Il ruolo dei blogger

urloSi parla spesso del peso irrilevante che hanno i blogger italiani rispetto a quelli di alcuni paesi del mondo. Si spera sempre che da un post nasca un nuovo fenomeno letterario, un’inchiesta degna del miglior giornalista d’assalto, una ricerca da premio Nobel per la scienza, un’analisi economica che ci salvi dalla crisi o un virus in grado di propagare la pace nel mondo. Ora io mi chiedo: dove minchia sta scritto tutto questo? E’ forse una condizione d’uso che abbiamo distrattamente accettato quando abbiamo aperto un account su Splinder o abbiamo installato WordPress sul nostro spazio web? Che esistano alcuni blogger che sulla base delle proprie conoscenze e competenze nella vita reale (e non di ciò che scrivono sul proprio blog) siano considerati autorevoli, non può che farmi piacere. Che invece esistano dei blogger autorevoli o auto-definitisi tali o peggio dei non blogger che pretendono che la cosiddetta blogosfera sia globalmente influente ed in grado di salvare il mondo, mi fa un po’ girare le palle. D’altronde il mondo è pieno di teste di cazzo, perché la blogosfera non dovrebbe esserne la rappresentanza? Detto questo, vorrei sottoscrivere le parole con cui Stefano Vitta ha commentato l’ultimo post polemico di Vittorio Zambardino:

Tanto per sparare sulla croce rossa mi viene subito da far notare che i blogger, a differenza dei giornalisti, se non riescono ad ottenere informazioni chiare o almeno sufficienti per esprimere un giudizio hanno il LUSSO di poter non scrivere nulla. Questo non significa che il fatto sia ignorato.

Se non so, non parlo. E’ una filosofia che ho spesso sposato su questo blog, sia perché qui sopra ho da sempre privilegiato il cazzeggio, sia perché non mi piace fornire informazioni parziali rischiando le brutte figure e le querele. Per esempio qui a Chieti è da oltre un anno che dalle 22 alle 6 (ma è accaduto anche durante il giorno e senza alcun preavviso) siamo spesso con i rubinetti a secco. Inizialmente si è parlato di siccità. Poi con le piogge hanno dovuto cercare nuove scuse. Nel frattempo sono stati chiusi alcuni pozzi, ché pare che l’acqua bevuta negli ultimi anni fosse velenosa. Ci son state analisi e controanalisi con risultati sempre diversi a seconda di chi li leggeva. Tutti a scaricare le colpe su qualcun altro, facendo attenzione a non lasciare uscire le notizie fuori Regione. Tutti a preoccuparsi che le città più fighe avessero l’acqua ai danni di quelle più sfigate (e notoriamente più abituate a prenderlo nel culo silenziosamente). Ad oggi, conviviamo con una situazione da terzo mondo in attesa che le autorità competenti facciano chiarezza. Non so chi siano i responsabili, non ne ho parlato. Ma i giornalisti?

Stesso discorso per la crisi economica mondiale. Non ne capisco, preferisco tacere ed ascoltare le analisi di chi è esperto della materia. Potrei osservare che ad ogni minima scoreggia americana, in Europa succede un finimondo. Potrei osservare che se i media parlano di crisi, i piccoli risparmiatori vanno nel panico e vendono tutto facendo il doppio errore di rendere reale una perdita che prima era solo virtuale e di far scendere ancora di più le borse in attesa che i grandi decidano di fare la spesa a prezzi stracciati. Potrei osservare che quando aumenta il prezzo del barile di petrolio immediatamente il mio benzinaio ritocca tutti i prezzi, ma la stessa cosa non è avvenuta (non nelle stesse proporzioni) adesso che il barile costa esattamente la metà rispetto a qualche mese fa. Ma sicuramente queste cose non funzionano nel modo semplice e semplicistico in cui le ho descritte io. E allora parlo di cazzate, ché di quelle sono abbastanza esperto.

15 commenti »
  1. Commento di catepol, 13 ottobre 2008 @ 15:17

    Se non so non parlo dovrebbe essere il codice etico di tutti, blogger e giornalisti. Concordo con te. Sui nostri blog scriviamo quello che ci va, ma soprattutto quello di cui sappiamo rispondere, approfondire, decifrare, capire, avere fonti ecc.

