazione telefonica agli amici e parenti di cui sopra;
- Utilizzano delle frasi fatte per rispondere alle precise domande del boss: “ieri ho fatto altro” per giustificarsi della pratica urgente non ancora pronta, “tanto, per quello che serve” per minimizzare il fatto di aver rovinato l’originale di un documento, “vabbè, quella rimane a noi” per minimizzare il fatto di aver rovinato una copia;
- Fotocopiano (o, se trattasi di materiale scaricato da internet, stampano) e rilegano interi libri di cucina per la mamma, le preghiere per la nonna, le fiabe per i figli;
- Prendono in prestito carta, penne, spillatrici e cancelleria varia che può risultare utile (ma anche no) a casa propria;
- Soffrono di periodiche e precise malattie influenzali a pochi giorni dal compleanno dei figli, per poi guarire miracolosamente il giorno della festa in cui, nonostante l’indisposizione, tutto è stato predisposto alla perfezione (ed il boss, essendo uno degli invitati, se ne accorge… come si accorge che stranamente la scrivania del festeggiato è munita della cancelleria di cui sopra);
- Si rivolgono per cazzi personali a dentisti, specialisti, falegnami, elettricisti, idraulici, commercianti e ristoratori che casualmente sono clienti dell’ufficio, ottenendo spesso e volentieri condizioni di favore che non sono riservate nemmeno al proprio datore di lavoro.
Di quali altri comportamenti siete a conoscenza o, addirittura, siete protagonisti? Ecco, magari facciamo finta che durante l’orario d’ufficio leggere e commentare i blog o addirittura mantenerne uno sia perfettamente lecito. 
Ogni riferimento a persone esistenti ed a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
Scritto da Maxime il 26 gennaio 2005









benvenuti in italia. te lo ricordi in bianco rosso e verdone il personaggio che dalla germania viene in italia per votare e gli fregano lo stereo mentre si è fermato per fare pipì? beh! è lui a chiedere il film e tutti sappiamo come.
In Francia uno dei libri che ha venduto più copie in assoluto nel 2004 è quello di una impiegata di azienda che suggerisce tutti gli espedienti possibili ed immaginabili per cazzeggiare per tutte le 8 ore di ufficio dando l’impressione di essere particolarmente impegnati. L’azienda l’ha licenziata appena ha scoperto del libro. Lei ha fatto causa all’azienda e per il momento si gode i soldini (tanti) guadagnati col libro. MD
Mi sono sempre guardato bene da chi scambia l’ufficio per un internet point. Qualche tempo fa ho conosciuto un ragazzo, mi sembra lavorasse a Roma, il quale in confidenza mi ha rivelato l’abuso perpetrato sul pc aziendale per:
- commentare il blog di un amico;
- commentare il blog di un’associazione della quale è socio fondatore (immagino il basso profilo dell’associazione!);
- commentare un sito internet riguardante una squadra di calcio;
- inviare in e-mail bozze pubblicitarie e progetti di eventi.
E poi ci interroghiamo sulle recondite cause del calo del prodotto interno lordo!!!
Centraliniste che si chiudono in bagno con il portatile dell’azienda per chiamare il fidanzato; progettisti che scaricano file di musica e film; tecnici operai che montano e smontano lo stesso tratto di linea 3-4 volte in un’ora; direttori di questo e di quello che guardano film in dvd con tanto di cuffie alle orecchie; ah, dimenticavo,… resp. comunicazione che passeggiano per il proprio e l’altrui blog… (ah, no, questo è lecito!)…
nel mio poko tempo passato in un studio tecnico di progettazione della provicia di venezia ho potuto constatare tutti i suddeti comportamenti! segnalo cmq una chicca: la mia collega portò in ufficio tutta una serie di penne, post it… e cancelleria varia per integrare quello che non c’ era stato fornito dal capo!(pensa te)!…per poi vedere il tutto rimesso velocemente in borsa al momento del licenziamento di branco!!!
ragazzi la retata di oggetti + veloce della mia vita!
J in cerca di lavoro…
Mi stai aprendo gli occhi su una realtà del tutto sconosciuta!!! :-O
LOL! Beh, amministrando una grande rete di PC ho avuto modo di vedere cose che voi umani non potete neanche comprendere… Navi in fiamme… ehm, no, quella è un’altra cosa…
Dicevamo: computer collegati con ADSL superveloci ma sui quali avevano installato dei dongle Bluetooth per navigare con il cellulare in GPRS (sto ancora chiedendomi perchè!), impiegate che entrano in crisi perchè la loro dirimpettaia riesce a rippare e masterizzare i CD mentre loro no (ed indovinate a chi sono venute a chiedere come risolvere il problema?), uso di Internet per visitare… beh, immaginatelo… Persone che ti portano il computer da casa perchè tu gli dia un’occhiata, per scoprirlo infetto da centinaia di virus e migliaia di dialer e spyware… e molto altro ancora!
Dura la vita di un sysadmin…
…sfruttamento dell’adsl e del masterizzatore aziendale per scaricarsi il possibile e l’impossibile dal web?
nofilter: ha pure fatto causa all’azienda? ahahah
Elmoplita: quel ragazzo temo di conoscerlo anche io…
ilallallero: una buona responsabile della comunicazione deve informarsi ed aggiornarsi sul mezzo di comunicazione per eccellenza dei nostri giorni, quindi secondo me non fa nulla di male a passeggiare per i blog.
Giovy: sulla gente che ti porta il computer da casa dovresti sapere bene come la penso. Che odio!
Massimo: l’importante è usare un hard disk esterno, che io non me la sentirei mai di lasciare tracce di tutta quella robaccia sull’hard disk aziendale.
Io mi fo la formaz. al fantacalcio, gestisco un blog e ne leggo molti altri—