Il delitto perfetto

Fabio GrossoMentre Fabio Grosso diventa il simbolo dell’Italia campione del mondo, la squadra che l’ha lanciato, il Chieti, sparisce dal calcio professionistico. Conoscere la verità, quella vera, quella che non sia il frutto di interpretazioni, di racconti fantasiosi e di voci messe in giro ad arte per alimentare speranze e coprire le responsabilità di ben determinati personaggi, è per noi tifosi impresa ardua, se non impossibile. Alla fine la colpa, come qualcuno si è già vergognosamente permesso di affermare negli ultimi mesi, ricadrà su “una serie incredibile di sfortunati eventi“, su una “città incapace di mantenere questa categoria” e su quella “parte non sana della tifoseria” che è stata “pilotata” affinché finisse il calcio a Chieti. Ed i giornalisti locali, che semplicemente acquisendo bilanci e documenti ufficiali avrebbero potuto aiutarci a fare luce su questa incredibile vicenda, hanno clamorosamente deciso di schierarsi dalla parte del presidente uscente Antonio Buccilli da Bisenti e di tutti quei personaggi di Chieti (commercialisti, avvocati, imprenditori e politici) che negli anni lo hanno difeso, assecondato, protetto ed aiutato.

In città di Antonio Buccilli si tende stranamente a ricordare solo quei pochi momenti felici, come l’imprevista ma meritatissima promozione dalla serie C/2 alla serie C/1 e le vittorie contro l’odiato Pescara ed il blasonato Napoli, facendo finta di dimenticare i suoi continui piagnistei per elemosinare soldi (a fondo perduto, senza cioè offrire in cambio quote societarie), le sue continue offese alla città ed alla tifoseria, la totale mancanza di programmazione e di organizzazione societaria, l’arrivo di giocatori giovanissimi in prestito gratuito con premio di valorizzazione che non hanno consentito di fare progetti a lungo termine dovendo ogni anno ricostruire la squadra da zero, la tendenza ad accumulare debiti ed a piangere continuamente miseria (e infatti mentre ci raccontava di voler mollare tutto non avendo più un euro, trattava con Gaucci l’acquisto della Sambenedettese, senza perdere occasione per continuare ad insultarci), i fortissimi sospetti su partite stranamente perse e giocatori forti (tra cui lo stesso Grosso) incredibilmente ceduti gratuitamente o quasi, la pretesa che i tifosi non contestassero mai e che gli imprenditori e le amministrazioni locali finanziassero la sua gestione a dir poco discutibile. Potrei elencare tantissimi episodi avvenuti negli otto anni della sua presidenza, precisi e riscontrabili sulla carta stampata, ma dovrei scrivere un libro e non un semplice articolo.

Calcio Chieti 1922Da almeno due anni la situazione era diventata gravissima e l’aria irrespirabile, nonostante il presidente Buccilli continuasse ad affermare che la società era sana (“siamo in fascia A!“) e minacciasse querele a chi osava sostenere il contrario (querele mai presentate, dato che i libri contabili gli avrebbero dato torto). Eppure diceva di voler vendere, ma apparentemente nessuno si faceva avanti: d’altronde, pur organizzando azionariati popolari, cordate e pellegrinaggi a Lourdes, chiunque si mostrasse interessato poi inevitabilmente scappava via davanti ad una situazione debitoria disastrosa. Perché, parliamoci chiaro, il calcio fatto a questi livelli è un investimento a perdere e chi lo fa molto spesso ha fini fiscali (riciclaggio del nero, bilanciamento di altre attività in forte attivo, ecc.). Sarebbe bastato staccare immediatamente la spina ed organizzare subito la ricostruzione senza perdere altro tempo. E invece no. Tutti coloro i quali si sono permessi di aprire gli occhi ai tifosi mostrando i bilanci e le prove della gestione fallimentare di Buccilli, sono stati allontanati, boicottati ed accusati di essere gufi e disfattisti, mentre a livello politico si è deciso di prolungare l’agonia continuando ad alimentare inutili speranze nei confronti di tifosi sempre più delusi e spaccati.

