Per motivi di lavoro frequento spesso il Tribunale della mia città ed assisto a parecchie udienze civili, sempre affollatissime di avvocati, praticanti, consulenti tecnici d’ufficio e di parte, ricorrenti, convenuti e loro testimoni. Negli ultimi anni ne ho viste e sentite di tutti i colori alla faccia della riservatezza dei dati personali, e tuttora mi chiedo come sia possibile che mentre io ho dovuto dotarmi di numerose misure per garantire la privacy dei miei clienti, in Tribunale si possa invece leggere tranquillamente i fascicoli di esecutati, falliti e divorziati nonché ascoltare allegramente i cazzi altrui. In ogni caso non è di questo che vorrei parlare, bensì dell’ennesima sociologia semiseria della “fauna” osservabile durante le udienze civili.
Il ricorrente (o “attore”) è sempre presente durante le udienze, anche e soprattutto quando non convocato, perché vuole tenere la situazione sotto controllo e verificare che il suo avvocato verbalizzi tutte le circostanze, personali ed inutili ai fini della causa, che gli ha più volte raccontato telefonicamente nelle settimane che precedevano l’udienza (peraltro non comprendendo di aver rotto i coglioni nemmeno quando il suo avvocato per negarsi ha iniziato a camuffare la voce tentando di imitare quella della sua segretaria).
Il convenuto interviene poche volte a meno che non sia stato convocato esplicitamente dal Giudice, spesso non crede nella Giustizia e può capitare che arrivi in Tribunale con aria seccata ed insofferente e con barba incolta ed abbigliamento non esattamente idoneo all’occasione (canottiera sporca di olio e sugo parzialmente coperta da una camicia a maniche corte totalmente sbottonata, pantaloni e scarpe con schizzi di fango e filo d’erba tra le labbra). E’ facilmente identificabile perché attende il suo turno blaterando da solo lungo il corridoio antistante l’aula.
Il testimone è quel personaggio silenzioso ed agitato sempre seduto sulla panca fuori dall’aula. Non si accorge di chi lo saluta perché è troppo impegnato a ripetersi in mente la dichiarazione che dovrà rendere al Giudice e che ripeterà anche un’ultima volta davanti all’avvocato subito prima che arrivi il suo turno, durante il quale crollerà clamorosamente alla prima domanda.
L’avvocato anziano, sempre tronfio e sicuro di sé come se la causa fosse già vinta e l’udienza fosse una noiosa formalità, è quello che si sente spesso urlare durante il confronto con l’avvocato di controparte (“Collega, la prego di non interrompermi!!!”) a volte ricorrendo anche a fantasiose citazioni latine ed e fantomatici articoli del codice civile che nessuno conosce ma che, non foss’altro per la maggiore esperienza riconosciutagli, nessuno osa cercare per verificarne l’esistenza e l’applicabilità al caso di specie.
Il giovane avvocato è quello che si impegna con tutte le sue forze per tentare di avvalorare tesi assolutamente insostenibili, cercando e leggendo attentamente su internet ogni singola sentenza della Corte di Cassazione. Da quando è abilitato alla professione si sente parte di un ceto sociale superiore ed inizia a frequentare solo quei luoghi ed a praticare solo quelle attività in cui siano coinvolti anche altri avvocati. Si contraddistingue durante le udienze perché solitamente è il più formale ed appariscente (abito che sembra quello del suo matrimonio, scarpa lucida e capello scolpito).
La giovane avvocatessa è quella che ha scambiato il Tribunale per una passerella di alta moda di Milano o Parigi. E’ in grado di lasciare una scia di profumo dolce per chilometri e la bontà delle proprie argomentazioni durante lo svolgimento di una causa è inversamente proporzionale al livello della scollatura (meno sono valide le prime, più è generosa la seconda). Nel verbale scrive sempre e comunque che contesta ed impugna quanto dedotto da controparte, a priori.
L’avvocato anticonformista è quello che arriva in Tribunale in jeans, t-shirt e scarpe sportive, però con la giacca buona sopra così il Giudice non rompe le palle. Odia la forma ed i formalismi, osserva i colleghi con aria schifata e viene spesso scambiato per un consulente tecnico ma di quelli sfigati, ché un avvocato non si presenterebbe mai in quelle condizioni.
