Archivio del mese di settembre 2005
Qualche giorno fa, per puro caso, ho letto una recensione di ArteInRovina pubblicata su un sito web che vorrebbe fare informazione a livello locale, ma dove evidentemente qualcuno si è svegliato una mattina improvvisandosi giornalista. L’articolo, poi rimosso a seguito della mia protesta formale (non è bello vedere il lavoro di tanti mesi demolito gratuitamente da un incompetente) ma che a futura memoria ho salvato sul pc, riportava testuali parole:
Il progetto di tre serate d’alto livello musicale per la città di Chieti nel panorama affascinante dei Tempietti Romani è stata certamente una scommessa, riuscita grazie alla grand’affluenza di pubblico, con una media di trecento persone a sera, e grande entusiasmo tra la gente per il livello dei musicisti chiamati ad esibirsi, come Michele Di Toro e Marcello Sebastiani.
Ovviamente gli imprevisti non sono mancati, dalla pioggia che ha costretto ha tenere l’esibizione musicale della prima sera all’interno del tempietto, con conseguente affollamento degli spettatori in uno spazio angusto, all’improvvisa mancanza d’elettricità, per cause mai del tutto accertate, un problema presentatosi più volte, che avrebbe potuto far saltare tutto.
Per il resto, la varietà degli eventi ha fatto scorrere piacevolmente la manifestazione, anche se il gran successo di pubblico ha portato ad una corsa all’accaparramento dei posti a sedere disponibili, con qualche malumore tra chi, arrivato più tardi, è rimasto in piedi.
In conclusione il progetto si è rivelato valido, anche se organizzato in un luogo sì suggestivo, ma con limiti di spazio e di logistica evidenziati anche dal tempo inclemente. Andrà ancora meglio nella prossima edizione.
È curioso notare come dalla lettura del pezzo non si capisca che cazzo è ArteInRovina, chi l’ha organizzato e perché, ma si dia invece risalto al malumore di chi non è riuscito a sedersi (in effetti i tavoli concordati dovevano essere più piccoli affinché ci fosse lo spazio per un numero maggiore di sedie) ed al problema dell’elettricità. Circostanza, quest’ultima, affatto degna di nota dato che la luce è andata via solo durante l’allestimento dei Templi Romani e mai durante l’evento vero e proprio! E se il “giornalista” conosceva questo particolare, probabilmente faceva parte delle maestranze. La vicenda si faceva sempre più misteriosa e così ho deciso di vestire i panni di Sherlock Holmes per smascherare il colpevole. A priori ho escluso il nostro partner che si era occupato dell’organizzazione dell’enoteca, perché la fornitura di tavoli e sedie era di sua competenza e doveva essere totalmente rincoglionito per polemizzare contro se stesso. Elementare Watson: era proprio lui!
Scritto da Maxime il 29 settembre 2005
Chieti | 14 Commenti |
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La bella stagione abruzzese quest’anno è stata vivacizzata dal concorso “La ragazza dell’estate – Un volto per la tv” organizzato da una rete televisiva ed un quotidiano locali ed il cui ambitissimo primo premio era nientepopodimeno che un contratto di un anno come annunciatrice presso la suddetta rete. Era sufficiente che qualcuno (non necessariamente la diretta interessata, alla faccia della privacy) inviasse una fotografia, che a sua volta sarebbe stata pubblicata sul quotidiano e votata dai lettori. Altro che far divertire Amedeo Goria (sempre che fosse davvero lui il provolone sputtanato da Le Iene) o pippare cocaina in compagnia di Kate Moss e Paolo Calissano!
