Che cos’è un blog? Boh!

web 2.0 logosL’argomento di questo post, come direbbe Nikki di Radio DeeJay, è leggermente “scaccia figa” in quanto rivolto prevalentemente agli addetti ai lavori (per quanto mi interessino in egual maniera anche i pareri dei non addetti). Premetto che ciò che sto per dire rappresenta solo le opinioni di un ignorante della materia, dato che il mio weblog è una palestra personale per il cazzeggio e sull’argomento sento di non avere nulla da insegnare a nessuno. E però: Blog Generation, Top of the Blogs, BarCamp, Più Blog, VlogEurope… Ma che cazzo c’avranno da dirsi tutti ’sti blogger italiani nell’ultimo periodo? Che poi ho la netta sensazione che parlino sempre e solo tra di loro (relatori blogger e pubblico blogger) in un linguaggio incomprensibile all’esterno dell’esclusivo club e che, nonostante la partecipazione e l’interesse di alcuni media, non si sia ancora riusciti a sdoganare definitivamente il fenomeno raggiungendo la massa (prove schiaccianti sono state tutte quelle campagne politiche, referendarie e di sensibilizzazione che, partite proprio dai blog, sono sempre fallite miseramente). Siamo davvero sicuri che in Italia ormai tutti sappiano cosa sia un blog e quali opportunità offra? Non sarebbe il caso di fare un passo indietro e magari spiegarlo ancora e meglio, prima di pensare alle bolle e addirittura al Web 3.0? Non sarebbe il caso di studiare una sorta di killer application o di organizzare eventi come il Linux Day durante i quali si diffonda il verbo, si facciano esempi pratici e si aiutino i bisognosi ad aprire il proprio blog? Secondo me il divario tra i blog cosiddetti autorevoli e chi il blog non sa nemmeno cosa diavolo sia, si sta pericolosamente accentuando. Questo potrebbe tradursi in un calo di interesse rispetto all’apertura di un nuovo blog, ma soprattutto in una ulteriore ghettizzazione di una realtà che appare sempre più come una setta dalla quale al massimo il mondo esterno trae segnalazioni curiose, definizioni originali e link per YouTube… O volete farmi credere che il lettore medio di blog non sia un blogger a sua volta? Tra l’altro, andando avanti così le cose, solo chi appartiene al nostro mondo parallelo sarà in grado di distinguere chi è realmente autorevole da chi invece si è dopato a colpi di link conteggiati da Technorati, mentre lì fuori, nel mondo reale che sente nominare spesso la parola blog ma che non è affatto curioso di saperne di più, le massime espressioni della blogosfera resteranno per sempre Beppe Grillo ed i facts di Chuck Norris o, per i più piccoli, Msn (oggi Windows Live) Spaces e la cultura pucci-pucci. Spero davvero che qualche esperto legga le mie umili righe e mi tranquillizzi.

30 commenti »
  1. Commento di ilallallero, 13 novembre 2006 @ 14:36

    Per capire, ho capito. Ma una risposta alle domande non ce l’ho. Torno a settembre!

  2. Commento di Giovy, 13 novembre 2006 @ 14:55

    Sul perchè ultimamente si organizzino tante “conferenze” sul tema blog posso avanzare un po’ di ipotesi: i blog si sono scrollati di dosso quell’alone di “mistero” e sono diventati a tutti gli effetti dei media che hanno un peso nell’informazione, al giorno d’oggi.
    Ne consegue che, come tutti i media, ci tengano a non apparire solo delle cose “virtuali” ed a concquistarsi un po’ di spazio “reale”, con delle persone in carne ed ossa che NON parlano solo ad altri blogger.
    A ScriptaVolant (che ho seguito personalmente) i blogger in sala erano una minoranza, segno che si è comunque “saltato il fosse” interessando anche chi un blog non ce l’ha (e magari ne ha solo sentito parlare dall’amico blogger).
    In Italia NON TUTTI sanno cos’è un blog, ma MOLTI una volta scopertolo si precipitano ad aprire un blog, dando sfogo ad una “voglia repressa” qual’è quella di comunicare con gli altri; perchè è innegabile, caro Maxime, che chi ha un blog comunichi continuamente con gli altri, e dagli altri tragga spunto e linfa vitale per il suo blog.
    Ovviamente continueranno ad esserci eventi “riservati” ai duri&puri del blog (Le Web 3 è uno di questi, riservato al gotha dei blogger ed agli esperti della comunicazione online), ma ci saranno anche manifestazioni volte a far conoscere ed a rendere consapevoli “il mondo esterno” che esiste un fenomeno chiamato BLOG che vive di vita propria (come PiùBlog).

