Archivio del mese di marzo 2006

Bye bye Google

Tempo fa c’era una diatriba tra i favorevoli ed i contrari alla pubblicità sui blog, con chiaro riferimento agli stradiffusi AdSense di Google ed alla possibilità di adeguarli come forma e colori alla grafica del proprio sito nel modo meno invadente possibile. Io non ho mai espresso un’opinione sull’argomento, anche se la circostanza che gli AdSense fossero presenti su PensierInEccesso lasciava già intuire come io la pensassi in merito. Secondo me era un ottimo metodo per recuperare le spese dell’hosting (è la scusa di tutti) e magari, se proprio mi fosse andata di lusso, avrei potuto organizzare qualche concorso a premi per i lettori (ma anche no). In un anno i vostri click mi avevano virtualmente fruttato la “bellezza” di 60 euro (in media circa 16 centesimi al giorno, tanto che stavo già organizzando la mia fuga all’estero). Vi starete chiedendo perché ne parlo al passato. Ebbene, qualche giorno fa ho ricevuto la seguente email:

Abbiamo notato che sul suo sito sono stati generati clic non validi, pertanto abbiamo disattivato il suo account AdSense di Google. La preghiamo di comprendere che questa decisione è stata presa nell’intento di proteggere gli interessi degli inserzionisti AdWords. Non sono ammessi clic non validi sugli annunci del sito di un publisher, inclusi ma non limitati a clic generati da:

- un publisher sulle proprie pagine Web
- un publisher che incoraggia gli utenti a fare clic sui propri annunci
- strumenti per la generazione di clic automatici o altri software ingannevoli
- un publisher che ha alterato una porzione del codice degli annunci modificando il layout, il comportamento, il targeting o la visualizzazione degli annunci stessi

Queste pratiche violano i Termini e condizioni e il regolamento del programma di AdSense di Google disponibile ai seguenti indirizzi:

https://www.google.com/adsense/localized-terms?hl=it

https://www.google.com/adsense/policies?hl=it

I publisher disabilitati per attività di clic non validi non saranno ammessi ad ulteriori partecipazioni in AdSense e non riceveranno futuri pagamenti. I guadagni generati verranno rimborsati agli inserzionisti danneggiati in seguito a tale attività.

Cordiali saluti,
Il team AdSense di Google

Cordiali saluti un cazzo! Ora, se ad esempio qualche lettore del mio blog, pensando di farmi un favore, ha cliccato più volte su tutti i miei AdSense sempre dallo stesso ip, questo comportamento configura una violazione delle regole che ho accettato in fase di sottoscrizione del servizio. E se io stesso, notando un prodotto che effettivamente mi interessava (nel caso specifico un software per la redazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza), ho cliccato sul relativo AdSense per saperne di più e magari ho persino speso dei soldi presso il sito di quell’inserzionista, ma poi con lo stesso ip sono andato sul mio account per controllare i miei guadagni, anche questo comportamento configura una violazione delle regole che ho accettato in fase di sottoscrizione del servizio. Se Google avesse voluto operare con trasparenza e buona fede, avrebbe potuto dimostrarmi in maniera precisa e dettagliata le violazioni riscontrate, inviandomi una prima ammonizione e decurtando dal mio conto solo i guadagni relativi ai click ritenuti non validi. Invece ad una mia richiesta di delucidazioni ha risposto in questo modo:

La ringraziamo per la sua email relativa ai provvedimenti adottati nei riguardi del suo account. Ci rendiamo conto che desidera ricevere informazioni specifiche sui clic non validi da noi registrati sul suo account. Tuttavia, per la natura proprietaria del nostro algoritmo, non possiamo rivelare dettagli sul funzionamento della nostra tecnologia di monitoraggio o su cosa in particolare sia stato rilevato sul suo sito. Come lei sa, Google è particolarmente attenta alle attività di simulazione illecita di clic. Disattivando il suo account in accordo con le nostre norme in materia, riteniamo di aver adottato le misure necessarie per proteggere i nostri inserzionisti e assicurare che sul suo sito non continuino a verificarsi clic non validi. Ai publisher il cui account è stato disabilitato per clic non validi non è consentita un’ulteriore partecipazione al programma AdSense di Google. Apprezziamo la sua collaborazione.

