Oggi, sulla tazza del cesso di casa mia, pensavo a quanto sia comodo per noi uomini il fatto di poter urinare in piedi. Apriamo la zip o i bottoni del pantalone, cacciamo fuori l’aggeggio ed è fatta. Allo stesso tempo, però, se capitiamo in un locale pubblico o in un Autogrill ed il bisogno fisiologico è di maggiore consistenza, vengono messe a dura prova le nostre capacità creative, atletiche e balistiche. Chè se il bagno è provvisto di tazza e questa è stata già pesantemente utilizzata da gente dotata di scarsa mira, ce la caviamo armandoci di quintali di carta igienica per pulire il pulibile e per rivestire ed isolare la superficie dove andremo a poggiare le chiappe.
Ma se la tazza (la cui presenza è certa solo nei bagni riservati al gentil sesso) non c’è e ci si trova davanti il temibile gabinetto alla turca inizia la vera tragedia dei giorni nostri. La soluzione ideale al problema sarebbe quella di travestirsi da donna facendo una veloce visita al locale contiguo, anche se più realisticamente ci si ritrova nella situazione drammatica di dover assumere pose improbabili in equilibrio instabile senza poter appoggiare le mani sulle pareti a causa della quantità industriale di schizzi di varia natura prodotti dai precedenti fruitori e soprattutto senza avere la certezza di centrare il buco dello scarico piuttosto che i propri pantaloni. Ed evito accuratamente di descrivere cosa potrebbe accadere in caso di squaraus… In Italia facciamo casino e sosteniamo battaglie per le peggiori stronzate, possibile che nessun parlamentare abbia mai fatto un’interrogazione al Ministero della Sanità per l’abolizione di tali trappole? O dobbiamo attendere l’ennesima legge ad personam sperando che al Presidente del Consiglio venga un improvviso attacco di diarrea mentre è in autostrada?
Scritto da Maxime il 18 ottobre 2005









TU SEI SEMPLICEMENTE UN FENOMENO!!!
ihihihihihiihihihih
:**** *h*
Per usare la turca basta avere i quadricipiti allenati….
Si vede che non hai fatto il militare: l’unica cosa che mi ha insegnato è stato come usare una turca immonda senza contrarre le peggiori infezioni.
a dire il vero il commento era molto più lungo che il sorriso finale, ma meglio così, meglio non scendere nei dettagli dell’argomento, valà. Spaiata
Mi ricordo una volta,qualche anno fa era il periodo natalizio, mio fratello mi aveva convinto ad andare a sciare a passolanciano, la sera prima avevo mangiato la polenta che aveva cucinato la buonanima di mio zio.
la mattina seguente carichiamo la macchina e partiamo.
Appena arrivati le mie budella stavano gia sul piede di guerra, udivo dei rumori molesti, quando ad un certo punto non ho resistito, mi guardo in giro e vedo l’albergo Mamma Rosa, mi fiondo all’interno chiedo gentilmente dove si trovasse il bagno, appena entrato nel cesso, una prima occhiata al vile luogo dove mi trovavo, e, tra puzza e schifo,
salgo con i piedi sulla tazza, e come un equilibrista mi tiro giu quella kazzo di tuta di merda da sci, e , via.
Le nuvole nere coprirono l’albergo, tuoni e fulmini, e grida di persone terrorizzate.
Alla fine mi liberai di quasi un kilo di polenta digerita, e un sospiro di sollievo diradò le burrascose e minacciose nuvole nere,
e una voce con un forte accento romano dall’ esterno disse:
AHO MA KE KAZZO TE SEI MAGNATO…
Zitto zitto quatto quatto e con movimenti
da camaleonte stavo cercando di ricompormi, ma la malasorte era in agguato, misi un piede in fallo e scivolai dalla tazza del cesso.
Non vi racconto i particolari ma dopo essermi lavato per una sattimana con la VARIKIN, pensai, meno male che esistono i cessi pubblici, dove possiamo liberare l’animale che è in ognuno di noi…
Questo post mi ricorda la visita militare al maricoleva di Taranto.
Chi di voi là ha visto un cesso che NON sia un buco a terra?
Ho passato 4 gg terribili, potendomi rifocillare l’intestino solo durante il viaggio di ritorno, di notte, in attesa del primo treno per casa, alla stazione di Catania (lì i bagni erano umani e sorprendentemente SPLENDENTI!!!)
buahaha!
e ora invece immagina di doverti cambiare un tampax nel bagno lurido di una barca con il beccheggio e rollio di un mare incazzoso… sei ancora sicuro che voi uomini siete svantaggiati?
eheheheheh! oggi hai fatto onore al tuo titolo. ciao max
Perfettamente d’accordo! Aderisco con entusiasmo a questa battaglia di civiltà e progresso!
Tuttavia, senza voler fare del facile “revisioninsmo”, proporrei un sano utilizzo delle turche: le riserverei per tutte “le principesse sulla tazza” che “a me mi fa schifo andare al bagno pubblico perchè qui perchè lì” e onde evitare di avvicinarsi più di trenta centimetri a qualsiasi sanitario/piastrella/cestino prensente in un bagno che non sia quello di casa loro la fanno qua e là, che nemmeno un alcolizzato dopo l’october fest…
che grassa risata…
situazione estrema. cambiarsi il tampax in un bagno disastrato di una discoteca, in bilico sui tacchi (e qualche bicchiere di troppo) tenendo su i pantaloni che se no toccano per terra e è tutto bagnato e tenere chiusa la porta senza voler toccare la maniglia… questa è magia..
Non tocchiamo l’argomento eh? Che andare in giro per noi donne è un vero dramma soprattutto in paesi in cui l’igiene dei bagni è anche peggio dell’ Italia … siete fortunatissimi altro che
Però sei corente, mentre sei seduto sulla tazza fai proprio dei pensieri di m…..
Buauauauuauauauauau
puoi sempre passare questo post a qlk parlamentare!… al massimo fai una figura di m….
La vicenda di orioko è tragicomica ehehe
ti dirò la verità… i bagni alla turca sono considerati i migliori in fatto di igiene… in quanto chi li pulise non li tocca come succede con una tazza normale… in più non li tocchi tu per espetare i suoi bisogni. A nulla vale il fatto che devi toccare le mura per reggerti…non cadere… non centrare i pantaloni… etc. etc. Senza dimenticare che con una gamba reggi la porta rotta da chissàcchì… con l’altra reggi te stesso e onduli all’araba per evitare che qualche stronzo cada nelle mutande… con una mano reggi il giornale (secondo me gli autogrill campano per quello) e con l’altra preghi che qualche trans non abbia infettatto il muro…
http://www.animah.it
una volta ero in stazione di milano cle e avevo la diarrea,allora sono andato nei bagni a pagamento e ho trovato una turca: non sapevo come fare e allora mi sono tirato giu i pantaloni e ho cercato di accucciarmi e ho lasciato: un po e’ entrato nella turca ma alcuni schizzi sono usciti.
un altra volta avevo la diarrea e sono andato in un bagno sebach e ho mollato il liquame anche se non e’ entrato nella tazza neanche uno schizzo.
ciao a tutti
Penso che quando scappa la cacca fuori di casa è un vero dramma. Io una volta non ho trovato bagni decenti e alla fine il mio intestino ha espulso uno tsunami di cacca nelle mie mutande bianche. Che schi fo e che puzza. PS lE MUTANDE POI LE HO BUTTATE.