    My two cents… ;)

  3. Commento di eìo, 13 novembre 2006 @ 15:02

    STAI TRANQUILLO!

  4. Commento di Tambu, 13 novembre 2006 @ 15:05

    il ritmo di apertura di nuovi blog dovrebbe tranquillizzarti :)

  5. Commento di Massimo Moruzzi, 13 novembre 2006 @ 15:06

    ciao Maxime,

    non so se sta aumentando il divario (solo) fra chi ha un blog di alto livello (e mi viene da sorridere) e chi non sa cosa è un blog, ma so di sicuro che per GA (Google Analytics, è che voglio parlare da iniziato ;-) ) solo il 5% dei miei visitatori hanno una connessione dial-up. Questo tipo di digital divide fra adsl e dial-up sta aumentando di sicuro.

    per il resto, io a un Linux day sono andato, una volta. E sono tornato a casa un po’ deluso e sempre con il mio XP. E no, non penso che noi supposte blogstar siamo i migliori a diffondere il verbo, per nulla. E non penso sia neppure compito nostro, quanto invece di chi ha queste piattaforme, Splinder, Bloggers, Blogger etc, ad esempio…

  6. Commento di Luca Conti, 13 novembre 2006 @ 16:35

    Gli eventi che citi hanno obiettivi diversi. Alcuni di apertura verso l’esterno, altre di confronto interno. Distinguerei quindi tra gli esempi citati, altrimenti non ci capiamo :)

    Che avranno da dirsi i blogger? Basta vedere i programmi degli eventi citati per capirlo. Le discussioni online non posso continuare offline? Spesso è una occasione per vedersi di persona, cosa che, per esperienza personale, non fa mai male, anzi.

    Ci sono statistiche su chi sa cosa è un blog ma non mi ricordo la cifra. Di sicuro sono più di quelli che credi. Certo, sono convinto che siamo ancora lontani da una consapevolezza diffusa. Più che una iniziativa per far aprire blog, a mio avviso servono iniziative che facciano usare la rete per i vantaggi che ha, senza mitizzare nulla. Chi scopre lo strumento, deciderà poi se usarlo o no.

    Il lettore medio non è un blogger per una semplice ragione: l’80% – se non di più – di chi accede ad un blog lo fa dai motori di ricerca. I motori di ricerca li usano tutti, non solo i blogger.

    Una risposta univoca a cosa è un blog non ci sarà né oggi, né mai e non è questione di masse che bloggano. Il blog è semplicemente uno strumento di comunicazione, che si può piegare agli scopi più disparati. Il lato “conversazionale” viene subito dopo.

    Chi ha il diritto di dire, tra vari usi del blog, quale è un vero blog e quale no? Rimarrà, dal mio modesto punto di vista, una questione soggettiva. C’è ancora chi imputa a Luca Sofri che il suo non è un blog perché non ha i commenti… Non ne usciremo mai, mettiti il cuore in pace :)

    Non so se ti ho tranquillizzato o meno :)

  7. Commento di Samuele, 13 novembre 2006 @ 16:44

    Mi dispiace accettare l’idea che tu abbia proprio ragione (bella sintassi). E’ così, bisognerebbe sdoganre il blog, ma prima ancora internet. E’ un processo lungo che si svilupperà molto lentamente. I nostri figli vedranno i risultati dei nostri sforzi: il solo parlarne con gli amici, colleghi, fidanzate è già un passo avanti.