Cordiali saluti,
Il team AdSense di Google

Come dire: “Fidati, è così e basta. Addio.” Che però lo sappiano tutti, ché altrimenti qualche sito ben più importante e trafficato del mio che magari anziché aver guadagnato sessanta euro ne ha guadagnati seicento o seimila, ad un passo dal richiedere il rimborso della somma potrebbe vedersi improvvisamente azzerare e chiudere per sempre il conto. Senza nemmeno la possibilità di verificare la violazione e di contestare la “punizione” inflittagli. E se i guadagni generati dai presunti click invalidi vengono rimborsati agli inserzionisti danneggiati, tutti gli altri soldi non si capisce bene che fine facciano. Posso immaginarlo, come posso ipotizzare che magari “qualcuno” ci marci. Chi può dirlo?

[Update] Se cerchi una valida alternativa a Google AdSense, prova LinkLift!

Mors tua, vita mea

Non risentivo mio cugino dall’ultimo matrimonio di un parente comune, dove avevamo mangiato e bevuto l’impossibile aggiornandoci sulle rispettive situazioni lavorative e sentimentali. Era stata sicuramente una serata piacevole, ma l’indomani saremmo tornati alle nostre cose per rivederci solo in occasione della prossima cerimonia nuziale o funebre. In effetti con lui aveva un senso salutarsi dicendo “se non ci rivediamo, speriamo sia per colpa tua“. Quel pomeriggio di parecchi anni fa mi telefonò per invitarmi ad una festa in un luogo che non poteva rivelarmi, assicurandomi che si trattava di una bella sorpresa che avrei sicuramente apprezzato. Era su di giri e sembrava sinceramente elettrizzato da questa cosa, ma non riuscivo a spiegarmi perché proprio io e non qualche altra persona con cui avesse maggiore confidenza, né lui poteva fornirmi maggiori dettagli per soddisfare la mia curiosità. Dopo tanti dubbi ed altrettante domande, pur di levarmelo dai coglioni, accettai l’invito. Solo allora mi rivelò che per partecipare era necessario sborsare 50 mila lire a testa. Altri dubbi ed altre domande, ma alla fine lo accontentai.

Puntuale, il giorno stabilito venne a prendermi con la macchina e mi portò in un grosso ristorante con sala congressi il cui parcheggio era strapieno di automobili di grossa cilindrata da cui scendeva gente ben vestita ed apparentemente carica di soldi. “Ma dove cazzo m’hai portato?” “Tranquillo, manca ancora poco e lo scoprirai!” Prendemmo posto all’interno del salone addobbato a festa ed all’improvviso partì una canzone a tutto volume: contemporaneamente la metà dei presenti in sala (tra cui mio cugino) balzò in piedi e cominciò a cantare, ballare e battere le mani a tempo di musica. Sembravano un branco di invasati. L’altra metà dei presenti (tra cui io) iniziò seriamente a preoccuparsi. Addio 50 mila lire! Si trattava di una riunione di una società che voleva proporre un sistema di guadagno rivoluzionario basato sul marketing multilivello, e noi eravamo i polli di turno sui quali i precedenti polli (tra cui quel bastardo di mio cugino) intendevano rifarsi. Gente lungamente ed appositamente addestrata per mettere in pratica le peggiori tecniche di motivazione e convincimento, fingeva entusiasmo e prospettava facili guadagni ai poveri malcapitati, alcuni (per la verità pochi) dei quali si gasavano a loro volta cadendo nella trappola. Ero incazzato come poche volte nella mia vita: non mi spiegavo come fossero riusciti a manipolare mio cugino in quel modo, né mi rassegnavo all’idea di trovarmi in una situazione del genere.

Oggi, dopo tanto tempo, finalmente racconto a qualcuno la mia esperienza (che avevo più volte tentato di rimuovere e non osavo raccontare per non sentirmi un coglione). Oggi, dopo tanto tempo, mando un amichevole vaffanculo a mio cugino Luigi di Pescara (e rivelando il suo nome e la sua infame provenienza mi sento parzialmente rimborsato di quelle 50 mila lire). Oggi, dopo tanto tempo, assisto per pochi istanti ad una riunione di quartiere organizzata per fini elettorali da un partito politico di cui ometto opportunamente il nome, con tanto di pubblico fasullo pronto ad esaltarsi per influenzare gli altri: gli invasati di allora, a questi falsi e paraculi di oggi, gli fanno una pippa.