L’evento del secolo, che ha messo brutalmente in evidenza tutti i limiti mentali ed organizzativi dei giornalisti della nostra Regione ma ha ovviamente ricevuto maggiore copertura mediatica rispetto a tante iniziative culturali ben più meritevoli, ha previsto in queste ultime settimane anche degli speciali in prima serata in diretta tv (roba da far tremare Desperate Housewifes, L’isola dei famosi e Ballando sotto le stelle messi insieme!), dove le ragazze partecipanti hanno avuto l’occasione di mettersi in mostra, ma soprattutto di ricordare al pubblico come chiunque (senza alcun limite d’età, altezza, misure, peso e quant’altro) potesse partecipare. Anche cani e porci. Di uno spezzone di programma a cui ho assistito per sbaglio mentre su Raidue c’era la pubblicità, ho segnato alcune frasi che le concorrenti hanno pronunciato per presentarsi.
- Una delle più appariscenti: “Mi vedo bene nel ruolo di annunciatrice, ma credo di avere anche altre doti nascoste… chissà!”
- Una delle più inguardabili, con estrema onestà: “E’ vero che l’occhio vuole la sua parte, ma conta anche l’aspetto interiore.”
- Una delle più convinte: “Sono qui non per gioco, ma perché ho preso questa cosa come un impegno e fino a che non avrò conseguito il mio scopo continuerò ad impegnarmi!”
- Una delle più confuse: “Ho sempre sognato di leggere il telegiornale e da quando ero piccola sto studiando per questo…”
- Ed infine la mia preferita, vestita come se fosse stata appena tirata fuori con la forza dal Leoncavallo: “Auà io non gi volevo mango venire, ha mandato la fotografia mio padre!”
Scritto da Maxime il 26 settembre 2005
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Nel bel mezzo delle ferie. Entro in un negozio, saluto la titolare (che conosco), poi mentre do un’occhiata agli articoli in saldo lei riceve un sms e leggendolo si emoziona a tal punto da dover a tutti i costi raccontare al primo malcapitato (io) perché quel messaggio sia così importante. Ma quando si rende conto che avrebbe fatto bene a farsi i cazzi suoi dato che quelle incredibili avventure non sono affatto interessanti né emozionanti per chi quelle esperienze non le ha vissute in prima persona, tentando di evitare la figura di merda inizia ad improvvisare ed inventare di sana pianta aneddoti talmente assurdi da risultare imbarazzanti, senza peraltro riuscire più a frenare l’emorragia di puttanate. Alla fine, mosso a compassione, esclamo ad alta voce “miii, che figata!” e mi avvicino frettolosamente all’uscita.
Mi aspetta lì fuori un tossico, che con una certa confidenza mi saluta chiamandomi per nome (?!) e mi chiede qualche spicciolo: “Eccoti 50 centesimi!” (i tossici di una volta si accontentavano di 100/200 lire, quindi con 1000 lire del vecchio conio dovrei farci un figurone) Ma lui quasi schifato: “Non ce l’hai 4/5 euro?” Ed io allontanandomi: “Certo che ce l’ho, e me le tengo pure! Ma guarda che roba…” Arrivo in Catasto per stampare delle visure ed al momento di pagare mi accorgo che per 50 fottutissimi centesimi (quelli dati al tossico) sono costretto a pagare con una banconota da 50 euro: peccato che l’impiegata non abbia il resto. Poco male: “Arrivo un attimo al bar di fronte così approfitto per fare colazione e cambio i soldi. Torno subito…”
Il titolare del bar è impegnato a scrollarsi dai coglioni il rappresentante della macchina per fare la crema di caffè, ché tanto non la chiede nessuno, ché i suoi clienti sono sempre gli stessi e non amano le novità, ecc. Da gran bastardo, proprio mentre a testa bassa il tipo sistema le carte per andarsene, mi rivolgo al bancone ed esordisco: “Che niente niente c’hai la crema di caffè?” E vedo il titolare rosso in volto che a bassa voce blatera qualcosa che non capisco ma che somiglia a “ma sporca la donna! mo dirompo il mulo!” Nonostante tutto riesco ad avere un cornetto ed un cappuccino e, mentre finalmente tiro fuori i 50 euro da cambiare, entra un mio cliente che prima ancora di salutare mi chiede “carissimo, che ti posso offrire?”. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Scritto da Maxime il 23 settembre 2005
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Mi sembrava un viso già noto, e quella mattina la incontravo dappertutto. Mi sforzavo di ricordare dove l’avessi già conosciuta prima, e più mi concentravo più mi incazzavo perché mi trasmetteva delle sensazioni di fiducia e di confidenza sicuramente già acquisite da tempo. E non potevo non ricordarmi di lei. Riccia, magrolina, sorridente. Quando ci siamo incrociati sulle scale mi ha salutato senza fermarsi né alzare lo sguardo. Ma magari quel “ciao” era solo una concessione ad un volto che anche lei incrociava spesso e che l’abitudine aveva reso familiare. Non è detto che ci fossimo mai presentati. La sera precedente ero stato al solito bar, con le solite persone. No, lei sicuramente non c’era. Io i barman che preparano cocktail superalcolici che sembrano analcolici, quei barman, li stimo davvero moltissimo: era mia sorella.
