Da quando all’ultimo anno di liceo scientifico sparai con la pistola ad acqua alla mia professoressa d’inglese, colpevole di volermi costringere a tutti i costi a portare la sua materia all’esame di stato, sono passati quindici anni (sembra ieri). E non ero esattamente un ragazzo terribile, anzi. I professori vengono derisi da sempre, fa parte di quel gioco di reciproca (in)tolleranza imposto dai rispettivi ruoli. Che poi la situazione con gli anni sia andata sempre più peggiorando e degenerando, è un altro discorso. Ma uscirsene il 29 marzo 2007 con una locandina del genere, sinceramente, mi fa temere che quelli della Cronaca d’Abruzzo non si siano ancora resi conto dell’invenzione della ruota e della scoperta del fuoco, e che magari sulle prossime locandine potremmo leggere scoop del tipo “incredibile: l’acqua è bagnata!” oppure “clamoroso: alcune vallette l’hanno data via per arrivare nel mondo dello spettacolo!“. Relativamente al discorso videotelefonini e YouTube, preferirei astenermi da ogni commento: più se ne continuerà a parlare, più gli si farà pubblicità, più certi episodi aumenteranno nella speranza di ottenere il proprio quarto d’ora di celebrità.
Scritto da Maxime il 30 marzo 2007
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Sono un po’ stressato, tecnologicamente parlando. Faccio troppe cose contemporaneamente (e sono costretto a condensarle in quei pochi attimi liberi dal lavoro e dalla famiglia), uso troppi social network (e qualcuno mi spamma invitandomi persino su quelli farlocchi), ho sottoscritto troppi feed rss (e quando esulto per aver finalmente esaurito la coda dei post da leggere, l’aggregatore come per magia si aggiorna e me ne propone altrettanti), gestisco troppi blog (ma farò presto una cernita drastica), non faccio in tempo ad avviare Skype o Google Talk che immediatamente appare qualche messaggio che mi costringe ad intrattenere conversazioni e fingere disponibilità anche quando magari manderei tranquillamente a cagare tutto e tutti (e meno male che da oltre un anno ho rimosso per sempre Msn ed Icq), ho troppe cose da dire e da fare che però rimangono perennemente in lista d’attesa. D’altronde questo posto si chiama PensierInEccesso mica per niente. Solo che una volta mi era rimasto solo il bagno per pensare un po’ ai cazzi miei, mentre adesso, quando sto seduto sulla tazza del cesso, fuori c’è mio figlio che tira cazzotti sulla porta e strilla “papààààààà!!! daiiiiiii!!!“. E grazie a Dio non uso Twitter, Tumblr, Jaiku e tutte le altre diavolerie di cui l’evoluzione della rete ci ha fatto gentilmente dono. Il Web 2.0 avvelena anche te: digli di smettere.
Scritto da Maxime il 28 marzo 2007
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Io ci ho provato a non postare più niente ed a sparire per qualche giorno come fanno quelli famosi, ma (giustamente) non mi ha cagato nè Daria Bignardi, nè l’ultimo degli sfigati. E comunque se sono tornato a scrivere è solo perché ieri, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, AMREF ha lanciato la campagna “Spreco Meno Subito!” con lo scopo di sensibilizzare la popolazione italiana sull’importanza della risorsa acqua e sul corretto utilizzo che ne va fatto, nonché con l’obiettivo di costruire 20 cisterne per la raccolta di acqua piovana in 20 scuole nei distretti di Gulu e Pader, i più colpiti dalla guerra civile in nord Uganda. Ecco le 10 regole d’oro blu:
- Chiudi il rubinetto quando ti lavi i denti o ti fai la barba (utilizza il getto d’acqua solo due volte: inizialmente sullo spazzolino e successivamente munisciti di un bicchiere d’acqua per risciacquarti i denti);
- Tira l’acqua dello sciacquone, ma con attenzione (regola, con l’aiuto dell’idraulico, il galleggiante su una capacità minore d’acqua);
- Raccogli l’acqua piovana (posiziona dei secchi in giardino o sulla terrazza);
- Scegli di fare una doccia e non il bagno (chiudi i rubinetti mentre ti insaponi);
- Annaffia le piante senza sprechi (innaffia il giardino sempre verso sera: quando il sole è calato, l’acqua evapora più lentamente);
- Ripara il rubinetto che perde (controlla se i rubinetti o la cassetta del water hanno una perdita);
- Installa un miscelatore d’aria (applica i miscelatori o frangiflusso ai rubinetti di casa);
- Usa lavatrice e lavapiatti ecologiche (usa elettrodomestici di classe A+: consumano al massimo 17 litri d’acqua);
- Lava i piatti a mano in modo ecologico (evita di lasciare aperto il rubinetto dell’acqua nell’atto di insaponare le stoviglie);
- Lava la tua auto con il secchio (usa il secchio invece dell’acqua corrente: si può bagnare la carrozzeria, insaponare l’auto e risciacquarla, sprecando meno acqua).
