A vantarsi troppo che sono anni che non ci si ammala e che comunque non ci si potrebbe permettere un tale lusso per via della mole di lavoro (maddechè?), prima o poi la sfiga te la tiri. Con gli arretrati e gli interessi. Capita così che nel giro di quindici giorni ti capiti tutto ciò che non hai mai passato nell’arco dei quasi 33 anni della tua vita. A partire da un tranquillo sopralluogo in compagnia di un amico, dove con una modesta Yaris ci fermiamo regolarmente allo stop mentre la signora dietro di noi, armata di SUV e di tanti altri pensieri per la testa diametralmente opposti a quelli che normalmente ti indurrebbero a schiacciare il pedale del freno, quasi per vendicarsi del mio post di qualche tempo prima, ci danneggia pesantemente la macchina. Dopo il forte impatto ci guardiamo, increduli, e ci preoccupiamo di non aver nulla di rotto. “Sto benissimo!” – diciamo quasi in stereofonia con lo stesso slancio di chi ha appena bevuto l’ennesimo drink super alcoolico e vuole dimostrarti che non è affatto ubriaco.
Dopo qualche ora ci ritroviamo entrambi al Pronto Soccorso, totalmente rincoglioniti manco avessimo appena affrontato Mike Tyson. A pensare che c’è gente che di queste cose ci campa, la nostra (eccessiva) onestà ci porta ad avere duemila scrupoli ed abbiamo quasi il timore che i medici non credano alle nostre parole. Morale della favola: 7 giorni di collare e 10 di riposo. Avviso mio padre per tranquillizzarlo, ma lui è preoccupato solo perché avrei dovuto stampargli urgentemente un file dal computer. Provo a riposarmi, ma l’indomani un rilievo topografico mi costringe ad una nuova trasferta in macchina, in compagnia di un collega. Rilassante, la campagna. Peccato per gli insetti. Un’apparentemente insignificante punturina sul pollice si trasforma ben presto in una reazione allergica di enormi proporzioni, trasfigurando ben presto il dito e poi l’intera mano in quelli dell’omino Michelin, mentre inizia a prudermi qualsiasi cosa ed il trauma derivante dall’incidente del giorno precedente non vuole saperne di diminuire. Per fortuna tra pochi giorni arrivano le vacanze pasquali e potrò riguardarmi un po’.
Ah, no, vero: c’è la Processione del Venerdì Santo ed io sono uno dei 150 cantori del Miserere. Per la mia amata Chieti questo ed altro. Quella di quest’anno, ovviamente, è risultata una delle processioni più lunghe che si ricordi. Ed anche quella in cui la pausa tra una strofa e l’altra del Miserere sia stata minore, permettendoci di ripetere il famoso canto più di 60 volte a favore degli oltre 40 mila spettatori intervenuti. La Golia dovrebbe offrirmi un soggiorno alle Maldive per quante Activ Plus ho consumato durante il percorso tra le vie del centro storico. Peccato solo non siano state sufficienti a bloccare l’infiammazione della gola, che poi si è trasformata in febbre, successivamente in tosse e raffreddore, infine in bronchite. E vai di aerosol, fluidificante, antibiotico, antinfiammatorio, mucolitico e corticosteroide. Oggi finalmente mia zia mi ha praticato il suo antico rito anti malocchio. Sarà una sensazione di natura psicologica, ma sto già meglio. E male che dovesse andare, magari domani vado a tagliarmi i capelli dal Mago Do Nascimento e gli chiedo se tante volte gli avanzano due sassolini.
Scritto da Maxime il 21 aprile 2006









ammazza ahò!!! riguardati però
Lunedì ti sei perso una delle gite più riuscite ed un pranzo, a base di zafferano, da leccarsi i baffi! Cmq sono sicuro che a casa sarai stato benissimo!
Che bastardi…
io faccio un treno bianco per lourdes se ti interessa prenoto un posto ;O)
Ehm… Maxime caro, io ti proporrei di approfittare dell’offerta di Artemisia, e fare questo viaggetto a Lourdes. Una volta lì, allungati un po’ e vai a fare un giro anche a Santiago de Campostela. Al ritorno, un passaggino per Medjugorie, poi Assisi, Loreto e Lanciano. FORSE (e sottolineo FORSE) dovresti porre fine alle tue sventure mediche…
P.S. Ma il rito della zia era quello con il piattino di olio ed i fiammiferi?
A volte sembra proprio che le sfighe si attirino una dopo l’altra… curati mi raccomando
arte82misia: prenota pure, vengo molto volentieri. Però ho letto che a Lourdes non avvengono più miracoli da diverso tempo e sta un po’ calando come meta per i casi umani come me.
Giovy: il piattino d’acqua e le gocce d’olio. Che c’entrano i fiammiferi? Va bè che ogni parte d’Italia c’ha la sua “variante”…
Barbara: sì, decisamente.
Stavo pensando…
Dai che tra qualche giorno ci facciamo su due risate,
anzi mo vado ad azzeccare la foto pubblicata da Laboralab
cosi ci facciamo un aperitivo “ALAFACCIADICHICIVOMAL”
Salutami tua zia
no problem maxime…ho già pronto un itinerario per tutti i santuari cristiani del mondo. in alternativa posso cominciare a vedere quelli delle altre religioni…uno avrà pietà di noi!!
ecco perchè non ti si leggeva da qualche giorno…certo che quando ne succede una poi tutto il resto è conseguenza… il rito giù in calabria una mia zia lo fa con piattino acqua e gocce d’olio…non risultano fiammiferi anche a me…che dire riguardati e spero ti riuscirai a godere questo di weekend
Come da te richiesto ti ho linkato con l’iconcina che mi hai mandato… Ti sembra l’ora di ricambiare finalmente visto che so che mi leggi?
Francesco
occhio malocchio prezzemolo e finocchio
Quando succeddono queste cose ti domandi se c’è un disegno divino, che ti sta facendo scontare tutti gli arretrati, come hai scritto.
Poi ci ripensi e con la razionalità dici “E’ solo una maledetta e sfigata coincidenza!!! Ma vaff…”
secondo me neanche una doccia a Lourdes….
@ Maxime: esatto, il piattino d’aqua con le gocce d’olio.
I fiammiferi vengono accesi e disposti sui bordi del piattino a guisa di croce…