Archivio del mese di maggio 2005

Una di noi, ma non di loro…

Sul blog di Sifossifoco ho trovato un interessante decalogo per scrivere un blog: mi ha colpito particolarmente il punto due in cui si dice, tra l’altro, che ogni post è un atto di condivisione e comunicazione fortissimo, a cui affidi il compito di richiamare l’attenzione di altre persone. Ebbene, vorrei affidare al post di oggi il compito di ricordare al popolo “pacifista” italiano, che in quanto a memoria e ad attenzione prestata a determinati avvenimenti si fa guidare secondo me un po’ troppo dai colori e dalle strumentalizzazioni politiche, che Clementina Cantoni è ancora prigioniera dei suoi rapitori in Afghanistan e che, prendendo in prestito un’osservazione di Rolli, non c’è stata nessuna mobilitazione forse perché la volontaria italiana non organizzava festini a Badgad né scriveva per il Manifesto.

A me questa storia degli ostaggi di serie A e B fa schifo, tanto più che quelli di serie B, alla fine, muoiono quasi sempre. Mi fanno schifo quelli che sono perennemente pronti a scendere in piazza in nome della pace, ma solo se si tratta di difendere “uno di loro” (salvo poi augurarsi dieci, cento, mille Nassiryia); mi fanno schifo quelli che antepongono le ideologie dettate dall’alto e la militanza estrema alla vera pace che non è quella delle bandiere, ma quella del realismo e dell’obiettività; mi fa schifo la politicizzazione della cultura, che si dice sia di sinistra solo perché se hai un’associazione e provi ad organizzare eventi devi necessariamente indossare la maglietta rossa col faccione di Che Guevara o frequentare qualche “officina kulturale” affinché ti piovano soldi dal cielo; mi fa schifo il giornalismo schierato di chi riesce nell’ardua impresa di scrivere due articoli sullo stesso argomento esprimendo pareri diametralmente opposti a seconda del colore del governo (ad esempio qui a Chieti lo stesso quotidiano a distanza di poco tempo ha definito il medesimo Mercatino dell’Antiquariato dapprima un’avvisaglia del fatto che la città stava morendo e poi, con la nuova amministrazione, un’espressione della città che ha voglia di crescere); mi fanno schifo gli anonimi che dopo aver letto questo post mi daranno del fascista facendo finta per l’ennesima volta di ignorare che dei colori politici, come degli anonimi stessi, me ne sbatto altamente le palle. Clementina Cantoni libera!

Sicurezza? Sì, grazie.

Windows XP probabilmente è il primo vero tentativo da parte della Microsoft di realizzare un sistema operativo ai limiti della decenza. E secondo me, a determinate condizioni, ci si può convivere con tranquillità e soddisfazione (fermo restando il forte rimpianto per il sistema operativo del mio super accessoriato e mai dimenticato Amiga 1200 e l’incapacità di comprendere ancora oggi i motivi per cui il PC, piuttosto che l’Amiga o il Mac, sia poi diventato lo standard). Questo post è da intendersi come una brevissima guida per tecnolesi e l’obiettivo è quello di ottenere, in maniera del tutto lecita e gratuita, un computer stabile e sicuro che non debba essere riformattato ogni mese. Qualora alcuni termini non fossero comprensibili, cliccateci sopra e verrete rimandati alla spiegazione fornita dall’eccellente enciclopedia libera Wikipedia. Partendo dal presupposto che abbiate un’installazione “vergine” di Windows XP già aggiornata al Service Pack 2 e dotata dei driver per l’hardware in uso, ecco il minimo indispensabile da installare per vivere felici:

  • per controllare ed eventualmente chiudere i servizi maggiormente utilizzati per entrare abusivamente sui computer degli internauti ignari, utilizzate Windows Worms Doors Cleaner;
  • per disabilitare alcuni servizi che WindowsXP attiva automaticamente senza chiedere il permesso dell’utente e che possono creare problemi di sicurezza, di privacy nonché di rallentamento durante la navigazione utilizzate xp-AntiSpy;
  • come antivirus io personalmente consiglio AVG Free Edition, che offre gratuitamente il monitoraggio del sistema in tempo reale, il controllo della posta elettronica e l’aggiornamento via internet;
  • come firewall, per un tecnoleso “medio” è sufficiente quello integrato di Windows XP (purché aggiornato al Service Pack 2), mentre per un tecnoleso “avanzato” è consigliabile un software dedicato tipo il Sygate Personal Firewall;
  • contro i cosiddetti Spyware, un tecnoleso “medio” può installare Microsoft AntiSpyware e dormire sonni tranquilli, mentre un tecnoleso “avanzato” può installare in aggiunta al primo anche Spybot – Search & Destroy e Ad-aware.

