Benché la testata di questo blog renda automaticamente prive di ogni valore le mie opinioni (e questo nonostante i miei quindici anni di internet e quattro di blog), mi piacerebbe fare alcune considerazioni da blogger della strada sul cosiddetto “Caso Vespa” e su tutto il casino che la tristemente nota puntata del 21 febbraio 2008 di Porta a Porta ha scatenato nella blogosfera. Partirò da una provocazione: secondo me i blogger fighi, quelli cioè che si sono autoeletti a rappresentanza dell’intera categoria, stanno approfittando di questa inaspettata occasione per tentare disperatamente di ottenere quella visibilità nel mondo reale che fino ad oggi non hanno mai avuto nella misura in cui speravano. Lo stanno facendo esaltando gli aspetti sociali, culturali, democratici, liberali, politici e comunicativi degli strumenti che Internet ci mette a disposizione. Benissimo. Ma lo stanno facendo anche e soprattutto sostenendo che quei 120.000 blog che nascono ogni giorno e quegli oltre 100 milioni di blog nel mondo siano tutti descrivibili e codificabili con quelle belle parole. E mentre Vespa, Graziottin e compari hanno sbagliato a generalizzare criminalizzando tutti i blog per via dell’uso scorretto che alcuni ne fanno, analogamente i nostri esimi colleghi hanno sbagliato a generalizzare esaltando tutti i blog per via dell’uso corretto che ne fanno loro. Che poi, corretto rispetto a cosa? Volete farmi credere che io che non sfoggio titoli e che sul blog parlo prevalentemente di cazzi miei ho meno dignità o appartengo ad una blogosfera differente da quella di cui fa parte qualsiasi altro blogger & docente & imprenditore & presidente di qualcosa che utilizzi il blog anche per fini professionali?
Io trovo che in tutte le discussioni nate dopo la trasmissione di Vespa ci sia una difficoltà di fondo, e cioè quella di riuscire a definire una volta per tutte cosa cazzo sia un blog, in un modo chiaro e semplice che consenta anche a chi è al di fuori di questo mondo di comprenderne la filosofia, le dinamiche e le potenzialità. La verità è che nemmeno io saprei spiegare cos’è un blog senza che il mio interlocutore mi risponda annoiato “ok, ma quindi cos’ha di tanto speciale un banalissimo sito web personale nel quale gli articoli appaiano in ordine cronologico e siano commentabili?” ed io stesso, prima di maturare un’idea sui blog e di decidere di aprirne uno a mia volta, a suo tempo ne ho dovuti frequentare e leggere diversi. Ragion per cui tutta questa voglia di andare da Vespa a raccontargli la blogosfera a me fa paura. Mi fa paura perché troppe volte in passato i giornalisti hanno approfittato di noi e dei nostri blog per farci passare da fenomeni da baraccone (d’altronde a loro interessano solo gli aspetti notiziabili, quindi il blog di un omicida, di un bullo, di una prostituta o di una persona “strana” richiama molta più attenzione mediatica rispetto a quello di un normalissimo esperto di marketing e comunicazione). Mi fa paura perché già me lo vedo il genitore che va dal figlio adolescente e gli chiede “mica hai un blog?!?” con la stessa ansia e la stessa preoccupazione di quando mi chiedevano se io fumassi o mi drogassi. Mi fa paura perché quello di “blogger” non è uno status, né rappresenta un titolo o un simbolo di appartenenza ad un albo professionale: blogger è qualunque cane o porco il quale decida di aprire un blog per scriverci sopra qualsiasi puttanata gli passi per la testa. Mi fa paura perché siamo troppo abituati a parlarci addosso e perché ad affrontare certi problemi sono sempre gli stessi davanti allo stesso pubblico che quei problemi già li conosce benissimo (e sticazzi la coda lunga). Mi fa paura infine il fatto che fino ad ora nessuno si sia chiesto chi manderebbe come rappresentante della blogosfera ad una ipotetica puntata di Porta a Porta dedicata ai blog. E soprattutto: perché?!?
Scritto da Maxime il 3 marzo 2008









sono tante le cose da dire, pro, contro, che non c’entrano nulla.
