Archivio del mese di aprile 2006

Una figura Selvaggia

Selvaggia LucarelliSostenere e riuscire a dimostrare di non guardare mai certi programmi televisivi, è un’ardua impresa che spesso molte persone affrontano nell’estremo tentativo di restituire la verginità alla propria intelligenza e di superare la vergogna che provano nel rendersi conto che in realtà quelle cagate gli piacciono, e parecchio. Ché, se nessuno guardasse le loro trasmissioni, non si sentirebbe sempre parlare di quanto sia falso, prepotente ed ipocrita Maurizio Costanzo o di quanto sia odiosa, vanitosa ed inutile Barbara D’Urso. E, a cena con gli amici, non si scatenerebbe mai una discussione avente per oggetto il Grande Fratello o la Fattoria, e tanto meno si esprimerebbero opinioni sui livelli di troiaggine di Alessia Fabiani o di intelligenza di Selvaggia Lucarelli. Sempre che intelligente possa definirsi una mamma che abbandoni un bimbo di un anno (Leon Pappalardo, nato il 15 gennaio 2005) insieme al marito per partecipare ad un tipo di show, il cosiddetto reality, contro il quale in precedenza si era sempre accanita. Una coerenza mandata a farsi fottere in nome di una notorietà mediatica e di una soddisfazione economica che mai riusciranno a restituirle quei momenti unici e fondamentali della vita di suo figlio. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ci mancherebbe: però almeno non ci si stupisca!

Dato che la blogosfera tutta sta seguendo con attenzione le gesta della sua eroina, divenuta famosa proprio grazie al suo blog nel periodo pionieristico in cui tale strumento non rappresentava ancora una moda o comunque una possibilità di mettersi in mostra per tentare di sfondare, e dato che fino ad ora si sono udite solo le voci di chi la sostiene e la difende a spada tratta in nome di una colleganza telematica che la vorrebbe far apparire come la buona contro i cattivi, ho voluto dire anch’io la mia. Perché pur non avendo mai assistito ad una sola puntata de La Fattoria, tuttavia ho visto con interesse e curiosità (in replica notturna, tentando di dormire) quasi tutti gli speciali quotidiani dai quali è emersa una Selvaggia presuntuosa, sempre chiusa dentro a quel cazzo di confessionale ad esprimere opinioni e giudizi con la pretesa di apparire superiore a gente che – in quanto facente parte del mondo dello spettacolo (come se lei invece non ne facesse parte!) – fosse a priori una merda, eccessivamente presa dal gioco e totalmente disinteressata alla famiglia. Forse l’ho sognato che una volta le hanno annunciato una sorpresa e lei, provando ad indovinare di cosa potesse trattarsi, ha nominato chiunque fuorché il figlio ed il marito? E l’ho sognato che la nostra blogstar discutendo con Alessia Fabiani le ha chiesto “ma scusa, quale sarebbe il tuo lavoro?“. Purtroppo Selvaggia sta tentando invano, perché in modo finto e forzato, di difendere quel personaggio sagace ed affascinante che aveva creato attraverso il suo blog, che già l’esordio televisivo nel ruolo di opinionista aveva reso molto meno interessante e che la partecipazione ad un reality insulso come La Fattoria ha definitivamente ucciso.

Piccoli campioni crescono

Il malocchio

Salute!A vantarsi troppo che sono anni che non ci si ammala e che comunque non ci si potrebbe permettere un tale lusso per via della mole di lavoro (maddechè?), prima o poi la sfiga te la tiri. Con gli arretrati e gli interessi. Capita così che nel giro di quindici giorni ti capiti tutto ciò che non hai mai passato nell’arco dei quasi 33 anni della tua vita. A partire da un tranquillo sopralluogo in compagnia di un amico, dove con una modesta Yaris ci fermiamo regolarmente allo stop mentre la signora dietro di noi, armata di SUV e di tanti altri pensieri per la testa diametralmente opposti a quelli che normalmente ti indurrebbero a schiacciare il pedale del freno, quasi per vendicarsi del mio post di qualche tempo prima, ci danneggia pesantemente la macchina. Dopo il forte impatto ci guardiamo, increduli, e ci preoccupiamo di non aver nulla di rotto. “Sto benissimo!” – diciamo quasi in stereofonia con lo stesso slancio di chi ha appena bevuto l’ennesimo drink super alcoolico e vuole dimostrarti che non è affatto ubriaco.

