Archivio del mese di ottobre 2008

Dentro al tunnel (del divertimento)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:

I Gormiti (sing. Gormita) sono i personaggi di un gioco per bambini, ideati da Leandro Consumi, disegnati da Gianfranco Enrietto e distribuiti nei negozi in Italia dal Gruppo Preziosi, per l’esattezza dalla GIG e per l’edicola dalla Grani & Partners, società del Gruppo Preziosi.

Per Gormiti generalmente si intendono dei mostriciattoli di plastica, alti circa 3-5 centimetri, venduti in bustine chiuse, insieme con una carta contenente una descrizione del personaggio in questione. Benché le modalità di gioco possibili siano diverse, sono generalmente utilizzati dai bambini (perlopiù maschi) nella fascia di età 4-8 anni come pupazzetti da battaglia per il gioco libero e, da bambini e adulti, come esemplari da collezione.

I Gormiti sono i guerrieri dell’isola di Gorm, suddivisi in due grandi eserciti – del bene e del male – secondo una mitologia creata per l’occasione che ricorda in molti tratti quella del Signore degli Anelli. I due eserciti sono a loro volta suddivisi in vari popoli, usualmente legati a un elemento naturale (Popolo del Mare, Popolo della Lava…) che ne caratterizza aspetto e poteri.

La meccanica di vendita è analoga a quella delle figurine: la vendita in bustine chiuse non ne permette la scelta, e comporta l’acquisto di doppioni che a loro volta alimentano un fenomeno di scambio. Il notevole successo ottenuto ha portato alla diffusione di una grande mercato derivato: figurine, altri giochi e prodotti per bambini marchiati “Gormiti”, giornalini dedicati, Dvd e persino uno spettacolo teatrale.

Gormiti

Microblogging Killed The Blog Star

TwitterIl microblogging è una particolare tipologia di comunicazione online nata per informare ed aggiornare costantemente tutti i propri contatti mediante la pubblicazione di brevi messaggi di testo. Col tempo il microblogging si è evoluto ed ha esplorato nuove strade, superando l’originario limite dei 140 caratteri imposto da Twitter e dai suoi cloni ed introducendo ad esempio la possibilità di allegare musica, video ed immagini, di organizzare e commentare le conversazioni, o addirittura di attingere da contenuti esterni attraverso i feed RSS (fondendosi di fatto con il lifestreaming, ossia l’organizzazione in ordine cronologico di tutti i contenuti e le attività in rete riconducibili alla stessa persona). La facilità di utilizzo dei numerosissimi strumenti (anche e soprattutto in versione mobile) sviluppati a supporto del microblogging e lo strepitoso successo ottenuto in rete hanno contribuito alla nascita di nuovi linguaggi ed alla inevitabile rivoluzione di alcune dinamiche. Ad esempio ho notato che si scrive molto meno sui blog veri e propri.

Sarà solo una mia impressione, ma prima del microblogging uno spunto di riflessione o un’idea te le annotavi su un pezzo di carta per poi riprenderle, approfondirle e svilupparle all’interno del tuo blog. Oggi siamo istintivamente portati a bruciare le nostre intuizioni riassumendole tristemente dentro quel Bignami da 140 caratteri dal quale poi, difficilmente, nascerà un post. Inoltre, le ultime evoluzioni del microblogging (ad esempio FriendFeed) permettono di evidenziare i contenuti più interessanti e di svilupparci intorno delle vere e proprie discussioni: il tutto si traduce a volte in una richiesta di attenzione ed in un assorbimento di tempo che ci riportano indietro alle vecchie chat. Senza considerare il fastidio derivante dalla circostanza che, aggregando flussi esterni, certi contenuti ottengano più commenti sugli strumenti di microblogging che sul sito nel quale sono stati originariamente pubblicati e da cui sono stati importati. Ultimo effetto collaterale: un’altissima percentuale dei micropost nasce ormai con manifeste finalità di cazzeggio, preferendo le battute e le frasi ad effetto acchiappa-like a quegli aggiornamenti ed a quelle informazioni per cui certi strumenti erano stati originariamente pensati. Insomma, gli strumenti di microblogging sono semplici ed immediati e presentano sicuramente tanti pregi di natura sociale, aggregativa, condivisiva ed informativa, ma se oggi mi chiedessero se io ritenga che in qualche modo abbiano potuto danneggiare il blogging tradizionale, risponderei decisamente di sì. Cosa ne pensate?