Io sto provando a dire qui:
http://blog.felter.it/2008/03/web-to-web-lavagna-delle-considerazioni.html
Spero non ti dispiace se non mi ripeto.
max è quello che ho provato a spiegare anche io ieri sera
uno siamo incatalogabili come categoria blogger
due occorre solo spiegare al mondo che cosa sono i blog. Ma non per dire quanto siamo fighi e quanto siamo belli. No. Per dire a tutti che ci sono delle tecnologie così stupide da utilizzarsi oramai per cui tutti alche il salumiere sotto casa può scrivere quello che vuole su internet. Tecnologie che tutti possiamo utilizzare.
Il rappresentante ipotetico da mandare in una qualche ipotetica trasmissione televisiva non può esistere.
Dite che ci toccherà subire una campagna elettorale anche per la blogosfera?
Non oso neanche immaginare il battage spam-pubblicitario ai limiti dell’elettrochoc di Catepol…
La mia l’ho detta in diverse sedi… Mi ritrovo completamente in quel che dice catepol e quanto detto in un mio post: qui c’è da informare (l’analfabetismo informatico IMHO è una piaga da estirpare), non da “rappresentare”.
Chi si è arrogato il “privilegio” di rappresentarci IMHO l’ha fatto per puro tornaconto personale.
Ma ad un certo punto, chi se ne frega se qualcuno cerca di averne un tornaconto, purche’ faccia qualcosa per “ridurre l’analfabetismo informatico”, o no?
Troppo ottimista?
Concordo pienamente con quanto scritto e detto nei commenti, la cosa da fare sarebbe ridurre l’analfabetismo informatico, e quindi non spiegare il blog unicamente, ma spiegare la rete e le sue dinamiche, al cui interno si trova “anche” il blog e la blogsfera.
Che secondo me, spiegare solo il contesto blog, facendo un esempio stupido sarebbe come spiegare i vangeli senza prima aver definito cosa sia il cristianesimo e il cattolicesimo.
Sono d’accordo con tutti voi. Volevo solo precisare che ho parlato di blog in particolare e non di internet in generale esclusivamente perché ciò che Vespa & compari hanno demonizzato e che successivamente altri hanno esaltato erano appunto i blog. E la stessa lettera aperta è stata scritta e firmata da “blogger” e non da semplici abitanti della rete (o cittadini digitali che dir si voglia). Poi è ovvio che bisogna ridurre l’analfatebismo informatico e fare tante altre di quelle belle cose fino ad arrivare alla pace nel mondo: però il fatto di essere “blogger” non implica necessariamente questo tipo di impegno da parte nostra.
Permettimi di dire che il polverone scatenato dopo la famigerata puntata di Porta a Porta non deve essere ricondotto al solo fenomeno blog, sarebbe riduttivo. Se poi qualcuno lo fa per farsi un po’ di pubblicità sono problemi suoi.
Il discorso è ben più ampio in quanto riguarda la contrapposizione tra sistemi di comunicazione tradizionali quali la TV ed il telefono ed i nuovi sistemi di comunicazione web based, tra cui uno è appunto il blog, ma che non esaurisce affatto le forme di comunicazione via Internet.
Nella puntata in oggetto si è pesantemente criminalizzato l’utilizzo di internet come se fosse l’anticamera della prostituzione o di chi sa quale altro male oscuro. Su internet è forse più facile smascherare attività illecite perchè per definizione è uno strumento pubblico, cosa che invece è molto più difficile fare con il telefono (a meno di autorizzare intercettazioni).
Criminalizzare senza appello uno strumento, Internet, che rappresenta la base della comunicazione futura mi sembra un atto scellerato soprattutto alla luce del fatto che siamo l’ultimo paese in Europa in fatto di diffusione della banda larga. Sono d’accordo nel mettere in evidenza i pro ed i contro della rete e del social networking (come ho cercato di fare in questo post) ma trovo che non sia giusto e costruttivo far passare internet ed il web come il male assoluto.
(mi scuso per ieri sera, ma la connessione è saltata) Concordo con molti dei commentanti: qui non è problema di blog o non blog…qui è la rete che deve essere meglio capita come strumento formidabile per fare tante e sopratutto belle cose.
Il concetto di ignoranza-informatica come piaga è STRA-VERO.
Non siamo rappresentabili in sostanza.
