Archivio del mese di maggio 2006
Me l’avevano detto parecchie volte che per scoprire un nuovo lato di mio padre l’avrei dovuto far diventare nonno, ed avevano ragione. Da quando c’è mio figlio Davide, mio padre si è totalmente rincoglionito (nel senso buono del termine): discute con mia madre per chi deve tenerlo in braccio o portarlo col passeggino (con tanto di rapimenti e fughe lungo le vie del centro storico), va via prima dallo studio per venirlo a salutare, gli compra giocattoli (spesso nemmeno adatti alla sua età) e gli fa vincere qualsiasi capriccio sentendosi forse in competizione con i genitori di mia moglie (più esperti perché Davide è il loro sesto nipote), infine si preoccupa maggiormente del proprio look e della propria forma fisica affinché il nuovo titolo di “nonno” non diventi sinonimo di “anziano”. Sabato, durante una passeggiata lungo il Corso cittadino, mio figlio ha indicato col dito una di quelle macchinette malefiche che distribuiscono palline bicolore di plastica con dentro il giochino inutile e mio padre nel giro di dieci secondi ci aveva già introdotto una moneta da un euro: io ricordo benissimo il periodo in cui mio padre approfittava di quelle macchinette (e all’epoca per girare la manopola erano sufficienti 200 lire!) per farmi la morale e spiegarmi che buttare i soldi in quel modo era una cosa stupida. Ma non finisce qui. Ieri pomeriggio ricevo una telefonata in ufficio, è mia moglie:
- “Sai, Davide è andato a giocare in piazza con gli altri bambini. Ce l’ha portato tuo padre. Adesso però è sudato fradicio…“
- “Poco male, però adesso portalo subito a casa e cambialo!”
- “Chi, tuo padre?!?“
P.S.: oggi è il mio 33esimo compleanno ed eccezionalmente i messaggi di auguri saranno tollerati. Anzi no (leggete cosa scrivevo l’anno scorso). Però pretendo come regalo che chiunque passi di qui lasci un commento (sì, anche tu che mi conosci benissimo e/o mi incontri tutti i giorni e che magari abiti nel mio stesso palazzo ma non vuoi farmi sapere che leggi il mio blog), ché non è possibile che ci siano tanti commenti solo quando parlo di Francesca Cipriani D’Altorio o di Franco Alvisi del Grande Fratello. Ecco.
Scritto da Maxime il 31 maggio 2006
Osama Bin Davide | 51 Commenti | |
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Da piccolo ero costantemente soggetto alle mode e costringevo i miei genitori ad assecondare e soprattutto finanziare le mie manie del momento. Una delle passioni più profonde fu quella per i giochi di prestigio: iniziai con le cazzate che uscivano con Topolino, con SuperPiù e con le merendine del Mulino Bianco, poi mi evolsi verso il manuale di Paperinik, il gioco in scatola Hocus Pocus, il grande libro di Silvan e l’enciclopedia della magia a fascicoli. Ormai conoscevo tutti i segreti dei grandi illusionisti ed avevo persino conosciuto un prestigiatore di professione dal quale acquistavo materiale di seconda mano ogni volta che lui lo dismetteva per aggiornare il suo repertorio. Harry Houdini e David Copperfield non avevano più segreti per me. Ma un giorno scoprii tragicamente che non proprio tutti i campi della magia mi erano noti come invece credevo, e mi crollò il mondo addosso. Infatti i miei amici mi portarono in un club dove ammirai una prestigiatrice mentre faceva sparire diverse palline da ping pong in pochi attimi. Certo, anch’io ero in grado di farlo. Ma non facendoci la spaccata sopra e stando completamente nudo e con le mani bene in vista! E non oso immaginare quale trauma psicologico avrei subìto se quella sera ad esibirsi fosse stata la madre, in grado di effettuare lo stesso numero con le palline da tennis…
Scritto da Maxime il 29 maggio 2006
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Che poi le discussioni tra i sostenitori del “caldo” contro gli ultras del “freddo” sono simili a quelle che vedono sfidarsi il panettone contro il pandoro, il mare contro la montagna, il PC contro il Mac, i paninari contro i metallari, la cioccolata al latte contro quella fondente, Lost contro The 4400, la carne contro il pesce, i cani contro i gatti, Desperate Housewives contro Weeds, la ceramica contro il parquet, Totti contro Del Piero, il sugo semplice contro quello di carne, MediaWorld contro UniEuro, l’amaro contro la grappa, il legno contro l’alluminio anodizzato, Google contro Yahoo, la città contro la campagna, le due ruote contro le quattro ruote, Intel contro AMD, l’albergo contro il campeggio, I Cavalieri del Re contro Cristina D’Avena, il pop contro il rock, la Xbox 360 contro la PlayStation 3, i fondi azionari contro quelli obbligazionari, la gonna contro i pantaloni, Fifa 2006 contro Winning Eleven 10, il treno contro l’aereo, il matrimonio contro la convivenza, i Duran Duran contro gli Spandau Ballet, i carnivori contro i vegetariani, la benzina contro il diesel, il mercatino dell’antiquariato contro Ikea, la radio contro la televisione, il latte macchiato contro il cappuccino… ma anche Ruini contro Luxuria, il turismo religioso contro quello sessuale, il “missionario” contro la “carriola”, la topa contro il culo. Ecco. Il mondo è bello perché è avariato.
