Archivio del mese di febbraio 2006

Carnevale

Carnevale 2006

Franco Alvisi

Franco AlvisiNato il 9 maggio 1977 a Bologna. Alto m 1.78, occhi azzurri, capelli castani, è laureato in Lettere Moderne. Frequenta il terzo e ultimo anno del Dottorato di ricerca in letterature dell’Europa Unita presso l’Università di Bologna. Parla spagnolo, francese, portoghese e inglese. Ha anche nozioni di rumeno e tedesco. Lavoro: poeta e scrittore. Hobby e Sport: Cinema, lettura, arte, viaggiare, nuotare, mangiare frutta tropicale. Pratica yoga da 8 anni. Ama ballare la Sivigliana, il tango e i balli latini. Ha già pubblicato un libro di poesie e ne ha pronti altri due, ma ha deciso di farli uscire entrambi dopo l’esperienza del Grande Fratello, così da poter approfittare della notorietà acquisita. I suoi poeti preferiti sono il portoghese Mario de Sa-Carneiro e l’italiano Ardengo Soffici. È l’ultimo di quattro fratelli, vive con la mamma, il padre è scomparso 2 anni fa. È single, ha avuto molte avventure e poche storie serie. Partecipa al Grande Fratello perchè: «È una maniera per entrare al centro del sistema. L’Italia è un paese pieno di Ferrari che spesso si tengono in garage o si fanno correre all’estero. A me, invece, piacerebbe correre nel mio Paese». (tratto da Corriere.it)

Durante il week-end ho avuto modo di ascoltare alcune poesie che Franco Alvisi ha improvvisato all’interno della casa per dimostrare le sue capacità e, mentre gli altri inquilini fingevano di emozionarsi, ho deciso che anche io da grande farò il poeta (ché se non l’ho fatto fino ad ora, è solo perché non immaginavo che fosse un lavoro). Ecco in esclusiva per voi il mio primissimo poema realizzato sulla falsariga dei versi di Franco:

Io sono il fiore,
io sono l’anello,
io c’ho tra le gambe il grande fratello.

Io sono il sentiero,
ma tu non mi credi,
io sono l’uccello di Rocco Siffredi.

Tu sei la speranza,
tu sei il buonumore,
trenta di bocca e cinquanta all’amore.

Diventa poeta anche tu! Lascia il tuo contributo nei commenti.

Mio cuggino è Bordone

Chuck Norris gli fa una pippa!Non so voi, ma io negli ultimi tempi sono letteralmente drogato di “Chuck Norris Facts“, esilarante follia americana finalmente sbarcata anche in Italia. In tanti hanno provato ad imitare le gesta di Chuck Norris, da Mc Gyver a Jack Bauer, ma invano. D’altronde il paragone è improponibile: basti pensare che uno dei tanti attrezzi inclusi nel coltellino svizzero di Chuck Norris è proprio Mc Gyver. O che il cavallo dei pantaloni di Chuck Norris è Furia. O che quando Chuck Norris taglia le cipolle, piove. Poi però ieri sera, nella chat di RadioNation, all’improvviso è arrivato lui: Matteo Bordone. Altro che “cammellate” e “tric e ballacche”. Da oggi sono cazzi amari per tutti.

  • Mi ha detto mio cuggino che da bambino una volta è morto. Ma Bordone l’ha resuscitato.
  • Bordone ascoltava i Baustelle prima ancora di prevedere la nascita di Nostradamus.
  • L’altra sera Bordone era raffreddato e non è riuscito a trattenere uno starnuto durante l’esibizione di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio.
  • Quando Filippo Solibello consigliò a Bordone di entrare in borsa, Bordone entrò dentro Piazza Affari con un Caterpillar.
  • Quando Bordone decise di diventare padre, inviò alla donna prescelta l’Arcangelo Gabriele.
  • Una volta Bordone ha guardato Jack Bauer negli occhi, e quest’ultimo non ha abbassato lo sguardo. Jack Bauer ha passato 24 ore in ospedale.
  • Se qualcuno ruba un fiore per te, sotto sotto c’è Bordone.
  • Quel giorno a Hiroshima Bordone aveva mangiato la zuppa di fagioli e non era riuscito a trattenersi.
  • Una volta un cigno ha chiesto un’informazione a Bordone senza dire “per piacere”: più o meno in quell’epoca è stato rinvenuto il primo volatile morto a causa del virus H5N1.
  • Bordone non risponde mai ai messaggi sulla sua segreteria telefonica, e Chuck Norris, Mc Gyver e Jack Bauer non hanno un cazzo da obiettare.
  • Quando Bordone faceva le cammellate, nel deserto del Sahara c’era ancora vita.
  • Una volta Bordone ha bevuto una 0,4 di Coca Cola ed i sopravvissuti di Lost sono corsi a nascondersi perché pensavano stesse tornando Lostzilla. (Poco dopo, con la cannuccia della Walky Cup, Bordone ha riparato la macchina a McGyver)