Il cacasenno

In ogni regione d’Italia esistono dei termini dialettali che vengono utilizzati per indicare particolari tipologie di persone con delle precise peculiarità. Ad esempio in Abruzzo abbiamo, tra gli altri, lu voccapèrt ossia colui che ha sempre la bocca aperta e non riesce mai a star zitto; lu chiachièlle ossia il burattino; lu scturdillìt, anche detto lu ‘ndundìt, ossia colui che non capisce le cose al volo o che comunque possiede facoltà intellettive ridotte; lu sand’andònie ossia colui dal fisico non comune; lu mazzamurìll ossia il dispettoso e rompicoglioni; lu pettelòne ossia il pettegolo; lu cacacàzz ossia il pignolo e precisino (il Furio di Verdoniana memoria, per intenderci… “Pronto ACI?“), al quale è dovuta, anche se solo indirettamente, l’invenzione della dicitura “no perditempo” sugli annunci economici. Un discorso a parte merita lu cacasènn, personaggio saccente, presuntuoso, petulante, spara sentenze e sapientone. Il cacasenno è facilmente riconoscibile perché:

  • ha un’opinione su qualsiasi argomento, ma a differenza delle opinioni degli altri la sua è quella giusta;
  • quando si rivolge ad un professionista per una consulenza tecnica o legale in realtà gli occorre esclusivamente la firma di una persona abilitata perché come e cosa fare lui lo sa già perfettamente;
  • è l’unica persona al mondo alla quale qualsiasi capo di abbigliamento, o elettrodomestico, o autovettura, o prodotto per la casa, o diavoleria tecnologica ha sempre avuto un’ottima riuscita ed è qualitativamente superiore anche a ciò che deve ancora essere inventato;
  • se per un concerto riesce a procurarsi solo dei posti sfigati è capace di dimostrarti delle interessanti teorie sulla propagazione della luce e del suono che fanno sembrare tutti quelli con i posti migliori del suo dei poveri pezzi di merda;
  • ti rivela l’ingrediente segreto per rendere l’impasto della pizza più morbido ed il trucco per non farlo attaccare alla teglia (senza peraltro averla mai fatta, una pizza);
  • ti spiega come crescere tuo figlio in modo tale che non diventi maleducato, prepotente e viziato (senza peraltro essersela mai fatta, una scopata);
  • è l’anello mancante nell’evoluzione dallo sterco di muflone in calore a Maurizio Costanzo.

Montagne

  • Montagne innevate che accompagnano il passaggio alla primavera;
  • montagne di foglietti che riempiono le mie tasche per ricordarmi cose da fare dall’anno scorso e che puntualmente rimando al prossimo week-end;
  • montagne di pena e vergogna che provo per l’italiano medio che spreca la domenica tra un trenino vip, una cammellata (tormentone morto alla stessa velocità con cui è nato, benché si tenti di tenerlo disperatamente in vita con operazioni di pessimo gusto) ed una ciurma di morti di fama gentilmente offerti dal re della mediocrità e dell’ipocrisia;
  • montagne di relazioni da gestire, telefonate da fare, cene da ricambiare, regali da comprare, auguri da porgere, situazioni delicate da affrontare, amicizie da coltivare o da troncare;
  • montagne di merda che si gettano reciprocamente addosso i candidati alle elezioni amministrative più mediaticamente nauseanti di sempre;
  • montagne di euro che molti sperperano, troppi rubano, tanti non hanno mai visto in tutta una vita e pochi risparmiano ed accumulano per farli godere ad altri, ché quando finalmente avranno il tempo per utilizzarli saranno troppo stanchi e rincoglioniti;
  • montagne di panni ancora da stirare tra i quali la mattina sono costretto ad avventurarmi come un novello Indiana Jones alla ricerca della mutanda perduta;
  • montagne di parole di cui quotidianamente prendo nota, ma che non ho più il tempo di sviluppare ed approfondire come vorrei, per poi pubblicare l’ennesimo post per punti.

Io ce l’ho duro

Elezioni 2006. Io sono qui. E tu dove sei?

Si evince una “tendenza”, ma in pratica sono lontano da tutti. Eseguite il test anche voi e fatemi sapere.

4 8 15 16 23 42

Dopo sette giorni di ricerche, studi, sputtanamenti, ipotesi, pedinamenti, ma soprattutto di follia collettiva dovuta probabilmente ad un rincoglionimento senile che ci ha portato a discutere un intero week-end di complotti, messaggi subliminali e coordinate per individuare geograficamente l’isola di Lost, oggi venerdì 17 (non è un caso) apre finalmente al pubblico il tanto discusso (?) blog all’interno del quale le peggiori menti (malate) della blogosfera stanno goliardicamente e massonicamente tentando di decifrare l’enigma che si cela dietro le frasi ed i pezzi di puzzle inviati via email dal misterioso Nove Novembre (o NS). Non sapete di cosa diavolo sto parlando? Meglio per voi. Sapete benissimo a cosa mi riferisco? Partecipate!