Per poter mendicare un misero calendarietto da tavolo del 2008 – ché le agende, le agendine ed i calendari da parete erano già finiti da tempo – c’era da affrontare una interminabile fila di anziani davanti alla porta del direttore della Banca. Perché solo anziani? Evidentemente perché quando sei in pensione hai tanto tempo a perdere. O forse perché tale esclusivo omaggio aziendale risulta indispensabile per tenere nota di tutte le pillole da prendere durante il nuovo fottutissimo anno. Certo è che ci ho rinunciato immediatamente. Poi però ho chiesto l’estratto conto ed ho notato che, nonostante il mio conto nel 2007 non sia mai stato in rosso (né ci si sia avvicinato), le spese di tenuta avevano abbondantemente superato gli interessi. In pratica ero io che, per aver permesso a questi stronzi di fare il cazzo del comodo loro con i miei soldi, dovevo pagare loro. E non viceversa. Agende e calendari avrebbero dovuto mandarmeli direttamente a casa col corriere espresso, il tappeto rosso, il bacio accademico ed una bottiglia di champagne, per dio. E invece no. Incazzato nero vado al bar di fiducia a prendere un caffè al ginseng. Mi sposto verso la cassa per pagare i novanta centesimi, e la signora come augurio per il nuovo anno e premio per la mia fedeltà mi stende una busta piena di penne, blocchi per gli appunti, calendari ed agende. Ché il marito lavora in banca. Buon anno, eh.
Scritto da Maxime il 3 gennaio 2008








