Inizi a sentirti davvero un genitore quando arriva il momento delle scelte. Quelle serie, non come quando devi comprargli un passeggino, arredargli la cameretta o iscriverlo all’asilo. Quelle per cui ti assumi ogni responsabilità relativa a ciò che la tua decisione potrebbe comportare. Così, quando la pediatra ti consiglia di far vaccinare tuo figlio contro lo pneumococco ed il meningococco, ripensi a come funzionano alcune vaccinazioni (viene iniettato un virus vivo, coltivato ed attenuato in laboratorio, affinché l’organismo reagisca producendo i relativi anticorpi… con il remoto rischio che però l’organismo non reagisca e si sviluppi la malattia) ed inizi a cagarti letteralmente addosso. Dunque che fare?
Innanzitutto si dovrebbero punire i responsabili del terrorismo mediatico in atto, visto che con riferimento al 7 gennaio 2008 (tre giorni fa) il Ministero della Salute assicura che “il numero totale di casi di meningite è stabile negli ultimi anni ed anche quest’anno il numero dei pazienti di cui è pervenuta segnalazione non eccede l’andamento invernale abituale. Per quanto riguarda le meningiti da meningococco C si osserva negli ultimi due anni una diminuzione dei casi; non sono segnalati ulteriori casi associati al focolaio in Veneto dopo l’ultimo segnalato il 3 gennaio. Ad oggi, non risultano segnalati altri clusters epidemici.” Eppure ogni volta che c’è un decesso derivante dalle complicazioni di una febbre alta, prima ancora di autopsie o ulteriori accertamenti, subito si amplifica la notizia parlando di “sospetta meningite”. Ma dopo gli opportuni controlli, avete mai letto una smentita? Ed avete mai letto se si trattasse di meningite virale (quella più comune, che solitamente non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di una decina di giorni) o di meningite batterica (quella più rara e più seria, che può effettivamente avere gravi conseguenze)? No, perché le smentite – è noto – fanno vendere meno giornali. D’altronde con le storie dell’aviaria e della mucca pazza certo giornalismo (anzi certo sensazionalismo) ha messo sul lastrico parecchi allevatori italiani.
Ecco quindi qualche informazione utile. Quali sono i sintomi della meningite? All’inizio ci si può confondere facilmente con una normale influenza. Infatti la malattia si manifesta attraverso irrigidimento del collo, febbre alta, mal di testa acuto, vomito o nausea con mal di testa, senso di confusione, sonnolenza, convulsioni, fotosensibilità ed inappetenza, anche se nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti. Quali sono i soggetti più a rischio? I bambini sotto i 5 anni, i giovani tra i 18 e i 24 anni, le donne in gravidanza, le persone anziane e chiunque faccia vita di comunità o frequenti costantemente luoghi molto affollati. Come si trasmette la meningite? Il contagio avviene da persona a persona con contatti stretti ed in ambienti affollati, mentre il batterio non riesce a sopravvivere nell’ambiente, né in alimenti, bevande o su oggetti: per questo non sono efficaci disinfezioni ambientali e non v’è un rischio epidemico che oltrepassi il circuito dei contatti stretti dei casi. Come si cura la meningite? Se è di origine batterica si cura con gli antibiotici (ed ovviamente la cura è più efficace se è tempestiva e se è stato identificato il ceppo agente dell’infezione), se è di originale virale si risolve in una settimana senza il bisogno di alcuna terapia oltre alle normali cure utilizzare per le banali influenze.
Ma torniamo al discorso iniziale. Alla fine, dopo aver fatto duemila telefonate a persone competenti ed informate, il vaccino a mio figlio ho deciso comunque di farlo. Questo perché è ancora molto piccolo e fragile, perché tra qualche mese andrà alla scuola materna e perché, nonostante il Ministero stia costantemente monitorando la situazione, il terrorismo mediatico ormai ha scatenato un esercito di madri eccessivamente apprensive e preoccupate (compresa mia moglie). Costo dell’operazione: € 89,45 (+ un euro per il bollettino postale). Ma ci son stato male, giuro. Quando fai i vaccini obbligatori, per i quali il rischio è lo stesso, non ti preoccupi più di tanto proprio perché devi farli per forza. Ma quando la scelta è tua, e nonostante ti assicurino che i vaccini sono sicurissimi e che nel 99,99% dei casi l’organismo reagisce bene, tu pensi sempre a quel fottutissimo 0,01% e preghi che non sia tuo figlio.
Per ulteriori informazioni: Ministero della Salute.
Scritto da Maxime il 10 gennaio 2008









La meningite ce l’hanno i giornalisti e i genitori frettolosi.
Non tutti si vanno a informare.
