Per motivi di studio nell’ambito di un progetto al quale ho recentemente preso parte, da qualche settimana mi sono iscritto su Facebook, ennesima (in)utility sociale che consente alle persone di conoscersi (o di ritrovarsi), di riunirsi all’interno di gruppi caratterizzati da interessi comuni, di organizzare eventi e di condividere tutto ciò che le riguarda. Esploso come fenomeno prettamente americano e diffusosi soprattutto all’interno dei college, Facebook non sembra però godere in Italia della stessa notorietà, se si escludono i soliti utenti tecnologicamente avanzati i quali sono soliti iscriversi su ogni community e diavoleria sociale duepuntozero del globo terracqueo.
Una volta completata la procedura di registrazione, è possibile (ma non obbligatorio) compilare il nostro profilo inserendo dati personali, abitudini, attività, interessi, informazioni per essere contattati e tante di quelle altre robe che l’archivio dell’FBI ti fa una pippa. Successivamente possiamo aggiungere tutti i nostri amici, specificando per ognuno di loro il tipo di rapporto che ci lega (se ci siamo incontrati da qualche parte, o ci siamo conosciuti per via di amici in comune, o abbiamo lavorato insieme, o magari non ci conosciamo affatto e siamo entrati in contatto solo a causa della cara vecchia abitudine di utilizzare i social network per rimorchiare). Gli strumenti messi a disposizione dal sistema sono i gruppi (per esplorare ed aderire a gruppi esistenti oppure crearne di nuovi), le fotografie (per dare un’occhiata ai foto-album degli altri o creare i nostri personali), i video (per dare un’occhiata ai filmati condivisi dagli altri o caricare i nostri), gli eventi (per controllare gli appuntamenti organizzati e/o segnalati dai nostri amici o crearne di nuovi), il mercatino (per vendere o comprare oggetti, servizi e competenze), le note (un vero e proprio servizio di microblogging che consente di scrivere post o di importare tramite feed quelli pubblicati sui nostri blog) e le segnalazioni (come le note, ma limitate alla condivisione di link).
Già con questi strumenti, Facebook si presenta molto bene dandoci la possibilità di segnalare ed organizzare all’interno di una singola pagina tutte le nostre attività in rete, peraltro permettendoci di spostare a piacimento i vari widget che compongono il nostro profilo, come se si stesse arredando la propria casa. Ma non finisce qui, perché la vera forza di Facebook consiste nell’essere totalmente aperto all’integrazione di nuovi strumenti: per via della diffusione raggiunta oltreoceano, questa caratteristica ha fatto sì che quasi tutte le altre (in)utility sociali si preoccupassero di sviluppare immediatamente la propria applicazione per poter essere utilizzate direttamente tramite Facebook. Ma ha fatto anche sì, purtroppo, che venissero sviluppate migliaia di inutili puttanate nate per consentire un utilizzo di Facebook più leggero e votato al cazzeggio, al divertimento ed al rimorchio. Ognuno è libero di installare ciò che vuole (ci mancherebbe!) anche perché, proprio come se si trattasse di un vero e proprio appartamento, viene immediatamente fuori il gusto personale di chi lo abita. L’unico fastidio deriva dal fatto che la maggior parte di queste applicazioni, una volta installate da un utente, generano spam nei confronti dei suoi contatti: io, per dire, sono giorni che passo il tempo a rifiutare inviti ad installare questa o quell’altra cagata che il tale amico utilizza e mi consiglia vivamente.
Concludendo, Facebook è uno strumento molto potente che non dovrebbe mancare nella collezione dei duepuntozeristi anonimi. Tuttavia, come per ogni altra diavoleria sociale, non è affatto indispensabile e dimostra la sua validità solo se utilizzato in maniera corretta. Dategli un’occhiata, senza impegno.
Scritto da Maxime il 11 ottobre 2007









Alcune applicazioni per Facebook che potrebbero interessarvi:
- Web Presence
- Google Talk
- Fmail (GMail)
- myGoogleReader
- Entourage
- Twitter
- Jaiku
- Profile Web Address
- Honesty Box
- MyPhone (jaxtr)
- inTune.fm
- Flickr Photos
- del.icio.us
Buon divertimento!
Io dico, se uno decide che facebook va usato per “dirci questo in ambito di lavoro” oppure “promuovere il barcamp” con gli events, mi può pure andar bene.
Il passa parola è l’anima vera del commercio.
Però non capisco perchè tutti si registrano a ste cose, stanno li a contattare, aggiungere, seguire… senza nessun motivo vero.