  8. Commento di capemaster, 13 novembre 2006 @ 16:59

    mhh
    Anche secondo me Wittgenstein non è un blog come non lo è camillo, proprio perchè è negata la possibilità di interagire.
    Ma, a parte le questioni di lana caprina, è vero che il divario c’è tra, e non mi soddisfa che l’80% dei visitatori, venendo da motori di ricerca, non sono blogger.
    Alla fine, se l’idea è quella dell’interazione, che giudico fra l’altro la più importante mission di un blog, le persone che commentano sono sempre ed esclusivamente blogger, o chi “smanetta” . Poche le persone che lo fanno per gusto di partecipare.
    E molte persone che lurkano non affiorano proprio perchè o parliamo tecnici, o in codice, o mettiamo troppi link per seguire a fondo una discussione o perchè semplicemente scriviamo cazzate.
    Bah!

  9. Commento di Lemontree, 13 novembre 2006 @ 19:22

    W Usenet! :)

  10. Commento di woland, 13 novembre 2006 @ 20:30

    Siamo davvero sicuri che in Italia ormai tutti sappiano cosa sia un blog e quali opportunità offra?

    Ma la vera domanda è: è davvero questo il problema dell’Italia? Giusto ieri leggevo da qualche parte che il 34% degli italiani è su Internet. Il 34%. Il 66% invece no.
    Davvero, allora, è importante che il blog diventi un giocattolo per tutti, compresa mia nonna? O forse, non sarebbe meglio dedicarsi ad altre attività veramente fondamentali, come scrivere una lettera su word?

  11. Commento di catepol, 13 novembre 2006 @ 21:13

    io non penso che la maggioranza dei navigatori internet sappia cosa è un blog, spesso neanche quando vi ci arriva su uno, vi ci si affeziona e magari lo legge spesso, semplicemente mettendolo come sito tra i preferiti…altro che RSS e compagnia cantando. E forse non gliene frega neanche nulla a questo navigatore…però se ha un minimo voglia di dire la sua cercherà come fare e vi si imbatterà perchè sono finiti i tempi in cui ci si faceva la “propria pagina web”…

  12. Commento di Barbara, 13 novembre 2006 @ 21:50

    Per stare tranquillo stai tranquillo che è sempre meglio per il resto
    non saprei che dirti credo che molti ritrovi siano semplicemente
    occasione di rendere reale un legame tra gente che si legge ogni giorno
    ed è quindi virtuale

  13. Commento di Andrea Beggi, 13 novembre 2006 @ 22:00

    Io mi sono un po’ sussato la cannetta di spiegare cosa è un blog. Adesso vorrei fare un passo avanti senza dover ogni volta ricominciare da Adamo ed Eva.
    E in questo senso il Barcamp è fantastico. E quoto tutti quelli qui sopra.

  14. Commento di Davide Salerno, 13 novembre 2006 @ 22:48

    In Italia purtroppo il discorso che fai è perfettamente vero ma è dovuto al fatto che all’incirca il 30 percento della popolazione utilizza internet (dai 13 ai 18 milioni di persone) e di questa percentuale molti utilizzano la rete con il contagocce per il minimo indispensabile magari perchè “obbligati” da motivazioni che molto spesso vengono prese come delle costrizioni.

    D’altro canto è positivo che ci sia una comunità in costante crescita ed in continuo fermento, come testimoniano gli eventi da te citati, perchè testimonia che le cose stanno cambiando anche se mancano le infrastrutture : le linee veloci ( ADSL & Co) sono ancora troppo poco diffuse e troppo care (chiedi a Tambu quanto spende…)

    All’estero a quanto pare non è così forse perchè c’è una concezione meno “personale” e più “professionale” dei blog intesi come strumenti per la diffusione delle informazioni ufficiose tra gli internauti e quindi molto considerati dalle Grandi Marche che sembrerebbe consultino sempre i blog più influenti nel loro settore per sapere come muoversi.

  15. Commento di Gianni Amato, 13 novembre 2006 @ 23:36

    Voglio credere che buona parte degli internauti italiani abbia sentito parlare ( almeno una volta) di blog e abbia associato a questo termine la propria definizione (ammesso che ne esista una), giusta o sbagliata che sia. Il feed, invece, resta ancora un tabù.