Disponibilissimo a mettere in atto tutti questi punti, ma sul fronte della beneficenza temo che stavolta non effettuerò alcuna donazione. E non certo perché io sia contrario all’iniziativa di AMREF, nè perché io abbia qualcosa di personale nei confronti degli ugandesi. La solidarietà è sempre cosa buona e giusta. Il fatto è che ho dato soldi alla Croce Rossa, a Save the Children, a Amnesty International, all’Unicef ed al Cesvi, ho inviato SMS da un euro ogni volta che il TG1 o il TG5 me l’hanno chiesto, e l’ho fatto senza dubitare mai della buona fede di chi lanciava le varie campagne. Ora però tutte queste associazioni Onlus sono diventate un po’ troppe, e la mia cassetta delle lettere ed il mio telefono hanno iniziato a rompersi un po’ i coglioni. Ma soprattutto, prima o poi in Africa saranno costretti a creare una Onlus per aiutare noi italiani, sempre generosi e disposti ad aiutare il prossimo (soprattutto se straniero), ma mai disposti ad aiutare noi stessi investendo sul nostro futuro (circostanza che ci garantirebbe una maggiore ricchezza e, come diretta conseguenza, anche una maggiore disponibilità nei confronti degli altri).
Faccio l’esempio dell’acqua: l’Italia disperde e spreca dal 30 al 40% dell’acqua immessa in rete (addirittura a Pescara, a 15km da casa mia, la perdita è pari al 60%). Cosa cazzo aspettiamo a spendere dei soldi per riparare le condutture o magari modernizzare il sistema idrico? E’ una spesa mostruosa, ma è un investimento sul nostro futuro. Le infrastrutture che si sono rese necessarie in seguito allo sviluppo economico ed industriale, l’inquinamento dei fiumi, lo sfruttamento della pesca, i cambiamenti climatici: è sempre e solo colpa dell’uomo. Cosa cazzo aspettano i governi a fare qualcosa? Lo ammettessero che sono tenuti per le palle da interessi economici più grandi di loro, che almeno ci mettiamo l’anima in pace. Qui a Chieti dalle 23 alle 6 spesso e volentieri viene interrotta l’erogazione dell’acqua: e siamo in Italia, non in Uganda. In ogni caso io ed altre persone abbiamo già iniziato a contribuire al risparmio di acqua: infatti ieri sera abbiamo partecipato al sesto compleanno del Pub Stammtisch. E vi assicuro che lì, di acqua, se n’è consumata davvero pochissima.
Scritto da Maxime il 23 marzo 2007
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Visto che oggi 19 marzo è la festa del papà (auguri a tutti!), avrei voluto proporvi la ricetta di uno dei dolci di cui sono maggiormente ghiotto, ed ho effettuato una ricerca su Google immaginando che il reperimento di tali informazioni sarebbe stato semplice e veloce. In realtà ho scoperto che le mie amate zeppole si preparano in maniera diversa a seconda della regione e che addirittura non sono universalmente riconosciute come dolce ufficiale della festività odierna. Persino cercando su Google Images sono venute fuori fotografie che non somigliano affatto alla delizia di cui amo fare indigestione il 19 marzo (in alcune regioni chiamano zeppole quelli che qui in Abruzzo sono dei generici fritti di carnevale). Da quello che mi pare di aver capito, l’invenzione della zeppola se la contendono la Campania, la Puglia e la Sardegna (ed io che speravo si trattasse di una specialità abruzzese), mentre sulle origini sembra che siano tutti d’accordo:
L’origine di questo dolce è antichissima, intorno al 17 marzo si celebravano a Roma le Liberalia, feste dedicate al padre Liber, poi confuse con le feste delle divinità dispensatrici del vino e del grano. In onore a Sileno, compagno di bagordi e precettore di Bacco, si beveva rosso nettare, la popolazione banchettava per strada e vecchie donne incoronate d’edera offrivano focacce di farina, olio e miele.
Mentre decido se divorare prima quella al forno (a sinistra) oppure quella fritta (a destra), vi mostro la foto che ho scattato alle zeppole che sono abituato a trovare nelle pasticcerie della mia zona. E dalle vostre parti cosa prevede la tradizione?

