Archivio del mese di giugno 2007

Eravateci! / 2

Antonio è solo uno dei tanti “personaggi” che avreste potuto conoscere se aveste partecipato al PubCamp che si è svolto il 23 giugno a Chieti… Buon week-end!

P.S.: vi segnalo l’ottimo lavoro di raccolta del materiale relativo al PubCamp ed al BeachCamp che sta effettuando sotèr sul suo blog: PubCamp e BeachCamp resources

Twitter: prime impressioni

Ne parlai malissimo in un vecchio post (“Mille cose che non saprete di me“), e più per coerenza che per altro avevo deciso che non mi sarei mai iscritto: alla fine però Feba l’ha fatto per me, e da esploratore curioso del web ho iniziato a studiarlo ed utilizzarlo (senza tuttavia diventarne dipendente). Mi riferisco a twitter, moda blogger degli ultimi tempi che consente di inviare i propri cinguettii in rete sotto forma di brevi frasi (della lunghezza di un sms), con lo scopo di aggiornare i propri followers su cosa si sta facendo o di inviare segnalazioni e richieste. Insomma, un’idea semplice e geniale che se sfruttata in maniera corretta può rivelarsi anche molto utile (si pensi ai twitter con gli aggiornamenti dai vari BarCamp, o ai twitter della BBC, di France24 o della CNN). Peccato solo che:

  • la maggior parte dei fatti dei twitters è decisamente poco interessante e troppo spesso mi piacerebbe rispondere “e sticazzi?!?“;
  • c’è gente che addirittura si dà il buongiorno e la buonanotte o si augura buon appetito prima del pranzo e della cena;
  • durante la giornata è possibile conoscere la temperatura e la percentuale di umidità di tutte le città d’Italia, in una sorta di gara a chi cinguetta i valori più elevati;
  • vengono effettuate molte segnalazioni di post scritti sui propri blog, utilizzando di fatto il cinguettio come un messaggio (auto)promozionale;
  • si abusa dei reply, rendendo difficile la distinzione tra twitter ed un grosso canale IRC.

Ovvio che poi ci sono anche gli aspetti positivi (quelli sociali, aggregativi, condivisivi, educativi, informativi, ecc.), che però solo chi non ha ancora “gettato la spugna” può comprendere appieno. Provatelo, magari aggiungetemi ai vostri amici, costruite una vostra opinione che non sia la mia né quella di altre persone. Male che va cancellate il vostro account.

Una strage di gatti

La parola chiave principale del PubCamp che si è svolto sabato a Chieti sarebbe dovuta essere la divulgazione. In realtà hanno preso il sopravvento la sfiga (Fastweb ci ha coglionato, l’operatore di Pandla.tv non è ruscito ad effettuare la diretta, un bruttissimo incidente mortale sulla A14 ha ritardato di alcune ore l’arrivo di diversi partecipanti, uno dei relatori è caduto col motorino ed ha passato la mattinata in ospedale per accertamenti, il microfono senza fili ha rivelato le sue origini marocchine, ed infine parecchi gatti hanno deciso di suicidarsi gettando nello sconforto ventisette persone e dando dimostrazione dell’inutilità ed inattendibilità delle registrazioni via wiki) ed un po’ di disorganizzazione, anche se fortunatamente nessuno si aspettava di trovarsi in un barcamp di tipo tradizionale ed almeno le promesse relative alla birra, al cazzeggio, alla goliardia, al divertimento ed all’aggregazione sono state abbondantemente rispettate. Tutto questo grazie soprattutto a persone che prima di essere blogger e geek si sono rivelate e dimostrate aperte, affiatate e ben disposte al dialogo, all’amicizia, al bordello ed all’introduzione di sostanze nel proprio organismo. Il bello di questi incontri sono la totale assenza di formalismi, la concessione immediata ed incondizionata di confidenza e la sensazione di conoscere da una vita gente che ti trovi per la prima volta di fronte in carne ed ossa. Il PubCamp ha battuto vari record:

  • è stato sicuramente il barcamp con i talk iniziati con maggior ritardo (16.30) rispetto all’orario previsto (11.00);
  • (escludendo ovviamente il FemCamp) è stato sicuramente il barcamp con la migliore rappresentanza femminile, sia in termini quantitativi percentuali, sia in termini qualitativi;
  • è stato sicuramente il barcamp più alcoolico della storia (solo io ho bevuto 2 litri di birra, oltre ai vini bianco e rosso che hanno accompagnato il pranzo offerto da San Lorenzo ed ai cocktail di fine serata).