    Io mi soffermerei piuttosto sulla seconda parte della domanda, “..e quali opportunità offra?”

    Su questo ci sarebbe molto da discutere ergo ben vengano conferenze ed eventi organizzati.

    Per il resto quoto in pieno la tua opinione.

  16. Commento di Stefano Vitta, 13 novembre 2006 @ 23:44

    Come già hanno spiegato in parecchi trovare una definizione univoca per definire un blog è impossibile. David Weinberger, mi pare, disse che un blog non è niente senza la blogosfera.

    La risposta che do io varia, a seconda chi me lo chiede, da diario a CMS per la pubblicazione di contenuti ma la migliore non risposta me la diede Gaspar dicendomi che per sapere quanto è fredda l’acqua bisogna entrarci, nessuno te lo può dire, ci devi entrare; uguale per il blog e la blogosfera.

    Ci parliamo addosso?? Parecchio. Con un linguaggio incomprensibile? Si, come nel mio gruppo di motociclisti. Ogni gruppo ha il suo linguaggio.
    A noi gestori di piattaforme il compito di diffondere il verbo? Sicuramente, se vogliamo continuare a campare sarà meglio darsi una mossa. Ci sto lavorando con non poca fatica.

    Chi crede che il blog in Italia non sia esploso come in altri paesi europei per colpa del digital divide, a mio avviso, in parte, sbaglia. Le statistiche sulla diffusione dei giornali e dei libri parlano chiaro e non so se saremo in grado di insegnare di nuovo a leggere alla gente.

  17. Commento di Arcadi, 14 novembre 2006 @ 3:28

    il mio blog,mi offr l’opportunità i poter sccrivere, sfoga, liberare o meno il mondo che ognuno si porta dentro. Tutto qui

  18. Commento di nessuno77, 14 novembre 2006 @ 6:55

    eh????ma come parli?;)

  19. Commento di Yoddecha, 14 novembre 2006 @ 9:22

    Hum… ripassero’ stanotte per un commento piu’ appropriato, la pausa caffè non mi permette di soffermarmi piu’ di tanto. Scrivo solo che un blog per me non è solo informazione, non è solo un diario; Il tuo per esempio è come un bar del sud, un posto di ritrovo, fra amici.
    Entro qui per leggermi un argomento interessante, farmi due risate, e farmi una chiaccherata in ufficio, su cio’ che scrivi . Sarebbe perfetto leggerti sorseggiando una “birretta” ma non credo sia appropriato e in uffico e alle 8 del mattino!
    Bacio le mani.

    Angelo

  20. Commento di kaos, 14 novembre 2006 @ 10:33

    Secondo me i blog sono stati la rivincita dei nerds, degli ignoranti in informatica e hanno contribuito a ristabilire il primato della parola sulle stringhe html.
    Probabilmente questi meeting sono solo occasioni di incontro fra amici o persone che condividono interessi in comune, ma poco contribuiscono alla diffusione dei blog che, a mio parere, passa ancora adesso attraverso le iniziative delle piattaforme.
    Purtroppo il grande patrimonio di Clarence è stato distrutto e spero che Splinder in mano a Dada non faccia la stessa fine. Ci fu un tempo, secoli fa, in cui i grandi gruppi internet italiani avevano creato proprie piattaforme: Virgilio, Tiscali, Excite, più tardi anche Libero. A parte Excite gli altri portali non hanno mai capito la funzione dei blog e li hanno considerati solo appendici delle loro communities locali e forse per questo motivo in Italia il blog ha preso una direzione diaristica.

  21. Commento di Ale, 14 novembre 2006 @ 12:07

    Ciao sono d’accordo con la tua analisi, ma non dirlo troppo forte altrimenti Bush potrebbe dichiarare guerra per riportare da democrazia nella blogsfera!ALE

  22. Commento di fa, 14 novembre 2006 @ 13:15

    piccole riflessioni:
    i blogger che parlano di blog, per me si postano addosso: li evito.
    il blog è un telefono.
    non è la marca del telefono che tipicizza la telefonata, ma quello che ci si dice.

