Lasciatemi in pace / 3

Pagine GialleLa vostra azienda riceve un numero spropositato ed ormai non più tollerabile di fax pubblicitari e di proposte commerciali telefoniche? Iniziate ad avere il fondato sospetto che i vostri numeri di telefono e di fax siano stati trascritti all’interno dei cessi di tutti gli autogrill d’Italia? Se la cosa può in qualche modo consolarvi, sappiate che non siete i soli. E meno male che, contestualmente alla firma del contratto, gli operatori telefonici fanno compilare un apposito modello nel quale è possibile scegliere se inserire il proprio numero sugli elenchi e se dare o meno il consenso affinché certe rotture di coglioni pubblicitarie possano essere impunemente perpetrate ai nostri danni: indicazioni che, però, vengono puntualmente disattese alla faccia del Decreto Legislativo 196/2003 (il quale pare prestarsi ad interpretazioni e non è quindi in grado di tutelarci completamente). Che poi la cosa che più mi infastidisce non è tanto il fatto di ricevere un fax contenente una proposta commerciale che il 99,9% delle volte non mi interessa, quanto la frasetta finale che sa tanto di presa per il culo:

Ci scusiamo anticipatamente se tale comunicazione ha provocato disturbo e la invitiamo a comunicarci il suo eventuale desiderio a non ricevere più tali fax da parte nostra.

Come se servisse davvero a qualcosa. Come se io non sapessi che queste ditte sono solo l’ultimo anello di una lunga catena che conduce a società la cui attività consiste nel raccogliere nomi, indirizzi e numeri di privati ed aziende, organizzarli per area geografica, sesso, titolo, anno di nascita, tipologia merceologica, forma giuridica e quant’altro, ed infine rivenderli tranquillamente a chiunque ne faccia richiesta. Ad esempio vendo creme antirughe e voglio i numeri di telefono di tutte le donne di 39 anni (età psicologicamente strategica) residenti in Italia: da un veloce preventivo richiesto online sul sito Indirizzi.it lo scherzetto mi verrebbe a costare solo € 2.965,43 (al netto di un generoso sconto commerciale del 10%). Oppure sono esclusivista per la provincia di Torino di un software per la compilazione dei computi metrici e mi interessano tutti i dati di ingegneri, architetti e geometri che operano nella zona di mia competenza: su Indirizzi.it sono sufficienti € 270,88, e passa la paura. Se vi sto rivelando queste cose (di cui molti di voi probabilmente erano già a conoscenza) non è certo per fare pubblicità a Indirizzi.it, bensì per tentare insieme a voi di capire quanto siano lecite le raccolte di indirizzi di privati ed aziende che non sono mai stati informati, né tanto meno hanno dato il proprio consenso, circa la loro inclusione in questi immensi database destinati alla vendita. Sul sito che ho citato, alla voce “Privacy“, è possibile leggere:

Gli archivi ed i dati in essi contenuti forniti da Telextra S.r.l. sono di sua esclusiva proprietà o, comunque, ne può legittimamente disporre e farne oggetto di commercializzazione. Inoltre, Telextra S.r.l., quale titolare del trattamento ai sensi e per gli effetti del d. lgs 196/2003, garantisce che i dati personali forniti sono stati raccolti e trattati secondo criteri di liceità e correttezza e di aver adempiuto alle prescrizioni tutte del d. lgs 196/2003, con particolare riferimento alle norme in materia di informativa e – laddove necessario – di consenso.

Della qual cosa ho i miei dubbi. In ogni caso, per richiedere la cancellazione dei propri dati e per esprimere il dissenso al loro trattamento, dovrebbe essere sufficiente una email a indirizzi@indirizzi.it o, per maggiore sicurezza, una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo Telextra S.r.l. – Via Collina n°1 – 12030 Manta (CN). Conoscete altre società simili a questa? Sarebbe interessante creare a nostra volta un database contenente i loro dati, a disposizione di chi volesse esercitare il proprio sacrosanto diritto alla privacy. Cosa ne pensate?

12 commenti »
  1. Commento by GDL, 23 maggio 2007 @ 8:57

    Beh io mi occupo di Privacy (ahimé) e ti dico che è cosa diffusa, però se il Garante è punzecchiato con segnalazioni di massa si muove subito, se poi hai tempo e voglia puoi anche fare un ricorso, però ti becchi al massimo 500€. Concordo pienamente che il Codice Privacy si presti a dubbie interpretazioni, ma questo è frutto delle pressioni delle lobby del Direct Marketing che possono molto di più dei consumatori. Infatti recentemente è stata fatta una modifica all’art. 58 del Codice del Consumo, che consente molto di più agli spammatori della carta.
    http://www.leggeramente.it/

  2. Commento by Barbara, 23 maggio 2007 @ 18:31

    Per fortuna almeno via fax non siamo sommersi mancherebbero visto le centinaia di email spazzatura

  3. Commento by sughero, 23 maggio 2007 @ 19:59

    Non è la mia azienda ma la mia abitazione a ricevere decine di telefonate pubblicitarie al giorno. Sono arrivato al punto di non rispondere neppure più al telefono di casa se non so per certo che qualcuno che conosco mi deve chiamare. Le persone che mi conoscono hanno anche il mio cellulare e almeno li’ queste telefonate non arrivano.
    Non vorrei rinunciare ad essere in elenco. Dieci anni fa tutti erano in elenco e queste cose NON succedevano, ma cosa diavolo è successo?
    Per quale diavolo di motivo non devo permettere a un privato che mi vuole contattare di trovarmi?