A questo punto il vostro computer è pronto per uscire illeso da una normale connessione ad internet.

Camomillatemi! – Parte Seconda

Se le situazioni perfettamente sopportabili che però mi infastidiscono fossero state solo quelle descritte qui, sarei stato una persona fin troppo tranquilla e tollerante. Ma poiché stilarne una lista completa è praticamente impossibile dato che sono un brontolone cacacazzo della peggiore specie e che molte cose banali che mi fanno incazzare, in realtà, devono ancora capitarmi, beccatevi questa “parte seconda” e mettetevi l’anima in pace perché sicuramente arriverà la terza e magari anche la quarta. Prima o poi. Mi innervosisco:

  • se vedo noti professionisti, anche in circostanze che esigono ben altro tipo di abbigliamento, indossare le felpe “Baci e Abbracci” in tutti i colori dell’arcobaleno che a me personalmente fanno cagare, ma che qualcuno ha deciso dovessero diventare l’esclusiva novità modaiola del 2005 (almeno qui in zona, non so da voi);
  • se ascolto il nuovo spot radiofonico “Dietorelle” in cui per alcuni interminabili secondi viene lasciato il microfono ad una malata di mente che dice cose a caso;
  • se la vocina della bilancia elettronica, grazie al suo tecnologico rilevatore di movimenti, si accorge che sono appena entrato in farmacia e mi fulmina col suo “vuoi sapere il tuo peso ideale?” (lo so già che sono ingrassato, vaffanculo!);
  • se il troione di turno mi passa davanti impregnando l’aria con la sua scia di profumo extra dolce o se, peggio ancora, il troione di turno in realtà è una mia cliente che viene in studio e quando va via mi costringe a tenere aperte le finestre per due giorni;
  • se telefonando al centralino di un ufficio pubblico per parlare con un impiegato le uniche possibili risposte sono i classici “è fuori stanza” oppure “è in missione” (minchia, è arrivato James Bond!) oppure “ha l’interno occupato”, e nella migliore delle ipotesi devo sorbirmi il meglio di Bach o di Beethoven;
  • se il rotolo di carta igienica cosiddetto “salva-spazio” non riprende la forma originale anche dopo ore di “riabilitazione” manuale o se, peggio ancora, la carta igienica acquistata al discount a prezzo super scontato si rivela essere peggio della carta-vetro;
  • se sulla tazzina di caffè rimane il segno del rossetto, a prova di lavastoviglie;
  • se l’equivalente di mezzo bicchiere di succo di frutta rimane imprigionato nel “tetrapak” (o forse era il “combibloc” o il “tetrabrik” o il “combifit”… vabbè sticazzi, l’importante è che ho reso l’idea) grazie al geniale beccuccio posizionato a cazzo di cane, e non può essere bevuto se non decapitando con le forbici il povero contenitore in cartone;
  • se facendo zapping càpito su “Chi vuol essere milionario” ed alla domanda “Nella frase ‘Lucia porta il latte alla nonna’ qual è il complemento oggetto?” il concorrente chiede l’aiuto del pubblico (successo davvero durante la puntata del 23 maggio);
  • se il telefono cordless dell’ufficio ha la tastiera coperta da uno strato di fard (ora, se da un lato capisco che certe donne per evitare di far cadere definitivamente a terra l’uccello dei propri uomini abbiano bisogno di truccarsi con dosi massicce di stucco che ne mascherino la reale identità, non capisco invece perché cazzo ci si debba lavare la faccia con un telefono);
  • se passeggiando per Chieti la mia traiettoria si incrocia con quella di qualcun altro e, dopo esserci spostati contemporaneamente sullo stesso lato, poi su quello opposto, si va avanti a tentativi fino a quando uno dei due prende il telefonino e chiama il notaio per fissare la data del compromesso.

