Qualcosa è cambiato

improntaRiflettevo sul fatto che se avessi voluto mantenere segreta la mia identità, di certo non avrei partecipato a cene e barcamp (addirittura organizzandone a mia volta), né avrei fornito tutti quei dettagli (con tanto di fotografia) nei profili dei vari social network, ma soprattutto sarei rimasto su Splinder evitando di registrare un dominio .it che con un semplicissimo whois rivela tutti i miei dati personali. Tra l’altro utilizzo il mio nickname storico, quello che mi appartiene sin dai tempi della “scena” Amiga e delle recensioni su The Games Machine, quello col quale ho conosciuto negli anni altre millemila persone. Quindi di certo non mi sto nascondendo. Però arriva il giorno in cui sono in fila al Catasto ed una collega ad un certo punto mi saluta e mi fa “uè, pensierineccesso!“. Ed arriva anche il giorno in cui un cliente fissa un incontro e me lo comunica con un commento sul blog. Nulla che mi sconvolga particolarmente, sia ben chiaro, però mi sono subito tornati in mente tutti quei motivi per cui fino ad oggi mi sono ben guardato dal trattare determinati argomenti ed ho accuratamente evitato di raccontare episodi e di sputtanare persone che pure se lo sarebbero strameritato. Robe grazie alle quali ci saremmo potuti fare tante di quelle risate da star male. E mi è improvvisamente tornata tanta voglia di privacy. Ma soprattutto ho capito perché ogni tanto un blog muore. E nello stesso preciso istante ne nasce un altro. Parliamone.

29 commenti »
  1. Commento di Napolux, 29 gennaio 2008 @ 17:29

    ????

  2. Commento di stefigno, 29 gennaio 2008 @ 17:30

    Bellissima riflessione la tua davvero…hai perfettamente ragione…
    e tanti mi ci hanno fatto pensare negli anni…
    ci penso un pò sù anche io e ti dico la mia…
    ciao Max.

  3. Commento di MAvero, 29 gennaio 2008 @ 17:31

    Desiderio di rinnovarti, ergo, ritrovarti?
    Sarebbe un tuo sacrosanto diritto.

  4. Commento di Gatto Nero, 29 gennaio 2008 @ 17:35

    Sarà periodo…

  5. Commento di adriana, 29 gennaio 2008 @ 17:40

    La soluzione è solo una: averne due. Ci ho già pensato ma per me non va bene: troppo pigra….

  6. Commento di Casper, 29 gennaio 2008 @ 17:55

    Non hai tutti i torti… me ne sono accorto un paio di anni fa, la prima volta che ho rinunciato a scrivere un post perchè non c’era verso di pestare l’argomento nel mortaio in modo e maniera da non sputtanare qualcuno che mi conosceva là fuori nel mondo analogico. Da allora è successo ancora, e ancora. Per uno che ha quasi sempre scritto con nome e cognome ben visibili da qualche parte sotto il nickname, dovrei averci fatto l’abitudine, ma ogni tanto ci penso sopra e accarezzo la tentazione di darmi alla macchia. Chissà, prima o poi…

  7. Commento di daniela_elle, 29 gennaio 2008 @ 18:08

    guarda con me sfondi una porta aperta: nel web non ho messo i miei dati personali o meglio troppo personali perché tanto col cognome e nome firmo gli articoli sparsi in giro e quindi va bene così, nome e cognome anche nell’account di twitter che dagli albori in cui mi affacciai nella rete col vecchio nick lareginapigra la reine etc etc (che uso ancora) sono arrivata ai dati che ho scritti sulla carta di identità (e qui molto ci sarebbe da dire, mica che mi definiscono pienamente il mio nome e cognome, no?). Idem se ho qualcosa da dire o bofonchiare tanto vale che me ne assuma la maternità completa. Questo è stato il motivo che mi ha spinto ad aprire un account su twitter che vedo come minidiario e lì davvero cerco di metterci quello che nel blog non scriverei proprio perché settoriale da matti e amando io la sintesi (che naturalmente in questo commento è andata a meretrici).

  8. Commento di daniele3957, 29 gennaio 2008 @ 18:34

    Eggià, sarà proprio periodo, ma è la stessa riflessione che ho fatto non più tardi di una settimana fa. Non ho ancora deciso esattamente cosa fare, ma per la prima volta dopo anni di blog mi sono posto il problema. Alla fine come ha scritto qualcun altro sfrutto Twitter o altre cose, oppure cerco sempre di sviare con nomi di fantasia o stupidaggini simili, ma chissà…

    Ci si trova un po’ nudi, e forse ricominciare da un’altra parte è come mettere su un nuovo vestito. Io non l’ho ancora trovato però, o forse sto bene lì dove sono, anche così svestito. E ci rido un po’ su.

