Archivio del mese di ottobre 2006

L’amico dell’amico

Non è affatto invidia, la mia. E’ che davvero esistono delle storie che siamo condannati a sentirci raccontare dagli altri, perché a noi certe fortune – siatene certi – non capiteranno mai. Tutti che hanno avuto la dritta giusta, o hanno conosciuto la persona giusta, o hanno colto al volo l’occasione giusta. Tutti che, giustamente, ci fanno rosicare e rassegnare al nostro triste destino di persone normali. Leggende metropolitane? Festival internazionali del “mio cugggino“? Forse. Ma trovatemi un essere umano che non abbia almeno un conoscente che gli abbia raccontato:

  • di aver mangiato in un ristorante tanto carino dove il cibo è ottimo e le porzioni abbondanti, e puoi abbuffarti come un porco spendendo pochissimo;
  • di aver acquistato capi d’abbigliamento firmati presso uno spaccio aziendale che scontava del 50% tutte le ultimissime collezioni, prima ancora che arrivassero nelle boutique;
  • di avere un caro parente tuttofare che gli esegue gratuitamente tutti i lavoretti domestici, dalla riparazione del videoregistratore o dell’aspirapolvere, alla sistemazione dell’impianto elettrico o alla stuccatura, intonacatura e pittura delle pareti;
  • di essere padre di un bambino che già da neonato era calmo ed obbediente, si addormentava da solo nel lettino, si sparava nove ore di fila di sonno e non rompeva mai i coglioni (tra l’altro lui ha pure un aggancio in una fabbrica che assembla macchinari per la produzione di pannolini, quindi ogni volta che c’è da testare e collaudare una macchina gliene regalano un migliaio);
  • di aver ordinato per la modica cifra di 199 euro, presso un rivenditore cinese scovato fortunosamente via internet, un palmare della madonna che sul listino italiano costa 699 euro;
  • di essere amico intimo di una coppia benestante che tutti gli anni ad agosto gli offre vitto ed alloggio presso una lussuosa villa con piscina in Sardegna (la stessa coppia tra Natale e Capodanno lo invita sempre a Courmayeur, ma lui è troppo incasinato con le scadenze di fine anno per poter partire);
  • di comprare sempre automobili, moto, computer, impianti hi-fi e telefonini rigorosamente di seconda mano da gente talmente appassionata e fanatica che, non appena esce un nuovo modello, rivende immediatamente il precedente (in perfetto stato di manutenzione ed ancora coperto da garanzia) a quattro soldi;
  • di essere stato sverginato ed iniziato alla nobile arte del sesso sfrenato, all’età di 14 anni, dalla cugina maialona più grande di lui.

Torna l’ora solare

OrologioCi informa Wikipedia che l’ora legale (o estiva) è “l’ora locale che una nazione sceglie di adottare per una parte dell’anno, generalmente portando l’orario avanti di 60 minuti rispetto all’orario standard ufficiale (o ora solare). Si tratta di un sistema che ha lo scopo di sfruttare al meglio la luce del giorno. L’ora ufficiale viene aggiustata in avanti durante i mesi primaverili ed estivi, in modo che l’orario lavorativo o scolastico venga a coincidere meglio con le ore di luce.” Questo accorgimento è stato adottato in tutta l’Europa nonostante qualche polemica, mentre nel resto del mondo l’ora legale non segue sempre le stesse regole (anzi, talvolta non è proprio utilizzata). Con il comunicato stampa del 26 ottobre 2006, la Terna S.p.A. (Rete Elettrica Nazionale) ha diramato i seguenti dati:

Durante i 7 mesi di ora legale, dal 26 marzo al 28 ottobre 2006, sono stati risparmiati, in totale, 645 milioni di kilowattora, un valore pari, per esempio, a circa 2,5 volte il consumo della provincia di Isernia nel periodo di riferimento. In termini di costi, considerando che il costo di 1 kilowattora per il cliente finale è stato, nel periodo in esame, in media di 12,4 centesimi di euro al netto delle imposte, l’Italia, nel complesso, ha risparmiato con l’ora legale circa 80 milioni di euro (+16% sul 2005).

E voi, avete spostato di un’ora l’orologio nelle impostazioni del vostro blog basato su WordPress? All’interno del vostro pannello di amministrazione, andate su Opzioni / Generale ed alla voce “Le ore di questo weblog devono differire di” scrivete “1″ ora.

Tutti quelli che mi conoscono

In radio stanno trattando un argomento per il quale la tua esperienza ti fornisce un’infinità di storie e di aneddoti con cui potresti dare un importante contributo al dibattito, e allora ti lanci subito verso il telefono e componi il numero, e lo ricomponi, ed insisti finché finalmente prendi la linea. Una gentilissima telefonista raccoglie i tuoi dati e ti avvisa che di lì a poco sarai richiamata, e sarai messa in onda con i tuoi speaker preferiti, e sei emozionata. Magari nel frattempo ti telefona un’amica, ma sei costretta a tagliarla brutalmente per mantenere la linea libera. Ti ascolteranno centinaia di migliaia di persone, ti rendi conto? Pensi a ciò che dirai, ed a come lo dirai. Ripeti più volte ad alta voce come se stessi per affrontare il provino per ottenere la parte della protagonista in una nuova commedia teatrale. Ed eccola, finalmente, la diretta telefonica. Ti trema la voce, ma riesci ad esporre tutto in maniera chiara e completa. I conduttori ti fanno delle domande, e tu rispondi con estrema sicurezza. E’ andata benissimo ed è arrivato il momento di congedarsi, ma è più forte di te: devi assolutamente lasciare un ulteriore segno del tuo glorioso passaggio, come chi, scorgendo in lontananza una telecamera accesa, fa di tutto, fingendo indifferenza, per avvicinarsi ed essere inquadrato casualmente, salvo poi abbandonarsi ad un banale, puerile ed odioso saluto con la manina. “Saluto tutti quelli che mi conoscono…” – e già questa è una gran bella frase di merda, anche se nella sua inutilità e genericità ha comunque il pregio di non scontentare nessuno tra tutti coloro che nel tuo immaginario sono lì davanti alla radio a pregare affinché tu li saluti – “…in particolare la Cicci, la Tati e la Meri“. Ora sì che ci hai definitivamente cagato, testa di cazzo.

