Questa mattina un euro vale circa 1,42 dollari e la sua corsa non sembra volersi arrestare. Evitando ogni considerazione in merito a tutti quei beni che a monte vengono pagati in dollari ed il cui prezzo finale dovrebbe teoricamente essere per noi molto più conveniente proprio grazie ad un cambio così favorevole, mi piacerebbe raccogliere all’interno di questo post ogni suggerimento e consiglio da parte vostra che permetta a noi italiani (ed europei in generale) di poter approfittare di questa situazione. Per esempio, vi eravate mai chiesti perché i vostri amici e parenti che si sono sposati negli ultimi mesi, fossero andati tutti in viaggio di nozze negli Stati Uniti d’America?
Eppure questa situazione non è positiva per tutti. Chi campa grazie alla pubblicità sul proprio sito web, immagino non sia troppo contento: infatti vendere spazi pubblicitari servendosi di strumenti quali ad esempio Google AdSense e Text Link Ads (che pagano in dollari) oggi rende davvero poco (un’ottima alternativa che paga in euro e che mi permetto di consigliarvi è LinkLift, già sponsor del PubCamp). Al contrario comprare spazi pubblicitari è diventato insospettabilmente conveniente. C’è poi da aggiungere che in questo particolare momento storico a molti utenti ed affezionati Apple rode enormemente il culo notando che i prezzi italiani vengono ottenuti semplicemente sostituendo il simbolo € al simbolo $: ad esempio un iPod Touch da 16gb negli States costa, tasse escluse, 399 dollari (che col cambio odierno diventano 280 euro), mentre in Italia costa 399 euro (inclusa IVA al 20%)! Al riguardo segnalo un thread del forum di macitynet.it che spiega come aggirare alcuni ostacoli e risparmiare qualcosa, anche se sinceramente l’operazione non appare troppo semplice e sicura. Dunque come consigliate di approfittare del cambio favorevole? Inizio io: comprando software e servizi online pagabili in dollari e che non richiedano spedizioni (le quali potrebbero essere soggette a tasse doganali annullando l’iniziale risparmio). Attivare la versione PRO di Flickr, tanto per fare un esempio, al cambio odierno costerebbe solo 17,57 euro per un anno.
Scritto da Maxime il 27 settembre 2007









L’esempio dell’iPod non è corretto: hai messo il prezzo in dollari senza tasse e quello in Euro in Italia comprensivo di IVA. O l’aggiungi anche al primo o la togli al secondo.
Se togli l’IVA il prezzo sarà sempre più alto, ma non così tanto.
Poi a margine, il cambio Euro/Dollaro non può essere la sola determinante del prezzo di un prodotto, perdipiù di un’azienda americana che acquista i componenti in dollari e che fa i conti in dollari.
E Apple Italia probabilmente (sicuramente) deve avere dei margini diversi viste le diverse tassazioni e costi del lavoro più elevati piuttosto che a Cupertino. Le spese di trasporto sono infinitamente superiori. Il prezzo non può semplicemente variare in base al cambio di valuta e basta. In ogni Paese? Sarebbe un disastro.
Il prezzo di quell’iPod (o di qualsiasi altro prodotto) dipende da mille fattori che Apple tiene in considerazione anche per i rischi susseguenti al cambio Euro/Dollaro.
E vale per ogni azienda: il prezzo di un panino da Mc Donald o Burger King non è mica lo stesso in tutto il mondo.
Se l’Euro sale lo stipendio di un lavoratore europeo di una filiale di un’azienda americana dovrebbe scendere?
Io ho acquistato caterve di libri su ebay e su internet in generale. In inglese, certo, perché i libri tecnici o li prendi inglese o è meglio che non li prendi proprio.
PS: I libri non sono soggetti a dazio doganale.
Daniele: ti ringrazio per le importanti delucidazioni e mi scuso per aver scritto valori non del tutto corretti (non pretendo mai di rivelare verità assolute e la possibilità di commentare liberamente è importante proprio per questo), anche se di fatto credo che l’uomo della strada americano che oggi volesse comprare un iPod lo pagherebbe comunque 399 dollari finito, mentre l’uomo della strada italiano lo pagherebbe comunque 399 euro finito. Anche perché non è che tutti si scaricano l’IVA (soprattutto per un iPod) e poi sinceramente l’uomo della strada, si sa, se ne fotte di margini, tassazioni, costo del lavoro e spese di trasporto e pensa solo al suo portafoglio.
ilSilente: buono a sapersi!
Capisco il discorso di fondo e sono d’accordo, però sbagli su un punto: l’uomo di strada americano entra in negozio e compra un iPod da $399, poi però va alla cassa e su quel prezzo viene aggiunta l’imposta sul valore aggiunto (la loro VAT).
Viene fatto così perché varia di Stato in Stato, mi sembra ad esempio che in Florida sia del 7-8%, in California circa del 18% ecc… (vado a memoria e posso sbagliare, è per farmi capire).
