Benché io non avessi alcuna intenzione di ammorbarvi con lo stesso tema già trattato dappertutto (blog, radio, quotidiani, telegiornali, signora sofferente nell’ascensore, geometra in attesa di una visura al catasto, anziano in fila alle poste per pagare l’I.C.I., ragazzina generosamente abbigliata ed in procinto di prendere l’autobus per andare al mare, ecc.), tuttavia un cervello in fase avanzata di ebollizione non mi consente di pensare ad altro che alla temperatura degli ultimi giorni, che rallenta movimenti e riflessi, annulla la voglia di fare e di lavorare, mantiene la pelle costantemente umida ed appiccicosa e, spesso e volentieri, blocca il collo e la schiena di chi cerca sollievo esponendosi a ventole e climatizzatori sempre più potenti ed assetati di risorse energetiche.
Ormai quando incontro qualcuno non ci salutiamo più col classico “ciao”, ma sbuffiamo in stereofonia blaterando “che cazzo di caldo!”. E mi sembra di rivivere ogni anno le stesse situazioni, in un loop devastante di consigli per bambini ed anziani, di acqua da bere anche se non si ha sete, di gare a chi legge il valore più alto passando davanti a qualche termometro, di teorie sulla convenienza degli impianti nucleari per la produzione di energia elettrica, di stabilimenti balneari di Riccione che si dotano di ogni comfort o lanciano qualche nuova moda cui tutti dovranno adeguarsi al più presto per non passare da straccioni, di Italia 1 che non riesce a fare a meno di ritrasmettere l’intera serie di “Professione vacanze” con Jerry Calà, e di gente che gli mancava tanto così per sclerare e, complice il clima, stupra o ammazza qualcuno. Ma probabilmente anche io ucciderei se mi passassero davanti la tizia simpaticissima di “ma allora tu sì n’astronauta!” o quell’altra squilibrata di “sensuale come un tassametro”.
Ché se me le ricordo, le odio e ne parlo, vuol dire che i pubblicitari hanno ottenuto esattamente ciò che volevano. Purché se ne parli, diceva qualcuno. Ed in effetti quando non c’è la trovata geniale, per promuovere un prodotto è molto meglio realizzare uno spot che faccia totalmente cagare piuttosto che uno normale che possa suscitare indifferenza passando inosservato. Quattro gattini, quattro stelline, quattro paperelle e quattro vaffanculo.
Scritto da Maxime il 30 giugno 2005









Shhhh … Piove. Miracolo!!!! Grazie di cuore alla mia collega che ha cantato a squarciagola stamattina. Grazie di cuore a me stessa che dopo sei mesi ho parcheggiato l’auto a cento metri dal posto di lavoro. Tutte queste cose… e molte altre… hanno fatto PIOVERE.
E in estate il caldo, e in inverno il freddo…finora mi manca il solito “saggio” che dice “…non si sono più le mezze stagioni…”, frase alla quale vi consiglio di rispondere con un “…ma gli imbecilli sani non mancano…” -_-
Che cazzo di caldo…
No era per salutare.
Comunque hai ragione il purchè se ne parli vince in pubblicità.
Che cazzo vince non lo so. Ma a noi mica ci frega? Hahahhahahah
a me fa incazzare quella delle marche “che ti hanno accompagnato nei momenti migliori della tua vita”… manco fossero i miei genitori! Ma vadavia i ciap, io ormai mi vesto solo dai cinesi!
papele, steline … con una elle max! ma allora non la segui bene la pubblicità! il vaffa però è corretto. ci sta tutto.
vlevo scrivere paperele
ma le dita mi restano appiccicate ai tasti per il caldo e quindi salto le lettere!!!
sei un genio, ti adoro.
(oh, ora ti ho commentato)
tra l’altro sono in abruzzo e quindi mi sa che soffriamo lo stesso caldo.
Ti do doppiamente ragione per il caldo ( come si può iniziare diversamente che con un commento sull’afa un qualsiasi discorso di sti tempi?) e per la pubblicità… alla fine quelle più imbecilli sono quelle che mi rimangono + in testa , magari le uniche che commento ( ” Che pubblicità scema!”)
Fai come me: nebulizzati!
Soffrire il caldo è il vero e proprio spartiacque tra la spensierata gioventù ed un’assennata maturità. Per intenderci, fino ai 23 anni nulla mi impediva, anche nelle ore più calde del pomeriggio, di salire in sella alla mountain bike e pedalare sull’itinerario Chieti – Francavilla e ritorno. A 32 anni … ci penso due volte!
Ehi, cos’hai contro la sensualità di un tassametro???
elmo, anch’io mi avventuravo in terribili francavilla-ch in sella ad una m.b.! (via fondovalle alento fino a bucchianico, poi la terrificante salita di colle marcone basso)
adesso mi chiedo: PERCHE’ LO FACEVO?
” Chiediti se sei felice, e smetterai di esserlo ”
forza chieti.
Buone “prime vacanze” in 3…
fortissimi i 4 vaffanculo