Archivio del mese di ottobre 2005

Se ne sentiva davvero la mancanza

Black: quattro cd imperdibili per la tua playlist: il primo cd da sabato 15 ottobre in edicola con DEE, la rivista ufficiale di Radio Deejay” Non appena ho ascoltato questo spot sono corso in edicola ad accaparrarmi la mia copia di DEE, convinto (o forse ingannato dalla pubblicità) che il prodotto principale fosse la rivista e magari il cd fosse solo il classico gadget in omaggio. Prima sorpresa: il prezzo. Minchia, nove euro e novanta (oltre diciannove mila lire del vecchio conio) per una rivista! E vabbè, di Radio Deejay posso fidarmi. Poi, oh, una nuova rivista che parla di musica non me la posso mica perdere! Seconda sorpresa: ma la rivista quale sarebbe? Questo piccolo (non come dimensioni, ma come contenuti) depliant autopromozionale di sole 16 pagine, di cui una è la copertina, cinque sono dedicate al cd, una è la pubblicità di XL di Repubblica, una è la pubblicità di Radio DeeJay e le altre otto contengono interviste e news sui personaggi della stessa radio? E vabbè, magari ’sto cd allegato contiene musica della madonna! Terza sorpresa: trattasi di una raccolta di musica soul che la più nuova risale a quando andavo all’asilo e la più vecchia magari l’ascoltavano mio padre e mia madre quando da fidanzati si andavano infrattando (Aretha Franklin, Marvin Gaye, James Brown, The Temptations, ecc.). Sia ben chiaro: brani assolutamente eccezionali ed indispensabili in ogni collezione musicale che si rispetti. Talmente indispensabili che li avevo già tutti all’interno di un’altra compilation simile, una di quelle che al Mediaworld ti tirano dietro a tre/quattro euro! Che poi che cosa c’entra questo soul “antico” con Radio Deejay, emittente con un palinsesto ed un target decisamente diversi (come se Radio Maria si mettesse a produrre le Greatest Hits di Marilyn Manson)? Fortuna che il secondo cd si intitola “disco”, finalmente qualcosa di gggiovane! Gloria Gaynor, Chic, Earth Wind & Fire, Kool & The Gang, Diana Ross: altra musica da cd “special price” di cui la mia discoteca era già abbondantemente fornita. Ed un altro depliant autopromozionale: si parla persino del sito web della radio e della gara podistica organizzata da Linus, wow! Domani esce il terzo cd, e non sia mai detto che io lasci una raccolta a metà. Ché magari finalmente avrò la possibilità di ascoltare l’ultimo singolo dell’uomo di Neanderthal e sulla “rivista” la Pina spiegherà le regole del gioco “Gira il porceddu” o addirittura regalerà la tessera del “Piccolo club delle persone molto speciali”…

Stiamo lavorando per voi

Qualcuno spesso commenta i post contenenti i cazzi miei scrivendo “ma succedono tutte a te!” forse anche con una punta di diffidenza, ché non è facile credere a certe situazioni tutte insieme e me ne rendo perfettamente conto. In effetti alcuni episodi li riporto in maniera romanzata e li articolo in modo tale da strapparvi un sorriso, cosa che sicuramente non avverrebbe limitandomi alla fredda cronaca (che peraltro risulterebbe molto poco interessante). E magari unisco temporalmente vidende che abbiano delle similitudini anche se avvenute in momenti differenti, in modo tale da poter finalmente cestinare qualcuno dei numerosi foglietti di appunti che affollano le tasche dei miei pantaloni. Ma è tutto assolutamente vero, come possono testimoniare quelli che mi conoscono personalmente.

Gli stessi che sanno bene come ogni cerimonia di cui sono protagonista o anche semplice spettatore può riservare delle sorprese da un momento all’altro: il mio matrimonio, a giudicare dalle risate dei presenti, sembrava più una puntata di Zelig Circus. Ricordo solo che ad un certo punto mi è stato dato il calice col vino e senza rendermene conto l’ho bevuto tutto, poi l’ho restituito al prete che passandolo a mia moglie mi ha detto “t’è piaciuto? ci vuoi rifare?”. Invece durante il battesimo del piccolo Davide un tizio s’è avvicinato timidamente all’altare con l’indice sollevato come a voler interrompere la celebrazione della messa e dopo un breve e silenzioso scambio di opinioni col prete, quest’ultimo nel panico generale ha annunciato al microfono che c’era da spostare una macchina. Qualche minuto dopo, nel bel mezzo del rito principale, l’assistente del prete mi ha fissato qualche attimo e con sguardo interrogativo, noncurante della situazione, mi ha detto: “noi due ci conosciamo, ma non riesco a ricordarmi dove ci siamo incontrati… di che parrocchia sei?”.

Qualcun altro ritiene, ma ha paura a dirmelo, che i miei post siano troppo lunghi. A questo punto è d’uopo un sondaggio, di cui potrei tener conto non appena vi rivelerò alcune novità su cui sto (anzi stiamo) lavorando. Novità che sono, peraltro, la causa della mia “latitanza”.