In realtà dovresti paragonare i 399$ (ossia quei 280 Euro circa) con 332,50 Euro (prezzo senza IVA su Apple Store Italia). E’ sempre più alto, ma per le ragioni da me esposte e perché non è mica scritto che i prodotti debbano costare la stessa cifra ovunque.
Resta il fatto che l’uomo della strada americano non paga MAI i prodotti con il prezzo esposto (senza VAT), ma il prezzo sale alla cassa ed è quello (che varia da Stato a Stato) che dovresti paragonare al limite.
Daniele: ecco, questo sinceramente mi sfuggiva totalmente. Ho corretto il post. Grazie ancora.
P.S.: c’è anche scritto chiaramente nello store americano… mea culpa.
Andiamo direttamante a vivere lì, no?
beh… io sono stato in America (per un mese) e ho visto che la situazione con le tasse non è proprio così chiara e lineare. In certi posti le tasse sono incluse nel prezzo mostrato al venditore, in altri no… in alcuni posti è all’8% in altri meno in altri più.
Per quanto riguarda l’account di Flickr… beh ci sto pensando intensamente…
OT
grazie per il link sul tuo tumblr
/OT
in effetti che cambiassero il simbolo dollaro euro, sul sito quelli della apple mi sembrava anche a me, ma ora leggendo questo tipo di informazioni, la cosa mi è molto più chiara …
Per una volta mi è andata bene, attivando un account pro di Flickr un mese fa!
….oggi sfodero la maglia rossa….
Forse ricordo male, ma tempo fa avevo letto un post di Sofri in merito ai dazi doganali sui libri acquistati su Amazon US. Siamo certi che i libri non sono soggetti a dazi?
Per chi rivende hosting questo potrebbe essere il momento di acquistare servizi americani ad un prezzo molto conveniente. Lo stesso dicasi per l’enorme sottobosco di template a pagamento per joomla, oscommerce e altri servizi web.
@Kaos: ammetto di aver semplificato un po’. La verità è che nemmeno alla dogana sanno cosa è soggetto a dazi e cosa no. Mai acquistato su Amazon, ma tramite ebay e altri privati o altri siti, con su scritto sul pacco “CONTENT: BOOKS”, col corretto valore (anche 60-80 USD) non ho mai dovuto pagare nulla.
Preciso che i libri (un quindicina, acquistati a distanza di mesi) venivano tutti dagli US.
PS: Questo articolo? http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=13570
… forse approfitto per comprare L$ in SL per poi farmeli ripagare quando il dollaro risalirà
… a parte gli scherzi, anche io avevo pensato all’account di flickr .. ma ho già un utilizzato un 2×4 (paghi 2 anni ne ricevi quattro ..) e veramente non mi sembra il caso.. Ciao Max! (ahhhcc hai la pubblicità occulta nel captcha?? la parolina magica è “seat” … !)
Argh non mi parlate di dollari che sto avvelenato, causa una discreta somma di $ che attende di essere cambiata
Cmq, ottimo il suggerimento per i libri e per il software.
Quasi quasi compro una copia di Parallels che il trial mi è scaduto
Posso semplicemente suggerire di rimandare gli eventuali acquisti in Dollaria USA? Il rapporto di cambio USD/EUR dovrebbe portarsi (entro breve termine – 3/6 mesi) verso 1,50… (il che vorrebbe dire una ulteriore “convenienza d’acquisto” del 5% circa).
Imod, come fai a sapere che arriverà a 1,50? Il periodo mi sembra molto breve in effetti, ma ritengo che già 1,40 sia una soglia “stabile”, come lo è stata 1,30 per molti mesi. Certo comunque che la cosa si fa allettante: il conto arancio americano rende attualmente il 4,75% (netto, le tasse le paghi in base a quanto guadagni, furbi eh? mica come noi). In Italia puoi ottenere circa il 2% guardando la media dei conti di deposito. Investo 10.000 euro in Italia, alla fine dell’anno avrò 10.200 euro. Facciamo il “giochino” della conversione: converto 10.000 euro, mi diventano 14.000 dollari. Li deposito per un anno al 4.75%, alla fine ho 14.665, che (supponendo un cambio invariato) diventano 10.475 euro. In pratica si guadagna più del doppio
Viva il cambio.
Sto cercando disperatamente qualcuno che vada in Cina o in Giappone per portarmi su un obiettivo serio a metà prezzo!
Non è per tirarmela… ma avevo ragione: EUR/USD a 1,48… (e salirà ancora, dobbiamo sperare)…
Andatevi a guardare i prezzi delle Crociere Royal Caribbean. In Italia c’è un prezzo da catalogo inn euro ma….se comprate da SmartCruiser (sito americano che fa pubblicità in Italia) il prezzo è in $ e….riuscite a comprare da un minimo di € 400 ad un massimo di €660/700 €
vorrei un consiglio a luglio andro’ in Florida dove mi conviene fare il cambio da uro a dollari?????? grazie