Mi sembrava un viso già noto, e quella mattina la incontravo dappertutto. Mi sforzavo di ricordare dove l’avessi già conosciuta prima, e più mi concentravo più mi incazzavo perché mi trasmetteva delle sensazioni di fiducia e di confidenza sicuramente già acquisite da tempo. E non potevo non ricordarmi di lei. Riccia, magrolina, sorridente. Quando ci siamo incrociati sulle scale mi ha salutato senza fermarsi né alzare lo sguardo. Ma magari quel “ciao” era solo una concessione ad un volto che anche lei incrociava spesso e che l’abitudine aveva reso familiare. Non è detto che ci fossimo mai presentati. La sera precedente ero stato al solito bar, con le solite persone. No, lei sicuramente non c’era. Io i barman che preparano cocktail superalcolici che sembrano analcolici, quei barman, li stimo davvero moltissimo: era mia sorella.
Scritto da Maxime il 21 settembre 2005









eh capita, pensa che io l’altro giorno per dire alla mia collega il nome del capo ho detto: “si, quel tipo che lavora nella stanza accanto alla nostra…”
Fin quando è tua sorella può anche andare, ma se fosse stata tua moglie avrei iniziato a preoccuparmi seriamente! A proposito, tanti auguri alla mamma più bella di Chieti.
Vedo che siam messi bene…;-)
Comunque io ho fatto di peggio,se può consolarti…
Questa è proprio bella! Mi riveli, un giorno, in privato, qual è questo solito bar?! Potrebbe farmi comodo…
è il secondo post che leggo sulla famiglia oggi! : )
Tarè
eheheh…altro che non alcolici…
O erano molto super alcolici o sei molto rincoglionito …
Ahahah… seratina interessante e mattinata un po’ annebbiata, eh? MD;))
mi sa che è meglio che passi agli anal…colici!!! ma il solito Bar è quello dove anch’io….?
ehm…piuttosto grave, direi!
Cotto, eh??? ^_^
Quando decidi di spararti avvertimi con 24 h ore di anticipo.
Ma questo bar è annoverato sulle guide speciali?
Se non c’è è un peccato.
Se il racconto è vero
è semplicemente FANTASTICO!
[e cmq era scritto bene]
Che carino,grazie della segnalazione!buon sabato!
tutti: sveliamo l’arcano, dato che sono rincoglionito ma non fino a questo punto. L’episodio non risale a questa ma a tantissime estati fa, quando ancora organizzavo serate “allegre” con gli amici. Il “solito bar” dell’epoca era la Caffetteria del Corso, quando ci lavorava ancora il mitico Berto (chi non è di Chieti non può capire), la cui specialità erano proprio i cocktail superalcolici alla frutta che sembravano totalmente analcolici (e te ne accorgevi dopo una ventina di minuti che cazzo c’aveva messo dentro). E ovviamente all’aperitivo era seguita una serata etilica in grande stile… In ogni caso l’ispirazione per questo post me l’ha data la “cedrata” bevuta al mini raduno blogger di pescara, che mi ha permesso di ricordare l’episodio. Arcadi capirà.