Archivio del mese di gennaio 2006

Non era una barzelletta!

O forse sì?

Caro Davide,
felicitazioni per il tuo arrivo!
Questa è certamente la prima lettera che ti viene indirizzata. E’ il Presidente del Consiglio a scriverti per porti probabilmente anche la prima domanda della tua vita: lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di 1.000,00 (mille/00) euro?
I tuoi genitori potranno riscuoterlo presso questo Ufficio Postale: (omissis)
…e troveranno tutte le informazioni necessarie nell’allegato a questa lettera.
Ti invio i più affettuosi auguri per una vita lunga, serena, piena di soddisfazioni e di successi e porgo ai tuoi genitori le più cordiali felicitazioni.
Un grosso bacio,
Silvio Berlusconi.

Allegata alla lettera (recapitatami questa mattina e visibile cliccando qui) ho trovato una dichiarazione sostitutiva di certificazione da riempire con i miei dati (mentre quelli di mio figlio Davide sono già correttamente riportati) dove, tra le altre cose, c’è scritto:

dichiara inoltre, che il reddito complessivo del proprio nucleo familiare, riferito all’anno di imposta 2004, non è stato superiore a euro 50.000,00 (cinquantamila,00)

Ma questo bonus non doveva essere indipendente dal reddito?!?

[EDIT]La somma può essere riscossa presso l’Ufficio Postale a partire dal 15 febbraio 2006 ed entro il 29 aprile 2006” …chissà quanta gente se ne dimenticherà…

Per un pugno di dollari

Sinceramente non sono affatto scandalizzato dall’entrata in vigore della nuova legge relativa alla legittima difesa, benché io ritenga che andrebbe maggiormente circostanziata per evitare casi di “legittima offesa”; piuttosto sono seriamente preoccupato dal modo in cui certi media stanno (dis)informando la popolazione italiana, come se fosse improvvisamente diventato lecito possedere un’arma da fuoco per sparare alla prima cosa che si muove dentro la propria casa. Anziché spiegare cosa è permesso ed in quali casi e cosa non è comunque permesso fare, si è preferito mandare le troupe televisive ad effettuare interviste per la strada, evitando accuratamente di prendere atto della circostanza che nessuno ci ha capito un cazzo.

Ha contribuito a diffondere una visione distorta della realtà anche uno dei più apprezzati “guru” della blogosfera il quale, evidentemente accecato dall’odio aprioristico per il Governo Berlusconi che tanti fegati sta irrimediabilmente spappolando, ci ricorda un episodio di cronaca avvenuto a Milano qualche anno fa e durante il quale il proprietario di una tabaccheria ha rincorso un rapinatore sparandogli alla schiena ed uccidendolo: però Sasaki evita colpevolmente di riferire che anche con la nuova legge una reazione del genere non sarebbe consentita e costituirebbe un eccesso (o un abuso) di legittima difesa! Infatti la nuova legge prevede due necessarie condizioni affinché sia consentito l’uso delle armi per difendere la propria o l’altrui incolumità ed i propri o gli altrui beni: 1) il reale pericolo d’aggressione; 2) la mancanza di desistenza da parte del malvivente. E benché approvare una legge del genere equivalga ad ammettere che lo Stato non è più in grado di garantire un diritto fondamentale come la nostra sicurezza, non si possono comunque mettere in giro tutte queste cazzate e non si può non ricordare come la vecchia legge fosse pesantemente sbilanciata a favore dell’aggressore rispetto all’aggredito.

Dunque, ora come non mai, sarebbe opportuno fornire una corretta informazione per evitare che si diffondano tra la popolazione delle convinzioni totalmente errate, che ci sia la corsa all’acquisto delle armi da fuoco e che l’Italia diventi davvero un far-west come molti si augurano per il mero e macabro gusto di poter dire un domani “l’avevo detto io“. Approfittare di qualsiasi notizia per fare campagna elettorale va bene e fa parte del gioco, ma in certi casi essere obiettivi è decisamente meglio. Anche perché non vorrei mai che durante uno dei miei tanti rilievi topografici, essendo costretto ad entrare in qualche proprietà privata per appoggiarmi ad un punto fiduciario del Catasto, qualcuno si sentisse autorizzato a spararmi addosso. Ed in quel caso la responsabilità non sarebbe della legge, ma di tutti coloro che hanno contribuito a diffonderne un’interpretazione errata.

Mamma mia come sto…

C’è un tossico piuttosto noto nella mia città perché una settimana sì e l’altra pure finisce sulla cronaca locale in veste di protagonista di qualche episodio di microcriminalità. E se anche qualcuno non lo sapesse che è un tossico, non faticherebbe troppo ad immaginarlo per via dei suoi occhi spenti ed incavati circondati da perenni occhiaie nere, della barba malamente incolta, dei capelli abbandonati a loro stessi, del passo stanco e trascinato, del braccio teso con la mano sempre aperta e quasi paralizzata per chiedere soldi ai passanti, del modo di parlare lento e sconclusionato con la bava alla bocca. Qualche giorno fa l’ho incrociato per l’ennesima volta più sfatto che mai e mentre tentavo di evitarlo mi ha detto: “Mi mancano un euro e cinquanta centesimi per comprare il biglietto dell’autobus, puoi aiutarmi? Tranquillo, non sono un tossico!” Con un sorriso di complicità gli ho risposto: “E perché mai dovrei pensare una cosa del genere?” E lui, serio: “Eh, magari mi vedi così, coi capelli lunghi.” Ed io, tirando dritto e cercando di trattenere una fragorosa risata: “Beh, in effetti!

