Archivio del mese di giugno 2006

Lo spirito di osservazione

“Leggiamo per accorgerci di cose che guardiamo e viviamo quotidianamente con assoluta normalità, ma di cui non ci rendiamo conto fino a quando qualcun altro non le descrive per noi.”

Samuel C. Walkes

[EDIT] Ovviamente Samuel C. Walkes non esiste, e se esiste non ha mai scritto questa frase. La frase è mia. E’ una riflessione che ho fatto mentre ero in chat con un amico e mi complimentavo con lui per il suo spirito di osservazione. Però se l’avessi firmata col mio nome sarebbe stata letta superficialmente e subito etichettata come l’ennesima cazzata, mentre attribuendola a Samuel C. Walkes vi ho costretto a rifletterci un po’ su.

Sì. Ma anche no.

Attenzione: post non adatto a chi stia cercando qualcosa di intelligente, di sensato o di comprensibile da leggere durante la sua navigazione odierna. C’era una volta la blogosfera con le sue trovate ed i suoi tormentoni. C’era una volta Spad (o forse era il Confuso? Esistono scuole di pensiero al riguardo…) col celeberrimo e divertentissimo “Ma anche no” (non è una sua invenzione né una sua esclusiva, ok, ma non è questo il punto). Che a furia di leggere ‘sta frase dappertutto alla fine hai iniziato ad usarla anche nei tuoi post. Ma anche no. Che a furia di utilizzarla, la notte hai iniziato a sognare situazioni assurde in cui facevi domande a Spad e lui ti rispondeva sempre nello stesso modo: “Dove stai andando?” “Verso sud. Ma anche no…rd!” E ancora: “Cos’hai acquistato?” “Un aggeggio per schiacciare le mandorle. Ma anche no…ci!” E infine: “In cosa consiste il tuo nuovo lavoro?” “Devo catalogare i clienti e trascriverne i cognomi. Ma anche no…mi!” Che, esasperato, hai seriamente pensato di farti ricoverare dato che ‘ste cazzate le avevi già sognate otto volte. Ma anche no…ve.

Che poi anche la tendenza ad iniziare le frasi con “Che” e ad imbottirle volutamente di errori grammaticali (licenza poetica?) è un’usanza prettamente blogosferica (che termine di merda…) che molti, compreso il sottoscritto, hanno sposato. Che a me mi piace il più migliore, ma però quella è un’altra storia e magari ne parliamo la prossima volta. Ma anche no!

Luoghi comuni / 2

Il mese scorso mi ero cimentato con alcuni luoghi comuni della politica, di fatto descrivendo solo quelli della sinistra (d’altronde ora comandano loro ed è risaputo che la migliore satira politica è quella fatta nei confronti di chi governa, tanto è vero che in passato ho punzecchiato spesso Berlusconi). Ma ho dimenticato di analizzare alcune terminologie furbe grazie alle quali la sinistra spesso arricchisce concetti normalissimi che non rappresentano affatto una novità né tanto meno una sua esclusiva. Sembra quasi che per poter essere considerati dei bravi elettori di sinistra sia necessario acquistare prodotti equi e solidali, consumare in modo critico, gestire le cose in modo partecipato, prendere decisioni concertate, manifestare in modo non violento, salvaguardare la biodiversità, promuovere uno sviluppo sostenibile e praticare un turismo responsabile. Come se gli elettori di tutti gli altri schieramenti politici volessero invece un mondo di merda. Cosa ne pensate?

Ho preso in affitto la metà di Spad

San Giustino (Chieti)Non è un mistero che i blog che leggo più volentieri siano quelli che riescono a strapparmi un sorriso, indipendentemente dalla realtà o dalla fantasia delle circostanze narrate. Certo, nell’elenco di tutti i blog che seguo (elenco che vanta quasi 200 indirizzi e di cui i link qui a destra rappresentano una estrema sintesi secondo i miei personalissimi gusti) non mi faccio mancare nemmeno i blog di informazione, di approfondimento politico (sia di destra che di sinistra), di critica televisiva, letterari, tecnologici e personali. Uno dei miei preferiti in assoluto è quello gestito da Jacopo Spadoni, in arte Spad, genio comico straordinario ed inesauribile. Ne parlo perché il 18 maggio 2006 è uscito il suo libro dal titolo “Convivo con la metà di me stesso (il resto l’ho affittato a un pirla)” edito da Unwired Media ed appartenente ad una collana economica (€ 4,90) denominata Scrittomisto il cui obiettivo è quello di “promuovere e valorizzare i contenuti delle rete e di creare occasioni di confronto tra lettori e autori sfruttando le potenzialità di Internet“. Per chi fosse già un fedele lettore del blog di Spad, questo libro rappresenta un elegante “the best” cartaceo ottimamente confezionato; per chi invece non l’avesse mai letto, garantisce un’oretta di divertimento assicurato soprattutto a chi come me condivide le stesse passioni di Jacopo: la figa e la PlayStation. Ne parlo anche perché grazie a questo libro ho partecipato ad una sorta di concorso fotografico (ok, la foto che ho scattato è venuta una merda, ma tanto vinceva il primo che l’avesse inviata) che mi ha permesso di ricevere gratuitamente a casa altri cinque libri della stessa collana, e precisamente: “Storia completa del tuo futuro” di Personalità Confusa, “Zitti al cinema” di Marquant, “Seppellitemi con l’accappatoio” di Hotel Messico, “Perse in partenza (vedi alla voce battaglie)” di Herzog e “27 anni e non sono ancora morta” di Arkangel. Se sei un blogger con ambizioni letterarie, forse ti va di partecipare a questo concorso: magari tra i prossimi libri pubblicati nella collana Scrittomisto potrebbe esserci anche il tuo. In bocca al lupo!