Il rosso e il nero

Su questo blog ho sempre cercato di evitare gli argomenti “politici”, quelli cioè che possono essere visti, raccontati e strumentalizzati attraverso chiavi di lettura diametralmente opposte, senza che una verità indipendente, provata ed evidente possa chiudere la bocca a chi non perde occasione per tirare l’acqua al suo mulino. Lo faccio perché il mio punto di vista potrebbe avvicinarmi alle ideologie di qualche partito col quale, però, non ho (e non voglio avere) nulla a che fare.

Quando ero piccolo, vidi grossi manifesti per la città con un gigantesco “NO” su missili e bombe atomiche e decisi che da grande sarei stato un comunista. Appena maggiorenne, quando cioè iniziavo a vedere la politica esattamente come il tifo per una squadra di calcio piuttosto che per un’altra, votai Alleanza Nazionale, alla quale riconobbi il pregio di portare avanti ideologie di destra pur distaccandosi nettamente dal fascismo. Ma, più probabilmente, scelsi quel partito perché era fortemente odiato da chi (per scelta e non per necessità) veniva a scuola con stracci vecchi, magliette rosse col faccione di Che Guevara (che, a dir la verità, non conoscendone ancora la storia confondevo per uno stilista fighetto di sinistra), barba incolta e sciarpa da fedayn al collo. Dopo un’iniziale interesse per la politica, mi resi conto crescendo che non mi sbagliavo: tra la militanza politica ed il tifo calcistico non c’è nessuna differenza. Ed a volte si arriva ad abbracciare e sostenere un certo schieramento solo grazie ad influenze esterne e casi fortuiti, ignorandone completamente la storia e le idee.

Ad esempio io iniziai a simpatizzare per la Juventus a sei anni, quando in prima elementare si cominciava a parlare di calcio, ma solo perché quell’anno la Vecchia Signora vinceva sempre. Mia sorella cambiava idea in continuazione seguendo chi le stava simpatico: iniziò a tifare Fiorentina influenzata da mio padre, poi sotto il ricatto dei miei giocattoli la convinsi a tifare Juve, infine bisticciammo e diventò definitivamente milanista, sapendo che quella squadra mi stava troppo sui coglioni. Così è la politica. Ho visto gente sputare sul proprio passato e passare inspiegabilmente da una sponda all’altra con la promessa di incarichi di prestigio, amici andare fuori di testa e cambiare improvvisamente stile di vita come se fossero stati ipnotizzati da qualche setta satanica, personaggi faziosi e convinti andare contro gli interessi della propria città pur di mettere i bastoni tra le ruote ai loro avversari. Per questo declino volentieri l’invito a schierarmi, che qualcuno più volte mi ha rivolto in questa ed in altre sedi. Per questo mi trovo d’accordo con Gaspar Torriero quando scrive che oggi occorre “essere all’opposizione sempre, per principio” e che “il ricambio al potere non è la soluzione”, ma a condizione che opposizione venga intesa come controllo serio, obiettivo ed incondizionato sull’attività della maggioranza, e non boicottaggio ed ostruzione aprioristica.

Oggi però la politica è un modo come un altro per sistemarsi, la scusa per ottenere giorni di ferie retribuiti causa campagna elettorale, un metodo facile e veloce per guadagnare un riavvicinamento del posto di lavoro alla propria località di residenza, una voce in più da aggiungere al curriculum, il mezzo per saziare i propri istinti di esibizionismo, successo e potere. Se vinci, hai buone possibilità di sederti a tavola e di mangiare una fetta di torta (ma devi scendere a compromessi coi “burattinai” ed entrare a far parte di quei giochi di potere difficilmente giustificabili all’elettorato). Se perdi, sei istituzionalmente costretto a sostenere sempre il contrario delle tesi di chi ha vinto, ostruendolo anche in quei rari casi in cui si stia decidendo qualcosa di buono per la collettività. A chi mi accusa di rimanere comodamente seduto nel mezzo, assicuro che la mia non è ipocrisia né falsità, ma più semplicemente protesta nei confronti di un modo di fare che mi fa schifo e che vedo quotidianamente mettere in pratica da parte di squallida e variopinta gentaglia locale che ha sempre privilegiato il pettegolezzo, la diffamazione ed il disfattismo rispetto alla stesura di un programma politico ed all’impegno concreto per la sua realizzazione. Se poi credete di potermi giudicare ed etichettare come fascista o comunista a seconda di come io la pensi su guerra e pace, vino e birra, Berlusconi e Prodi, pizza e pesce, beh, accomodatevi.