Scritto da Maxime il 27 maggio 2006
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Scrive Marco Castoro su IlTempo.it: “Quei 24 mila voti – contati e ricontati, o forse ancora da ricontare – pesano più di una condanna per Silvio Berlusconi e la Casa delle Libertà. Il centrosinistra, una dopo l’altra, sta occupando tutte le poltrone di potere. Palazzo Chigi, le due presidenze delle Camere, il Quirinale, la Federcalcio, ora anche il suo ufficio indagini. E non si è ancora cominciato con la Rai. Anche lì ne vedremo delle belle. Magari spunterà un Santoro commissario.” Io già lo so come andrà a finire, è solo una questione di tempo. Prima o poi, senza preavviso, il dott. Francesco Saverio Borrelli, già procuratore generale di Milano durante “Mani Pulite” ed ora richiamato dalla pensione per occuparsi di “Piedi Puliti“, entrerà in casa mia col suo pool e verrà a controllare la qualità della mia carta igienica nell’ambito dell’operazione “Culi Puliti“. Successivamente il nostro caro Presidente del Consiglio, professor Romano Prodi, non sapendo quali altre poltrone utilizzare per sistemare gli ultimi compagni, occuperà persino il mio cesso. E prima lo chiamavano regime.
[EDIT] A ripensarci, c’è chi sta peggio di me.
Scritto da Maxime il 25 maggio 2006
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Ché quando fa freddo puoi continuare ad indossare “strati” fino al raggiungimento della temperatura desiderata, mentre quando fa caldo e sei già nudo che cazzo ti togli più, la pelle? Ché quando fa freddo c’hai il bel giubbotto pesante con duemila tasche dove riporre comodamente le chiavi di casa, le chiavi della macchina, il portafoglio e quant’altro, mentre quando fa caldo e stai con un jeans ed una t-shirt non puoi fare a meno di tua moglie e della sua preziosa borsetta, pena l’utilizzo dell’orribile marsupio. Ché quando fa freddo e stai in casa puoi accendere i termosifoni, indossare maglietta della salute e pigiama “lana fuori e cotone sulla pelle”, mettere il piumone al letto, mentre quando fa caldo e sei perennemente sudato e appiccicaticcio se provi ad azionare il ventilatore è la volta buona che ci lasci le penne. Ché quando fa freddo ed entri in macchina ci metti un attimo ad ambientarti e puoi sempre fare affidamento sull’aria calda e sui sedili termici, mentre quando fa caldo la macchina diventa un forno crematorio, ti ustioni toccando lo sterzo o il cambio o il freno a mano, e non puoi partire prima di averla lasciata per un quarto d’ora in moto con gli sportelli spalancati e l’aria a tutto volume. Ché quando fa freddo gli insetti sono meno rompicoglioni e ti becchi il raffreddore solo se per fare il “gggiovane” non ti copri abbastanza, mentre quando fa caldo devi lottare contro api, vespe, zanzare, acari, pollini, polveri e sbalzi di temperatura. Ché quando fa freddo le donne si coprono maggiormente e riesci a controllare i tuoi bollenti spiriti, mentre quando fa caldo e dal tuo sangue si potrebbe tranquillamente estrarre il principio attivo del Viagra, certe ragazze non ti aiutano di certo con le loro scollature esplosive e quelle minigonne inguinali attraverso le quali si riesce addirittura a capire se il colore dei loro capelli è naturale o meno. Ché quando fa freddo e la sera rientri finalmente in casa dal lavoro sei ancora abbastanza presentabile, mentre quando fa caldo torni a casa come uno straccio e non vedi l’ora di liberare i tuoi piedi da scarpe incandescenti e calze zuppe e fumanti. Se però ascolti i telegiornali non ci sono grosse differenze: ché d’inverno arriva il grande freddo e consumiamo troppo gas, mentre d’estate arriva il grande caldo e consumiamo troppa energia elettrica. Ai giornalisti, si sa, il cambio di stagione non gli fa né caldo né freddo.
Scritto da Maxime il 23 maggio 2006
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Succede qui a Chieti e spero anche altrove. Quando un adulto incontra un anziano, per salutarlo non dice “ben rivisto, come sta?” bensì “come si va?” oppure “come andiamo?”. Le possibili (non) risposte della persona anziana sono: “eh, grazie a Dio…” oppure “eh, ringraziando iddio…”. A questo punto l’altro conclude: “Beh, piano piano…”. E ognuno prosegue per la sua strada. La variante nel caso di due coetanei, è la seguente: “come stai?”. E l’altro, quasi contemporaneamente: “come stai?”. E si passa subito a parlare d’altro, senza rispondere alla domanda. E’ tutto molto bello. Se capitate dalle mie parti, sapevàtelo.
Scritto da Maxime il 19 maggio 2006
Chieti | 19 Commenti | |
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