  4. Commento by Fedro, 24 maggio 2007 @ 9:17

    a me viene da pensare che siano le stesse compagnie telefoniche a fornire nominativi ed informazioni sui clienti, magari anche “innocentemente” tramite la clausola che riguarda la conservazione dei dati presso banche dati e supporti elettronici.
    probabilmente la conservazione di tali dati viene effettuate da altre aziende… le quali, chissà come, le rivendono ad altri che ne fanno richiesta (anche se non mi è chiaro se e/o quanto sia legale).
    altrimenti non saprei spiegarmi come facciano “terzi” ad avere il numero di un ipotetico utente che non appare in alcun elenco e che ha cambiato numero un paio di volte (ne conosco alcuni) e che, RIPETUTAMENTE, chiede la cancellazione del proprio numero.

    boh… magari sono solo illazioni… farneticazioni… o è semplicemente la stanchezza a scrivere sulla tastiera. :)

    per le aziende, credo sia comunque diverso… le informazioni sui recapiti credo siano più facili da reperire… o no?

  5. Commento by Mavero, 24 maggio 2007 @ 9:34

    CONSIGLIO:
    se inviate la raccomandata (con ricevuta di ritorno), non imbustate la lettera, ma piegate la lettera affinche’ sia lei la busta di se stessa e venga timbrata\autenticata durante la consegna.
    Molte aziende SERIE fingono di ricevere raccomandate VUOTE proprio perchè le aprono e cestinano il contenuto.
    Raccomandatore avvisato … ;)

  6. Commento by FulviaLeopardi, 24 maggio 2007 @ 13:36

    una bomba sotto, mai eh? tumblr?! che è?

  7. Commento by Poesia, 24 maggio 2007 @ 16:38

    Beh, io ho lavorato molto con D&B (Dun and Bradstreet) e con le Pagine Gialle (Giallodata). Stessa solfa.

  8. Commento by nonnoenio, 24 maggio 2007 @ 18:57

    comunicazione dsi servizio @maxime : Il blog “Chieti Migliore” ha chiuso ( la cosa mi dispiace enormemente, una voce libera che scompare dal web ) e pertanto dovresti cancellarlo dai tuoi link di Chieti.

  9. Commento by GDL, 28 maggio 2007 @ 10:10

    Augurandomi di fare cosa gradita segnalo un recente provv. del Garante in materia di fax indesiderati.
    http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1402646

    http://www.leggeramente.it

  10. Commento by Leo Aruta, 12 giugno 2007 @ 23:27

    Ciao,
    anch’io mi occupo di Privacy e vorrei dare un contributo…
    Premesso che, personalmente, quando ricevo fax, telefonate o mail pubblicitarie sono piuttosto tollerante (in fondo le aziende, tranne quelle del viagra, devono pur farsi conoscere…) aggiungo che chi accetta di uscire sugli elenchi cosiddetti “categorici” (pagine gialle, utili etc..) di fatto dà il consenso a ricevere comunicazioni commerciali. Cosa diversa è per gli elenchi personali, tipo pagine bianche, ove si può essere chiamati solo se si è dato il consenso scritto, in tal caso di fianco al nome è stampata una cornetta telefonica anche insieme ad una busta, se si è accettato di ricevere pubblicità a 1/2 posta. Se non si ha ne la cornetta ne la busta chi chiama sta violando la legge sulla Privacy (quì non ci sono dubbi). Per quanto attiene le aziende che vendono liste di indirizzi ho seri dubbi che abbiano il consenso (scritto, come impone il Dlg 196) degli interessati (mi chiedo chi darebbe il consenso ad essere massacrato dalla mattina alla sera?)
    Infine, non credo che la legge sulla Privacy si presti ad interpretazioni è semplicemente che i controlli sono rari e le denunce dei cittadini sono poche e poco pubblicizzate ma il contenzioso sta crescendo rapidamente e, presto, le cose potrebbero cambiare!
    Leo Aruta

  11. Commento by laura, 22 giugno 2007 @ 15:04

    dopo la 20000-esima telefonata di FASTWEB ho minacciato di denunciarli, se non la facevano finita di rompere le scatole e se non mi cancellavano dalla loro banca dati.
    per il momento ha funzionato.

  12. Commento by toti, 7 febbraio 2008 @ 16:10

    anche io mi occupo di privacy sinceramente ho seri dubbi su cd telextra, d’altro canto ricevere chiamate a case potrebbe essere la consegunza incosapevole, di tutti gli interessati (termine del codice privacy), di non leggere le informative sul trattamento.
    Esempio: TELE 2 ha pubblicato 2 informative sul suo sito, una per i non clienti e una per i clienti, in particolare l’informativa per i non clienti si fonda su una avallo da parte del Garante che legittima TELE 2 e ai responsabili esterni (call center) di contattare coloro che erano presenti in una banca dati, di titolarità di Tele 2, costituita prima del provvedimento del garante privacy del luglio 2005 (elenchi categorici) Esempio 2 SKY ad ogni richiesta di informazioni sky, prima di accedere all ‘operatore, richiede il consenso a chiamare per promozioni commerciale l’interssato è costretto, se vuole proseguire, a digitare il tasto

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