10 commenti »
  1. Commento by Elmoplita, 15 marzo 2005 @ 15:12

    Quando hai enunciato i pro della discesa in politica (… giorni di ferie in primis) ho iniziato a sentire forte il richiamo dell’impegno sociale e della militanza partitica … mah sì scendo in campo … lo faccio per voi! ;-) Ma ho una mission (inglesismo che fa molto marketing) da compiere … insieme ad altri tre sfigati senza una sede, senza una lira, senza una donna.

    A buon intenditor poche parole … IL MURO non molla mai!

  2. Commento by Marsettantuno, 15 marzo 2005 @ 15:16

    Max lascia perdere gli imbecilli, tanto la loro madre -nota troiona- è sempre incinta.

    Piuttosto mi permetto di darti lo stesso suggerimento che diede Virgilio a Dante: “Non ti curar di loro, ma guarda e passa!”.

  3. Commento by ilallallero, 15 marzo 2005 @ 15:25

    Sulle sentenze gratuite -neanche ci fossimo messi d’accordo-… mi trovi perfettamente allineata a te! Ultimamente pensavo che oltre a cattiveria gratuita, ipocrisia e invidia, è lo stress quotidiano che gioca brutti scherzi a chi stenta a reggerlo!

  4. Commento by emptyspiral, 15 marzo 2005 @ 15:41

    Non scrivo mai di politica, ne parlo poco e solo con amici con cui, anche se non condividono le mie idee, riesco ad avere delle discussioni abbastanza moderate e, normalmente, costruttive.

    Parte delle mie idee si possono condurre ad uno schieramento politico, anche se non ne sono un’accesa sostenitrice. Ma alcune delle loro idee sono totalmente fuori dal mio pensiero. E chi si avvicina magari è dall’altra parte.

    Quindi, alla fine, me ne sto anche io spesso nel mezzo, cercando di capire chi sta facendo qualcosa di positivo nel governo della città/regione/stato e chi invece fa solo polemica ed ostruzionismo per star a scaldar la sedia.

    Purtroppo l’amministrazione locale della mia città sembra piena di gente che si è sistemata facendo il politico anche se di politica non ne sa molto.

  5. Commento by Giovy, 15 marzo 2005 @ 16:55

    ODIO la politica, ed ancor di più odio i politici.

    Non significa che non abbia delle “convinzioni” o che mi possa schierare da una parte piuttosto che dall’altra, ma sono fondamentalmente disgustato da tutto quello che vedo nel mondo politico MONDIALE, non solo italiano.

    Persone che oggi sono rosse e domani nere, persone che per un voto in più venderebbero la mamma, persone che vengono a chiedermi il voto perchè “se vengo eletto, mi hanno promesso un posto comunale” (è tristemente vero, purtroppo, non lo sto inventando).

    Sono alcuni anni che mi riprometto di entrare nella cabina e, invece di una X sul nome del candidato, disegnare un bel pisellone a tutta scheda, ma alla fine non lo faccio mai.

    Non credo alle promesse dei politici, e fra tutti i mali scelgo sempre quello che PER ME è il male minore.

    Tanto se dobbiamo prenderlo a quel posto, meglio prenderlo da una persona che non ci farà tanto male… :P

  6. Commento by Coltrane, 15 marzo 2005 @ 20:39

    Anche io la penso come te, la politica andrebbe dissacrata. Eppure trovo necessario, come diceva rousseau che un cittadino si interessi delle vicende politiche del suo paese. D’ altra parte non credo però che la politica cambi la vita, escluso per chi la fa.

  7. Commento by Paolo Di Sabatino, 15 marzo 2005 @ 22:15

    Credo che purtroppo gli ideali siano sempre sviliti dalle persone che spesso sono piccole, piccole.

    Cerchiamo di spernacchiarli per quanto possibile questi ciarlatani, caliamoci al massimo nella nostra realtà. La politica è importante, sono gli attori che ne fanno troppo spesso una farsa.

  8. Commento by Nighty, 16 marzo 2005 @ 9:35

    Ciao, grazie per la visita. Il link è giusto, il cannocchio ogni tanto fa le bizze…

    Ma anche Splinder oggi per aprire i commenti…

  9. Commento by emptyspiral, 17 marzo 2005 @ 8:52

    P.S. Hai dimenticato comunque un colore… la mia città è assolutamente bianca in questo senso!

    E ti lascio immaginare cosa vuol dire!

  10. Commento by Maxime, 26 marzo 2005 @ 11:31

    Qui l’ennesima conferma di quello che sostengo a proposito del modo di fare politica.

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