I dati ufficiali: 54 partecipanti, 6 talk (di cui uno, diviso in due parti, tenuto dal sottoscritto… e che non si dica che non ho presentato nulla!), un fottìo di fotografie e di riprese, birra a fiumi, tanti nuovi amici (il feed reader ringrazia), molte piacevolissime ed inaspettate scoperte. Cosa resterà: la bellezza della location, l’arrivo di Gwendalyne (la prima in assoluto, alle 9.50), la registrazione di alcuni ragazzi senza blog che però hanno voluto lo stesso darmi l’indirizzo (“tanto me lo apro stasera…“), la competenza di Luca Sartoni, l’indispensabile collaborazione di Stefano, Andrea ed Antony, le lezioni di tango di Sergio Sarnari e Ilallallero, tutte le donne lasciate a casa da Tommaso pur di partecipare, l’inesauribile disponibilità di Giovy, gli sms e le telefonate di chi non aveva potuto partecipare e mi augurava l’in bocca al lupo ed infine Feba che il giorno successivo, durante lo splendido BeachCamp, mi ha costretto ad iscrivermi su Twitter. Già che ci siete, aggiungetemi.

Ma VaffanCamp!

Ho già organizzato altri eventi prima del PubCamp e so bene che man mano che si avvicina la data fatidica i problemi aumentano, anziché diminuire, ed hai la sensazione che il mondo voglia crollarti addosso (non prima, però, di aver deciso il modo più meschino e doloroso). So perfettamente che chi aveva confermato la sua presenza già da mesi inizierà ad avere qualche dubbio sulla possibilità di intervenire effettivamente, mentre chi stava facendo di tutto per partecipare si ricorderà in zona cesarini di essere stato invitato ad un matrimonio o di dover prendere parte ad un importantissimo corso fissato proprio per quel giorno. O magari gli morirà il gatto proprio mentre stava mettendo in moto la macchina per partire. Tutto calcolato. Come era calcolato il fatto che, puntando sulla divulgazione e tentando di coinvolgere anche gente al di fuori del solito giro, chi era abituato a sfruttare questo tipo di incontri per mera autopromozione o per parlarsi addosso avrebbe tranquillamente snobbato l’evento. E non sto affatto polemizzando.

Quello che però non avevo previsto nella mia personalissima “analisi dei rischi” è che qualcuno, nonostante io avessi annunciato il PubCamp già dalla fine di gennaio e mi fossi posto duemila problemi per scegliere la data proprio per non accavallarmi ad altri camp già previsti, avrebbe pensato bene di iniziare ad organizzare un altro camp solo pochi giorni fa fissandolo proprio sabato 23 giugno. Premetto che non me ne frega niente di quanti e quali BarCamp si organizzino in Italia ed anzi, se avessi il tempo, la possibilità e sufficienti punti-famiglia da spendere, parteciperei a tutti. Concordo anche con chi sostiene che finché non ci sono regole scritte e valide, ognuno è libero di fare ciò che vuole e nessuno ha il diritto di stabilire cosa è giusto fare, nè come e quando farlo. Vorrei però che fosse chiaro che non mi sto preoccupando per il numero di partecipanti o per la presenza o meno delle cosiddette blogstar, ma che sono profondamente dispiaciuto solo perché ne faccio una questione di civile convivenza, di attenzione, di educazione e di rispetto nei confronti del lavoro degli altri. Rispetto che io ho dimostrato di avere nei confronti degli organizzatori degli altri camp, ma che qualcuno non ha avuto nei miei confronti. Ecco tutto.