Non commento la tua scelta, innanzitutto perchè è una tua scelta che hai meditato a lungo e comprendo la pressione che un genitore possa avere in questi momenti. Mi rifaccio invece al discorso del terrorismo mediatico che secondo me andrebbe punito per legge e severamente, perchè se una volta uno spot recitava “.. se hai il raffreddore prendi XYZ” poco dopo è iniziato il “… non farti sorprendere dal raffreddore, anticipalo! prendi XYZ”. Oggi è tutto “preventivo” (dopo la guerra ci siamo abituati) tant’è che è diventata prassi acquistare la bara e la fossa al cimitero prima di morire. Buona vita!
Io posso essere d’accordo con tutti i giudizi negativi (secondo me un po’ standardizzati) sui giornalisti, ma se l’assessorato alla Sanità della Regione Veneto decide in questi giorni di spedire un invito alla vaccinazione alle famiglie di tutti i bambini/ragazzi dai 2 ai 29 anni, che cosa dovrebbero scrivere i giornali? Terrorismo mediatico o, prima, terrorismo politico? Ve lo scrivo soltanto per completezza di informazione, perché ormai scaricare sui giornalisti è diventato un facile sport nazionale.
CFDP: dove ci sono dei “focolai” è ovvio che si debba intervenire o che comunque si debbano tempestivamente informare e responsabilizzare i cittadini sugli eventuali rischi. Io parlo della generalizzazione che si è fatta in tutta l’Italia. Qui in Abruzzo questa mattina, sulla prima pagina de “Il Centro”, si parla della morte di un neonato. Il titolo grassettato tiene a precisare che “Si esclude la meningite”. Perché alcuni giornalisti sentono il bisogno di utilizzare le parole che fanno paura anche quando queste non c’entrano niente nella maniera più assoluta? Mi darai atto del fatto che troppo spesso, per rendere notiziabili degli eventi non degni di nota, si utilizzino questi metodi. Poi è ovvio, generalizzare è sempre sbagliato. Ci sono giornalisti e “giornalai”. Io ce l’ho con questi ultimi.
Non sono affatto scelte facili, hai ragione e i media poi riescono a diffondere sempre allarmismi senza senso. Basta appunto pensare ai vari precedenti che ci sono stati. Ti ricordi quando la tv italiana parlò di epidemia SARS a Toronto? Ecco, io ho uno zio che sta là e lo chiamai preoccupato. Lui mi disse che c’erano stati un paio di casi ma che era tutto tranquillo.
Non è normale questa tendenza agli allarmismi propria della nostra tv … che poi quando ci sono fatti degni di nota magari non te li dice nemmeno.
ho 3 figli. capisco benissimo le tue parole. sperando sempre di non incontrare mai un medico incapace. perchè a quel punto tutto diventa delirio
Però non ho capito.
Se la meningite “che fa paura all’uomo della strada” (cit.) è quella batterica, e il vaccino è per forza di cose (?) per quella virale, a che serve il vaccino?
Io comunque nemmeno lo so se sono stato vaccinato, ma non mi vaccinerei per queste folate di panico. Non riesco a cagarmi addosso per ‘ste cose, come nemmeno per mezzo secondo ho fatto ai tempi della SARS e dopo per l’Aviaria. Però capisco benissimo che pensare per sé è un conto, per un figlio è tutta un’altra storia.
Il problema caro maxime e che il vaccino non protegge da tutti e 5 i ceppi del meningococco e potrebbe non essere sufficiente. Io sono stato vaccinato e mia figlia, a suo tempo, pur e nonostante avessimo la strizza, fino ad adesso ci è andata bene. Con la società che tende a divenire sempre più multirazziale e con i contatti con gente di altre nazioni sempre più frequente io penso che la vaccinazione ( con tutti i suoi limiti ) è una gran bella barriera contro le vecchie malattie che via via si andranno riinstaurando anche in Italia.
Avrei fatto come hai fatto tu.
Eh si, “PAGANDO” c’è soluzione a tutto secondo il Ministero… sarà vero???
ho fatto come te.
ma che fatica!!!
eva
Be, non lo so.
Ho due bambini, e questo quesito me lo sono posto, ma per adesso non vaccineremo i nostri figli.
Le statistiche degli anni passati erano quasi peggiori di quelle di quest’anno.
Ho fra i miei clienti molti medici che mi hanno spiegato che questo vaccino non è molto efficace, eppoi se fosse cosi importante questo benedetto vaccino andrebbe fatto per legge come gli altri.
Per adesso non ho avuto indicazioni rassicuranti in merito, aspetterò un pò.
Poi magari cambierò idea.
Si sta creando una vera emergenza mediatica, molto più immaginaria che effettiva.
