Archivio del mese di marzo 2008

CamTwist per Mac

CamTwistDisponibile già da oltre un anno, questo software gratuito – scritto da Steve Green con lo scopo di arricchire le video chat con effetti speciali – inizialmente non mi aveva convinto per via di un’icona e di un’interfaccia sensibilmente meno “stilose” rispetto allo standard elevato cui i prodotti Mac mi avevano abituato. Inoltre mi aveva dato la sensazione che mi sarebbe servito esclusivamente per fare il figo con gli amici PCisti. Poi, nel bel mezzo di una delle ultime serate live in Casa Wolly, in un momento di delirio celhopiulunghistico che ha visto tutti i presenti partecipare ad una sorta di gara per l’effetto speciale più cool, ho concesso a CamTwist un’ulteriore opportunità e sono rimasto letteralmente sbalordito dalla sua potenza. E non mi riferisco solo alla quantità ed alla qualità degli effetti (ne ho contati più di 50, tutti mescolabili tra di loro), ma soprattutto alla possibilità di mostrare, al posto delle immagini catturate dalla webcam, tutto ciò che sta succedendo sul nostro desktop in tempo reale, oppure uno slideshow di immagini scelte da noi e con pausa configurabile, oppure un filmato, oppure addirittura un set di foto tratte da Flickr. La qual cosa, unita al fatto che CamTwist funziona regolarmente con Skype, Stickam, Justintv, UStream, Operator11, Yahoo Live ed in generale con tutti i servizi gratuiti di streaming video live, consente un suo utilizzo per attività meno votate al cazzeggio: ad esempio per trasmettere live degli screencast, per tenere delle vere e proprie lezioni, per creare dei gruppi di ascolto, per vedere e commentare insieme le fotografie e per tutto ciò che il mashup di questi strumenti e la nostra fantasia ci possano suggerire. L’uso di CamTwist è semplice ed intuitivo (scegli la sorgente video, scegli gli eventuali effetti da applicare, mescoli e configuri gli effetti nel modo che più ti aggrada), quindi mi limito a dirvi: scaricatevillo!

Consigli per gli acquisti

Dopo solo un mese dalla 58esima edizione del Festival della Canzone Italiana, come ampiamente previsto, nessuno quasi ricorda più i primi 3 classificati e le radio più importanti suonano tutt’altro. Allo stesso modo sono già stati totalmente dimenticati (o forzatamente rimossi?) tutti quei fenomeni da baraccone di cui per 360 giorni all’anno non si sa mai nulla, ma che poi improvvisamente e puntualmente si materializzano sul palcoscenico del Teatro Ariston di Sanremo. Tutto questo per dire che ultimamente sto ascoltando della buona musica italiana che, casualmente, o non è arrivata nemmeno tra i primi dieci classificati del Festival, o si è ben guardata dal parteciparvi. In particolare:

  1. Elio E Le Storie Tese – Studentessi
  2. Max Gazzè – Tra l’aratro e la radio
  3. L’Aura – L’Aura
  4. Tricarico – Giglio
  5. Linea 77 – Horror Vacui
  6. Baustelle – Amen

E voi, cosa state ascoltando?

Mai dire Processione

Del Venerdì Santo a Chieti ho già parlato su questo blog un paio di anni fa (qui e qui), riportando la storia e le caratteristiche di quella che è considerata la Processione più antica e significativa in Italia. Ultimamente ci si sta muovendo anche per elaborare una ricostruzione circostanziata ed un progetto dettagliato che consentano di richiedere ed ottenere il riconoscimento della nostra Processione come patrimonio dell’umanità, mediante l’inserimento nell’apposita lista voluta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). La lieta novella ci è stata confermata dal Cerimoniere dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti (ente religioso istituito nel 1603 che da sempre organizza la Solenne Processione): “in questo periodo siamo molto indaffarati perché stiamo entrando nell’UNESCO!

