Pownce è l’ennesima diavoleria online di cui probabilmente non avevamo alcun bisogno perché non fa altro che potenziare e rivedere in chiave “Web 2.0” qualcosa che già eravamo in grado di fare senza problemi anche prima della sua creazione. Si ispira chiaramente a Twitter, ma allo stesso tempo cerca di differenziarsi per rispondere ad esigenze diverse che non siano solo quelle di fare nuove conoscenze, di aggiornare gli amici sui momenti della nostra vita (leggasi “raccontare i cazzi nostri al mondo intero“) e, sostanzialmente, di perdere piacevolmente tempo in una sorta di incrocio tra micro-blogging e chat.
Pownce aggiunge alla formula originaria di Twitter, mantenendone l’immediatezza e la facilità di utilizzo, la possibilità di organizzare i propri amici in gruppi e di condividere eventi, file e link, rimuovendo il limite di 140 caratteri per i propri messaggi che era allo stesso tempo, a seconda dei punti di vista, il pregio ed il difetto di Twitter. Ovviamente prima di pubblicare ogni nota possiamo scegliere se renderla pubblica (e quindi visualizzabile da chiunque visiti la nostra pagina o segua il nostro feed), se inviarla privatamente solo ad un amico o ad un gruppo di amici, o se renderla visualizzabile solo dai contatti che abbiamo in lista. Inoltre, e questa è secondo me la caratteristica principale che rende Pownce preferibile a Twitter, tutte le risposte ad una nota vengono organizzate all’interno di una discussione e non alimentano tutto quel casino di incomprensibili reply e contro-reply che si crea ogni volta (troppo spesso, purtroppo) che Twitter viene erroneamente utilizzato come una chat.
Messa così, si potrebbe concludere che Twitter abbia le ore contate: eppure la reazione della comunità di Twitter è stata piuttosto tiepida, sia perché in fin dei conti Pownce non rappresenta nulla di particolarmente innovativo ed originale, sia per quella strana sensazione di trovarsi in un luogo freddo, silenzioso ed inospitale dove non ti caga nessuno. Ed in effetti, trattandosi di una versione “alpha” accessibile solo su invito, Pownce è frequentato per il momento da un numero limitato di persone e manca ancora di quelle caratteristiche che hanno fatto la fortuna di Twitter (come ad esempio le API aperte ed il refresh automatico della pagina). Inoltre molti twitters rifiutano a priori Pownce perché hanno paura di perdere i contatti e l’autorevolezza faticosamente costruiti nel tempo, e non hanno voglia di abituarsi ad una nuova diavoleria che sostanzialmente serve agli stessi scopi. C’è però anche chi ha provato prima Pownce, e solo successivamente Twitter:
“Dopo Pownce io su Twitter non ci capisco niente, mi sembra tutto molto confuso… userei solo questo se solo ci fossero più utenti. Sono arrivata alla conclusione che sia solo una questione di abitudine e che Pownce sia meglio, ma penalizzato dal fatto che sia uscito dopo, quando l’altro già spopolava.”
Chi ne capisce tiene a sottolineare come Pownce e Twitter siano due strumenti apparentemente simili, ma rispondenti ad esigenze differenti: io però non mi vergogno ad ammettere che sotto alcuni aspetti vedo Pownce come la versione vitaminizzata di Twitter (d’altronde Pownce può essere utilizzato allo stesso modo di Twitter, ma non viceversa). Chi ne capisce, a dire la verità, si scervella spesso per esaltare e fornire un significato sociale a qualunque puttanata venga ideata con il solo scopo di tirar su due dollari: ma a conti fatti, fatta eccezione per il divertimento e l’utilità che se ne possono trarre in alcuni casi e preso atto della circostanza che non stiamo certo parlando di fondamentali innovazioni tecnologiche in grado di migliorare la nostra vita, sempre di puttanata si tratta.
In ogni caso, visto che a suo tempo qualcuno lanciò la medesima provocazione per Twitter, ecco a voi le regole di Pownce (prive ovviamente di qualsiasi valore e raccolte per scherzo proprio all’interno di una discussione su Pownce), alle quali potete tranquillamente aggiungere le vostre:
- non si parla in terza persona, ma in prima;
- per partecipare ad una discussione si clicca sull’apposito tasto “Reply”;
- non si scrivono robe eccessivamente lunghe, ché altrimenti poi si rimpiangono Twitter ed i suoi sms;
- non si aggiungono duemila persone alla cazzo di cane senza nemmeno conoscerle, tanto per vantarsi di aver il maggior numero di amici;
- si seleziona “Send to: the public” se si vuole che il proprio messaggio venga pubblicato sul feed e sia visibile a tutti (e non solo agli amici in lista, come avviene di default);
- se non si ha niente da dire, meglio stare zitti;
- se si preferisce Twitter, meglio usare Twitter ed evitare di rompere i coglioni su Pownce;
- non scrivere gli stessi messaggi sia su Twitter che su Pownce;
- a registrazione conclusa compilare il profilo ed aggiungere i propri link, affinché sia possibile riconoscersi (non sempre infatti ci si riconosce per nome e cognome);
- non raccontare minuto per minuto cosa si sta facendo, tipo “accendo una sigaretta”, “faccio un tiro alla sigaretta”, “spengo la sigaretta”.
Trovate tutti gli altri post che hanno parlato di Pownce qui.
Scritto da Maxime il 10 luglio 2007









Per colpa della fretta di pubblicare questo post e di tornare al lavoro, ho dimenticato di fare un bilancio finale… Non che fosse così importante, in ogni caso eccolo qua:
Ok, adesso il post si può dire completo. E se vi serve un invito, fate un fischio…
uh che figata quasi quasi vado a provarlo sto Pownce…
scherzo bel post
Wow addirittura una citazione da Maxime
Che onore!
Approfitto per ricordare a chi voglia provare Pownce che ho ancora tutti e 12 gli inviti da dare!
P.S. anche io faccio il tifo per Pownce
Diciamo che Twitter deve sbrigarsi a migliorare se no Pownce gli soffia il posto, anche se sono comunque abbastanza diversi come applicazioni. Le tue rules in fondo sono simili a quelle di Fullo e sono condivisibili.
Purtroppo ancora non mi riesce ad appasionare Pownce, per una serie di motivi che avrai sicuramente letto nel mio blog, tutt’ora non mi sembra abbia aggiunto nulla di “nuovo” ai servizi già esistenti (Twitter incluso) e mi risulta privo di interesse.
Le potenzialità come dici tu ci sono tutte, ora bisogna vedere se saranno anche attrattive per il “pubblico”, continuiamo ad usarlo e vediamo che succede, un altro gingillo per cazzeggiare allegramente in rete lo abbiamo
Mo ti ci metti pure tu a scrivere post “tecnologici”?! Allora ditelo che mi volete tagliare fuori…
Twitter non mi ha mai trascinato nella sua rete … pownce non l’ho ancora ben approfondito, a parte le cose lette nel tuo post … magari ci ripenso a settembre, per ora penso alle vacanze … che è meglio (Citazione sottratta ai mitici puffi!!!).
Io preferisco il pownce alla livornese.
Per ora solo twitter…Pownce ancora non mi convince…
anche perché spegnere la sigaretta dopo un solo tiro..
Twitter e Pownce mi sembrano totalmente inutili…
oddio io gli inzi max, sto pownce l’ho un pò odiato…sai?