La prima volta che entrai al Catasto (oggi Agenzia del Territorio) capii tante cose, ma soprattutto che nella famosa scena in cui il ragionier Ugo Fantozzi (mentre i colleghi se la spassavano beatamente al mare) rimaneva solo in ufficio a muovere tramite una ciclette un ingegnoso meccanismo di fili e di sagome che al di là della vetrata opaca dava la sensazione della frenesia dell’attività lavorativa, beh in quella scena non si esagerava affatto. Il Catasto è quel luogo demoniaco in cui alcune categorie di lavoratori sono costrette a (soprav)vivere, ma che non augureresti di frequentare nemmeno al tuo peggior nemico: solo se entri in confidenza (o magari in affari) con qualche impiegato hai buone probabilità di uscirne vivo.
La fauna dei dipendenti è variegata: c’è quello perennemente incazzato, quello che sembra ti stia facendo un favore, quello che la più semplice operazione diventa un problema di sicurezza mondiale, quello che ti sbuffa in faccia se arrivi ad un quarto d’ora dall’orario di chiusura al pubblico per fare una visura la cui stampa dura al massimo un minuto, quello che non appena si presenta un utente che non è un tecnico gli scarica addosso tutto lo stress accumulato in un mese, quello che se una pratica non si trova la colpa è tua, quello che se ne frega della fila che cresce impietosamente mentre lui sta sbrigando i suoi lavoretti privati al telefonino con qualche architetto furbo che di venire al catasto non ci pensa nemmeno (poi una volta al mese una cena di pesce, e passa la paura), quello che abita a 300 metri dall’ufficio ma ogni giorno arriva in macchina e se dovessero cadere due centimetri di neve è impossibilitato a venire a lavorare, quello che la pratica verrà inserita almeno tra quindici giorni perché ci sono tanti arretrati e lui non può mica iniziare a smaltirli prima di aver imparato a memoria il numero odierno de La Gazzetta dello Sport.
Ma anche gli utenti non scherzano. Oltre ai tecnici tradizionali (geometri, architetti, ingegneri o loro incaricati) che naturalmente e rispettosamente si sorbiscono le file senza chiedere favori a nessuno, al catasto è possibile incontrare i “visuristi”, quelli che arrivano carichi di tutte le pratiche di un paio di studi notarili e che se ti precedono faresti bene a ripassare più tardi, i “bagarini”, quelli che stazionano davanti al portone d’ingresso già mezz’ora prima dell’orario di apertura e una volta dentro prendono almeno una decina di biglietti da smerciare poi ai tecnici ritardatari, i “fregnoni”, quelli che entrano salutando tutti gli impiegati (anche se non li conoscono affatto) ed iniziano a millantare conoscenze altolocate ed a scavalcare file al fine di risolvere i propri problemi nel minor tempo possibile, ed i “timidi”, quelli che entrano, si guardano in giro spaesati, non hanno il coraggio di chiedere informazioni e, se nessuno autonomamente va da loro a chiedere cosa cercano, vanno via. Oggi è entrato un agricoltore lancianese, uno di quelli che se davanti alla cassa non chiede con precisione di cosa ha bisogno è possibile udire le bestemmie dell’impiegato da due isolati più in là, ed ha esordito tentando di italianizzare il suo dialetto: “Chiede scusa, io voleva condrollare le terre addove tengo le pecure e le pummadore”. Ecco, magari è meglio se ci torno domani.
Scritto da Maxime il 17 febbraio 2005









Fantastico spaccato di vita lavorativa… sarei curiosa di chiederti a che categoria appartiene un’impiegata di comune conoscenza, ma… non potendo fare nomi e cognomi te lo chiedo in privato! Ci vediamo sabato a casa dell’Infame?
Io invece sarei curioso di sapere il buon _Maxime_ a quale categoria appartiene…
LOL!
Conoscendolo (più o meno) direi un “fregnone”…
Ma no, dai… scherzo… sei sicuramente un “timido”, e ne abbiamo la prova dal fatto che, come tu stesso hai scritto, “sei entrato, hai sentito l’agricoltore lancianese, e sei andato via”.
ilallallero: yes, sabato a casa dell?infame, febbre permettendo (me la sto tirando da settimane e forse è finalmente giunto il momento buono). L’impiegata di comune conoscenza ora lavora altrove, ma è una gran lavoratrice.
Giovy: ovviamente io sono uno che rispettosamente perde le sue mattinate là dentro. Ormai conosco tutti, ma per scelta non voglio dare nè ricevere confidenze.
Ma mio nonno deve tornare a Chieti pure domani?
Ma sapete quanto costa la benzina per l’apetta?
Fab
ma tu si gruoss assaje! (come si dice a napoli)!
è bravo davvero un post esilarante… peccato sia la realtà!:)
arkijeko
e pass’ quacchevot
Purtroppo e’ tutto vero …
))
Rimettiti Maxime.
Se non erro, ci dovrebbe ancora essere un normale “geometra” che firma a destra e a manca, tra sbuffi e risbuffi con la firma di “ingegnere”.
Maxime caro, è vero che vai sempre al catasto… ma già due anni fa c’era quello on line…!
questa è l’ITALIA
x
Divertente ma purtroppo reale…
L’ultima volta che sono andata al catasto mi hanno proposto di tornare un altro giorno perchè avevano finito le fotocopie di un foglio in cui bisogna scrivere due dati del kaiser per aiutare l’impiegato a capire cosa si pretende da lui.
Era già l’una e avevano già spento la fotocopiatrice…”sa, ora che si riscalda…”.
Allucinante.
Carino qui, mo’ ti leggo un po’..
Fab: no, no… sono io che ci sono tornato il giorno dopo (cioè oggi).
J_eko: e chi te l’ha detto che non passo? Va bè, non commento spesso, ma è un altro discorso.
Zizio e lo_chic: infatti la tragedia sta proprio nel fatto che è tutto vero.
Arcadi: il Catasto online? Conviene solo alle società che fanno duemila visure al giorno in tutte le province d’Italia. Ai poveri sfigati non conviene pagare un abbonamento per poi effettuare le visure al doppio del prezzo. Che poi per presentare un tipo mappale, una frazionamento, un accatastamento e per richiedere dei riallineamenti o delle rettifiche devi sempre e comunque andarci…
Violet: sei la benvenuta!
Oh madonna! Oh madonnaaaaa!!! Ma io ci ho scritto 4 post sul trovarsi l’amante impiegato del catasto… ecchecavolo, me lo potevi dire, no???? ^_^
P.S.: se lo sa Ciccio ti termina!
ehehe decrizione perfetta, identica cosa per poste,comune e inps.
Oh che bello! non vedo l’ora di cominciare…
illogica: ma Ciccio lavora al Catasto?!? Spero di no. Non perché sia un lavoro disonorevole, ma perché dopo quello che ho scritto rischio realmente la vita.
ironico: più o meno è così in tutti gli uffici pubblici, ma certe indisponenti caratterizzazioni sono un’esclusiva del Catasto.
egoista: contenta tu
Per fortuna ho sempre evitato l’Agenzia del Territorio. Ma l’Agenzia delle Entrate non è per niente diversa a meno che uno non abbia l’appuntamento…