Scritto da Maxime il 21 settembre 2005
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Mi capita spesso, complice la fase di rincoglionimento che quotidianamente e lentamente mi conduce dal sonno alla veglia, di avere l’impressione di trovarmi ancora nel bel mezzo di un sogno. Così pure una mattina di qualche settimana fa. Vado al solito bar a fare colazione e mentre consumo il cornetto ed il cappuccino due persone accanto a me chiedono due orzate. Esco, ed attira la mia attenzione un manifesto con il programma della Festa della Madonna degli Angeli: alle ore 19 è prevista la partita di calcio “Scapoli – Ammogliati” ed alle 21 grande festa in piazza con l’orchestra “Gli sballo”. Passo in banca per pagare l’IVA e la signora che mi precede, arrivato il suo turno, esordisce chiedendo “ma questo euro va bene?” e notando lo sguardo spaesato della cassiera prosegue dicendo “nel senso… conviene il cambio rispetto alla lira?”. Mentre l’impiegata si premura di informare la poveretta circa le invenzioni della ruota e del fuoco, per fortuna si libera un’altra cassa. Proseguo il tragitto verso l’ufficio e già immagino di incontrare qualche figlio dei fiori che si inchiappetta su una panchina, o per lo meno di veder transitare un’automobile a vapore guidata da un brontosauro. Arrivo sano e salvo, ma mi torna in mente che alle 4 della notte appena trascorsa mia moglie mi ha svegliato per avere il mio consenso circa la sua prima categorica imposizione al piccolo Davide (4 mesi e mezzo di vita): “il motorino non glielo compriamo!”. Ed io: “Ma vaffanculo!”. Però amorevolmente.
Scritto da Maxime il 19 settembre 2005
Osama Bin Davide | 12 Commenti |
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Tranquilli, sono vivo e vegeto e non ho alcuna intenzione di abbandonare la blogosfera. La lontananza che sono stato costretto a subire è dipesa, ferie a parte, sia dall’impegno richiesto per l’organizzazione di “ArteInRovina” ma soprattutto dalla circostanza che, mentre ero beatamente al mare e non avevo la possibilità di controllare la posta elettronica, il 17 agosto è scaduto il mio contratto adsl ed è iniziata la più assurda odissea che io ricordi. Ho pensato: perché non approfittare del fatto che mi è scaduto l’abbonamento con il provider “X” per sfruttare la super offerta del provider “Y”? Bella cazzata! O meglio: in teoria un’ottima idea, ma in pratica sarebbe stato più semplice richiedere un permesso di soggiorno su Saturno e magari ottenere anche un colloquio di lavoro in un’azienda aliena.
