Da quando all’ultimo anno di liceo scientifico sparai con la pistola ad acqua alla mia professoressa d’inglese, colpevole di volermi costringere a tutti i costi a portare la sua materia all’esame di stato, sono passati quindici anni (sembra ieri). E non ero esattamente un ragazzo terribile, anzi. I professori vengono derisi da sempre, fa parte di quel gioco di reciproca (in)tolleranza imposto dai rispettivi ruoli. Che poi la situazione con gli anni sia andata sempre più peggiorando e degenerando, è un altro discorso. Ma uscirsene il 29 marzo 2007 con una locandina del genere, sinceramente, mi fa temere che quelli della Cronaca d’Abruzzo non si siano ancora resi conto dell’invenzione della ruota e della scoperta del fuoco, e che magari sulle prossime locandine potremmo leggere scoop del tipo “incredibile: l’acqua è bagnata!” oppure “clamoroso: alcune vallette l’hanno data via per arrivare nel mondo dello spettacolo!“. Relativamente al discorso videotelefonini e YouTube, preferirei astenermi da ogni commento: più se ne continuerà a parlare, più gli si farà pubblicità, più certi episodi aumenteranno nella speranza di ottenere il proprio quarto d’ora di celebrità.
Scritto da Maxime il 30 marzo 2007









Hai visto, anche noi spam script siamo più intelligenti di certi giornalai, ehm, giornalisti. Riusciamo anche a scrivere le parole di sicurezza.
Hanno, effettivamente, scoperto il buco alla conca …
Credo che l’argomento “i professori sono da sempre derisi” sia: vero, alla lettera. Meno vero, se si interpreta tenendo conto delle varianti del contesto, dell’epoca ecc. Le guerre ci sono da sempre, la violenza sulle donne c’è da sempre. Questo non vuol dire che sia stato sempre giusto. MAgari erano raltà tollerate, giustificate, accettate come un elemento del destino. Poi abbiamo cominciato a dire no. magari anche a dire no all’inevitabile naturale (anche la cura delle malattie è un dire “no” del progresso rispetto al fatto che “da sempre” si moriva per un’infezione o una febbre, ma questo è un altro discorso).
insomma, cerco di dire che – anche se ho letto i ragazzi della via Paal e come 43enne, cresciuto in una periferia romana, ho visto molto più bullismo diffuso di quel che vede mediamente un bambino oggi. Però non era giusto allora e diventa ancora meno giusto oggi, dopo che la moderna pedagogia ha cercato negli ultimi 10 di educare a casa e a scuola i bmbini come noi ce lo siamo solo sognato (mai schiaffi, per esempio). Eppure, se dopo tutto ciò ci sono anche “solo” quei 4437 episodi di bullismo in 6 settimane – 120 al giorno (magari quando ero bambino erano di più, ma non credo) bè, è comunque intollerabile.
Allora che cosa ci fa dire che i giornali oggi “scoprono l’acqua calda”? ce lo fa dire per caso un sentimento di strana complicità con i “giovani d’oggi” per il terrore che abbiamo di passare per bacchettoni? ce lo fa dire un ritorno del rimosso psicologico che di fatto giustifica la violenza e la sopraffazione sugli altri? non so, sa di vittima che anzichè protestare per le violenze subite si rassegna e di fornte ad un altra vittima non sa dire altro: eh, io aai miei tempi sai quanto bullismo ho subito?…a me questa risata cinica che diventa una difesa della tradizione, mi ricorda l’attegiamento che hanno gli islamici più integralisti quando ridendo dicono: ma da sempre le donne indossano il velo, qual’è il problema?
PS scusate per un po’ di anacoluti – alle ellementari ero troppo impegnato a fare a botte
- preciso solo che i 4437 episodi sono quelli che -come molti avranno letto oggi sui giornali – sono stati denunciati da adulti e ragazzi al numero verde del ministero. scusate ancora.