Bastardo dentro

Papà, mi metti il dvd di Monsters & Co?Se la Hatù piazzasse delle telecamere nascoste in casa mia per realizzare degli spot televisivi, sono certo che la vendita dei suoi prodotti aumenterebbe in maniera esponenziale ed immediata. Nella cameretta di Davide c’è una libreria gigantesca con le favole, i fumetti, i cd ed i dvd che quel folle del padre acquista in maniera patologica nell’attesa che il figlio cresca e sia in grado di utilizzarli. Di tutto questo, alla veneranda età di 17 mesi, lui per il momento sembra apprezzare solo i film d’animazione. Uno, in particolare. Che era anche il mio preferito, fino a qualche settimana fa. Che però adesso me lo sogno la notte, e sudo freddo, e mi agito, per troppe volte che sono stato costretto a vederlo. Che ormai sarei tranquillamente in grado di spegnere le casse e di ridoppiarlo a memoria. Trattasi di “Monsters & Co“. Ora, ogni volta che Davide decide di vederlo (ed essendo la sua lingua ancora troppo pigra per farmene richiesta in modo tradizionale), si apposta silenziosamente dietro di me, aspetta che io sia sufficientemente preso da ciò che sto leggendo sul monitor, assume il ghigno malefico di chi gode al solo pensiero che di lì a poco sarai ferocemente incazzato, fa uno scatto felino col dito puntato verso il pulsante power del case del mio pc, e spegne tutto. Poi, con lo sguardo angelico di chi vorrebbe anticipare una tua eventuale reazione facendoti presente che una notizia su internet non può essere più importante di tuo figlio, mi prende la mano, mi trascina verso la sua cameretta ed indica con precisione la posizione in cui è riposto il dvd. Durante lo scorso week-end questa scena si è ripetuta talmente tante volte che alla fine, credendo di aver ideato chissà quale genialata, ho lasciato il dvd già inserito nel lettore per poi spiegargli, in occasione del successivo appostamento terroristico, che il film era già bello e pronto per la visione. E invece no: il dvd deve rimanere nella libreria, e tu devi andare con lui a prenderlo, e poi devi cacciarlo dalla custodia e farglielo vedere ed attendere un suo gesto di approvazione, poi finalmente puoi inserirlo nel lettore e premere il fottutissimo tasto play sul telecomando. Solo allora lui si siede sulla poltrona, soddisfatto. Secondo me a Davide di “Monsters & Co” non gliene frega un cazzo. E’ tutto un piano diabolico, lungamente studiato in ogni suo minimo dettaglio, per ricordarti che se hai voluto la bicicletta, adesso ti tocca pedalare. Andate e riproducetevi.

Mettiamo le mani avanti

Questa mattina ho letto su Punto Informatico di una clamorosa iniziativa tedesca relativa ad una nuova tassazione che rappresenta un pericoloso precedente europeo al quale un branco di pecoroni, Italia compresa, potrebbe accodarsi.

Secondo Reuters, i governatori degli stati federali germanici si sono detti d’accordo sull’estensione ad Internet e videocellulari del canone televisivo a partire dal prossimo primo gennaio 2007.

La decisione, che comporterà un canone mensile di 5,52 euro, parte dal presupposto che i videofonini (attenzione, non si parla solo di tvfonini) ed i pc connessi sono (potenzialmente) in grado di accedere via internet a canali televisivi e radiofonici. In pratica si tassa qualcosa che potresti anche non fare. Per dire, con gli alberi che ho sotto al giardino potrei ricavarci la legna sufficiente per costruirmi una baracca: perché allora non dar loro una rendita catastale per farmi pagare l’ICI sulla fiducia? Non oso immaginare come reagirà ad una notizia del genere il nostro amato governo, attento com’è a trovare modi sempre nuovi ed originali per farsi mantenere da noi. Anche perché un domani potrebbero tassarmi il cuscino, scoprendo che una notte ho sognato una puntata di Lost. Ed un dopodomani, accorgendosi dell’enorme quantità di coglioni che popola la televisione, potrebbero tassarmi questo paio di palle…

Una montagna di merda / 2

pensierineccessoSulla falsariga del post commemorativo che scrissi 365 giorni fa, vi annuncio che dopo 280 post, 2723 commenti (+ altri 1675 rimasti sul vecchio blog ma che spero di riuscire ad importare al più presto, grazie allo strepitoso plugin di Francesco Terenzani), 152.575 pagine viste ed una onorevolissima 59esima posizione nella Top100 dei blog italiani (sia in quella di Qix, sia in quella di BlogItalia), PensierInEccesso compie due anni e rinnova l’invito ai lettori silenziosi (i cosiddetti lurker) affinché lascino una traccia del loro passaggio (tanto lo so che ci siete, ShinyStat non mente). Ricordo a tutti coloro i quali hanno generosamente deciso di linkare questo blog, che è possibile richiedere un backlink (valido come umile ringraziamento) commentando il post “Chiù pilu pi tutti“, mentre tutti coloro i quali hanno rimosso il link (tanti, forse infastiditi da qualche mio sfogo politico di troppo) sappiano che io non porto rancore. E però vaffanculo.