© Copyright 2006 Maxime

Garante de che?!?

  • Pronto?
  • Buongiorno, sono Elenonora di Telecom Italia: posso parlare col titolare?
  • Sono io.
  • Bene, volevo avvisarla che stiamo aggiornando i piani tariffari…
  • Ancora?!? Sono due anni che tentate di “aggiornare” il mio piano tariffario, ma a fronte del presunto risparmio che mi proponete (tutto da dimostrare) vedo solo il canone mensile che aumenta sempre di più!
  • Ma le assicuro che questa volta si tratta davvero di una tariffa conveniente che le costa quanto un caffè al giorno…
  • Ok, mi mandi un fax così la valuto con calma.
  • Il fax non posso inviarglielo, però un nostro rappresentante sarà nella sua zona nei prossimi giorni e sarà lieto di illustrarle l’offerta…
  • Se mi inviate un fax prometto di dargli un’occhiata, altrimenti non se ne fa nulla. Anche perché secondo me il vostro rappresentante ormai ci risiede, nella mia zona.

Poco dopo…

  • Pronto?
  • Buongiorno, sono Nicoletta del Centro Dati Vattelapesca di Milano: posso parlare col titolare?
  • Sono io.
  • Bene, volevo chiederle se può dedicarci dieci minuti del suo tempo per un sondaggio: le comunico sin d’ora che le sue risposte verranno trattate in forma anonima ecc. ecc. ai sensi della legge ecc. ecc.
  • Sì sì vabbè cominciamo.
  • Da uno a dieci quanto è soddisfatto di Telecom Italia?
  • Zero.
  • Bene! Utilizza anche altri operatori telefonici?
  • Sì.
  • Ah… Quali?
  • Tele 2.
  • Ah… Conosce l’offerta di Albacom?
  • Sì. (non è vero, ma ormai t’ho sgamato)
  • Ah… Il sondaggio è terminato. Grazie e buona giornata.
  • Mah!

Ricordo chiaramente quando ricevetti, compilandolo e rispedendolo immediatamente, il questionario di Telecom Italia col quale mi si chiedeva (tra le altre cose) il consenso a ricevere proposte commerciali telefoniche. Consenso ovviamente negato, in attesa che sui nuovi elenchi telefonici comparissero gli appositi simboli per identificare una tale scelta e per tenere alla larga le simpatiche telefoniste dell’una o dell’altra società. Caro Garante per la Privacy, pretendi che io mi adegui a duemila normative, che io spieghi ai miei clienti da chi e come vengono trattati i loro dati personali facendomi autorizzare in tal senso, che io rediga entro il 31 marzo un D.P.S. (Documento Programmatico sulla Sicurezza) dove dichiaro di avere tutti gli archivi sotto chiave, i faldoni numerati e senza nomi visibili, la porta dell’ufficio blindata, i computer protetti da password e dotati di firewall ed antivirus, e poi chiunque può tranquillamente continuare a telefonarmi per rompermi i coglioni? Parliamone, cazzo.

Parola di Francesco Amadori

Il Ministero della Salute, nella persona del Ministro Francesco Storace, potrebbe e dovrebbe fare molto di più per informare correttamente la popolazione italiana circa i reali pericoli dell’influenza aviaria e per tranquillizzarla affinché si torni a consumare il pollo senza l’ingiustificato terrore che si è diffuso in Italia (e da nessun’altra parte) costringendo sul lastrico tutti i settori lavorativi che vivevano solo di quello. Soprattutto si dovrebbe spiegare ai signori giornalisti (che in taluni casi amo definire giornalai) che se la fobia italiana sta raggiungendo certi livelli è anche e soprattutto per colpa loro, sempre pronti ad alimentare ansie e preoccupazioni lanciando allarmi per ogni volatile morto che viene rinvenuto, prima ancora che le analisi confermino la presenza del virus H5N1 (ovvio che poi le città malate di protagonismo, che amano non farsi mancare mai nulla, magari tirino il collo a due cigni e li abbandonino vicino ad un laghetto in attesa della ribalta mediatica).