BilanceInEcCesso

Ispirato dal consiglio della pediatra di pesare il pupo prima e dopo la poppata per controllare quanto latte avesse tirato dal seno della madre, ho provato a pesarmi prima e dopo la seduta quotidiana sulla tazza del cesso ed ho notato un alleggerimento di poco più di 200 grammi. Immaginavo che pesasse di più, uno stronzo.

Sand’Andonie lu nemiche de lu Demonie

Ricevo da mukkapazza (e successivamente anche da arcadi, insanesoul e pixel78) il testimone di una catena che ha infestato la blogosfera negli ultimi giorni e dalla quale pensavo ingenuamente di essere stato risparmiato. Tra l’altro me ne sono accorto solo pochi secondi fa grazie a Technorati. Dunque:

  1. Volume totale dei file musicali sul mio computer: 6,49Gb.
  2. L’ultimo CD che ho comprato: qualcosa dell’età della pietra che ora non ricordo. Forse i Red Hot Chili Peppers (Blood Sugar Sex Magik).
  3. Canzone che sta suonando ora: nessuna perché il bimbo (finalmente) dorme.
  4. Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso:
    • Subsonica (Abitudine);
    • Andrea Mirò (La la la);
    • Samuele Bersani featuring Fabio Concato (Binario tre);
    • Beastie Boys (An open letter to NYC);
    • The Chemical Brothers (Galvanize).
  5. Cinque persone a cui passo il testimone: adoro far morire le catene di Sant’Antonio (e sono ancora vivo e vegeto). Qualcuno doveva pur farlo…

Anch’io ero un superfigo

E’ notorio come non sia sufficiente essere degli assi del volante per poter girare in macchina in tutta tranquillità: i pericoli, oltre che col rispetto del codice della strada, si evitano prestando la massima attenzione al comportamento degli altri automobilisti (soprattutto quelli che sono convinti di essere i legittimi proprietari della strada ed il cui diritto di precedenza è in funzione della grandezza e della potenza del proprio automezzo) e dei pedoni rincoglioniti. Vorrei soffermarmi proprio su quest’ultima categoria, i cui esempi più estremi sembrano materializzarsi sempre e solo davanti l’autovettura del sottoscritto (il solito culoso):

  • il furbo: quello che per guadagnare un po’ di strada attraversa in diagonale, magari con la convinzione sincera che gli automobilisti fermi ad aspettare la sua lenta traversata siano tutti in ferie e perciò rilassati e ben disposti verso la perdita di tempo;
  • l’imprevedibile: quello che per attraversare sceglie posti fantasiosi, rigorosamente in assenza di strisce pedonali e preferibilmente in piena curva, e nell’indecisione se passare o meno quando la strada è completamente sgombra, per effettuare il balzo felino attende l’attimo preciso in cui per un automobilista diventa impossibile frenare senza chiamare in causa l’ABS;
  • il nonno: l’anziano che alza il braccio come a voler emulare Mosè nell’atto di aprire le acque del Mar Rosso e passa tranquillo fregandosene se gli automobilisti in transito si siano fermati o meno;
  • il brontolone: quello che tenta di attraversare, ma nessuno glielo consente: così quando lo vedi borbottare ed in uno slancio di magnanimità ti fermi per farlo passare, lui attraversa con la velocità di un bradipo in letargo mentre contemporaneamente, in segno di eterna gratitudine, ti manda a cagare;
  • il superfigo: il ragazzino nel bel mezzo di quella fase adolescenziale in cui si prova un irrefrenabile senso di sfida contro tutto e tutti, che provocatoriamente attraversa la strada con sguardo strafottente e lentezza indisponente per fare il bulletto con le ragazzine che lo circondano;
  • la superfiga: la ragazzina vestita con abiti che un tempo erano un’esclusiva nonché un inconfondibile segno di riconoscimento delle prostitute da marciapiede, che parla al telefonino con fare preoccupato e gesticolante e che, troppo presa dal suo falso e poco credibile atteggiamento vip, prima di attraversare dimentica di controllare se per sbaglio ci siano degli automezzi in transito.

Ne ho dimenticato qualcuno?