La figura del praticante è assimilabile a quella dello schiavo: lavora gratis, viene in Tribunale solo per controllare i fascicoli o depositare atti per conto del proprio avvocato ed è quello che generalmente è costretto a scrivere i verbali d’udienza sotto dettatura, sempre a testa bassa e senza diritto di parola. Indossa abiti eleganti ma spesso non della sua misura, ché suo padre porta una o due taglie in più. Se donna, può essere a volte scambiata per una cubista.
E ora, come sempre, a voi la parola.
Scritto da Maxime il 12 giugno 2006









Tutto vero, in certi ambienti il rampantismo anni 80 non è mai tramontato. La “giovane avvocatessa” ne è la suprema espressione.
Barone Rosso: ovviamente questa descrizione non è sempre valida (non mi piace generalizzare) e rappresenta una estremizzazione di certe figure (è una “sociologia semiseria” non per niente), anche perché ho tanti amici avvocati e sono persone normalissime, ma se mi mettevo a parlare di loro il risultato sarebbe stato meno divertente…
mi sembra un quadretto perfettamente aderente alla realtà!
Ma quanto ci hai preso da uno a 100? Mille direi.
Come dici tu hai “estremizzato” forse, però sono le cose che penso ogni volta che mi reco al tribunale, lo stesso che hai citato tu tra l’altro.
Comunque l’ultima volta che sono stato interrogato in qualità di testimone c’erano ben due avvocatesse, ma per mia sfiga nessuna delle due aveva scollature, e tra l’altro non avevano neanche il culo della mitica Avvocato Culo.
Ste.
Stavo pensando…
Caspita, sei come la mosca bianca che osserva tutto e tutti con acutezza e precisione.
Comunque come per il treno, che ho preso una sola volta nella mia vita, il Tribunale per me è rappresentata solo dalla TV, è la immagino alla Perry Mason.
Una mattina di queste mi prendo una pausa,incrocerò le mani dietro la schiena, e passettino dopo passettino, con gruccio curioso, verrò in Tribunale con l’atteggiamento di quello che esclama:
” aaaaaa!!! questo è il tribbunale!!!???
Mai messo piede in un Tribunale ma ho fatto tre anni di legge (prima di rendermi conto che proprio non faceva per me) quindi non posso che trovare geniale questo tuo post
@Maxime: comprendo, non prendo mai niente sul serio, nemmeno me stesso.
Grazie a Dio ho finito con i tribunali
(non sono una pericolosa criminale eh, solo questioni di affidamento/collegi)
Al Tribunale Civile manca una figura determinante … quella di Sonny Crockett. Guardia splendente con la mente sempre rivolta al “caso” più importante del secolo … anche se in servizio in quel di Vatteneapesca, 1300 abitanti!
Voi, comuni mortali, non potete capire!
Meno male che non sono il quel giro….anche se anche gli economisti non ci scherzano. Pagherei per vedere la stagista cubista…
Concordo pienamente con il fatto che il Tribunale sia un tipico esempio di discriminazione sessuale al rovescio: le donne avvocato, sono libere di andare in giro con vertiginose minigonne, scollature, canottierine.. Ai poveri avvocati maschietti, invece, anche se fuori la temperatura è di 40 gradi, è “imposta” giacca e cravatta, non tanto per evitare eventuali cazziatoni di qualche giudice, ma per rispetto della giustizia (che parolone…). Per quanto concerne la privacy, caro Maxime, ben sai che le udienze sono pubbliche, quindi ciascun cittadino è libero di assistere a tutti i processi e cause che giornalmente si tengono.
E mi stupisce che non abbiano ancora pensato ad ambientare una soap opera in un tribunale… e basta con gli ospedali!
quand’e’ che sei passato a Bari in tribunale? (e non mi hai avvisato ?)
per tergiversie personali dovute alla mia …buona stella mi sono trovata nell’impasse di non sopportare più nessuno che s’approfittasse di me mancandomi di rispetto, e così mi sono come si suol dire rotta i coglioni. ho cominciato a citare e fare causa chiunque ledesse i miei diritti o mi fornisse un servizio scadente, e la prima causa intentata fu quella contro uno studio dentistico che mi aveva praticamente fracassato le articolazioni esigendo milioni per il lavoro sbagliato.
l’ho vinta. dopo tre anni e con un avvocatuccio rampante di quelli da te raccontati, con le mie tesine consegnate per fargli apprendere bene i fatti. anche i testimoni erano così, la controparte etc.
oggi mi trovo mio malgrado ancora in tribunale a combattere contro lo sfruttamento sul lavoro, le bugie, i danni, etc per principio! e ho anche parecchi amici praticanti o avvocati in erba. E il quadro è perfetto, fotografato!!!!!!!!!!!!!!!!!
complimenti, oltre a scrivere benissimo hai grande senso di ironia e spirito critico.
un saluto
http://sibelbride.splinder.com
ehi, pensieri, uaù. sono in tribunale tutti i venerdì ed è stato bello leggerti. leggermi. leggera, leggero, leggerò. amelò
UAHUAHUAHUAHUA!!!!!!!!!
