In ogni regione d’Italia esistono dei termini dialettali che vengono utilizzati per indicare particolari tipologie di persone con delle precise peculiarità. Ad esempio in Abruzzo abbiamo, tra gli altri, lu voccapèrt ossia colui che ha sempre la bocca aperta e non riesce mai a star zitto; lu chiachièlle ossia il burattino; lu scturdillìt, anche detto lu ‘ndundìt, ossia colui che non capisce le cose al volo o che comunque possiede facoltà intellettive ridotte; lu sand’andònie ossia colui dal fisico non comune; lu mazzamurìll ossia il dispettoso e rompicoglioni; lu pettelòne ossia il pettegolo; lu cacacàzz ossia il pignolo e precisino (il Furio di Verdoniana memoria, per intenderci… “Pronto ACI?“), al quale è dovuta, anche se solo indirettamente, l’invenzione della dicitura “no perditempo” sugli annunci economici. Un discorso a parte merita lu cacasènn, personaggio saccente, presuntuoso, petulante, spara sentenze e sapientone. Il cacasenno è facilmente riconoscibile perché:
- ha un’opinione su qualsiasi argomento, ma a differenza delle opinioni degli altri la sua è quella giusta;
- quando si rivolge ad un professionista per una consulenza tecnica o legale in realtà gli occorre esclusivamente la firma di una persona abilitata perché come e cosa fare lui lo sa già perfettamente;
- è l’unica persona al mondo alla quale qualsiasi capo di abbigliamento, o elettrodomestico, o autovettura, o prodotto per la casa, o diavoleria tecnologica ha sempre avuto un’ottima riuscita ed è qualitativamente superiore anche a ciò che deve ancora essere inventato;
- se per un concerto riesce a procurarsi solo dei posti sfigati è capace di dimostrarti delle interessanti teorie sulla propagazione della luce e del suono che fanno sembrare tutti quelli con i posti migliori del suo dei poveri pezzi di merda;
- ti rivela l’ingrediente segreto per rendere l’impasto della pizza più morbido ed il trucco per non farlo attaccare alla teglia (senza peraltro averla mai fatta, una pizza);
- ti spiega come crescere tuo figlio in modo tale che non diventi maleducato, prepotente e viziato (senza peraltro essersela mai fatta, una scopata);
- è l’anello mancante nell’evoluzione dallo sterco di muflone in calore a Maurizio Costanzo.
Scritto da Maxime il 24 marzo 2006









Eccomi. Sono un Cacasenno !
Le ultime due sobn favolose!
Dalla tipologia di affermazioni, dal piglio con il quale sono state minuziosamente dettagliate, dalla immensa conoscenza del teatino arcaico paventata… nonché dall’abilità linguistica immanente, si evince che:
tu si proprje nu cacasènn
Quanti esempi dettagliati e calzanti…a chi ti sei ispirato?!
Posso considerarmi la tua musa ispiratrice?
Secondo me i mufloni si incazzeranno non poco con il cacasenno per l’affermazione sullo sterco. Sìsì.
ah, ho capito: i rompicoglioni, in pratica
Daaaaaaiiii … Grande Maxime !!!
Le Caratteristiche Da Te Elencate Potrei Attribuirle Ad Un Minimo Di Centomila Persone Che Incrocio Ogni Giorno! Da Domani Provvederò Ad Appellarle Tutte Con Il Nome Da Te Coniato !
cacasenno altrimenti detto “sottuttoiotuchisei chevvuoi?????????”
Ma non essiteva un film con un Cacasenno?! Mi sbaglio?
Io conoscevo il cagacazz con la i finale … anzi diciamo che ne
conosco pure troppi
Samuele: spero per te che tu stia scherzando…
Johnny Durelli: ma grazie!
Powder: io un cacasenno? Mo ti gonfie gnè na zambogne!!!
Ilallallero: a nessuno in particolare, anche se di “cacasenni” ne conosco almeno un paio.
Elmoplita: ma certo! Tu e VecchioIRR siete stati fondamentali per la nascita di questo post.
Insano: temo di sì.
Fulvia Leopardi: ehm, non esattamente. I rompicoglioni hanno già una loro tipologia che è quella de “lu mazzamurìll“.
Teatina: sfortunatamente non l’ho coniato io.
Catepol: sì, più o meno.
Barbara: sì, era “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno“.
Stavo pensando…
Manca il detto “gne gne come na hatt” che in abruzzese vuole dire:
Se ti prendo ti accoppo, oppure, se mi ricapiti!!!
Sì, ma è uno zinzino in più dalla parte di Costanzo.
Mi sa che qualcuno lo conosco anch’io … LOL!
mmmhhhh… per la pizza puoi sempre dire che esiste la cottura su pietra refrattaria senza teglia….!!!!!
Ah ecco vedi che sti film di alto livello culturale non li dimentico
ditelo nel vostro dialetto su gugol.it
Copiaincollato e messo nel mio archivio appunti di dialettologia, grazie!
*
Non sentivo mazzamurill da un sacco di tempo. M’hai riportato a memoria bei momenti. Proprio ieri aggiornavo il mio bagaglio dialettale, del quale è attenta supervisionatrice mia nonna: mi ha definito anche lei sand’andonij, ma ha tenuto a precisare che sono un sand’andonij cianfracòn (cianfracòn = persona un po’ pigra, dalle movenze stile bradipo).
Bè, dopo tutto il pranzo pasquale che ho messo giù, sfido chiunque ad avere atteggiamenti vispi.
Senza nulla togliere allo stupendo elenco di Maxime, mi permetto di aggiungere un altro paio di epiteti:
- lu vantascion’ (chi si vanta sempre)
- la sciacqualatton’ (chi fa le cose alla bell’e meglio)