Dopo qualche ora ci ritroviamo entrambi al Pronto Soccorso, totalmente rincoglioniti manco avessimo appena affrontato Mike Tyson. A pensare che c’è gente che di queste cose ci campa, la nostra (eccessiva) onestà ci porta ad avere duemila scrupoli ed abbiamo quasi il timore che i medici non credano alle nostre parole. Morale della favola: 7 giorni di collare e 10 di riposo. Avviso mio padre per tranquillizzarlo, ma lui è preoccupato solo perché avrei dovuto stampargli urgentemente un file dal computer. Provo a riposarmi, ma l’indomani un rilievo topografico mi costringe ad una nuova trasferta in macchina, in compagnia di un collega. Rilassante, la campagna. Peccato per gli insetti. Un’apparentemente insignificante punturina sul pollice si trasforma ben presto in una reazione allergica di enormi proporzioni, trasfigurando ben presto il dito e poi l’intera mano in quelli dell’omino Michelin, mentre inizia a prudermi qualsiasi cosa ed il trauma derivante dall’incidente del giorno precedente non vuole saperne di diminuire. Per fortuna tra pochi giorni arrivano le vacanze pasquali e potrò riguardarmi un po’.

Ah, no, vero: c’è la Processione del Venerdì Santo ed io sono uno dei 150 cantori del Miserere. Per la mia amata Chieti questo ed altro. Quella di quest’anno, ovviamente, è risultata una delle processioni più lunghe che si ricordi. Ed anche quella in cui la pausa tra una strofa e l’altra del Miserere sia stata minore, permettendoci di ripetere il famoso canto più di 60 volte a favore degli oltre 40 mila spettatori intervenuti. La Golia dovrebbe offrirmi un soggiorno alle Maldive per quante Activ Plus ho consumato durante il percorso tra le vie del centro storico. Peccato solo non siano state sufficienti a bloccare l’infiammazione della gola, che poi si è trasformata in febbre, successivamente in tosse e raffreddore, infine in bronchite. E vai di aerosol, fluidificante, antibiotico, antinfiammatorio, mucolitico e corticosteroide. Oggi finalmente mia zia mi ha praticato il suo antico rito anti malocchio. Sarà una sensazione di natura psicologica, ma sto già meglio. E male che dovesse andare, magari domani vado a tagliarmi i capelli dal Mago Do Nascimento e gli chiedo se tante volte gli avanzano due sassolini.

Come aumentare il reddito?

Email appena ricevuta da “Fiendishly H. Accepting” (zoltans@leonlai.net):

Salve
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1. Responsabile Internazionale di Pagamenti
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Guadagno: 450-480$ alla settimana (per il primo mese di prova)
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Il buono candidato dovrebbe avere un idea delle vaglie bancarie ed altre sisteme di pagamenti.
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L’esperienza e la conoscenza di programmi di computer (Internet, E-mail)

Importante: Questo lavoro non richiede nessun investimento. Non ha da pagare per niente. Deve solo dedicare il Suo tempo al lavoro. Prestiamo l’aiuto ed il training necessario.

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E possibile anche di riempire il modulo seguente e inviarcelo per mail support@rseforyou.com

Per candidarsi per la posizione per favore ci invii l’informazione seguente:
1. Il Suo nome completo
2. Il Suo Paese
3. Il Suo indirizzo
4. Il numero di telefono (cellulare, fisso, lavoro)
5. Il Suo indirizzo E-mail
6. Lei e pronto a segnare il contratto con la nostra azienda? (dovrebbe essere “Si”)
7. Lei e pronto a ricevere dei bonifici sul Suo conto bancario o la carta di credito? (dovrebbe essere “Si”)

Grazie della Sua attenzione

Cordiali saluti

Minimo 1800 dollari al mese a fronte di un impegno massimo di 24 ore (in media meno di un’ora al giorno), senza necessità di alcun investimento nè di particolari requisiti?!? Diventare ricchi senza fare un cazzo è sempre stato il sogno di tutti, peccato si tratti però di una delle tante società (anche se sarebbe meglio chiamarle associazioni a delinquere) che attraverso lo spamming cercano dei fessi che inconsapevolmente, facendo transitare dei soldi sul proprio conto bancario, riciclino il denaro sporco derivante da truffe informatiche e da operazioni di phishing. Casi simili erano già stati segnalati da Magnaromagna e dall’immenso Paolo Attivissimo.

P.S.: Buona Pasqua!

Il Venerdì Santo a Chieti / 2

Durante la processione il Coro, unitamente a una grande orchestra in prevalenza composta da violini e flauti, esegue il Miserere del musicista sacro teatino Saverio Selecchy (1708-1788), tratto dal Salmo 50 del Salterio. Di grande suggestione, il Coro del Miserere, da oltre due secoli continua ad incantare le ali di folla che seguono la processione. Giovanni Paolo II, che ebbe modo di ricevere i fratelli dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti in occasione del giubileo del 2000, apprezzò la bellezza solenne, ma allo stesso tempo semplice, di questo canto.
Il direttore musicale è attualmente il Maestro Giuseppe Pezzulo.