Infatti l’amministrazione comunale, tramite il sindaco Francesco Ricci ed il senatore Giovanni Legnini che si sono esposti ed impegnati in prima persona (ma che a mio modesto parere si sarebbero dovuti fare i fatti loro), ha promosso e favorito l’iniziativa degli “Amici del Chieti“, un gruppo di imprenditori locali che ha permesso l’iscrizione del Chieti al campionato 2005-2006 con una colletta poi rivelatasi a fondo perduto. Questa operazione, se da un lato era sicuramente da apprezzare per il fatto che gente di Chieti si stesse finalmente interessando alle sorti della squadra di calcio della propria città, dall’altro lasciava aperti duemila dubbi sul futuro: infatti, nonostante gli Amici del Chieti avessero sventolato più volte un fantomatico “protocollo d’intesa” firmato dal presidente Buccilli (documento che avrebbe dovuto garantire una squadra competitiva, una supervisione sulla contabilità e sulle scelte ed un diritto di prelazione per l’acquisto della società), tuttavia non c’è stato passaggio di quote societarie e la squadra allestita è stata una delle più scarse della storia della Chieti Calcio. Eppure, secondo i giornalisti locali e secondo il presidente degli Amici del Chieti, la squadra era forte ma perdeva solo per via dei pali, delle traverse, della pioggia, del fango, degli arbitri, dei gatti neri e, udite udite, di alcuni tifosi “pilotati” (da coloro che avevano denunciato la gravità della situazione), forse colpevoli di continuare nonostante tutto a spendere soldi per seguire e sostenere la propria squadra in casa ed in trasferta. Analisi sicuramente lucidissima e degna di chi, invece di far valere il famoso protocollo d’intesa, aveva evidentemente deciso di pulircisi il culo. Tanto è vero che i debiti sono aumentati, il diritto di prelazione non è stato esercitato ed il Chieti è retrocesso per il secondo anno di seguito collezionando figure di merda in tutta Italia.

Antonio BuccilliLa cosa veramente assurda di questa situazione è che Antonio Buccilli nell’ultimo anno è rimasto dietro le quinte ed ha paradossalmente recuperato credibilità, visto che un vero e proprio terrorismo mediatico organizzato ad arte è riuscito a distogliere l’attenzione da lui, dai suoi debiti e dalle malcelate manovre politiche iniziando a puntare il dito sulla città e sui tifosi. A sua volta l’amministrazione comunale, dopo essersi pubblicamente pentita di aver appoggiato gli Amici del Chieti, ha organizzato altri incontri ed ha coinvolto nuovi imprenditori per allungare ulteriormente l’agonia fingendo di non capire che non c’era più niente da fare e che non poteva esistere al mondo un folle talmente folle da rilevare una società che non possedeva niente se non il titolo sportivo ed i debiti (si è parlato di quasi 3 milioni di euro!). Poi, non si sa bene come, pare che quel folle l’abbiano trovato, ma non si è ancora capito perché abbia comprato i debiti di una società a due giorni dalla sua ingloriosa fine per poi non presentare le garanzie necessarie alla sua ammissione al campionato 2006-2007. Si sono persi almeno due anni ed alla fine, come ampiamente previsto, il Chieti è comunque sparito dal calcio professionistico. Grazie Antonio Buccilli!

30 commenti »
  1. Commento di VecchioIRR, 14 luglio 2006 @ 0:07

    Dio perdona, io no!

  2. Commento di Marsettantuno, 14 luglio 2006 @ 2:19

    Da un paio di giorni Chieti è ancora più povera.
    Con la S.S. Chieti 1922 se ne va parte dei nostri sogni, coltivati sin da quando, da bambini, si giocava nei cortili indossando la maglia neroverde sognando di indossarla per davvero una volta diventati grandi.
    Ci rimangono i ricordi di tanti duelli, delle pezzamate tirate e ricevute, delle mille trasferte in macchina tra amici, con i panini, le arance, le birre, il sole a picco ed il gelo fin dentro le ossa, i piedi messi fuori dal finestrino e rutti tonanti.
    Addio gloriose maglie neroverdi della S.S. Chieti 1922, mia compagna quotidiana sin dal lontano 1978.
    In curva cantavamo “Ti seguirò ovunque tu sarai, la mia fede non muore mai!” ed io ci sarò a sostenerti anche nei polverosi campi dei paesetti regionali!
    Mars

  3. Commento di Alex SS Chieti 1922, 14 luglio 2006 @ 8:06

    E’ LA CURVA VOLPI CHE NON MOLLA MAI!!!!!!

  4. Commento di Maxime, 14 luglio 2006 @ 8:11

    Il 7 maggio 2006, con la loro squadra già aritmeticamente retrocessa in C2, gli ultras del Chieti danno lezioni di tifo e mentalità onorando un’indimenticabile ed emozionante trasferta a Pisa. Ripartiamo da qui!!!