Ho visto qualche spezzone della puntata incriminata. Da ignorante (nel senso di ignorante), Vespa si domandava perché un pincopallino qualunque debba avere un blog. Ebbene, i vari pseudo-psicologhi esperti (ma di cosa) non si sono mai documentati abbastanza sulla fenomenologia e sulla motivazione di un blog, giusto per citare un OTTIMO motivo:
http://www.codinghorror.com/blog/archives/000854.html
(Pardon, ma è in inglese)
Tutti concordano con tutti anche quando tutti dicono cose diverse
Questo è fare blog
Ci manca pure che qualcuno si arroghi il diritto di definire forse una delle poche realtà indefinibili nel mondo.
Ma figuriamoci, io concordo con te: eccesso di protagonismo.
Che poi Vespa sia tutto fuorchè una cima, beh, questo è scontato a meno che non consideriamo una cima di rapa…e calcolando che tiene pure un blog, o simile, su Grazia cosa diamine vanno a dirgli quando si presentano come “blogosferici”? Che rappresentano pure lui?
Ossignur, io preferisco continuare a rimanere nell’anonimato…
Quoto in pieno…basta vedere il mio blog…credo di definirmi un tipo comune che scrive su un blog con lo stile ridotto ai minimi termini, quando cavolo gli pare e soprattutto scrivendo cosa cav. gli pare. Ma poi, pensiamola in questi termini: la pagnotta la si deve pur portare a casa, e quindi, di qualcosa bisognerà pur parlarne, che siano blogger, fotter o chicchèssia nascerà nel futuro.
Turin
Però l’idea dei rappresentanti dei blogger non è male.
Potremmo fare delle elezioni annuali alla stregua degli Z-AWARDS.
Potrei proporlo sul mio sito e lanciare un meme e raccogliere un sacco di accessi e di link e diventare figo e scalare la classifica e magari diventare io stesso rappresentante dei blog e andare da vespa e dire: “I blog sono una serie di donne nude, di flame sul calcio e di link in entrata”. Diventerei famoso e mi chiederebbero di iscrivermi ad un partito e andrei in parlamento e farei chiudere tutti i blog. Solo il mio rimarrebbe.
FIGO.
E per domani ci faccio un post.
Ciao! Sdl sul suo blog ha posto la medesima questione, in altri termini.
E la mia risposta è stata la seguente:
Avrei preferito che scrivessi Io sono leggenda.
Tra le ultime opzioni non hai aggiunto “io seguo la moda” e anche “io non ho un cazzo da fare”. Considero il blog una arma di distrazione di massa, un’evoluzione della tv perchè cmq ci costringe a star di fronte ad uno schermo e ciò non far differire il vecchio dal giovane. Mia nonna passa ore e ore di fronte a rai uno e rete quattro, sua nipote (io) passa ore ed ore su wordpress, youtube e ondarock. Qual è la differenza? Economico-sociale. Lei è in pensione mentre io sono disoccupata. E’ tutto qui.
Blog o non blog, dietro allo schermo ci sono degli esseri umani. Quindi dire che i blog, ovvero la proprietà intellettuale di qualcuno, è incatalogabile è un contraddizione in termini. In base alle tipologie di persone esistono tipologie di blog. Così come il punk è una cosa e il grunge è altro genere. Poi se qualche blogger fondamentalista con un golpe vuole ergersi a rappresentate sono problemi suoi, resta il fatto ma chi ca..0 ti ha chiamato? Del resto l’unico strumento di aggregazione tra blogger è blogbabel e technorati, mica un sindacato. Saremo anche persone ma sul web siamo degli ID, degli avatar e la parola blogger non significa niente, non indica un qualcuno ma un qualcosa: un account su una piattaforma. E a maggior ragione ciò non attribuisce alcun tipo di autorità all’utilizzatore del blog. Ma il blog alla fine cos’è? Secondo me è il fratello seccente del Forum e il blogger è l’evoluzione del member. Spero che ci abbia guadagnato in dimensione almeno
In qualche passaggio ci si è chiesti chi si dovrebbe inviare tra di noi come rappresentanza e si è parlato di delegazione. Da giornalista, ci tengo a precisare che ci sono giornalisti e giornalisti. Molti strumentalizzano inventandosi la notizia oppure costruendocela su s ehanno vuoti da riempire mentre ad altri dei fenomeni da baraccone non interessa nulla o men che nulla.