In Mac We Trust

Trust Wireless Mouse for MacNon ho acquistato un Mac per invitare a casa gli amici e farli sbavare davanti alle funzioni ed agli effetti speciali del suo sistema operativo, né per mettere in pratica quanto consigliato dal manuale delle giovani blogstar. Ho acquistato un Mac per non dovermi più stressare dietro ad un PC basato su Windows, alle sue configurazioni, ai suoi drivers, al suo registro, ai suoi problemi di sicurezza e di stabilità, ai suoi utenti pipparoli che vanno raccogliendo virus e malware nei luoghi e nei modi più disparati. Eppure sono riuscito a stressarmi persino con un Mac. Colpa del fottutissimo Mighty Mouse. Ok, è bello, intuitivo, preciso, configurabile e, pur essendo bianco, non si sporca più di quanto si sporchi qualsiasi altro mouse in commercio. Il problema è rappresentato dalla sua malefica pallina di scorrimento – geniale e rivoluzionaria finché funziona – che ad un certo punto inizia a scrollare male ed a richiedere continue attenzioni. Io l’ho capito bene come si pulisce, anche perché cercando “how to clean Mighty Mouse” su Google e su YouTube escono fuori più risultati che cercando Moana Pozzi. E’ che mi son rotto i coglioni di doverla pulire ogni due giorni. Do quindi il benvenuto, mentre il Mighty Mouse completa il suo volo dalla finestra, al Wireless Laser Mini Mouse per Mac prodotto da Trust.

Protezione dei dati personali?

videosorveglianzaPrivacy è quel singolare concetto per cui – mentre i vari call center continuano indisturbati a frantumare i coglioni ai liberi professionisti ed alle aziende senza che questi abbiamo mai espresso alcun consenso e giustificandosi con la scusa che il numero è presente sugli elenchi telefonici – chi avesse intenzione di proteggere la propria abitazione dai furti e dagli atti vandalici è tenuto ad avvertire ladri e delinquenti di fare attenzione, durante una eventuale visita di cortesia, all’impianto di videosorveglianza.

Amici amici

vigile urbanoDel nutrito corpo di Pulizia Municipale di Chieti conosco bene solo due persone: un vecchio compagno di classe delle elementari che ho ritrovato in divisa dopo tanti anni, ed un ultras che praticamente incontro tutte le domeniche mentre andiamo a sostenere la squadra della nostra città. Due e basta. Gli stessi che hanno lasciato sul parabrezza della mia macchina le uniche due contravvenzioni che ho preso fino ad oggi.

Il duepuntozero è morto!

PensierInEccesso 2.0Dopo ben tre anni di onorato servizio, il vecchio tema (2.0) di questo blog va finalmente in pensione per lasciare spazio ad una travagliata versione 3.0. Travagliata perché da diverso tempo stavo pensando ad un restyling, ma purtroppo non sono così figo da riuscire a far piovere gratis dal cielo decine di temi nuovi ed originali con la sola imposizione delle mani. Quindi alla fine, preso atto del mio status di Count Zero, ho deciso di affidarmi ad una professionista (anche perché ritengo che qualsiasi lavoro necessitante di impegno e di tempo vada sempre e comunque ricompensato, e benché nei miei confronti nessuno si sia mai posto il problema, io me lo sono sempre posto nei confronti degli altri). Tra l’altro proprio oggi PensierInEccesso (e non “PensierInecCesso“, né “Pensieri in eccesso“) spegne la sua quarta candelina, e questo mi sembrava un bel regalo di compleanno.