  5. Commento di PiEmme, 14 luglio 2006 @ 8:52

    Bravo Maxime! Hai sintetizzato in maniera perfetta la genesi della “morte” del CHIETI mostrando in maniera INCONFUTABILE i colpevoli, i complici ed i vincitori.
    Gli sconfitti, purtroppo, siamo noi ma spero che quanto successo ci serva di lezione e che sia di stimolo per costruire il NUOVO CHIETI!

  6. Commento di Fab, 14 luglio 2006 @ 9:07

    La cosa più brutta è stata pensare ai sacrifici fatti da mio nonno ed i suoi amici che all’epoca hanno sacrificato tantissimo per dare sostegno alla squadra di calcio della nostra città, alle trasferte con mio padre che da bambino mi portava a spasso per l’Italia al seguito delle maglie neroverdi, agli anni meravigliosi fatti di trasferte e di domeniche mattina col mal di stomaco in attesa della partita. Come dice giustamente il dott. Di Iorio, anche io vivrò di ricordi, ma i ragazzini di Chieti non vivranno mai più questa passione per la propria squadra di calcio e le tantissime emozioni, belle e brutte, che ne conseguono.
    A Tollo, 21 anni fa c’eravamo, il prossimo anno ci saremo, più vivi che mai.
    Senza politicanti e bagnini tra i piedi. Le maglie neroverdi a chi le ama.

    p.s.
    Ma i soldi delle cessioni di Biancolino, Grosso, Zaccagnini, Gambadori, De Simone, etc. etc.? In galeeeeeeeraaaaa!!!

  7. Commento di Elmoplita, 14 luglio 2006 @ 9:24

    Chiunque abbia cercato, in buona fede, di fare qualcosa per salvare il Chieti ha comunque la mia stima. Sia esso tifoso, imprenditore o politico.
    Avanti Teate, nonostante tutto!

  8. Commento di Maxime, 14 luglio 2006 @ 13:51

    Elmoplita: quindi a conti fatti hanno la tua stima giusto pochissime persone… In ogni caso l’importante è ricordarsi sempre che la Chieti Calcio è una S.p.A. con un proprietario che è il principale responsabile di tutto ciò che è stato fatto. Tutti quei debiti non possono di certo averli fatti i tifosi, sani o non sani che fossero. ;)

  9. Commento di Elmoplita, 14 luglio 2006 @ 17:16

    Naturlamente le responsabilità sono arcinote. In questo clima di guerra civile, in cui tutti sono colpevoli, tengo solo a sottolineare, in nome dei fiumi di parole spesi in favore di un intervento della politica in favore della Calcio Chieti (quanti insulti a Cucullo per la chiusura dello stadio e per i 100 milioni non dati a Buccilli), che chiunque, in buona fede, abbia fatto qualcosa per salvare il Chieti, ha la mia stima. Semplice, telegrafico. Per il resto, condivido integralmente il tuo intervento. ;-)

  10. Commento di Max G., 14 luglio 2006 @ 17:38

    Lascio un saluto per voi e per il vostro amato CHIETI.
    Capisco benissimo la vostra condizione, lo scorso anno alla Reggiana successe la stessa cosa, prima oberata dai debiti lasciati da un certo Dal Cin, poi portata fino al fallimento da un presidente, che non voglio nominare, che si comportò esattamente come il vostro, prima la colpa dei giocatori, poi della città, poi dei tifosi, poi delle cavallette, poi risorgeremo, poi l’intervento del sindaco, poi degli imprenditori locali, poi di un misterioso acquirente straniero e poi il fallimento.
    Ci deve essere una logica in tutto questo, quando tante società seguono lo stesso percorso.

    Bye!

  11. Commento di Pleminio, 14 luglio 2006 @ 18:39

    Cucullo fece le corna ai tifosi… e in un secondo momento lo difese a spada tratta.
    Le condizioni economiche non permettevano più una “normale” soluzione economica: ecco i Cabrini, i Berardi, i Picciotti (ricordate il Pres. della Provincia Febbo? “tutto a posto” mi disse personalmente, ho pure un testimone…)! Sarei stato felicissimo se fosse riuscito nell’impresa (infatti ci andai di persona, non da solo, a sollecitarlo, anche se durante una festa in piazza).
    Il resto è storia nota: “nemici” del Chieti, pentimenti tardivi dell’Amministrazione, innominabile innominato da destra e sinistra.

    Noi tifosi neroverdi non contiamo nulla.

