Archivio del mese di maggio 2008

A proposito di PC e Internet

Non ho mai sopportato:

  • quelli che scaricano da eMule i giochi di ultima generazione e pretendono di installarli su un 486;
  • quelli che comprano nei cestoni del MediaWorld i giochi del 1738 a 1 euro, permettono all’installer di sovrascrivere le librerie di sistema aggiornate con quelle vecchie e poi si sorprendono se al riavvio il computer non parte;
  • quelli che prima di poter iniziare ad utilizzare il computer devono aspettare un boot di mezz’ora e poi nell’area di notifica si ritrovano millemila icone inutili, tra applicazioni di supporto a drivers di periferiche poi rimosse, diverse varietà di antivirus scaduti e fantasiosi trojan travestiti da programmi per la sicurezza;
  • quelli che quando ti danno il loro indirizzo email ci tengono a sottolineare che deve essere scritto tutto in minuscolo;
  • quelli che il 90% della potenza del proprio computer lo utilizzano per far funzionare il sistema operativo e per renderlo sicuro in rete (prima ancora di essere in grado di lanciare un’applicazione di lavoro) e che il 90% della banda della connessione in Internet lo regalano ai lamer;
  • quelli convinti che per effettuare la connessione ad Internet sia necessario cliccare sull’icona di Internet Explorer;
  • quelli che navigano dentro un centimetro quadrato di spazio dentro la finestra di Internet Explorer perché tutto il resto è occupato da un numero imprecisato (tendente ad infinito) di fantastiche ed irrinunciabili barre di navigazione e di ricerca;
  • quelli che non ci pensano nemmeno lontanamente che – se lanciando Internet Explorer si aprono duemila finestre pop-up coi pornazzi – ci sarà un perché;
  • quelli che rifiutano di organizzare i propri file, che installano dove capita, che non sanno cosa sia un segnalibro, che creano collegamenti sul desktop per qualsiasi troiata e che quando il desktop si è riempito… scelgono una risoluzione dello schermo più alta;
  • quelli che ormai ogni settimana hanno un appuntamento fisso, in un giorno ed un orario prestabiliti, durante il quale riformattano tutto;
  • quelli che ad una qualunque delle precedenti voci hanno pensato: embè?!?

Quelli che “a me il computer serve per le cose serie, che me ne frega di tutte ’ste stronzate“. E poi però si fanno un PC.

Spam su commissione?

spamQui – esattamente come sulla quasi totalità dei blog e dei siti web che permettono i commenti – si è costantemente sotto attacco da parte degli spambot e, nonostante il 99% dei simpatici messaggi pubblicizzanti siti porno, farmaci miracolosi per l’erezione, casinò delle meraviglie e convenientissimi negozi online venga egregiamente filtrato dai potenti mezzi di cui mi sono dotato, buona parte del traffico garantito dal provider che mi ospita va allegramente a puttane per colpa di questa fastidiosa pratica. Se in precedenza i tentativi degli spambot erano equamente distribuiti su tutto il blog, negli ultimi giorni ho notato dei nuovi e strani attacchi che si sono concentrati tutti su un unico post (peraltro del 2006): Addio Tophost. Visto l’argomento trattato in quell’articolo ed il tenore di alcuni commenti poi da me censurati in aderenza a quanto stabilito nel disclaimer, spero di cuore che non si tratti di spam su commissione, nè di una qualche forma di intimidazione e di limitazione della libertà quale ad esempio quella denunciata ultimamente dal sito Bakeka.it. Nel frattempo, ho chiuso i commenti a quel post. Sapevàtelo.

L’ennesimo confronto tra Mac e PC / 1

Apple MacOS 10.5 (Leopard)Poiché il mio iMac è in assistenza da qualche giorno (il superdrive ha iniziato ad emettere suoni strani rifiutando cd e dvd, e non vedo l’ora di leggere il rapporto dei tecnici per capire se Osama Bin Davide ci abbia infilato qualcosa dentro), ho ripristinato la vecchia postazione PC approfittando dell’occasione per descrivervi le mie sensazioni relative al confronto tra un computer di casa Apple ed un PC con sistema operativo Windows di Microsoft. Parto dalla premessa che la mia analisi tra i due sistemi terrà conto del fatto che sono un utente piuttosto avanzato ed aggiornato, anche perché un tecnoleso (notoriamente ignorante di configurazioni, di drivers e di problemi di sicurezza), di fronte alla scelta tra un Mac ed un Pc, secondo me dovrebbe acquistare immediatamente un Mac senza nemmeno pensarci un miliardesimo di secondo. Preciso anche che in realtà un confronto ad armi pari non è possibile, dato che i PC vengono assemblati da cani e porci, quindi possono avere infinite forme e configurazioni e sono accomunati dal solo fatto di essere dotati di un sistema operativo Microsoft, mentre nei Mac sia l’hardware che il design vengono decisi e curati fin nei minimi particolari dalla Apple, cioè dalla stessa società e dallo stesso team che sviluppa il sistema operativo. Il confronto si baserà, quindi, soprattutto sulle caratteristiche dei rispettivi sistemi operativi.