Così io ed altri amici di buona volontà ci siamo subito offerti di effettuare delle ispezioni affinché tutto andasse per il meglio. “L’abito che indossi ha il marchio CE?” E ancora: “La caramella per la gola che hai in bocca è approvata dall’Associazione Medici Dentisti Italiani?” Ed infine: “L’illuminazione delle vie lungo le quali transita la Processione è conforme alle vigenti norme sul risparmio energetico?” Felici per aver agevolato col nostro contributo l’ingresso nell’UNESCO, abbiamo scelto come nuova missione quella di fornire ai visitatori notizie utili per seguire l’evento, dopo essere stati ispirati da un illuminante consiglio pubblicato sull’opuscolo distribuito in città:

Processione del Venerdì Santo - Chieti

Scherzi a parte (e mi si perdoni il sarcasmo forse eccessivo), per quanto riguarda il momento più toccante della nostra Processione – ossia il Miserere scritto dal musicista sacro teatino Saverio Selecchy (1708-1788) ed eseguito da un’orchestra di 120 elementi e da un coro di 150 elementi di cui sono onorato e fiero di fare parte – alcune cose andrebbero effettivamente riviste. Mi riferisco in particolar modo alle poche (e sacrosante) avvertenze che annualmente ci vengono ricordate e che puntualmente non sono rispettate da tutti i componenti del coro. Ad esempio:

  • Dovremmo essere tutti vestiti con l’abito, il papillon, i guanti, il caratteristico copricapo e lo stemma dell’Arciconfraternita, rigorosamente neri. Puntualmente si presenta qualcuno con l’abito blu, o grigio, o peggio ancora a righe.
  • Non dovremmo indossare copri-abiti (dato che in passato non siamo riusciti ad accordarci per comprarne uno che fosse uguale per tutti). Puntualmente, complice il freddo, si presenta qualcuno con la giacca o il cappotto.
  • Dovremmo rispettare la fila e la posizione che ci vengono assegnate. Puntualmente c’è quello che vuole stare nella stessa fila del suo amico, o che non vuole stare al centro perché canta da un numero di anni sufficiente a pretendere una posizione laterale (più visibile), e si sposta fregandosene altamente degli altri.
  • Dovremmo evitare di salutare conoscenti che vediamo ai lati della strada durante la Processione. Puntualmente c’è qualcuno che si sbraccia, si allontana dalla propria posizione per stringere mani o che addirittura, credendosi il Papa, elargisce tenere carezze a bambini totalmente sconosciuti.

Poi ci sarebbero i professionisti, i solisti, gli stonati ed altre simpatiche categorie, ma quella è un’altra storia.

Ce l’hai

Ce l’hai

http://it.wikipedia.org/wiki/Ce_l’hai

(via)

Dubbi esistenziali / 3

(continua da qui)

  • Perché quando un’attività commerciale cambia gestione, il nuovo proprietario fa realizzare pubblicità e avvisi a caratteri cubitali per segnalare la circostanza? Non è un po’ come dire “ok, quello che c’era prima era una testa di cazzo, ma giuro che io sono diverso“?
  • Perché non esiste più un fottutissimo prodotto alimentare o estetico al quale non sia stata coreograficamente aggiunta qualche innovativa sostanza di cui tutti ignoravamo l’esistenza o l’utilità? Cosa sono le microsfere di Jojoba? E quale prodigioso effetto hanno i petali di rosa? Ma soprattutto, che cazzo c’entrano gli estratti di biancospino e ortica con un succo di frutta alla mela verde?
  • Perché tutti quanti hanno un amico o un parente che riporta loro un iPhone a quattro soldi da New York o Las Vegas, e io invece no?

Dicheno

Prendo in prestito il titolo di una nota rubrica del blog di Selvaggia Lucarelli per segnalare che mi è giunta voce che la canzone vincitrice del 58° Festival della Canzone Italiana di Sanremo (“Colpo di fulmine” di Giò Di Tonno e Lola Ponce) somiglierebbe ad un brano scritto dal cantante poeta Nicola Petaccia ed interpretato durante l’ultima edizione di “Provaci“, imbarazzante gioco-spettacolo televisivo abruzzese in onda da qualche mese su Rete8 (una roba grazie alla quale il gialappico “Mai dire TV”, se esistesse ancora, camperebbe per anni). In particolare il passo “guardami negli occhi” del poeta di Francavilla al Mare (CH) sarebbe molto simile al celebre “perdutamente tua” del cantante di Montesilvano (PE). Cercando un po’ in giro, ho trovato questo video:

Questo è invece un passo significativo del testo della canzone:

guardandoci negli occhi
tenendoci per mano
son briciole di seta
la nosctra melodia
scrivendo quescte riche di poesia
in guescta notte cheee
c’è sctato solo amore
con le tue mani cheeee
tremano d’amoreee