  9. Commento di Mec2.0, 29 gennaio 2008 @ 18:36

    io che sono appena arrivato già ci ho pensato, ma anche rimanendo anonimo, quando parli di persone e situazioni, poi è facile che i diretti interessati (sputtanati) capiscano che sei tu..

  10. Commento di Dario Salvelli, 29 gennaio 2008 @ 19:44

    Io banalmente non mi sono nascosto quando ho deciso di aprire il blog ma come ora non penso mai a chi mi legge, scrivo più per me dunque non potrei tradire la mia identità. Non amo mettermi sotto i riflettori: tra un po scade il mio dominio e qualche giorno fa (non ci avevo mai pensato) ho riflettuto sul fatto che dal who is sanno tutto di me e così è venuta voglia anche a me di privacy. Cercherò di eliminare i miei dati non perchè li voglia nascondere ma perchè sento il bisogno,come nella vita reale, di decidere le persone alle quali voglio dare fiducia: pensa che tempo fa mi chiamò a CASA un tizio di una web agency perchè avevo citato in un post la sua azienda accusata di fare spam e avere dei comportamenti non corretti. Fu preciso,mi spiegò ma non sai quanto fastidio mi diede esser scomodato telefonicamente: se non vi aggiungo sui social network non è perchè sono cattivo ed asociale, se considero il divulgare la mia mail ed alcuni miei contatti IM parte essenziale della mia identità non sono un folle ma uno che ha bisogno dei suoi spazi, privati.

  11. Commento di moticanus, 29 gennaio 2008 @ 20:27

    Quello che hai sottolineato è il motivo basilare per cui non ho avuto ancora il “coraggio” di comprare un dominio personale. Ho scoperto quella grossa cavolata che è il whois e quindi sono tornato sui miei passi. Avrò quel noioso .blogspot in più, ma ciò mi permette di parlare in piena libertà e senza condizionamento alcuno.

    Ps. per dovere di cronaca va detto che esiste un servizio (whois privacy) che, dietro pagamento di pochi euro in più rispetto al costo del dominio permette di non rendere visibili gli estremi del titolare del dominio.

    Certo nel momento in cui sei stato scoperto dovresti cambiare proprio blog e non so se un passo facile!
    ciao!

  12. Commento di Samuele, 29 gennaio 2008 @ 20:46

    Beh, fammi sapere il nuovo indirizzo!
    ;-)

  13. Commento di catepol, 29 gennaio 2008 @ 23:14

    bella patata da sbucciare.
    effettivamente io che faccio circolare un bel po’ di “cazzi miei pubblici” (TM) da un po’ non vado sui racconti troppo personali (vedi che ne so alla voce suocera…o altre cose che un tempo raccontavo con molta più tranquillità) e se ci vado ne faccio un esercizio stilistico, dove dico e non dico, magari faccio sorridere ma non scendo nei dettagli che possano far risalire a cose e persone.
    Il costo della notorietà?
    Anche.
    Per quanto mi riguarda, anche se potrebbe non sembrare, molto del mio privato resta privato. Però la faccia e il nome girano. Ho amici anche io che oramai leggono il blog per vedere cosa succede a catepol.
    Ho incontrato un giorno al cinema una ragazza che non vedevo da 10 anni. Dopo i saluti mi fa “ma catepol sei tu vero??”
    Si (LOL)…
    Conosco una persona che causa troppa notorietà ha aperto un blog parallelo per pochi eletti (la cerchia dei suoi rimi lettori con cui sa di poter cazzeggiar ein totale libertà), privato. Pur continuando come se nulla fosse il blog “conosciuto”.
    Solo che i fatti strettamente personali rimangono condivisi con i pochi amici.

    Io non avrei la pazienza e poi non c’è gusto con un blog segreto. Si scrive per eser letti. per cui quello che ho da scrivere lo scrivo. Il limite come per tutte le cose è tenere sempre a mente che la nostra libertà finisce dove comincia quella di un altro.

    Non mi permetto infatit di giudicare nessuno, però c’è chi si prende la briga di giudicare me, denigrare e romper le balle solo perchè il mio lato “pubblico” sul web e fin troppo esposto. La faccia e il nome in rete ce lo metto da un po’. E’ chi si nasconde dietro l’anonimato il pericolo. Perchè prende e non dà.

    Ora che mi ci fai pensare. Ho un dominio tutto mio adesso con whois pubblico, grazie a te. Devo rimpiangere mamma splinder?

