Archivio del mese di giugno 2006

Yahoo! Answers Italia

YahooQuando ancora non si sapeva cosa fosse, Internet veniva descritta come uno strumento rivoluzionario per contattare in modo veloce ed economico persone o aziende che si trovassero dall’altro capo del mondo, con la possibilità di scambiarsi facilmente informazioni e dati. Con l’aumento esponenziale del materiale reso disponibile in “rete” e con la possibilità di collegarsi direttamente da casa a velocità sempre maggiori ed a prezzi sempre minori, Internet è diventata una sorta di genio della lampada in grado di esaudire infiniti desideri. Oggi riusciamo, tra le altre cose, ad acquistare l’ultimo ritrovato della tecnologia direttamente nel paese in cui viene prodotto, a videocomunicare con i nostri amici e parenti residenti all’estero, a gestire online i nostri soldi ed i nostri pagamenti, a scaricare una particolare versione di un film o di un brano musicale che nel nostro paese non viene commercializzata, a partecipare a forum di discussione su qualsiasi argomento di nostro interesse, a trovare ogni tipo di notizia, opinione o informazione mediante motori di ricerca sempre più veloci e precisi.

L’unico effetto collaterale di questa enorme mole di dati e di tutta questa voglia di comunicazione e di condivisione è la difficoltà di stabilire quale sia, tra le innumerevoli possibili risposte ad ognuna delle richieste fatte al nostro inesauribile genio della lampada, quella più attendibile e completa. La verità è che nessun “motore” sarà mai in grado di fornirci al primo colpo una risposta precisa ed esauriente ad una domanda complessa e dettagliata, senza l’intervento umano. Ecco perché l’idea di Yahoo di realizzare un servizio come Answers mi era subito sembrata geniale nella sua semplicità: vuoi un consiglio oppure hai quesiti e dubbi che non riesci a chiarire con i motori di ricerca? Formuli la tua domanda (spendendo 5 dei 100 punti che Yahoo ti mette a disposizione per iniziare) ed aspetti che qualche altro utente ti risponda (guadagnando 2 punti per il semplice fatto di aver risposto, ed altri 10 punti nel caso in cui la sua risposta venisse scelta come la migliore). Una vera e propria condivisione delle proprie conoscenze ed esperienze: un servizio fantastico… sulla carta!

Infatti un esercito di sfigati ha deciso di invadere Yahoo Answers scambiandolo per una chat, o comunque per un luogo in cui cazzeggiare liberamente dimostrando tutta la propria idiozia ed infantilità. Capita così che per ogni domanda seria (o comunque lecita), ce ne siano almeno dieci del tipo “Che mi raccontate di bello?“, oppure “Perché se la mucca fa mù il merlo non fa mè?“, o ancora “Chi ha incastrato Roger Rabbit?“, ed infine “Sapete che ore sono?” (dove qualche fenomeno è andato avanti per ore a rispondere “sono le 15.10″, “no, adesso sono le 15.20″, “ti sbagli, in questo istante sono le 15.30″, finché non è arrivato il solito matusa rompicoglioni, tale Maxime, rispondendo che era ora che se ne andassero tutti a fare in culo). Ovviamente è possibile segnalare gli abusi, ma la coda delle segnalazioni è talmente lunga che lo staff non riesce quasi mai a prendere provvedimenti in tempi brevi. Spero che la situazione attuale sia solo frutto di un problema temporaneo destinato fisiologicamente ad attenuarsi (la versione italiana di Yahoo Answers ha solo pochi giorni di vita), permettendo la crescita qualitativa di un servizio gratuito che rimane in ogni caso molto interessante e degno di nota.

Blackout

Ben 37 ore senza PensierInEccesso… Se nel frattempo non vi siete suicidati buttandovi dal balcone (o impiccandovi, se abitate al piano terra), sappiate che il problema è dipeso da uno sfortunatissimo guasto tecnico occorso ad un componente interno della parte di alimentazione dello storage IBM DS4300 del mio hosting provider, Tophost. Non ci avete capito un cazzo? Bene, nemmeno io. Pare che i tecnici IBM non avessero il pezzo di ricambio disponibile in Italia, quindi per far ripartire tutta la baracca c’è voluto più tempo del previsto. In ogni caso, visto che la registrazione del dominio e l’hosting mi costano complessivamente solo € 8,99 + IVA all’anno, posso tranquillamente sopportare questi imprevisti ed anzi rinnovo la mia fiducia a Tophost che se non altro mi ha tenuto costantemente informato durante l’emergenza. Anzi, se avete un dominio in scadenza e vi va di trasferirvi gratuitamente usufruendo di un hosting full-optional per un anno, eccovi un codice invito valido fino al 30 giugno 2006 (ancora 7 giorni). Muovetevi!

Marketing ingannevole

  • Buongiorno, telefono dalla società dell’energia elettrica (?!?), vorrei parlare col titolare.
  • Sono io, mi dica…
  • Volevo avvisarla che grazie al Decreto Bersani lei ha diritto ad uno sconto del 50% sulla fornitura dell’energia elettrica.
  • Fico…
  • Lei supera 200 euro di spesa bimestrale?
  • No.
  • Ah, peccato. Buongiorno.