Solo per spiegare che cosa sia il blog ma solo a titolo di cronaca ed informazione corretta mi permetto di fare alcuni nomi. Giuseppe Granieri, Sergio Maistrello, Andrea Beggi, così da studiosi e poi
Catepol, lo stesso Maxime, SirDrake e Manfrys da utenti pratici… ma che sia non una rappresentanza ma una TESTIMONIANZA.
Oddio, mi figuro una madre che, in preda ad una crisi di panico avanzata, irrompe nella camera del figlio, fintamente pacatasi in seguito allo sguardo confuso di quest’ultimo. “Ehm…tesoro…..MICA HAI UN BLOG?!!” “Ehm….si, mamma. Ma…perchè?” “Ma…ma…..cosa ti è mancato?? Quale errore abbiamo commesso io e tuo padre?? DICCEEEELOOOOOO…” … xD xD xD xD …Oh mio Dio. Quanto accaduto, e ben raccontato in questo tuo post, dimostra sempre più sconcertantemente quanto in Italia giornalisti, opinionisti, collaboratori della giustizia, politici e via discorrendo, amino tristemente occuparsi e e gonfiare fatti i quali non rappresentano i VERI mali di questo paese in declino. Io non pretendo nulla, nè contesto alcunchè; mi permetto solo di fare un appunto, risultandomi quasi patetica al sol pensiero di averci dovuto pensare: ma almeno ora, in pieno periodo di elezioni, far finta di interessarsi, ed occuparsi, dei problemi reali e imminenti della nostra società, no??? E poi, Vespa, non avrebbe fatto più bella figura ad occuparsi della vicenda di Erba? Tanto, ormai, manca solo lui..
In questi giorni sono unplugged e mi dispiace non poter partecipare alle discussioni.
Maxime, dopo domenica sera, e la domenica prima, son successe delle cose……e non penso che appartengano “in esclusiva” a quei dieci firmatari. Come vedi le conversazioni stanno generando qualcosa. Sarà la “coda lunga” sarà qualc0s’altro.
Io resto dell’idea che dobbiamo continuare:
Palinsesto
Partito
Rappresentanza
non lo so, non ho ne l’intelligenza ne la capacità
ma son con tutti voi.
Se pensate che la blogosfera non è rappresentabile da quei 10, sono ovviamente daccordo.
Come far emergere questso, non lo so. Ma vorrei continuare a provarci.
Ovviamente posto qui, ma ho intravisto decine e decine di post su questo tema……
questa è la voce della blogosfera
Non potevo crederci, ma mi sono trovata a dovermi giustificare di avere un blog, sentendo la patetica frase “Eh tu, chissà che fai su internet” (…ma non parlavamo di blog?)
La situazione non è buona…
La “categoria” blogger non può rappresentare una realtà talmente eterogenea da essere (forse) inclassificabile, se non in termini di piattaforma usata o pagerank
Scherzi a parte, una delle questioni che, a mio avviso, bisognerebbe chiarire una volta per tutte è la sostanziale differenza tra contenitore e contenuto, che peraltro cercavo di dire anche in chat durante webaweb. E’ necessario far capire “ai più” che il blog è uno strumento di comunicazione, un mezzo per pubblicare e basta. La differenza la fanno appunto i contenuti, e quindi le persone che li gestiscono e li animano. Blogger o no.
però potresti partecipare a questo concorso:
Grande Concorso per la Gloria – Bruno Vespa
francesca oddio io da vespa? Grazie per la nomination sono lusingata (anche se ritengo di poter rappresentare solo me stessa, il blogger sulla scissione nucleare e quello che si occupa di allevamento di gamberetti da salotto come lo rappresento???).
Si ma poi il problema è: Che mi metto per andare da Vespa??
Io sto parlando dell’argomento su un sito di cui mi occupo

Ma l’hanno detto a Vespa che vorrebbero candidare due blogger alle prossime elezioni?
Riguardo alla puntata “incriminata”, ciò che mi preoccupa è la CERTEZZA con cui loro parlano di tutto. Questa volta sono i blog e noi sappiamo che in realtà hanno detto una miriade di baggianate e negli altri casi? Chi ci dice che ci informino correttamente?
Comunque… me ne vado da questo luogo di perdizione! Siete solo la punta di un iceberg! :°°°°°°D meglio non commentare