Archivio del mese di novembre 2007

Microbloggo

microbloggingQuando non mi vedete da queste parti, fate un salto su …pensierini in eccesso… (anzi, iscrivetevi direttamente al feed così non c’è nemmeno il bisogno che ci facciate un salto) o venitevi a fare due chiacchiere su Jaiku. Qualcuno ha scritto che le diavolerie facenti parte del magico mondo del microblogging, benché siano sensibilmente più semplici e veloci da utilizzare, richiedono attenzione, riducono la propria produttività e rubano tempo e risorse al blogging tradizionale. Niente di più vero. Di cose da dire qui ne avrei tante, ma sinceramente su questo blog non ho mai amato pubblicare post contenenti brevi segnalazioni, veloci commenti o frasi ad effetto: le idee mi piace svilupparle, accompagnarle con tutto ciò che di getto le mie dita iniziano a digitare sulla tastiera, rileggerle sorprendendomi (ma anche no) di ciò che inaspettatamente è venuto fuori da quell’originario spunto annotato su un pezzo di carta. Nel frattempo, microbloggo. E mando un gigantesco e sincero abbraccio virtuale alla Fran.

Non disturbare

do not disturbE’ in distribuzione presso tutte le cassette delle lettere italiane, ad opera di quei gran simpaticoni dei postini che ormai consegnano più pubblicità che corrispondenza, un illuminante cartoncino promozionale delle Poste Italiane avente la stessa forma di quelli che vengono appesi fuori dalle camere d’albergo per segnalare che non si vuole essere disturbati. L’occasione per un tale originalissimo messaggio è l’annuncio che oggi negli Uffici Postali esiste finalmente una sala dedicata, denominata “Sala Finanziamenti“, all’interno della quale è possibile conoscere l’ampia gamma di prodotti relativi a prestiti e mutui. Perché “tranquillità e riservatezza sono fondamentali per parlare di Finanziamenti“. Infatti nessuno riuscirà mai ad immaginare nemmeno lontanamente che vi trovate in quella stanza perché vi servono dei soldi, quando già sulla porta (di vetro, peraltro) c’è scritto chiaramente “Sala Finanziamenti”. E non “Sala morti di fame”. Quanta amorevole premura.

Maggioscassatocazzo

Torre di BabeleQuando succede qualcosa di grave in Italia o nel mondo, magari uno di quegli eventi eccezionali per cui nessuno riesce a trattenersi dal vomitare una qualsiasi opinione, io aggiorno il mio blog e ne parlo solo ed esclusivamente se ho l’ispirazione, il tempo e la voglia di farlo. Questo è il mio blog personale. Un posto in cui, se mi va, sono libero di mettermi le dita nel naso mentre con l’altra mano mi gratto i coglioni. E figuriamoci se qualcuno mi si può comprare con una fottutissima scatola di caramelle, con un rasoio o con qualsiasi altra operazione di dubbio gusto architettata per approfittare dei riflettori momentaneamente puntati su questi strani fenomeni da baraccone che organizzano bar camp in birreria a Bologna. Chi tenta continuamente di demolire la reputazione della blogosfera italiana evidentemente non si è reso conto che una reputazione, la blogosfera italiana, nemmeno è ancora riuscita a costruirsela.

D’altronde non sta scritto da nessuna parte che debba averla in modo assoluto, dato che com’è noto un blog possono aprirselo cani e porci e sopra ci possono pubblicare quel cazzo che gli pare, da trattati sul meteorismo a sdoganamenti delle mestruazioni, da compilation di cazzi propri a studi scientifico-letterari da Premio Nobel. Nè le classifiche, come è sempre stato in ogni campo in cui ci fosse l’esigenza di stilarle, sono sintomatiche di una qualsiasi competenza o autorevolezza. Si è sbagliato sin dal principio, quando l’essere blogger è stato erroneamente scambiato per un lavoro, uno status, un segno particolare da indicare sulla carta di identità. Come se si potesse dividere il mondo tra chi indossa le Crocs e chi no, tra chi mangia le pastiglie Valda e chi no, tra chi assume un coniglio luminoso come segretaria e chi no. E si è sbagliato anche a vendere l’immagine del blogger come quella di un individuo maggiormente predisposto a realizzare i propri sogni diventando ricco e famoso. Tutto questo per dire cosa? Non lo so. In realtà avevo poggiato le dita sulla tastiera per parlare di cronaca ed esprimere un parere che sarebbe stato sicuramente scambiato per qualcosa di profondamente razzista ed intollerante e per chiedervi se sia giusto utilizzare i soldi delle nostre tasse per pagare i torroncini ed i cesti natalizi di certa gente, piuttosto che per garantirci servizi essenziali quali la sanità e la sicurezza. Ma ve l’ho detto: questo è il mio blog personale. Pappappero.