Piccola dolce adolescente

Piccola dolce adolescente,
tu che sei sempre attenta alle mode e ti uniformi subito alla massa;

piccola dolce adolescente,
tu che hai deciso di ricordare per sempre quell’occasione speciale con un tatuaggio;

piccola dolce adolescente,
tu che hai fatto il piercing proprio in quelle zone così dannatamente sexy;

piccola dolce adolescente,
tu che indossi i pantaloni a vita bassa e lasci intravedere il perizoma;

piccola dolce adolescente,
tu che lasci scoperto l’ombelico sotto la maglietta corta tanto trendy;

piccola dolce adolescente,
ma dove cazzo ti presenti con tutta quella trippa straripante?!?

La legge è uguale per tutti

La legge è uguale per tuttiPer motivi di lavoro frequento spesso il Tribunale della mia città ed assisto a parecchie udienze civili, sempre affollatissime di avvocati, praticanti, consulenti tecnici d’ufficio e di parte, ricorrenti, convenuti e loro testimoni. Negli ultimi anni ne ho viste e sentite di tutti i colori alla faccia della riservatezza dei dati personali, e tuttora mi chiedo come sia possibile che mentre io ho dovuto dotarmi di numerose misure per garantire la privacy dei miei clienti, in Tribunale si possa invece leggere tranquillamente i fascicoli di esecutati, falliti e divorziati nonché ascoltare allegramente i cazzi altrui. In ogni caso non è di questo che vorrei parlare, bensì dell’ennesima sociologia semiseria della “fauna” osservabile durante le udienze civili.

Il ricorrente (o “attore”) è sempre presente durante le udienze, anche e soprattutto quando non convocato, perché vuole tenere la situazione sotto controllo e verificare che il suo avvocato verbalizzi tutte le circostanze, personali ed inutili ai fini della causa, che gli ha più volte raccontato telefonicamente nelle settimane che precedevano l’udienza (peraltro non comprendendo di aver rotto i coglioni nemmeno quando il suo avvocato per negarsi ha iniziato a camuffare la voce tentando di imitare quella della sua segretaria).

Il convenuto interviene poche volte a meno che non sia stato convocato esplicitamente dal Giudice, spesso non crede nella Giustizia e può capitare che arrivi in Tribunale con aria seccata ed insofferente e con barba incolta ed abbigliamento non esattamente idoneo all’occasione (canottiera sporca di olio e sugo parzialmente coperta da una camicia a maniche corte totalmente sbottonata, pantaloni e scarpe con schizzi di fango e filo d’erba tra le labbra). E’ facilmente identificabile perché attende il suo turno blaterando da solo lungo il corridoio antistante l’aula.

Il testimone è quel personaggio silenzioso ed agitato sempre seduto sulla panca fuori dall’aula. Non si accorge di chi lo saluta perché è troppo impegnato a ripetersi in mente la dichiarazione che dovrà rendere al Giudice e che ripeterà anche un’ultima volta davanti all’avvocato subito prima che arrivi il suo turno, durante il quale crollerà clamorosamente alla prima domanda.

L’avvocato anziano, sempre tronfio e sicuro di sé come se la causa fosse già vinta e l’udienza fosse una noiosa formalità, è quello che si sente spesso urlare durante il confronto con l’avvocato di controparte (“Collega, la prego di non interrompermi!!!”) a volte ricorrendo anche a fantasiose citazioni latine ed e fantomatici articoli del codice civile che nessuno conosce ma che, non foss’altro per la maggiore esperienza riconosciutagli, nessuno osa cercare per verificarne l’esistenza e l’applicabilità al caso di specie.

Il giovane avvocato è quello che si impegna con tutte le sue forze per tentare di avvalorare tesi assolutamente insostenibili, cercando e leggendo attentamente su internet ogni singola sentenza della Corte di Cassazione. Da quando è abilitato alla professione si sente parte di un ceto sociale superiore ed inizia a frequentare solo quei luoghi ed a praticare solo quelle attività in cui siano coinvolti anche altri avvocati. Si contraddistingue durante le udienze perché solitamente è il più formale ed appariscente (abito che sembra quello del suo matrimonio, scarpa lucida e capello scolpito).

La giovane avvocatessa è quella che ha scambiato il Tribunale per una passerella di alta moda di Milano o Parigi. E’ in grado di lasciare una scia di profumo dolce per chilometri e la bontà delle proprie argomentazioni durante lo svolgimento di una causa è inversamente proporzionale al livello della scollatura (meno sono valide le prime, più è generosa la seconda). Nel verbale scrive sempre e comunque che contesta ed impugna quanto dedotto da controparte, a priori.

L’avvocato anticonformista è quello che arriva in Tribunale in jeans, t-shirt e scarpe sportive, però con la giacca buona sopra così il Giudice non rompe le palle. Odia la forma ed i formalismi, osserva i colleghi con aria schifata e viene spesso scambiato per un consulente tecnico ma di quelli sfigati, ché un avvocato non si presenterebbe mai in quelle condizioni.

La figura del praticante è assimilabile a quella dello schiavo: lavora gratis, viene in Tribunale solo per controllare i fascicoli o depositare atti per conto del proprio avvocato ed è quello che generalmente è costretto a scrivere i verbali d’udienza sotto dettatura, sempre a testa bassa e senza diritto di parola. Indossa abiti eleganti ma spesso non della sua misura, ché suo padre porta una o due taglie in più. Se donna, può essere a volte scambiata per una cubista.

E ora, come sempre, a voi la parola.

Beppe Grillo: tiè!!!

Beppe Grillo Vaffanculo

(questo post si autodistruggerà appena smaltita l’euforia per il debutto vittorioso della nazionale italiana nei mondiali di calcio Germania 2006: si ricorda al signor Beppe Grillo che stiamo tifando per una maglia ed una bandiera, non per dei giocatori e degli sponsor)