(tratto dall’opuscolo realizzato dal Consorzio Chieti C’entro, tutti i diritti riservati)

Se proprio non ce la fate a venire, potrete assistere in diretta alla Processione del Venerdì Santo di Chieti a partire dalle ore 19.30 tramite il sito Il Piccolo di Chieti.

Il Venerdì Santo a Chieti

Processione del Venerdì Santo - Chieti

La processione del Venerdì Santo di Chieti, per la solennità rituale, per il grande fervore religioso e la lunga tradizione mantenuta nel tempo, è una delle espressioni religiose italiane più significative. Notizie storiche fanno risalire le sue origini al secolo XVI, contestualmente alla fondazione dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti. Da allora, questa antica istituzione cittadina ogni anno con puntualità e zelo ripropone il rito del Venerdì Santo. La Confraternita teatina sorse come aggregato della omonima “Confraternita dell’Orazione e Morte” di Roma, ma ebbe formale istituzione nel 1603, per iniziativa del Capitano della milizia urbana Pietro Antonio Gigante, il quale ottenne come sede per lo svolgimento della sua attività la Cappella annessa alla cripta di San Giustino, nella cattedrale, rimasta ancora oggi sede dell’Arciconfraternita. Le Confraternite della Morte avevano a quel tempo il compito primario di provvedere alla sepoltura dei morti. Il sodalizio si distinse subito per zelo e opere di pietà, tra cui la cura e preparazione del rito del Venerdì Santo. Da documenti è certa la partecipazione dei fratelli del Sacro Monte al Giubileo del 1650, celebrato a Roma alla presenza di Papa Innocenzo X, che oltre a ricevere i pellegrini, aveva emanato nel 1648 una bolla con la quale concedeva particolari privilegi e indulgenze ai confratelli del Monte dei Morti teatino.

La processione del Venerdì Santo a Chieti, nella sua forma più semplice risale ai primi decenni del secolo XVII; era incentrata su tre elementi simbolici dominanti: una Morte lignea a grandezza naturale, uno stendardo in damasco nero e un Catafalco su cui veniva posto il Cristo Morto. Accompagnavano questi tre simboli gli iscritti al Monte dei Morti con i rituali cappucci e vestiti di sacco. Nei primi decenni del Settecento cominciava a prendere parte alla processione anche il Coro dei Musici. La processione fin dal secolo XVII si svolgeva la mattina del Venerdì Santo. A metà dell’Ottocento venne spostata alla sera. Non essendoci ancora la luce elettrica, si cominciò ad illuminare le finestre e i balconi lungo il percorso con candele e fiaccole. Fu in quel periodo che vennero adottati gli attuali lampioni o fanali posti alla sommità di lunghe aste di legno, portati dagli affiliati delle Congreghe, di foggia diversa per ciascuna Confraternita. Nel 1950 vennero posti lungo i tratti principali del percorso dei tripodi fissi in ferro battuto, attualmente ancora in uso, su cui ardono le torce. Nel 1855 l’Arciconfraternita del Monte dei Morti introdusse nella processione i “Trofei della Passione” realizzati dallo scultore teatino Raffaele Del Ponte, allievo del grande maestro napoletano Antonio Nicolini, scenografo del teatro S. Carlo. La statua della Madonna Addolorata compare per la prima volta nella processione del 1833, mentre quella che si ammira oggi è del 1910. Il Cristo Morto è opera artistica, in legno policromo, dal secolo XVIII ed è adagiato su una coltre di velluto nero riccamente ricamato. La coltre attuale è stata realizzata nel 1930 utilizzando gli antichi ricami in oro e argento, restaurati e trasferiti sul nuovo tessuto. La processione anche in tempo di guerra si è sempre svolta, sia pure in forma ridotta. Neanche le più avverse condizioni meteorologiche hanno fermato mai il rito del Venerdì Santo, che nel corso dei secoli ha sempre avuto luogo, sia pure in alcuni casi seguendo percorsi più brevi. Memorabile quella del 1944 allorquando le truppe di occupazione tedesca tentarono di rastrellare gli uomini che vi avevano preso parte. Fortunatamente quasi tutti riuscirono a dileguarsi attraverso le diverse uscite della cattedrale.

Domenico Di Berardino

(tratto dall’opuscolo realizzato dal Consorzio Chieti C’entro, tutti i diritti riservati)

Per ulteriori informazioni, si consulti il sito InfoCHIETI. Per scaricare il video integrale della Processione del 2005, i link per eMule sono i seguenti: prima parte e seconda parte.