Succede in Italia che il provider “X”, alla scadenza del contratto adsl ed in mancanza di rinnovo da parte del cliente, cancelli l’account ma (per dispetto?) non richieda alla Telecom di intervenire sulla centralina per staccare l’adsl dalla linea telefonica. Succede quindi che il provider “Y”, chiedendo alla Telecom l’allaccio dell’adsl su quella stessa utenza, riceva ovviamente esito negativo in quanto “risulta già in essere un contratto adsl con altra società telefonica”. Succede che il cliente, incazzato nero, solleciti il provider “X” affinché a sua volta solleciti la Telecom. Succede che dopo numerosi solleciti il cliente, sull’orlo di una crisi di nervi, telefoni anche al 187 per conoscere se il provider “X” abbia mai fatto quella fottuta richiesta alla Telecom e che più di un operatore risponda malamente che quel tipo di assistenza è possibile solo richiedendo l’adsl di ALICE (ma questo è un ricatto o cosa? se le linee appartengono a Telecom ed io sono un cliente Telecom, perché cazzo non potete darmi un’assistenza di questo tipo? avete paura di non essere competitivi senza mettere costantemente i bastoni fra le ruote alla concorrenza?). Succede che dopo oltre venti giorni senza banda larga il cliente lasci perdere i call center ed inizi a scrivere lettere di sollecito e di diffida a tutti i soggetti interessati e sia tuttora in attesa di un cortese cenno di risposta.
Ma torniamo ad “ArteInRovina”: la più grande soddisfazione è sicuramente quella di vedere una semplice idea (nata dalla fervida mente dell’amico fraterno Elmoplita, spesso commentatore di questo blog nonché fondatore dell’associazione culturale “Il Muro” insieme a me e ad altri due folli) che si trasforma in realtà ed ottiene il meritato successo. E verificando sulla nostra pelle quanto sia dura passare dalle parole ai fatti, mi verrebbe quasi da giustificare chi (alcuni politici in primis) passa la propria vita a produrre solo chiacchiere. Ma noi almeno ci abbiamo provato. Tantissimi i complimenti per aver riaperto e valorizzato un importante sito archeologico di Chieti che 365 giorni all’anno è chiuso al pubblico, privo di ogni manutenzione ed in balia dei vandali (un applauso alla Soprintendenza!), per aver proposto un mix vincente di jazz dal vivo, pittura e buon vino, per aver portato artisti di fama nazionale, per aver creato un’atmosfera unica, per essere riusciti a fare tutto questo senza essere costretti a colorarci politicamente, ottenendo consensi bipartisan. Non sono mancate nemmeno le critiche (pochissime per la verità): con quelle costruttive riusciremo a fare ancora meglio l’anno prossimo, con quelle distruttive ci puliremo tranquillamente il culo. “Ma perché invece di utilizzare i Templi Romani non avete utilizzato le Terme Romane?” “Ma perché anziché l’enoteca non avete attrezzato una pizzeria?” “Ma perché non avete altre sedie? Ho problemi alle gambe e devo sedermi per forza.” “Ma perché suonate solo musica jazz e non proponete anche musica rock?” Scusate, ma chi cazzo vi ha invitato? Di certo non ci aspettiamo una statua per quello che, senza fini di lucro e solo per amore nei confronti della nostra città, abbiamo follemente realizzato. Né pretendiamo più risalto mediatico di quanto ne abbiamo già ricevuto, dato che qui da noi è notorio come sia dato più spazio ad esempio ad una gara di rutti svolta nel peggior stabilimento balneare di Pescara, piuttosto che ad un’iniziativa culturale organizzata nel resto dell’Abruzzo. Tuttavia saremmo soddisfatti se chi di dovere si rendesse finalmente conto che a Chieti, nonostante le enormi potenzialità, il turismo tende allo zero, gli eventi di rilievo sono solo due in un anno, nessun commerciante vende souvenir nè prodotti tipici, nessun ristorante propone menù turistici, non c’è un biglietto unico che consenta di spostarsi con i mezzi pubblici e contemporaneamente avere accesso ai musei, alla pinacoteca ed ai numerosi siti archeologici (quest’ultimi tutti chiusi al pubblico), non si organizzano visite guidate all’ipogeo e gli stessi residenti non conoscono o non hanno mai visitato le bellezze della propria città. Avanti Teate!
Scritto da Maxime il 15 settembre 2005
Chieti | 16 Commenti |
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