è che se a questi quattro frocetti spaccassero il culo come facevano una volta, si guarderebbero bene dal contestare i professori. E’ proprio vero che più passa il tempo e più l’ignoranza ( la non conoscenza ) dilaga. Per fortuna che poi la società mette riparo a tutti questi sfasci causati da una scarsa severità di giudizi ai vari esami di stato edulcorati.
E invece, magari, era il titolone di un articolo positivo: al liceo masci si verificano – per fortuna! – solo episodi di derisione…
E secondo te si sono resi conto dell’invenzione dei sofficini?!
PS Scherzi a parte concordo soprattutto sul fatto che meno si parla di certe cose meno si alimenta l’istinto di emulazione
Ma perché, hanno inventato davvero la ruota?
Il problema si chiama genitori perché se una volta si deridevano i professori quelli poi chiamavano tuo padre che ti riempiva di botte; oggi se chiamano il padre questo finisce a dare al professore le botte che non gli ha dato il figlio! Non sono per le punizioni corporali ma forse è il caso d insegnare anche a casa l’educazione e il rispetto per gli altri. Comunque la professoressa d’inglese l’acqua in faccia se la meritava e sappiamo bene perché!
quindi l’acqua calda esiste solo da oggi???
Disse Lei..
“La Stampa, n.346 25.03.07
Brutto voto, ma con le scuse
Capita che un docente dia un brutto voto. Se sbagliano gli alunni, figuriamoci i professori. Poveri disgraziati. Ma almeno chiedere scusa. Un po’ di buona creanza, per carità. Se l’insufficienza è comminata senza un biglietto di scuse, diventa naturale la reazione. Cinque giorni di prognosi per percosse mi sembra il minimo della punizione per l’insegnante di Siracusa. Adesso imparerà a dare dei bei voti, sempre e comunque, senza tentennamenti o ripensamenti. Speriamo abbia imparato la lezione.
Non è ammissibile che un insegnante si permetta di correggere un errore ortografico, una data sbagliata, una consecutio traballante. Pedagogicamente criminale ledere la libertà espressiva di un alunno in crescita. Men che meno accettabile è la sanzione di un errore con un brutto voto. In tal caso si rischierebbero traumi e sensi di colpa, causati da atti repressivi su menti in età evolutiva.
Perciò è giusto che alunni e genitori si difendano dall’autoritarismo di chi impone regole, teoremi, norme e tabelline. Nelle nostre aule il delizioso, romantico profumo di carta, gomme, inchiostri dovrà essere sostituito dall’odore acre di polvere da sparo. E d’altra parte è linguisticamente lapalissiano che la prepotenza deve valere più della potenza. Appunto alla prepotenza dobbiamo tendere, perché farsi valere è più importante che valere.
Si capisce che sto scherzando? No, perché di questi tempi non si può mai sapere. Quasi quasi, per dare totale diffusione a questo sfogo amaro, converrebbe parlarne con qualcuno al telefono…
Che c’è di strano nella scuola italiana di oggi? Nulla, poiché la scuola riflette perfettamente quello che c’è oltre. I genitori non tollerano non che il figlio prenda 4, ma che sia l’insegnante a dare un 4. La colpa è sempre altrui. Mai di chi non ha studiato preferendo passare i pomeriggi attaccato al cellulare, ma del docente che non l’ha capito, motivato, aiutato. Il ribaltamento delle responsabilità sta dentro le aule scolastiche e anche fuori: un insuccesso non è mai colpa del soggetto, ma di chi non lo ha aiutato a raggiungere l’obiettivo.
I genitori, che considerano il figlio come un prolungamento del proprio io narcisistico e non sopportano che qualcuno possa correggerli, sono il parallelo di chiunque non accetti che una regola valga più di un’opinione o di un istinto.
E a quei docenti, e ce ne sono, che vogliono reagire a questo deserto di devastazione e di menefreghismo, che sia data la possibilità di continuare a educare. Vorrebbero solo fare con passione il proprio lavoro, non gli eroi.”