  12. Commento di Elmoplita, 14 luglio 2006 @ 18:52

    Dott. Pleminio: Cucullo fece le corna ai tifosi dopo che quest’ultimi (e non una fazione, ma tutti!) si schierarono in favore di Babbo Buccilli … non dimentichiamolo! Poi, come dici tu, in un secondo momento si schierò in suo favore per contrastare la piazza che lo aveva insultato. Almeno qui non facciamo come a Piazza Venenzia … prima tutti fascisti, poi tutti antifascisti! ;-)

  13. Commento di Elmoplita, 14 luglio 2006 @ 18:56

    Dott. Pleminio: Anzi, sul forum di Teate.net ero uno dei pochi a vederla come Cucullo (la Calcio Chieti doveva pagare le bollette!) … ma l’emotività del popolino è difficile da arginare. Un saluto.

  14. Commento di orioko, 15 luglio 2006 @ 9:34

    Stavo pensando…

    Non tutti i mali vengono per nuocere.

    Adesso che il calcio a Chieti è morto e stramorto, possiamo dedicarci allo sport che più ci rappresenta a livello internazionale, IL GIOCO DELLE BOCCE.
    Abbiamo molti giovani 80enni che potrebbero far bene.
    E poi a Piana Vincolato c’è un ottimo centro bocciofilo, e birra e patatine a volontà…

  15. Commento di Artemio, 15 luglio 2006 @ 12:49

    …Si diceva all’inizio della cronaca di una morte annunciata in quanto i problemi che hanno portato alla fine di più di ottanta anni di storia sportiva vengono da lontano e sono figli di parecchi padri. Primi fra gli altri, gestione approssimativa e mancanza di una serie programmazione da parte della gestione Buccilli….
    tratto dal mio articolo del 12 luglio

    spero di essere un pò meno giornalaio di altri

    addolorato per il povero Chieti bistrattato saluto

  16. Commento di Pleminio, 15 luglio 2006 @ 14:11

    Innanzitutto mi dii del Lei…
    Io rivendico d’aver appoggiato buccilli quando se lo meritava, ricorderete che era IL CENTRO che lo attaccava e punzecchiava (quelli per andare contro i tifosi neroverdi venderebbero la madre).
    Andai personalmente a Francavilla a portare l’appoggio mio e dei 330 SLM al presidente sfrattato dall’Angelini! (Altri tempi!).
    Il debito comincia a maturare durante il 2002/2003, e nella conferenza stampa al Theate Center (2003) viene fuori la cifra: 1,2 milioni (io c’ero). Poi compra Califano e Di Fabio e la piazza si queta. In quell’occasione si sfiorò l’agressione fisica a De Medio (a cui mando una maledizione Egizia), il quale fu costretto ad abbandonare la riunione.
    P.S.: si può non essere d’accordo, ma le corna non si fanno cmq, soprattutto se sei sindaco di Teate!
    Ad maiora (ma ho qualche dubbio).

  17. Commento di Pleminio, 15 luglio 2006 @ 14:16

    Edit (come scrive maxime): non ricordo se era 1 miliardo e 2 di vecchie lire o 1,2 milioni di euro. PM potrebbe aiutarci.

  18. Commento di irriducibili skalo, 15 luglio 2006 @ 22:40

    vergogna per non aver mosso un dito prima e dopo la sparizione di 80 anni di storia.
    pensiamo ad organizzare tornei, fare magliette, sciarpe, striscioni, polemiche tra tifosi, giudicare i giornalai, tv, radio, intermediari, amministrazione comunale e altri ancora.
    INTANTO IL GIOCATTOLO NON C’E’ PIU’ E BUCCILLI SE LA GODE ALLA FACCIA DI NOI TUTTI.
    PAROLE-PAOLE-PAROLE

  19. Commento di Pleminio, 16 luglio 2006 @ 11:13

    non è vero che non è stato mosso un dito prima. C’è chi, come Bruno Di Iorio, ha dovuto subire invettive di ogni risma per aver tentato l’impresa di far comprare quella SCATOLA VUOTA che era il Chieti dal 2003.
    L’anno scorso l’operazione è andata male, malissimo, che peggio non si poteva, ma si è tentato di fare qualcosa (sbagliando, ma solo chi fa sbaglia).
    Ricorderai che contro buccilli si è scesi in strada e durante Chieti-lanciano in notturna tutta Italia ha sentito il nostro disprezzo verso quest’uomo. Mi spiace, ma i tifosi non credo possano altro, la Calcio Chieti è una Società per Azioni (in Spagna funziona diversamente…).
    In un Paese normale il buon Antonio dovrebbe risponderne in Procura.