Per evitare il panico sarebbe sufficiente una Pubblicità Progresso realizzata sulla falsariga dello spot “Amica Chips” con Rocco Siffredi (per vederlo clicca qui), in cui una ipotetica Eva Henger (ma andrebbero bene anche Cicciolina o Jessica Rizzo) spieghi per filo e per segno i metodi di trasmissione, quelli di prevenzione e la totale assenza di rischio nel consumare pollame italiano ben cotto, per poi concludere con la frase ad effetto “A chi piace l’uccello”. Ché quello sarebbe l’unico modo di trasmettere un messaggio importante ad una popolazione che di argomenti seri non sa un cazzo, però in compenso conosce vita morte e miracoli di Ridge Forrester o del trans del Grande Fratello. Ad esempio io scommetto qualsiasi cosa che da quando le emorroidi sono state sdoganate in tv da Enzo Paolo Turchi, la Wyeth Consumer Healthcare ha proposto al marito di Carmen Russo un contratto miliardario per la nuova campagna pubblicitaria del suo prodotto di punta: Preparazione H. Scherzi a parte (perché nonostante tutto questa emergenza non è affatto da sottovalutare), eccovi alcuni indirizzi dove è possibile reperire informazioni utili sull’influenza aviaria: Ministero della Salute, Wikipedia, PrevenzioneInfluenza.it.

Pannolini e pannoloni

Quando ero piccolo il mio incubo ricorrente era rappresentato dall’immagine del corridoio di casa mia, lungo e buio, in fondo al quale la porta d’ingresso, apparentemente chiusa a chiave, si apriva da sola. Così appena sveglio, prima ancora di andare in bagno ad espletare i miei bisogni fisiologici, facevo un giro perlustrativo della casa per controllare l’ingresso e poi chiudevo a chiave la porta del ripostiglio nel timore che ci fosse qualcuno nascosto dentro. Col tempo sono sparite tutte le mie vecchie paure e ne sono nate altre, più serie e fondate, legate alla salute ed all’incolumità mia e dei miei cari.

Ad esempio oggi mi fanno paura le persone totalmente incoscienti ed irrispettose degli altri che con menefreghismo e prepotenza privano costantemente il prossimo dei propri diritti mettendone addirittura in pericolo la vita. Quelle stesse persone che sono sempre lì, a piede libero e disposte a tutto non avendo nulla da perdere, e che mi portano alle volte a tollerare situazioni inaccettabili per puro quieto vivere, ché non si sa mai che magari faccio le luci con la macchina alla persona sbagliata e mi ritrovo un coltello conficcato in gola. Prima non ci facevo troppo caso e reagivo mandando tranquillamente a fanculo chiunque dimostrasse arroganza, ma inevitabilmente l’aumento della povertà e della disperazione, l’invasione degli extracomunitari, l’apparente incapacità delle forze dell’ordine a fronteggiare certe situazioni, le leggi garantiste nei confronti di tutti fuorché dei comuni cittadini onesti, l’assoluta incertezza della pena e non ultimo il fatto di essere diventato padre, mi hanno portato a pensarci non una, ma un milione di volte.

E mi fanno paura gli interessi economici delle grandi multinazionali, in funzione dei quali vengono tenuti per le palle tutti i governi mondiali che sono perciò incapaci di evitare l’autodistruzione del nostro pianeta: il Protocollo di Kyoto è solo una barzelletta se non aderiscono tutti (nessuno escluso) e se non si esercita un controllo serio sull’utilizzo delle risorse e sull’inquinamento. E mentre io ad esempio “m’illumino di meno“, sicuramente qualcun altro nel mondo se ne frega e se la ride, magari consumando addirittura di più a sfregio. Impotenza, sfiducia, pessimismo e fastidio. Nient’altro, nonostante le tante parole spese nel tempo, è mai riuscito a trasmetterci chi è stato delegato a rappresentarci ed a curare i nostri interessi.