Scritto da Maxime il 19 marzo 2007
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- Mi sfugge quel trascurabile ed insignificante passaggio che congiunge il momento in cui ho sottoscritto su Google Reader i feed RSS di alcuni blog, e l’istante in cui attraverso i medesimi feed ho cominciato a ricevere quintalate di aggiornamenti da del.icio.us e da Flickr (dei quali sinceramente non me ne può fregare di meno e, se me ne fosse fregato qualcosa, li avrei seguiti per mia scelta e per altre vie)…
- Ultimamente sto ricevendo una quantità insolitamente elevata di commenti spam (quasi duemila al giorno) ed Akismet sembra avere qualche difficoltà a bloccarli tutti (circa una decina riescono quotidianamente ad eludere la protezione, persino all’interno di post dove i commenti sono disabilitati!). Ovviamente in queste condizioni non sono più in grado di controllare tutto lo spam alla ricerca di eventuali commenti che siano stati bloccati erroneamente. Sapevàtelo (ed avvisatemi, qualora un vostro commento venisse bloccato).
- Ho passato un’oretta all’interno di un centro commerciale della zona perché ero alla ricerca di alcuni prodotti e di alcune marche che difficilmente sarei riuscito a reperire altrove a prezzi decenti: ebbene, mentre decine di promoter offrivano caffè, degustazioni, massaggi e campioni dei più svariati prodotti, io sono stato scelto e fermato, tra centinaia di persone, dalla tizia che offriva check-up gratuiti presso la Cesare Ragazzi Company. Son soddisfazioni.
- “Un giorno la fatina Ridarella incontrò la fatina Lacrimona…” Bastaaaaaa!
Scritto da Maxime il 17 marzo 2007
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Avete presente le catene di Sant’Antonio travestite da richieste urgenti d’aiuto e falsi allarmi? Ne riceviamo quintali al mese da diversi anni, ma abbiamo ormai imparato a riconoscerle ed a cestinarle senza prestar loro troppa attenzione. Certo, c’è sempre il tecnoleso che senza effettuare alcuna verifica sulla sua veridicità, inoltra l’email a tutta la sua rubrica (peraltro senza nascondere gli indirizzi email ed includendo addirittura gli indirizzi dei precedenti destinatari, creando col tempo un mega sputtanamento di dati personali ed un incremento delle dimensioni del testo). Ce l’abbiamo tutti uno o più amici così, da cui riceviamo solo ed esclusivamente queste cagate. La cosa realmente grave, però, è quando a cadere nella trappola è una redazione giornalistica televisiva che, così facendo, fa legittimamente dubitare lo spettatore della sua professionalità ed attendibilità.
E’ successo infatti che al termine dell’edizione delle ore 14 del TG8 (notiziario dell’emittente abruzzese Rete8) di ieri, sia stato lanciato un appello urgente con tanto di nome, cognome e numero telefonico da chiamare: si trattava dell’emergenza relativa ad un bimbo di 17 mesi che necessitava di sangue del gruppo B+ a causa di una forma di leucemia fulminante. Storia vera (ed ormai vecchia), ma che non aveva mai generato alcun allarme in quanto l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, presso il quale il bimbo è ricoverato, ha abbondanti scorte di quel tipo di sangue. E, come riportato anche sul blog di Paolo Attivissimo, l’ospedale ha pubblicato da diversi giorni, sulla homepage del proprio sito web, l’invito a non diffondere tale email (sia perché non esiste alcuna emergenza, sia per non intasare quel numero telefonico, che corrisponde proprio al loro centralino), invito poi ripreso il 9 marzo scorso anche dal quotidiano “La Nazione” di Firenze. Alcuni passi del comunicato dell’Ospedale Meyer:
In merito alle e-mail e agli sms nei quali si fa appello per la ricerca di sangue B+ per un bambino leucemico, l’Ospedale Pediatrico Meyer precisa che non esiste una situazione di urgenza, nè di emergenza e di non aver mai comunicato alcun appello. Il Centro Sangue del Meyer ha abbondanti scorte di sangue per questo bambino. Anzi in tutta la Toscana assistono a un fenomeno di sovrabbondanza di questo tipo di sangue.
Ringraziamo i tantissimi cittadini che si sono rivolti e anche oggi si rivolgono a noi e alla rete di raccolta di sangue. L’Ospedale pediatrico Meyer fa appello alla collaborazione di tutti, invitando i cittadini a non intasare i centralini dell’Ospedale, nè i numeri del Centro Sangue di Firenze. Il rischio è che chi ha veramente necessità non possa contattare l’Ospedale, nè i servizi interni. Il Meyer ribadisce che non c’è emergenza sangue di tipo B+.
Cara redazione di Rete8, una telefonata a quel numero per verificare la notizia l’avevate fatta? Ed una semplice ricerca su Google? Già me lo immagino il notiziario di oggi: “State attenti e per nessun motivo aprite le email con oggetto argentina militari torturatori! Avvisate immediatamente tutti i vostri contatti perchè tali email contengono un virus che apre un passaggio nel vostro PC e formatta tutto il disco C“…
Scritto da Maxime il 15 marzo 2007
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