  20. Commento di irriducibili skalo, 16 luglio 2006 @ 18:45

    di iorio ha tutta la mia stima come angeloni.
    il mio attacco è rivolto alla curva . contro il lanciano in notturna abbiamo solo fatto una bella figura da idioti. avremmo dovuto disertare le gradinate o entrare tutti in tribuna a FAR SENTIRE LA NS VOCE. invece no, c’è la diretta….ci vede l’italia….ecc.ecc.

    io non dimentico:
    CHIETI-PESCARA
    10 persone a respingere i pescaresi davanti al bar e 300 persone in fila per entrare in curva due ore prima della partita
    poi leggo “MENTALITA’”

  21. Commento di Pleminio, 18 luglio 2006 @ 11:22

    di un lunghissimo e dettagliatissimo articolo di Max, cosa prende il segretario cittadino della DC (!) ? Solo lo spunto per una polemica politica, a nulla importando la realtà dell’immediato futuro. Non c’è niente da fare, in questa città il calcio è uno sport disgraziato (nel senso di senza grazia, fortuna).

  22. Commento di Maxime, 18 luglio 2006 @ 14:16

    Copio e incollo anche qui il mio commento a questo articolo pubblicato su PrimaDaNoi.it e dedicato alla “dura arringa difensiva del senatore dei Ds Giovanni Legnini che difende la classe politica della città e chiede agli Ultras di seppellire l’ascia di guerra“, arringa che sembra quasi scritta in risposta a questo post (quale onore). La mia replica:

    Spiace notare che si continua a fare finta che i 5 miliardi di lire di debiti siano venuti fuori dal nulla, e si continua ad evitare di nominare il responsabile di questa assurda situazione e cioè ANTONIO BUCCILLI, che paradossalmente ne è uscito pulito e probabilmente se la ride alla faccia nostra sotto la sua palma… Io personalmente non ho mai dato la colpa a Ricci nè a Legnini, e nessuno ha preteso che fossero loro a pagare quei debiti: ma non si è ancora capito perché si è dovuto a tutti i costi parare il culo ad ANTONIO BUCCILLI per poi sparire comunque dal calcio professionistico… E’ difficile rispondere a questa semplicissima domanda evitando di diffondere comunicati stampa del genere che non fanno altro che alimentare altre polemiche?

  23. Commento di MinT, 19 luglio 2006 @ 2:07

    che tristezza!

  24. Commento di Pablo Moroe, 4 agosto 2006 @ 12:17

    Non potrò mai scordare un’intervista su Rete 8, condotta da Silvio Sarta (se non erro), nella quale Buccilli inneggiava ad un risorgimento della squadra teatina, con rabbia e fervore difendeva a spada tratta il proprio club, dando del bugiardo a colui che infamava le sorti e la situazione del Chieti Calcio. Una bella faccia tosta.
    Come abbiamo avuto già occasione di discuterne, in città c’è una sorta di indifferenza indotta, non solo in ambito sportivo.
    Una sorta di malanno che qualche anno fa toccò la sorte de L’Aquila Calcio e che non molte settimane fa, ha fatto capitolare anche il Roseto Basket, quest’ultimo militante nella massima serie.
    Non so se è un problema di tradizionalismo abruzzese o di semplice menefreghismo della generazione posta ai vertici di queste società sportive: sono certo soltanto che lo sport in Abruzzo, almeno a livello giovanile, vive di un discreto benessere e dargli spazio in un modo concreto non sarebbe un male.
    E il grande Fabiolone ne é la dimostrazione.

  25. Commento di MinT, 7 agosto 2006 @ 22:08

    ora speriamo fallisca pure l’odiata zingarese calcio
    poi magari pure uno tsunami…

  26. Commento di lili..., 15 novembre 2006 @ 19:50

    come si kiama il giokatore del chieti biondo con gli okki azzurri rispondetemi….

  27. Commento di Maxime, 15 novembre 2006 @ 20:14

    Lili: mi pare che si chiami RUCCI…

  28. Commento di Sandanga, 4 dicembre 2006 @ 5:20

    questa è la mia vita non c’è alcuna via d’uscita

    chieti siamo noi

  29. Commento di antonio, 7 marzo 2007 @ 15:04

    ma qualkuno mi puo’ dire ora dv sta il chieti???
    in ke serie?????????????????????????????????????????????????????????

  30. Commento di Maxime, 7 marzo 2007 @ 15:08

    Antonio: Campionato Regionale di Promozione (dilettanti), che sta sotto l’Eccellenza, che a sua volta sta sotto la Serie D… Se dovesse vincerlo (visto che attualmente è primo in classifica), potrebbe fare richiesta di ripescaggio in Serie D, saltando l’Eccellenza.

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