  23. Commento di Barone Rosso, 14 novembre 2006 @ 18:13

    Secondo me il divario tra i blog cosiddetti autorevoli e chi il blog non sa nemmeno cosa diavolo sia, si sta pericolosamente accentuando

    Secondo me invece non v’è alcun divario che si accentua. I blog sono diversi perché diverso è il potenziale umano che c’è dietro ognuno di essi. La diversità contraddistingue ed è condizione essenziale del blog.

    Ragionando in questa ottica, Technorati sta a me come il varietà alle Lecciso, i Feed stanno a me come Giuliano Ferrara alla lap-dance; non mi importa del page-rank, tanto meno diventare “autorevole”, non inseguo e/o partecipo a competizioni di qual si voglia natura. Evito di trattare di argomenti nazional-popolari come di tristissimi episodi televisivi solo per avere più visite. A tal proposito, in questo commento, evito anche di mettere il link al mio blog, tanto è talmente settoriale da non fregare a nessuno. ;)

    Quoto inoltre il pensiero di “FA”:
    Il tuo post mi ricorda un po’ la tele fine a sé stessa. La TV che si nutre alimentandosi dei suoi deliri creati ad arte, dove una scaramuccia Mussolini/Sgarbi viene protratta e ripetuta fino allo sfinimento; dove una microfonata a Staffelli è spettacolo. Non so, vedo in tutto questo una sorta di implosione. Lo strumento, tv o blog che sia, che muore cannibalizzandosi.

    Cos’è un blog? boh, lasciamo la risposta ai sociologi. Tu, quando vuoi, torna ai tuoi post, che tanto mi piacciono!
    Perdonami Maxime, è solo un mio punto di vista. Sicuramente non autorevole . :)

  24. Commento di Felter Roberto, 14 novembre 2006 @ 21:03

    Io uso il blog perchè mi ha reso più semplice gestire il rapporto con chi legge le pagine del mio sito. Prima mettevo i miei concetti nelle pagine e i miei visitatori potevano lasciare i loro messaggi nel “registro delle visite”.
    Le pagine “istituzionali” del mio sito dicono quello che faccio, quello che posso fare ecc. però le pagine del mio blog mi mettono alla prova sui concetti reali, esprimo la mia opinione su un argomento e chi mi legge ha un modo in più per valutare se sono il tipo di persona che cerca, sviluppare il concetto e capire il mio atteggiamento.
    Il mio blog è questo, una palestra in cui “mi si vede nell’esercizio delle mie idee”.

  25. Commento di FulviaLeopardi, 15 novembre 2006 @ 9:00

    Io credo che il punto sia: ok, quand’anche sapessero che è un blog, hanno le capacità per sfruttare appieno le potenzialità?
    Voglio dire, neanche noi (o la maggior parte di noi), blogger da anni, ha capito *bene* quali sono le possibilità del blog: io, te, la maggior parte dei blog che leggo lo usiamo per dire “Oh va là, c’è un video carino, ieri mi è capitato questo, sì vabbeh la finanziaria fa schifo”.
    Quando uscì la famosa classifica sui blog influenti, mi sono andata a spulciare i primi dieci blog influenti americani: ecco, confrontali con i nostri e con tutto il rispetto parlando facciamo proprio ridere.
    Finché penseremo al blog come svago (e premetto che non c’è niente di male, eh, sono io la prima a pensare al blog come svago pure se qualche volta, nel mio piccolo, mi incazzo) credo che la blogsfera italiana avrà molto poco da dire (fatte le debite eccezioni).
    E poi: quand’anche si riuscisse a creare un blog “serio”, hai tempo e voglia di seguirlo?

  26. Commento di Zizio, 15 novembre 2006 @ 10:55

    Non voglio tranquillizzarti anche perché lo sappiamo tutti: Tranquillo morì cornuto e col culo rotto, però …
    Di recente (cioè ieri e la scorsa settimana) mi è capitato di fare una piccola introduzione a WordPress e ho colto l’occasione per fare anche una piccola introduzione al mondo dei blog per spiegarne un po’ la “filosofia”. Il tempo a mia disposizione era limitato, io non sono un blogger autorevole anche se sono qui da un po’, ma comunque ho notato che l’argomento è piaciuto abbastanza e che, anche se per alcuni era una novità, si sono incuriositi da questa forma di comunicazione e non escluderei che entrassero a far parte della blogosfera.
    Probabilmente se unissimo le forze e creassimo una sorta di introduzione completa ai blog, non sarebbe poi così male … :D

  27. Commento di anulu, 15 novembre 2006 @ 12:28

    E’ vero in Italia se dici blog dici Beppe Grillo.