Concordo sui dubbi verso i vaccini, ma avrei fatto lo stesso.
Hai preso la giusta decisione proprio perchè come hai detto il governo sta facendo di tutto per far sembrare che non stia succedendo nulla, ma ogni giorno se ne sente una
Salve. Vorrei fare delle precisazioni. Esistono i vaccini contro il meningococco tipo c il pneumococco (solo 7 ceppi dei 90 esistenti, alcuni dei ceppi contenuti nel vaccino sono antibiotico resistenti, il vaccino protegge in particolare dalle forme invasive, circa 60-70%). Il vaccino per l’ hib e contenuto in quelli esavalenti comunemente fatti anche se è solo una vaccinazione consigliata.
Tutte le patologie sono batteriche. Il vaccino è fatto con un “pezzetto” di batterio (prego i medici che leggeranno di scusare la mancanza di proprietà di linguaggio), quindi essendo solo un pezzettino non può assolutamente dare la malattia, il batterio è morto. Tale pezzettino è veicolato da un proteina che rende il vaccino “riconoscibile” ed efficace anche per i bimbi piccolissimi. Il vaccino non è da virus attenuato (come quello del morbillo ad esempio).
Gli effetti collaterali del vaccino sono quelli già descritti per gli altri vaccini, gli effetti più temuti sono quelli a lungo termine in particolare neurologici. Ci sono casi in cui bimbi sani si sono ammalati, anche se rarissimi e sicuramente più rari dei casi di meningite.
Forse i genitori dovrebbero essere informati (o dovrebbero informarsi!) e non scoprire di colpo che esiste un vaccino che può proteggere. In Europa nazioni come la Spagna, l’ Olanda, l’ Inghilterra da anni seguono tale tabella vaccinale. Oggi come oggi i giovani viaggiano e quindi credo che vaccinare sia diventato un obbligo in ogni caso.
La scorsa settimana ho fatto le prime vaccinazioni al mio piccolo. Mi sono posto pure io questo problema. Per la meningite il vaccino si deve fare non prima di un anno di vita.
I dottori mi hanno consigliato una soluzione a più ampio spettro da inserire nel prossimo richiamo. Purtroppo non posso farlo vivere sotto una campana di vetro, quindi adotterò a malincuore questa soluzione.
Per quanto riguarda i media, sembra che per qualche motivo vogliono diffondere il panico, ho avuto questa strana sensazione … sarà ?!
Il punto è: la vaccinazione di massa è partita perché indispensabile o perché i media hanno scatenato vero e proprio panico ed era quindi inevitabile che le organizzazioni sanitarie si attivassero per evitare il linciaggio da parte di genitori spaventati?
Probabilmente non lo sapremo mai.
Resta il fatto che quando si vuol fare notizia si punta continuamente alla psicosi di massa.
Così un bambino muore ed i giornali titolano “sospetta meningite”. Poi era tutt’altro. Ed un genitore, spaventato, fa affrontare al proprio bambino un rischio inutile: quello della vaccinazione.
Quando uscì quell’articolo del “Centro”, Maxime, io ero a casa con l’influenza. Seppure ci fosse scritto “esclusa” ho ricevuto telefonate da amici e familiari, preoccupati, perché non si sa mai….
Quando si ha figli, credo, perchè io ancora sono troppo giovane, la tensione e le preoccupazioni per le giuste scelte vengono prima di tutto, è naturale, certo è che se si facesse un’informazione pacata, non minimalista che è diverso, senza eccessive iniezioni di sensazionalismo e isteria, e magari continua, non solo quando c’è la notizia, sarebbe più utile. Tutti hanno parlato dei morti, dei dietro le quinte dei parenti ecc ecc, ma in pochi hanno dato numeri, reali informazioni utili, procedure e quant’altro. Almeno, io seguendo i tg e i giornali non ne ho notati tantissimi. Poi è anche vero che spetta alle istituzioni allestire campagne di prevenzione o informazione, magari un pò prima che l’isteria (anche giustificata dalle notizie che danno) superi in dimensione l’effettiva diffusione della malattia creando caos e confusione. Suonare un campanello d’allarme va bene, deve essere fatto, ma in maniera coscienziosa.
Questo è il mio, opinabile, punto di vista.
Qui in Brasile hanno anche la dengue, la febbre gialla e la malaria.
Un vero spasso!
@paz83 Quali istituzioni ? In alcune regioni non riscono a gestire una asl figuriamoci allestire campagne di prevenzione o informazione
Senti io i vaccini li ho fatti a tutti e due perche qua sono obbligatori anche se alla prima belva li ho fatti in Italia a pagamento, ma meglio pagare e stare tranquilli. Oltretutto l allarme non c é solo ora e si ritroveranno coperti anche in seguito. Ciao