Mina per La Stampa(25 Marzo 2007)
W MINAAAAAAAAAA
I professori sono stati sempre derisi, ma prima scattavano sospensioni, note di demerito e bocciature, mentre adesso la moderna pedagogia ha distrutto l’istituzione scolastica togliendo quel minimo di autorità di cui godevano i docenti.
“vallette l’hanno data via per arrivare nel mondo dello spettacolo”????
Cavolo non lo sapevo ed io che credevo alle selezioni delle veline in base al QI!!
chi non ha avuto la De Risio come prof di matematica allo scientifico, non può sapere cosa voglia dire il termine “derisione” (che fa pure rima de risio derisione… eheheh)
Nel caso che hai citato non posso assolutamente contraddirti, ma che i professori italiani, a seguito di diverse riforme, hanno perso prestigio e autorevolezza è sotto gli occhi di tutti. Il ministro Fioroni che a parole dice di avere a cuore la questione, invece di istituire numeri verdi, dovrebbe dotare la classe docente degli strumenti necessari per arginare questi fenomeni.
Vero, ben poco di cui stupirsi da un accadimento del genere.
Chissà quando scopriranno che i bambini prendono per il sedere anche il prete durante il catechismo… male che vada la Cei partorirà un altro documento sull’argomento
Riguardo a videofonini e riprese bè, nenach’io ne parlo più tanto anche se questo è uno dei pochi casi in cui non credo valga la regola del “non-parlare-per-non-aizzare”.
Mi ricorda molto quella famosa pubblicità (‘toglietemi tutto ma non il mio Breil’); ebbene, io credo i giovani oggi siano allo stesso punto ma con i cellulari. Sulla corriera l’altro giorno andando a lavorare ho visto una crisi di nervi vera e propria di una ragazzina che si era accorta che aveva lasciato il cellulare a casa. In questi casi penso che una condanna a 6 mesi di lavori socialmente utili potrebbe aiutare TUTTI, la società ed anche Lei a capire i veri valori della vita.
Complimenti per il blog, vario e completo.
Un saluto e buona domenica
io non credo che meno se ne parla meglio è: i fenomeni di bullismo e le goliardate sono sempre esistiti, solo che nessuno era videocameradotato e quindi sono sempre passati sotto silenzio. Non volerne parlare neanche oggi che siamo tutti consapevoli che il problema esiste sarebbe un inutile passo indietro. Poi, se devo dirla tutta, alcuni video li trovo abbastanza divertenti, se frequentassi le superiori oggi li farei pure io…
complimenti per il blog, scoperto stamattina tramite il “pesce d’aprile” di Macchianera…
“al liceo Masci” – dove???!!! in tutto il liceo? in ogni dannatissima aula? ma soprattutto… solo lì?
“gli alunni” – ma chi? tutti? una parte? all’unanimità?
“deridono gli insegnanti” – ma va? mai successo! però, che strano…
Ma questo non è un titolo, è una perla di saggezza!
Guarda, prenderei volentieri5 ragazzi vivaci in cambio di un solo sensazionalista di “Cronaca D’Abruzzo”.
O, cielo
il conto di quanti anni sono passati mi rifiuto di farlo – ma lo ammetto, avendo frequentato lo scientifico la mia testa ha già espresso una cifra che mi sembra francamente così… poco verosimile, ecco… che sicuramente è quella giusta!- però il discorso della derisione degli insegnanti mi ha colpita.
Vero quello che è stato evidenziato qualche commento prima del mio: un tempo c’era un discreto equilibrio – io alunno, ti sfotto, tu insegnante mi dai una nota – una sospensione – un votaccio in condotta, a seconda della gravità dello sfottò.
Ma non credo che oggi il problema sia solo quello. Ho avuto a che fare con ragazzini di 10-11 e 12 anni. Sono pochi quelli educati, o con una capacità intelligente di ironia e critica. Molto, molto più facile trovare la maleducazione pura.
Deve essere questo il problema che volevano segnalare con lo strillo nella locandina. O no?