Hai centrato in pieno la figura dell’attore, ma quella della giovane avvocatessa è fenomenale.
Pensa che una volta eravamo in causa in trre parti
Io ed una collega donna eravamo convenuti, mentre l’attore era un uomo.
Un giorno io produco una perizia che, ovviamenmte, se era favorevole per me lo sarebbe stato anche per lei.
Ma…colpo di genio, anzi, di avvocatessa, lei esclama: “Giudice, io mi oppongo perchè questa produzione è tardiva!”.
Io la guardo come solo si può guardare un imbecille, mentre il Giudice, più che altro divertito “Avvocato ma che fa??????? Guardi che l’Avv. “Marsettantuno” sta dalla parte sua!!!”.
P.S.: Solo ora ho riletto il mio commento. Mi sono accorto che c’è un grave errore. Lascio a voi indovinare quale…
Uagliò, ti é mai capitata una ggiudicessa con la superminigonna, quasi a livello di farfallina, che rimprovera l’avvocato che non indossa la giacca, dicendogli che la giustizia é una cosa seria e solenne?
m’è venuta voglia di citare qualcuno per andare pop corn alla mano a godermi lo spettacolo ^_-
OT.concordo sul post precedente!!!
Um..um..
Andro’ anche io in tribunale come spettatore, …se e’ cosi divertente… oltretutto e’ gratis
Sad but true, parola di ex praticante, attualmente fantasma del Foro di Piacenza (in quanto in attesa dell’esito dell’esame di Stato).
Nella tua analisi mancano però gli impiegati delle varie Cancellerie del Tribunale, quelli che poichè conoscono i misteri della burocrazia e delle marche da bollo si considerano un gradino sotto i Presidenti di Corte Costituzionale…
10 LODE PER TUTTO!!!!….ma hai dimenticato una cosa…..non hai descritto la faccia di quelli(non tutti per fortuna)che si fanno comprare dalla parte avversaria…..che schifo!!!!!
accanto al titolo…La legge è uguale per tutti….hai dimenticato una cosa…il punto interrogativo…..
La legge ERA uguale per tutti, forse. Oggi va di moda l’impunità. Fra condoni indulti indultini perdoni vari oggi si ha la certezza dello sconto della pena o del suo annullamento. E’ avvilente lo so ma dopo anni di legiferazione da parte di banditi non ci si poteva aspettare altro. In oltre vi è da dire che se non hai i mezzi la legge viene applicata, mentre se disponi di risorse finanziarie sufficienti la legge viene solamente interpretata e poi applicata.
La legge non è assolutamente uguale per tutti e tanto meno per me che rispetto gli altri e sono troppo servizievole…
Piccole e grandi ingiustizie ogni giorno, praticate sul posto di lavoro da chi esercita potere solo perchè ha un tebore di vita superiore e non perchè abbia cultura o una ragione specifica e plausubile…
leggi non applicate a tutti i trasgressori ma solo alla sottoscritta o forse ad un’altra persona in azienda ; preciso che ci sono quasi 40 dipendenti e di questi pochi rispettano le “leggi”…
Lotta personale contro di me per questioni appunto “personali”…ma ingiuste…..
Ilm ondo gira in questo modo, più ti comporti male e più ti rispettano e viceversa
Abusivismo, corruzione, favoritismi, ignoranza e cattiveria…ogni giorno…
Posso far valere i miei diritti? credo di si ..fino ad oggi non ho detto nulla..ora vado fino in fondo…Mi sento frustrata ..mi fanno sentire inferiore e lo fanno con soddisfazione…allora io devo stare a guardarli mentre mi schiacciano moralmente?
Mi autorizzo da sola ad agire per far valere quella famosa frase: LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI…
Grazie per l’attenzione