Driver – Su PC la maggior parte dell’hardware e delle periferiche esterne non funziona prima che siano stati installati i relativi driver. Su Mac la quasi totalità delle periferiche dotate di connessione USB, FireWire, Ethernet o Bluetooth va semplicemente collegata, e già funziona. Senza drammi, senza possibili incompatibilità, senza configurazioni, senza riavvii. Il tutto si traduce in una stabilità incredibile, per chi è abituato ad un PC.

Software – Quando colleghi per la prima volta un PC alla rete elettrica e gli fai fare il boot, dopo tutte le pippe autoreferenziali introduttive, di fatto le uniche cose concrete che puoi fare sono le moltiplicazioni sulla Calcolatrice, gli scarabocchi sul Paint, gli appunti sul Blocco Note ed il Solitario. Quando accendi un Mac, puoi già fare qualsiasi diavoleria multimediale ti passi per la testa: realizzare filmati, organizzare raccolte fotografiche, creare DVD, comporre musica, pubblicare siti web. Tutto è perfettamente integrato e le applicazioni dialogano facilmente tra loro.

Sicurezza in rete – Pensare di collegarsi in Internet con un PC appena tirato fuori dalla scatola è semplicemente assurdo ed equivale per un eterosessuale ad entrare con le mutande abbassate in un club frequentato da gay di colore in crisi di astinenza. Anche installando un personal firewall decente (quello di sistema è semplicemente osceno), un antivirus, un antispyware ed un anti-qualunquealtracosa, potresti comunque cadere in un tranello che ti convinca a cliccare su un link o ad eseguire un file in grado di sputtanarti tutto. Senza dimenticare che utilizzando tutti quei software per la sicurezza in rete, la potenza e la memoria del tuo PC vengono notevolmente ridotte. Su Mac il firewall semplicemente funziona, e tutti gli altri software sono praticamente inutili. Si può dunque navigare con tranquillità e senza sprecare risorse.

Compatibilità – Qualsiasi software per PC (ad eccezione di quelli specifici per alcune professioni, sviluppati dai Ministeri o da piccole software house locali) ha una versione Mac, o comunque esiste un programma alternativo in grado di gestirne i formati. Dopo 6 mesi di utilizzo, non c’è stata una sola attività che io non sia stato in grado di svolgere col mio iMac. E nel momento in cui avrò la necessità di utilizzare un software che esista solo per PC, sarò tranquillamente in grado di farlo girare dentro una finestra di Leopard attraverso un programma di virtualizzazione come VMware Fusion o Parallels Desktop. Tra l’altro, va assolutamente sfatato il mito secondo il quale esiste poco software per Mac: qui trovate l’elenco dei programmi che ho installato, qui invece una libreria di tutto il software esistente.

Manutenzione – Su PC il sistema operativo diventa sempre più pesante ed instabile man mano che installate e disinstallate software, e per tornare alla stabilità ed alla velocità originarie bisogna essere degli smanettoni, oppure formattare ed installare tutto da capo. Su Mac il sistema non ingrassa mai, la sua manutenzione è automatica e per installare un programma è sufficiente spostarlo dentro la cartella Applicazioni, mentre per disinstallarlo è sufficiente spostarlo nel Cestino.

Valore – Un PC, essendo assemblabile secondo le proprie esigenze, può risultare molto più economico rispetto ad un Mac, ma si svaluta in maniera eccessiva a distanza di pochi mesi. Inoltre, dotando un PC di tutto il software e le caratteristiche che su Mac esistono già di serie, il costo finale non è più così distante. I Mac si svalutano molto più lentamente e godono di un efficiente mercato dell’usato.

A voi le conclusioni. ;)

Assistenza tecnica Tele2

Tele2Capita che ogni tanto la connessione ADSL abbia qualche problema temporaneo dovuto alla situazione meteo, ad un guasto o alla luna storta di un tecnico Telecom che magari la sera precedente ha litigato con la moglie. Dopo quasi 24 ore di paziente attesa che la situazione torni alla normalità, capita che si faccia una segnalazione del problema al numero verde dell’assistenza clienti. Dopo le classiche domande atte a verificare se il cattivo funzionamento della linea possa dipendere dal fatto che chi sta segnalando il problema sia un totale tecnoleso o se effettivamente c’è qualcosa che non va, capita che il tecnico inizi finalmente a controllare che, lato provider, tutto sia configurato bene.

Finalmente, dopo varie musichette d’attesa, il responso: “Per errore le erano state scambiate le porte, se ora prova a ricollegarsi tutto dovrebbe funzionare bene. In ogni caso si trattava di un nostro problema, quindi non le saranno addebitati in bolletta i 5 euro per l’assistenza tecnica.Cosa?!? Correvo addirittura il rischio di dover pagare cinque euro?!? E per le 24 ore senza ADSL non ho diritto nemmeno ad un rimborso simbolico o ad uno straccio di scusa?!? A freddo, mi sono reso conto che in effetti questi poveretti dell’assistenza tecnica il 90% delle volte hanno a che fare con persone che parlano di problemi alla linea prima ancora di aver attaccato i cavetti del modem o la presa della corrente del router, o che parlano di schermi neri senza nemmeno aver premuto il tasto di accensione del monitor, o che non capiscono la differenza tra un porta tazze ed il carrellino di un lettore dvd. Ed ho pensato che probabilmente sono troppo pochi, cinque euro.