Io sono iscritto da mesi a facebook, ma lo sto usando solo ora che si è aggiunto come evento il trinacriacamp. Lo trovo bello utile, ma per il resto?
Twitter, mah, sarà carino forse, ma che utilità posso averci? E non parlo del twit letto per caso che mi risolve un problema, parlo di un approccio diverso: l’uso del servizio perchè risponde ad una mia esigenza, che so a priori potrei soddisfare con il servizio.
Twitter, Pownce (o come cavolo si chiama quel coso) mi sembrano cumuli di spam. In IRC si stava meglio.
Facebook è diverso e da un servizio veramente completo, ma dagli utenti italiani lo spesso usato allo stesso modo dei suoi predecessori.
Mah, sarà che io sono ancora 1.0…
ottima recensione… ma sono sempre più convinto che questo web 2.0 mi stia portando alla pazzia 2.0… non faccio altro che lasciare feed anche nel reale… mi chiamano in continuazione dicendomi m’ha parlato di te “tizio” cosa che mi va granché bene, porta denaro e lavoro… ma molte volte, come nell’iscrizione a servizi di sn che non mi servono così mi indico per competenze che non mi riguardano… giusto per il gusto di essere “consigliato” da qualcuno che può sempre servire…
Caspita se col (m)IRC si stava bene! Sarà anche 1.0, ma almeno era utile. Magari un po’ rischioso, ma una volta appresone il funzionamento (come per tutto, d’altronde) quello sì che era uno strumento utile e (relativamente, pensiamo alla cara TUT) economico per comunicare…
Pownce e Twitter (e Jaiku o qualsiasi altra diavoleria) secondo me affrontano il problema dell’aggregazione on-line da punti di vista e con approcci differenti e purtroppo solo la scarsa diffusione sta condannando il validissimo, secondo me, Pownce, ma tant’è!
Al che mi chiedo: come dice Maxime nel post, oltreoceano Facebook fa sfraceli, meno da noi. Dipenderà dalla diffusione, certo. Ma allora non si potrebbe creare un servizio ITALIANO che permetta tali forme di aggregazione non circoscritte sempre ai soliti noti? E non diciamo che in Italia è difficile, perché Blogbabel mi sembra (pur coi suoi limiti) ben riuscito!
OT: voglio Maxime sul Corriere Magazine! Perché non c’è? L’ho comprato apposta!
Anche per me Facebook fino a poco tempo fa era uno sconosciuto. Nel senso che mi ero iscritto ma non sapevo che farmene. La differenza la fa il numero di amici che ce l’hanno.
Infatti, da quando sono approdato qui in terra canadese, non posso più farne a meno. Tutti (e dico tutti) hanno un account facebook. I messaggi, gli eventi, il rimorchio, avviene tutto su facebook. Per cui se non ce l’hai sei tagliato fuori. Ma a parte questo una volta che la cerchia di amici supera la ventina di persone, allora diventa il sito in cima alla lista dei modi con cui perdere tempo e non studiare. Ci si può fare potenzialmente tutto, ma soprattutto i cazzi degli altri. Penso che questo sia il segreto del suo successo.
No grazie… Ancora sto cercando di capire con il coco(de)mente…
Non vorrei che gli spiriti duepuntozero infestassero il mio blog…
Troppi americani.
Per adesso se lo filano pochi. Preferisco Linkedin – per ora.
Compà, sapresti spiegare a un’emerita incapace come fare a metter su un blog con wordpress? Ho già scaricato dal sito… ma non c’ho capito un’acca. Grazie
Ho studiato in UK e la mia vita sociale è cresciuta anche grazie a facebook. Anche lì è diffusissimo ed è utilizzato per informare gli studenti su feste, club, tornei sportivi ed eventi vari. La cosa per cui io l’ho trovato estremamente utile è il fatto che ti permette di metterti in contatto con persone di cui sai solo il nome. Inoltre, ora che sono in italia, sono riuscita facilmente a rimanere in contatto con tutte le persone che ho conosciuto là.
Lo ammetto, ci sono stati tentativi di abbordaggio da persone mai viste prima ma OVVIAMENTE si trattava solo di ragazzi italiani.. XD
Grazie Maxime! Sono andato il fissa per Facebook proprio ieri, un tempismo al limite della preveggenza!
Grazie mille, ora ho capito! Decisamente non ho tempo anche per questo, troppa fatica… comincerei ad avere bisogno di uno schiavo che mi gestisca internet mentre io vivo!!!