    Scherzo. Però effettivamente…

  14. Commento di soter, 29 gennaio 2008 @ 23:29

    Eh, st’idea che ti ronzava pericolosamente in testa un po’ già mi preoccupava… Ma come darti torto? Tutto sommato, se posso permettermi di dare un sommario giudizio, non sei un blog strettamente tecnico che ti permetta di continuare tranquillamente a parlare delle novità tecnologiche con cui vieni a contatto; né sei un blog di news con aggiornamenti avulsi dalla vita quotidiana personale… Il fatto di essere, secondo me, il classico blog personale piacevole da leggere perché ti permette di riflettere su punti di vista che prima non avevi considerato, o che magari ti strappa un sorriso con le strampalate gesta dell’amministratore di condomino, alla lunga rischia di portarti a siffatte scelte: resto anonimo, così posso continuare ad essere insospettabile reporter della vita che vivo; oppure iniziare a vivere in modo più pieno i rapporti nati virtualmente ma che tutto sommato permetterebbero di approfondire piacevoli discorsi magari di fronte ad un arrosticino gigante?
    E’ un po’ il problema di molti che dopo l’entusiasmo del blog letto da tanti e commentato e piacente si ritrovano a dover fare i conti con lo scrupolo “oddio, ma se questo post lo legge Tizio o Caio?”.
    Io, da parte mia, son partito con l’anonimato per poi approdare ad uno sputtanamento tale che ormai molte conoscenze leggono il mio blog: ma non mi interessa e continuo per la mia strada, magari perché non attingo molto dalla mia vita privata o perché semplicemente tutto sommato son poco letto :-P
    Non ti biasimo se decidi di chiudere baracca e burattini o se semplicemente decidi di non scrivere più gli aneddoti piacevoli che fino a qualche tempo fa popolavano i tuoi post.
    Però un consiglio, se posso, te lo dò: non smettere perché sennò mi dispiace… E come dispiacerebbe a me penso che mancherebbero i tuoi sticazzi o i tuoi fottiti (per non parlare dei rutti :-P ) anche a chi finora ti ha seguito per il semplice gusto di volersi concedere un sorriso (o una riflessione) sapendo “che cazzo racconta oggi quello lì dalla tazza del cesso”…
    ;-)

  15. Commento di p.s.v., 30 gennaio 2008 @ 0:31

    personalmente i miei problemi nel mio piccolo mondo virtuale, sono nati quando ho accettato di mostrarmi. Far vedere la faccia, dare un nome ed un cognome ai miei pensieri, alle mie paranoie, ai miei dubbi. Non sono arrivato al punto che qualcuno mi riconosce per la strada, però a livello lavorativo a mia moglie è stata fatta recapitare una lettera anonima con un mio racconto erotico e con stampato dietro il volto dei miei figli. Bisogno di privacy si. che poi si scontra col bisogno di gridare al mondo i propri pensieri. Certo è che forse, ci stiamo spingendo troppo in là. si, decisamente

  16. Commento di p@sco, 30 gennaio 2008 @ 9:21

    due episodi a cui non avrei mai pensato, molto simili ai tuoi, mi sono capitati pochi giorni fa. se da una parte fa molto piacere essere riconosciuti (e dai, ammettilo anche tu), dall’altra viene da pensare che ormai chi legge il blog sa più cose di te dei tuoi familiari…
    sanno a che ora ti alzi e a che ora c’è il primo post alla mattina, a che ora fai la pausa pranzo, a che ora ceni…
    non che si abbia da nascondere nulla, ma quando poi trovi commenti del tipo “oggi la sveglia non ha suonato?” cominci a chiederti se non si sia superato il limite accettabile del cazzeggio (perchè a mio parere internet dovrebbe essere cazzeggio) e sia quasi diventato “lavoro”…

    per quanto riguarda l’aprire un altro blog per le cose esclusivamente personali, io ho già fatto… 10 -15 visite al giorno, un commento ogni 2-3 settimane e una mail al mese, e devo essere sincero, sono molto contento così…

    apritelo anche tu, ti farà di sicuro bene… :)

    non mettere un logo col wc però, o ti sgamiamo subito :)

  17. Commento di hidaba, 30 gennaio 2008 @ 11:35

    anche io ho un blog personale, dove metto tutto, dalle cose personali a quelle piu’ da “cronaca”, penso che il blog debba essere anche questo, perche’ mostrare una faccia e non l’altra?
    Io mostro entrambe.

  18. Commento di milla, 30 gennaio 2008 @ 14:43

    Io ci penso in continuazione. Pensa se mi sentissi chiamare Milla IO dove lavoro!
    L’anonimato è duro e antipatico da tenere ma serve, purtroppo.
    Poi sai che ti dico? A me un po’ mancano i tuoi post schietti e senza paranoie… :(

  19. Commento di ilallallero, 30 gennaio 2008 @ 15:25

    Il blog può sostituire l’agenda di outlook?!? Maddai!!! :-o

  20. Commento di Barone Rosso, 30 gennaio 2008 @ 15:58

    Ahimé, uno dei motivi per il quale ho chiuso il mio blog.