Redditi online: sì, ma…

Agenzia delle entrateAppena Google Earth è stato rilasciato pubblicamente e gratuitamente, ci siamo subito fiondati a cercare casa nostra, poi le case dei nostri parenti ed amici, successivamente i luoghi nel mondo di maggior interesse storico, artistico e culturale, infine siamo andati a controllare gli abusi edilizi fatti dal vicino o da chiunque ci stesse sulle palle. Quando col Decreto Bersani alcuni servizi catastali sono diventati gratuiti, le Agenzie del Territorio delle varie Province hanno registrato un anomalo incremento delle file, perché i borbottanti e rincoglioniti vecchietti di tutti i condomini d’Italia sono accorsi per richiedere le visure di tutte le unità immobiliari nel raggio di un chilometro da casa propria. Siamo un popolo di pettegoli, lo siamo sempre stati. Ci interessa vedere cosa fanno dieci falliti dentro una casa, ci interessa sapere con chi esce Simona Ventura, alimentiamo il sempre più fiorente settore editoriale del gossip, diventiamo carampani di questo o di quel personaggio e siamo pronti a votarlo ed a difenderlo a suon di sms a pagamento.

Ovvio che, nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rendere disponibili online i redditi dei cittadini italiani, tutti si siano immediatamente fiondati sul sito per saziare la propria curiosità. Niente di male, niente di illecito, nessuna violazione della privacy (e tra l’altro, chissenefrega): i redditi sono già pubblici da diverso tempo ed è sufficiente recarsi presso il comune di residenza del contribuente di cui vogliamo informazioni e farne richiesta. Secondo me è il metodo ad essere discutibile, e bene ha fatto il Garante della Privacy a bloccare temporaneamente la diffusione di tali dati (anche se ormai l’archivio è disponibile nei circuiti p2p e quindi non è più possibile controllarne o limitarne la propagazione): infatti non si dovrebbe permettere ad un popolo di pettegoli – tra i quali potrebbero tranquillamente celarsi anche personaggi con altri fini – di accedere anonimamente ed indistintamente ad un database del genere, senza che sia possibile verificare chi ha richiesto i dati di chi. Per il resto, sarei felicissimo se con la stessa facilità fosse possibile verificare come vengono spesi i soldi pubblici, a tutti i livelli. Dalle milionarie consulenze esterne del tale Ministero fino al piccolo contributo concesso dal Comune alla tale associazione culturale. E dire che esiste una legge sulla trasparenza dell’attività amministrativa.

Problemi con il media manager di WordPress 2.5?

WordPressSe mentre stai scrivendo un post dal pannello di controllo della versione 2.5 (o superiore) di WordPress non riesci ad aggiungere un immagine, un video o un file musicale perché ti si apre sempre una finestra nella quale campeggia l’enigmatico messaggio “Sei davvero sicuro di voler fare questo? Riprovare“, probabilmente stai usando il plugin WP-ContactForm 1.5.1. Poiché l’autore, ad oggi, non si è ancora accorto della cosa o comunque non ha ancora trovato il tempo e la voglia di aggiornare il plugin risolvendo il problema di compatibilità con le ultime versioni di WordPress, le soluzioni sono due: utilizzare qualche altro plugin che svolga la stessa funzione (quella cioè di creare facilmente una pagina contenente una form per essere contattati senza rendere pubblico il proprio indirizzo email), oppure fixare manualmente il problema. La soluzione, disponibile all’interno di un topic del forum di supporto ufficiale di WordPress, consiste nel modificare il file wp-contactform.php (via ftp o direttamente dalla pagina dei plugin del pannello di controllo di WordPress) individuando questo blocco di codice:

//Grab some default user info, if available (Submitted by Dan)
$wpcf_auto_email = get_profile('user_email');
$wpcf_auto_ID = get_profile('ID');
$wpcf_auto_first_name = get_usermeta($wpcf_auto_ID, 'first_name');
$wpcf_auto_last_name = get_usermeta($wpcf_auto_ID, 'last_name');
$wpcf_auto_name = $wpcf_auto_first_name.' '.$wpcf_auto_last_name;
if (empty($_POST['wpcf_email'])) {
$_POST['wpcf_email'] = $wpcf_auto_email;
}
if (empty($_POST['wpcf_your_name'])) {
$_POST['wpcf_your_name'] = $wpcf_auto_name;
}

e rimuovendolo dalla sua posizione originaria (verso l’inizio del file) per andarlo ad incollare subito prima di questa linea (riga 137 del file):

if(wpcf_check_input()) // If the input check returns true (ie. there has been a submission & input is ok)

Et voilà!