Il telefono, la tua croce

Abituato a ricevere parecchie telefonate di lavoro al giorno ed utilizzando un unico numero di telefonino sia per gli amici che per i clienti, nel week-end divento molto poco tollerante nei confronti di questi ultimi e tendo a non rispondere o a tagliare corto. Quelli che mi fanno incazzare maggiormente sono i rompicoglioni che, perfettamente coscienti di essere tali ma non per questo più rispettosi dell’altrui sacrosanto relax, mi telefonano nascondendo il numero. Che poi anch’io nascondo il numero quando so che dall’altra parte c’è qualcuno che riconoscendolo potrebbe non rispondermi, ma il fatto è che non mi permetterei mai di farlo di domenica mattina.

[Curiosity mode ON]
Per nascondere l’identificativo da telefono fisso è sufficiente digitare il codice 4793 prima del numero da chiamare, mentre da telefono cellulare il codice è #31#
[Curiosity mode OFF]

Caratteristiche tipiche e comuni dei rompicoglioni telefonici sono quelle di non salutare, di non chiedere se disturbano e di introdurre immediatamente il loro problema premettendo che si tratta di una cosa urgente. Urgente per loro, di certo non per me che spiego come fossi in tutt’altre faccende affaccendato, ricordo che il Signore il settimo giorno si riposò ed indirettamente, ma con estrema gentilezza, li mando a fare in culo. Per evitare situazioni spiacevoli come quella appena descritta, il mese scorso ho deciso a malincuore di regalarmi un secondo telefono cellulare che, approfittando dell’offerta natalizia di 3 ed effettuando il passaggio da una vecchia sim Wind che non utilizzavo più, mi è venuto a costare pochissimo. E così adesso anch’io sono entrato nell’inutile e consumistico tunnel di chi è intestatario di un numero per gli amici e di un altro per i clienti, quest’ultimo sempre spento di domenica. Tra l’altro 3, senza alcun motivo particolare, mi è sempre stata sulle palle come compagnia e questo sentimento negli ultimi mesi si era addirittura amplificato per via dell’odiosa campagna pubblicitaria con Claudio Amendola e Valeria Marini (ché, con tutta sincerità, sono già una schiavitù le telefonate tradizionali… figuriamoci le videochiamate!). Ma mai avrei immaginato che durante una riunione il mio videotelefono avrebbe squillato e che aprendolo mi sarebbe apparso un videomessaggio di Loredana Lecciso che mi avrebbe invitato a scaricare in anteprima sul Portale 3 il video del suo brano “Si vive una volta sola”! A questo punto giuro solennemente che qualora io dovessi ricevere un videomessaggio di Antonio Zequila detto “Er mutanda” ed indipendentemente dal suo contenuto, regalerò il mio videofonino a qualcuno di voi, con spese di spedizione a mio carico. Eccheccazzo!

Francesca Cipriani D’Altorio

Francesca Cipriani D'AltorioNata il 3 luglio 1984 a Popoli (Pescara), vive a Sulmona (L’Aquila). Alta m 1.73, capelli biondi. Diplomata al Liceo delle Scienze Sociali, lavora come speaker e inviata del Tg presso l’emittente locale Onda Tv. Si definisce «appariscente». Adora il colore rosa e tutto quello che è femminile. Le piace ricevere i complimenti. Per questo suo atteggiamento è criticata dagli abitanti di Sulmona. I genitori sono separati da 14 anni. Vive con la mamma e il nonno. Con entrambi ha un buon rapporto. La sorella più grande è sposata. È single da un anno. Il suo ex non voleva che entrasse a far parte del mondo dello spettacolo. (tratto da Corriere.it)

Segni particolari: era una delle partecipanti all’esclusivo concorso di cui avevo parlato qui. Indovinate quale frase è da attribuirsi a lei.

[EDIT: vi immaginavo tutti esperti delle vicende della "casa", ma evidentemente (e fortunatamente) non è così. Trattasi di colei che da oggi in poi perderà il suo vero cognome per diventare "Francesca del Grande Fratello 6". Contenti?]

Sègnalo!

Mentre si sta consumando una delle settimane lavorative più rognose degli ultimi mesi, che non mi garantisce il tempo, la lucidità e la serenità necessari per scrivere qualcosa di sensato qui sopra, mi limito a segnalarvi un interessante esperimento italiano di social bookmarking nato da poco ed in costante crescita e miglioramento: Segnalo.com. Il social bookmarking può essere riassunto in modo elementare come la registrazione dei propri segnalibri e la loro catalogazione attraverso i tag (una o più parole chiave da associare ad ogni indirizzo per consentirne e facilitarne la futura ricerca) a scopo di condivisione con altri utenti, ma non solo: infatti può essere utilizzato, tra le altre cose, anche per avere l’elenco dei propri segnalibri online da consultare dovunque ci si trovi (ed è prevista la possibilità di rendere privati uno o più indirizzi), per esplorare (ed eventualmente aggiungere alla propria raccolta) i siti segnalati dagli altri utenti o per cercare gli indirizzi più popolari relativi ad un argomento di nostro interesse. Esempi famosi (e stranieri) di social bookmarking sono del.icio.us e digg; un recente esempio applicato al campo delle immagini e dei video porno è socialporn (scoperto grazie a quello sporcaccione di Giovy). I lettori più tecnologici sanno già perfettamente di cosa sto parlando e magari stanno storcendo il naso per questa mia spiegazione sbrigativa, gli altri invece hanno sicuramente pensato che trattasi di immane ed inutile cagata peraltro di difficile utilizzo per il tecnoleso medio: vi invito a provare Segnalo.com, non riuscirete più a farne a meno.