Dopo ben tre post dedicati ai ricordi (1 – 2 – 3), dovrebbe essere ormai chiara a tutti la generazione alla quale appartengo. Eppure, non contento di tutti gli elementi (leggasi “cazzi miei“) sin qui forniti, è mia intenzione backuppare su questo blog, ora che si sono abbondantemente prescritti, alcuni episodi che diversamente rischierei di dimenticare. Come quel sabato sera che, con la comitiva delle scuole medie, passammo davanti all’officina di quel gommista di Chieti che dopo la chiusura lasciava tutti i vecchi pneumatici fuori sul marciapiede, e ne rubammo un paio per poi lasciarli rotolare lungo la discesa che moriva sulla piazza principale, in una sorta di bowling umano al quale purtroppo non potemmo assistere essendo troppo impegnati a scappare via fino a rimanere senza forze e senza fiato. Quello stesso sabato, e tanti altri sabati successivi, dopo la serata in pizzeria che ci veniva concessa dai nostri genitori insieme alle diecimila lire settimanali, pensammo bene di attaccare un’ampia striscia di nastro da imballaggio (affinché ogni singolo bottone rimanesse premuto) su tutti i citofoni dei palazzi incontrati lungo la via del ritorno a casa. Ricordo che qualche tempo dopo un nuovo acquisto della comitiva, ansioso di emulare le nostre gesta e di dimostrare di che pasta fosse fatto, gridò fantozzianamente “questo me lo pappo ioooo!” e si ritrovò illuminato dai fari ed inquadrato dalle telecamere prima che ci desse il tempo di spiegargli che era meglio che lo lasciasse perdere, il citofono della Banca d’Italia. Era la fase dell’idiozia gratuita che più o meno tutti hanno attraversato, e per fortuna le nostre tendenze vandaliche si fermarono lì senza subire ulteriori pericolose escalation. Arrivò poi il periodo in cui potevi telefonare gratis dalle cabine attaccando un pezzetto di nastro isolante sulla banda magnetica delle prime schede telefoniche, e quello in cui con un Commodore 64 o un Amiga generavi delle frequenze che con una semplice chiamata gratuita ad un centralino internazionale ti permettevano di telefonare a sbafo all’estero e di collegarti alle fornitissime BBS americane con i primi preistorici modem, e quello infine in cui attraverso i terminali del centro di calcolo dell’università era possibile cercare informazioni tramite Gopher e Mosaic, scaricare e scambiare software ed immagini tramite Ftp o conoscere altri studenti italiani e stranieri tramite Irc. Potenza di una ancora sconosciuta diavoleria chiamata internet.
Scritto da Maxime il 8 novembre 2006









“Boxare”?? Figurati che fino al 1999 diffidavo perfino delle email.
M.
mamma mia….quanto tempo… le connessioni a 14.400 la blubox (si chiamava così vero?). Io non ero propriamente Hacker in quel tempo, tranne quando sfondai il server Omnitel (ma di questo non voglio parlare) mi piaceva più l’essere Phreaker, madonna quante centraline ho smontato…riadattato… wow… grazie Maxime per questi ricordi
Che delusione… io già lì che mi aspettavo ci raccontassi dei tuoi trascorsi di lanciatori di sassi dai cavalcavia, o di giovane corruttore di donzelle indifese.
… ed invece niente, le solite minchiatine che hanno fatto tutti, da piccoli (avrai fatto saltare qualche cassetta della posta con i raudi nel periodo di Natale, spero… altrimenti non c’è proprio storia…)
@Giovi: non ci sei andato lontano! Io e Maxime, insieme ad altri amichetti, siamo stati i precursori dei lanciasassi dal cavalcavia… lanciatori di biglie di vetro dal 10° piano di un palazzo!!! Quante botte abbiamo preso, se ci ripenso sento ancora il dolore!!!
(^^)
yeah
E i gavettoni dove li vogliamo mettere??? Come mancare la signora Galleri in pieno visone?????
Vojoooooo tornaaaa Pampinoooooooooooooooooo!!!!!
La zingarata …
Ma le fai ancora rotolare le gomme? Via via …
cacchio! quella delle bande magnetiche delle schede telefoniche non la sapevo………..quante telefonate a scrocco mi sono persa……….se si potesse tornare indietro……..:)
Anche noi anche noi ci divertivamo a fare gli scherzi suonando i citofoni
( e anche gli scherzi telefonici )
Giorno Maxime
e la moneta bucata per telefonare aggratis perché ci mettevi il cordino?
Ragazzi per favore…non equipariamo gli scherzi – innoqui – che si faceva da ragazzi o poco meno con il lancio dei sassi dal cavalcavia, altro che backup…quelli vanno formattati duramente. Ciao