Detto questo, vi ricordo che mancano solo 9 giorni al PubCamp e che sto per stampare i badge e tutto il resto. Prego quindi chiunque fosse intenzionato a partecipare di confermarmi la propria presenza iscrivendosi sull’apposito wiki. E sempre per esigenze di carattere organizzativo suggerisco cortesemente a chiunque avesse il gatto in coma di cancellarsi. Se poi in questi giorni non avete nulla da scrivere sul vostro blog e magari vi va di spargere un po’ la voce, ovviamente non mi offendo (e qui mi riferisco soprattutto ai blogger abruzzesi, sempre che ne esista qualche esemplare in giro). Per chi arriverà a Chieti già dal venerdì sera, sto organizzando una cena a base di specialità locali presso un ristorante del centro storico (fatevi sentire via email o chat, così ci mettiamo d’accordo e vi lascio il mio numero di cellulare). Chi invece riuscirà a trattenersi fino alla domenica, non può e non deve mancare assolutamente al BeachCamp di Francavilla al Mare (pochi km da Chieti). Buon divertimento a tutti!

Non è una favola

Lo so, dovrei dedicare più tempo a questo blog. Il fatto è che ultimamente proprio non riesco a stare dietro a tutto. Oltre all’organizzazione del PubCamp (a proposito, ne avete parlato sui vostri blog, vi state organizzando per venire a Chieti, ma soprattutto vi siete iscritti?), ho avuto il piacere e l’onore di collaborare ad un progetto di Marco Camisani Calzolari per la realizzazione del blog di L’Aura, talentuosa compositrice, musicista e cantante che nonostante la giovanissima età può vantare già due album, un disco d’oro, numerose collaborazioni con grandi artisti italiani ed internazionali, una partecipazione a Sanremo e la presenza fissa nelle classifiche radiofoniche e di vendita. Non ho ancora avuto l’occasione di conoscerla personalmente, ma vi assicuro che la blogosfera ha fatto un ottimo acquisto. Da qualche giorno è in vendita Demian, il suo nuovo cd: in bocca al lupo L’Aura!

Pubblicare video con codice XHTML valido

Valid XHTML 1.0 TransitionalSe sei un maniaco della validazione dei tuoi documenti XHTML, e quindi anche del tuo blog, ti sarai già accorto che il codice che viene fornito dai siti di condivisione video come ad esempio YouTube, Google Video e TuoVideo non è un codice valido, in quanto contiene il tag <embed> che non è approvato. Molte persone hanno risolto il problema semplicemente evitando di pubblicare video sul proprio blog, al massimo aggiungendo un link per andarselo a vedere direttamente sul sito di origine. In realtà esistono almeno due metodi per continuare tranquillamente a pubblicare video mantenendo validi i propri documenti XHTML. Il primo consiste nell’utilizzare un codice riveduto e corretto:

<object type="application/x-shockwave-flash" data="XXX" width="YYY" height="ZZZ"><param name="movie" value="XXX" /><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded" /></object>

dove al posto di XXX andrà inserita la url contenuta nel codice embed fornito dal sito, al posto di YYY la larghezza (425 per YouTube, 400 per Google Video e 320 per TuoVideo) ed al posto di ZZZ l’altezza (344 per YouTube, 326 per Google Video e 260 per TuoVideo).

Il secondo metodo, adatto però solo per gli utilizzatori della piattaforma WordPress, consiste nell’installazione di un apposito plugin che svolga automagicamente per voi il lavoro sporco: io personalmente utilizzo e vi consiglio Embedded Video With Link, che al momento supporta 18 diversi siti di condivisione video, è dotato di una pagina di configurazione, si integra alla perfezione con l’editor avanzato di WordPress ed ha altre simpatiche caratteristiche che lo rendono semplicissimo da utilizzare e completo. Ti ricordo che la validazione XHTML è un semplice controllo sintattico che comunque non assicura il funzionamento e la corretta visualizzazione dei tuoi documenti su tutti i browser: tuttavia, se ti reputi un utilizzatore avanzato del web, è una pratica fortemente consigliata.