  28. Commento di nofilter, 15 novembre 2006 @ 14:23

    Aprire un blog e’ semplicissimo, come ben sappiamo. Non occorrono corsi, conferenze o manuali che ce lo spieghino, basta provare e voila’ in 3 minuti il blog esiste. Credo anche che quasi tutti sappiano cosa sia un blog o ne abbiano almeno sentito parlare. Casomai il problema e’ che ci sono troppi blog e blogger e questa galassia infinita rende impossibile l’emergere delle singole realta’, salvo rari casi, pochi eletti appunto. Ai piu’ capita di essere visitati solo da se stessi e non potrebbe essere altrimenti visto che i blogger nel mondo sono milioni. Come sempre la troppa informazione genera disordine, genera caos, l’utente navigatore di fronte ad una offerta cosi massiccia non sa come orientarsi e il piu’ delle volte rinuncia all’esplorazione. Ci si dovrebbe aggregare per costituire una forza capace di sfondare rispetto al singolo, ma qui subentra il rischio di costituire un medium che somigli a quelli tradizionali che si volevano abbattere con la rivoluzione blog, quei media dove contano i capitali, gli amici, gli amici degli amici, il colore politico, ecc. La verita’ e’ che quella dei blog e’ una rivoluzione incompiuta, dalle buone potenzialita’ ma dai scarsi risultati, visto che i media tradizionali continuano ad imperare, visto che i blogger piu’ famosi, pochi eletti, sembra quasi che usino il mezzo blog proprio per approdare nei media tradizionali, sogno segreto nel cassetto, alla faccia della filosofia blog, quella che proclama la democrazia comunicazionale orizzontale che vince sulla dittatura comunicazionale verticale grazie al pulsante “publish”…
    nel frattempo mi pare che stia emergendo con una certa forza il fenomeno “vlog”. Altra prossima rivoluzione incompiuta? Staremo a vedere. MD;))

    P.S. il 10 dicembre saro’ tra i relatori di Piu’Blog…;)))

  29. Commento di Federico Fasce, 15 novembre 2006 @ 21:30

    Io devo dire che sono in linea di massima d’accordo con Luca Conti.
    Il blog è uno strumento, uno dei tanti, di un mondo in continuo fermento che è la rete. È anche possibile che a volte ci sia la tndenza a creare gruppi ad alto bonding, ma la peculiarità non è certo del blog, quanto piuttosto della naturale tendenza delle persone a cercare i propri simili. Anzi, il blog in sé mette a disposizione molti strumenti capaci di gettare ponti verso l’esterno. Sta a noi, poi usarli. Che ci siano tante conferenze, mi sembra normale. Ci troviamo di fronte a un fenomeno sociale di grande portata, che, checché ne dicano gli scettici, sta modificando il modo di vivere di molte persone. È logico che quelli più interessati cerchino di capire come e perché sta succedendo tutto questo.
    Non mi preoccuperei della possibilità di un divario, se non del digital divide fisico e culturale che va senz’altro colmato. Iniziamo a insegnare alle persone ad usare la rete, a giocarci. Il resto verrà da sé. Non vedo questa cosa del blogger di serie a e di serie b. Semplicemente perché è un ragionamento da audience, legato al concetto dei vecchi media. Oggi abbiamo invece una moltitudine di interessi e di soggettività che si esprimono. Intrattengono dieci persone? Intrattengono loro stessi? So what?

  30. Commento di Cyberurania, 1 dicembre 2006 @ 12:24

    Mi sembra un panorama realistico del mondo parallelo dei blog, al di fuori è già tanto se conoscono il blog di Beppe Grillo…

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