Vuvuvù chiocciolina punto ram

Do atto a mio padre che ultimamente sta facendo uno sforzo immane per tentare di adattarsi alle nuove tecnologie, lui che ha sempre rifiutato qualsiasi diavoleria che gli potesse facilitare il lavoro e la vita. Ieri ha detto ad un cliente: "Se lo preferisci, quei documenti puoi inviarmeli anche sulla chiocciolina…"

Una montagna di merda

Dopo 144 post, oltre 41 mila visite e 1604 commenti, PensierInEcCesso compie un anno e pretende gli auguri anche e soprattutto dai lettori finora silenziosi, sempre che ce ne siano. Chè altrimenti qui ci si alza un attimo dalla tazza del cesso e dopo un veloce bidè si offre una fetta di torta ed un bicchiere di spumante solo ai 15 lettori di sempre. Un bilancio di questi 365 giorni? E’ sufficiente rileggere i miei primissimi post, finti, bruttissimi, scritti tentando di emulare gli autori delle mie letture preferite e con eccessiva voglia di stupire e di dimostrare qualcosa. Spero, come certi vini, di essere migliorato col tempo. Magari senza essere diventato aceto.

TurcheInEcCesso

Oggi, sulla tazza del cesso di casa mia, pensavo a quanto sia comodo per noi uomini il fatto di poter urinare in piedi. Apriamo la zip o i bottoni del pantalone, cacciamo fuori l’aggeggio ed è fatta. Allo stesso tempo, però, se capitiamo in un locale pubblico o in un Autogrill ed il bisogno fisiologico è di maggiore consistenza, vengono messe a dura prova le nostre capacità creative, atletiche e balistiche. Chè se il bagno è provvisto di tazza e questa è stata già pesantemente utilizzata da gente dotata di scarsa mira, ce la caviamo armandoci di quintali di carta igienica per pulire il pulibile e per rivestire ed isolare la superficie dove andremo a poggiare le chiappe.

Ma se la tazza (la cui presenza è certa solo nei bagni riservati al gentil sesso) non c’è e ci si trova davanti il temibile gabinetto alla turca inizia la vera tragedia dei giorni nostri. La soluzione ideale al problema sarebbe quella di travestirsi da donna facendo una veloce visita al locale contiguo, anche se più realisticamente ci si ritrova nella situazione drammatica di dover assumere pose improbabili in equilibrio instabile senza poter appoggiare le mani sulle pareti a causa della quantità industriale di schizzi di varia natura prodotti dai precedenti fruitori e soprattutto senza avere la certezza di centrare il buco dello scarico piuttosto che i propri pantaloni. Ed evito accuratamente di descrivere cosa potrebbe accadere in caso di squaraus… In Italia facciamo casino e sosteniamo battaglie per le peggiori stronzate, possibile che nessun parlamentare abbia mai fatto un’interrogazione al Ministero della Sanità per l’abolizione di tali trappole? O dobbiamo attendere l’ennesima legge ad personam sperando che al Presidente del Consiglio venga un improvviso attacco di diarrea mentre è in autostrada?

L’unione fa la forza

Hanno detto che queste primarie sono un’importante dimostrazione di democrazia, ché così è direttamente il popolo a decidere qual è il miglior candidato premier della coalizione di centro-sinistra. Poi però ho visto gente appartenente alla stessa area politica scontrarsi su programmi sensibilmente diversi e mi sono venuti dei dubbi. Ma una “coalizione”, in quanto tale, non dovrebbe avere qualche altro programma comune oltre al profondo odio per Silvio Berlusconi? Altrimenti che cazzo s’è coalizzata a fare?

Agli occhi di un profano dei meccanismi politici come me, le primarie sono apparse come un momento di rottura e non certo di “Unione”: il candidato più idoneo a battersi con il leader del centro-destra dovrebbe essere votato esclusivamente sulla base dell’immagine, delle capacità di comunicazione, del curriculum professionale e politico e soprattutto dell’opinione pubblica, non certo per i programmi che dovrebbero teoricamente essere abbastanza somiglianti. Poi però mi sono accorto che in mezzo a gente più o meno moderata c’era anche qualcuno di estrema sinistra (ognuno ha le sue palle al piede di cui non può fare elettoralmente a meno, ogni riferimento alla Lega Nord è puramente casuale), e la situazione si è fatta finalmente più chiara.

Certo è che se per assurdo vincessero le primarie Fausto Bertinotti (persona distinta e sicuramente capace, ma che è solo forma di una sostanza ben diversa, fatta di realtà da me molto distanti) o i Senza Volto (Simona Panzino accompagnata da un tipo che sembra saltato fuori da un ring di wrestling, nel vano tentativo di camuffare e riciclare concetti come “okkupazione”, “disobbedienza” e “no-global” che in passato non hanno mai fatto una bellissima figura, non tanto per i fini ma per i mezzi), forse riabiliteremmo l’attuale Presidente del Consiglio. E’ un vero peccato che per colpa del nostro sistema elettorale la politica sia diventata un discorso elitario, perché il privato cittadino che senza forti appoggi economici né colori politici volesse offrire il proprio contributo alla società è tagliato fuori in partenza. E che allo stesso tempo sia diventata un discorso paraculistico, perché il piccolo partito può essere responsabile della sconfitta della grossa coalizione e quindi è portato, se non costretto, a dare il culo a qualcuno in cambio di incarichi che mai riuscirebbe ad ottenere da solo. Insomma, si materializza sempre più l’ipotesi che sulla scheda elettorale io possa disegnare l’ennesima ceppa di cazzo.