    Ti ricordi come ti riconobbi? il tuo nome l’avevo preso per l’appunto dal who is.
    Ora, a parte questo, il fatto di poter sapere gusti, preferenze sessuali, idee politiche, religiose etc… rende in qualche modo vulnerabili. Pensa che io mi guardavo bene dallo scrivere che andavo in vacanza temendo un furto nell’appartamento.
    In più c’è il pericolo del furto d’identità, sembrerà una cazzata, ma si può benissimo aprire un account ebay a nome di qualcuno per perpetrare qualche truffa in giro. E allo sfortunato “clonato” non rimarrebbero che rogne.
    Ma questo è il minimo perché ci sarebbe di peggio… ed è meglio non parlarne.

    Non so, sarò diventato paranoico, ma ho smesso di raccontare cazzi miei in giro. Oggi lo faccio in minima parte, nel modo che ben sai, finché dura.
    Ho smesso di scrivere anche perché stanco e privato dell’entusiasmo iniziale.

    Credo i blog siano così: passeggeri. Come tutte le cose mosse da semplice creatività, prima o poi vengono a scemare. Rimangono delle perle, e questo è un bene, ma se sei stanco… medita qualche settimana e poi chiudi. Ma non bloggarti addosso come tanti, strascinando inutilmente un qualcosa di sterile e morente.
    Prenditi un anno sabbatico e se avrai voglia, continuerai nell’anonimato.

    I miei più cari saluti da uno che ha scelto prima di te, togliendo prima il dominio .it e poi chiudendo il blog su blogspot.

    Sig. Mario Rossi,
    via delle Pertiche, 15
    66100 Chieti
    mail: vattelappesca@pensieri.com

  21. Commento di nonnoenio, 30 gennaio 2008 @ 19:47

    almeno tu le braghe le hai tirate giù per sederti sul water, ma vedo che molti le hanno tirate giù per altri motivi. io sono l’ultimo che ti può consigliare in quanto nuovo in questo campo, occupandomi solo di blog di protesta e di politica spicciola e locale. Siamo in due a farlo su Chieti e io sono il “Calimero” della situazione.

  22. Commento di phoebe, 30 gennaio 2008 @ 23:50

    Oh, non mi abbandonare eh!!!
    Fammi sapere!!!
    :(

  23. Commento di Arcadi, 31 gennaio 2008 @ 1:10

    capisci xke ti ho sempre detto che bisogna avere 2 blog?

  24. Commento di ninna_r, 31 gennaio 2008 @ 11:32

    Ne avrei di cose da dire…ah, quante ne avrei…
    Specie in questi giorni in cui non fanno altro che insultarmi come persona tralasciando completamente la fase “il tuo blog non mi piace”…
    Passerà…

  25. Commento di garbaland, 31 gennaio 2008 @ 17:07

    Bell’argomento. Io ho iniziato anonimamente e continuo in questo modo, al massimo partecipo a qualche birretta tra blogger ma senza troppo presenziare. Qualcuno giudica questa una posizione codarda, ma mettere la propria vita su Internet è una cosa che secondo me va ragionata molto approfonditamente. Il bilancio tra i pro e i contro non è banale.

  26. Commento di Akyla, 31 gennaio 2008 @ 21:54

    Io invece non riesco a non essere me stessa.
    Non riesco a non raccontare quello che mi passa per la testa, a non sputtanare come dici tu.
    Sono certa e ne ho avuto la prova che questo è sbagliato dato che ne ho pagate le spese sul personale.
    Però te la posso dire una cosa? Chi se ne frega!
    Non mi piace sentirmi legata, la libertà di opinione e di parola esiste e allora ognuno si faccia carico delle proprie responsabilità e prenda atto delle conseguenze.
    Io l’ho fatto con i miei pensieri e con tanto di faccia.
    Certo alcuni episodi possono essere spiacevoli ma questo è comunque il prezzo che si paga quando si è se stessi e soprattutto quando si è “pubblici”.

  27. Commento di Zizio, 31 gennaio 2008 @ 22:34

    La privacy in gioco è tanta, hai ragione … Io per ora non mi sento a rischio e bloggo solo quando ho voglia poi chi lo sa … :)

  28. Commento di FulviaLeopardi, 2 febbraio 2008 @ 12:11

    beh, io non ci ho manco pensato quando ho aperto il blog sono il nick di absinthlacasinista, poi cambiato in fulvialeopardi per comodità, ma effettivamente rintracciarmi online è alquanto facile, visto che il soprannome lo conosce tutta l’umbria

  29. Commento di tuttointornoame, 3 febbraio 2008 @ 12:40

    Io ho dovuto procedere all’eutanasia del mio blog perché stavano piovendo insulti da tutte le parti.
    Le cose più gentili che mi hanno scritto sono Bastardo e Puttaniere… :-(

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