La sera precedente il giovane Sebastian (*) aveva mangiato pesante, ed assunto più alcool di quanto il suo fisico potesse sopportarne. Durante il tragitto in macchina tra la sua abitazione e l’ufficio, mentre la seconda guerra mondiale in svolgimento all’interno del suo stomaco preannunciava un’epica seduta riflessiva nelle sacre stanze destinate all’espulsione anale, approfittando del semaforo rosso si curvò lateralmente come per prendere un cd dal vano porta-oggetti del lato passeggero, ed emise un silenzioso ma devastante lumìno (**). Nel tornare in posizione consona alla guida, Margaret (***) bussò sul finestrino per attirare la sua attenzione e gli chiese un passaggio. Sebastian non la rivedeva da anni, la dolce compagnia d’infanzia da cui era considerato come un fratello ad alla quale proprio per questo motivo non era mai riuscito a confessare che l’avrebbe volentieri messa a pecora. A nulla servì abbassare i finestrini ed azionare l’aria condizionata alla massima potenza, approfittando di quei veloci secondi che Margaret impiegò per entrare in macchina: la magra figura era ormai inevitabile. Un veloce aggiornamento sulle rispettive vite, qualche ricordo dei bei tempi e poi, lasciata Margaret in centro, Sebastian arrivò finalmente in ufficio giusto in tempo per l’importante riunione che il capo aveva fissato con l’intero staff. C’era tensione, e tutti attendevano le risultanze della relazione di Sebastian nel cui stomaco però iniziava a fare effetto la citrosodina che appena sveglio aveva sostituito i classici cappuccino e brioche. Pallido e sudato, Sebastian simulò l’arrivo della telefonata di un informatore, si allontanò nervosamente ed entrò in bagno – quello sfigato realizzato in cartongesso da una costola della sala riunioni, ché quello grande e decisamente più confortevole era in una zona per il cui raggiungimento non c’erano più garanzie – e per timore che gli altri lo potessero sentire aprì a tutta forza i miscelatori del lavabo e del bidet prima di dedicarsi al doloroso concerto. Finalmente libero, leggero e spensierato, tornò con rinnovata energia all’interno della sala riunioni dove lo staff, inizialmente silenzioso ed imbarazzato, si abbandonò ad un fragoroso applauso. Ciò nonostante, l’esito della riunione fu estremamente positivo ed il boss invitò tutti al bar sottostante per un brindisi. Sebastian rimase in ufficio a risistemare i grafici e, finalmente in condizioni fisiche decenti, emise un fragoroso e liberatorio stracciatonsille (****) che accompagnò il giovane nel suo tragitto dalla sala riunioni fino all’archivio. In cui ebbe la sorpresa di trovare un cliente di vecchia data al quale Dorothy, la ligia e seriosa segretaria, stava cercando una pratica. Non era giornata. (continua?)
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(*) Mica Rocco, Giovanni o Tonino come le persone normali… Sebàstian, con l’accento sulla “a”, che è più musicale ed elegante e fa tanto scrittore impegnato.
(**) lumìno (s.m. volg.): emissione di gas intestinali non necessariamente rumorosa, ma particolarmente puzzolente ed in grado di appestare un ambiente per ore; si contrappone allo stràcciamutànde che è un’emissione di gas intestinali non necessariamente puzzolente, ma particolarmente rumorosa (il cui rumore a sua volta può essere di tipo solido o di tipo liquido, ed in quest’ultimo caso può lasciare la sgommata sulla mutanda).
(***) Mica Anna, Maria o Giuseppina… ok ci siamo capiti.
(****) stràcciatonsìlle (s.m. volg.): emissione particolarmente lunga e cavernosa, attraverso la bocca, di gas formatisi nello stomaco: tale emissione ha la peculiarità di rendere edotti tutti i presenti nel giro di cento metriquadrati di ciò che si è mangiato durante l’ultimo pasto.
Scritto da Maxime il 21 febbraio 2005









Si ravvisa una dolosa omissione: l’espressione del viso di Margaret alla prima percezione del fetido olezzo!
Urge precisazione!
Per quanto riguarda l’oggetto dell’ultima mail … dire che sono sconvolto è dire poco!
Però che scientificità nelle definizioni! Da quale enciclopedia le hai trascritte?
Attendo con ansia la prossima puntata!
ehehe…mò pure scrittore disimpegnato..
continua continua…
ti aspettiamo..
io direi che continua, continua … L’altra sera devastata e spampugliata da un mischione abrasivo che mi ha scartavetrato anche le budella, mi sono recata all’appuntamento con un ex che mi aveva giurato vendetta nera se non mi ci fossi presentata,all’appuntamento dico, beh malgrado il suo bau bau ho annientato il tentativo d’aggressione con un’arma tristemente nota con il nome di fiatella, infischiandomene dei copyright che su tale arma letale ha depositato Superciuk … NATURALMENTE HO VINTO IO!
Questo SI’ che è un bel post sull’argomento! Mica quella loffa che ho scritto io!
Aaahhh! Ma allora ce l’hai anche tu il famoso libro nel cassetto!!! MD
Elmoplita: dovrei leggere più libri… l’ultimo è stato il manuale in inglese del lettore mp3!
ilallallero e ironico: non so se ci sarà una prossima puntata…
Bakchias: azz, la fiatella no!!!
Massimo: per colpa tua l’ho dovuto pubblicare in fretta e furia, senza che ci fosse un degno finale. Ecco perchè ho aggiunto il “(continua?)” alla fine.
nofilter: no, niente libro nel cassetto. Questa cosa di Sebastian me la porto dietro da diverso tempo ed ha un significato nascosto che capiranno in quattro (massimo cinque) persone. Ma fa niente. Magari diventa involontariamente una rubrica di successo: “le avventure di Sebastian”. Ah, ovviamente Sebastian non esiste nella realtà.
ahah, fantastica.
Le note poi danno al post un senso di *serietà* che altrimenti mancherebbe…
10 per la fantasia.Sicuro.