    L’altro lato della medaglia è che sia tra i blogger che tra i giornalisti c’è chi ha le competenze per raccontare cose in maniera precisa e completa, per far capire a tutti. E non lo fa.

    Faccio un esempio banale: partecipare ad un qualunque evento in cui sono previsti più di due blogger nello stesso luogo fa si che circolino poi le foto, i post, i saluti, i ringraziamenti e bla bla bla.

    Quanti si mettono a raccontare gli interventi, i contenuti ecc.? A farne critiche ragionate, a spiegare a chi non c’era cosa si è fatto, cosa si è detto, a passare “contenuti”? Pochi.

    Non è questione di poter permetterci il LUSSO di non parlare.

    Se so, parlo. Se non so meglio che mi sto zitto. Ma se so, devo far capire a chi non sa.

  2. Commento di Smeerch, 13 ottobre 2008 @ 15:19

    Mi trovi sostanzialmente d’accordo. Anche per il mio blog il principio vale nel 90% dei casi. Ad esempio dei film parlo solo dopo averli visti.

  3. Commento di Novecento, 13 ottobre 2008 @ 15:30

    Un blogger non vale nulla se non fa giornalismo.
    Ma il blogger che fa giornalismo è un idiota che senza averne le basi cerca di fare un mestiere difficile scrivendo solo cazzate.
    D’altro canto, il blogger VIP può fare giornalismo, e i giornalisti di mestiere si turano il naso loro malgrado.
    E va da se che il giornalista di mestiere che apre un blog ottiene subito il badge viola.
    Se, invece, il blogger con il badge blu fa giornalismo è automaticamente coglione.

    Insomma, come la si gira o rigira, siamo tutti italiani. E si vede.

  4. Commento di Andrea Beggi, 13 ottobre 2008 @ 15:31

    Che non si possa cambiare il mondo, mi sembra pacifico. La cosa più brutta del post di Zambardino è la chiosa finale sul “noi e voi”, che mi lascia perplesso.

  5. Commento di ilallallero, 13 ottobre 2008 @ 15:31

    E mi sei sempre piaciuto per questo, che si tratti di manifestazioni scritte o orali! ;)

  6. Commento di markigegno, 13 ottobre 2008 @ 15:34

    Se non avessi concluso il post dicendo che parli di cazzate mi verrebbe da darti ragione, ma cosi’, se lo faccio, mi pare di darti del cazzaro. :-P

    Andando più sul dettaglio la mia opinione (non richiesta) e’ pressappoco la seguente: non credo che un giorno tutti avremo un blog; e’ più probabile che sempre piu’ gente comunichi via Internet (IM, microblogging, etc.).

    Secondo me il blog tende verso uno sforzo di produzione maggiore. Uno scopo ultimo che va oltre lo scrivere (di cazzate) fine a se stesso. Magari mi sbaglio, ma secondo me il blogger qualcosa in piu’ ai proprio lettori la deve offrire.

    Ed e’ inutile che fai il falso modesto, le tue cazzate sono spesso piu’ utili ed interessanti di quelli che si autodefiniscono “influenti”. ;)

  7. Commento di catepol, 13 ottobre 2008 @ 15:37

    Concordo con @markingegno quando dice “il blogger qualcosa in piu’ ai proprio lettori la deve offrire”.

    Ma sempre nel rispetto del “Se so, parlo. Se non so mi documento e poi eventualmente parlo.”

    Fermo restando che parlando o non parlando, non è detto che la verità sia quella che dico io. E lo devono sapere anche i miei lettori.

  8. Commento di Federico Fasce, 13 ottobre 2008 @ 15:45

    Sono sostanzialmente d’accordo, al netto però di un’osservazione.
    Io non credo che, sempre e comunque, se un blogger non conosce un argomento non ne debba parlare. Parte del valore di questo strumento sta anche nella condivisione di un punto di vista. E a volte, chi non è immerso in certe logiche, può offrire una visione diversa e più creativa. Ovvero può dare valore alla conversazione pur non essendo un esperto dell’argomento.
    Questo non significa, certo, che bisogna dare aria alla bocca ad ogni occasione. Ma che a volte si può avere qualcosa da dire anche da non esperti.

  9. Commento di alberto, 13 ottobre 2008 @ 19:57

    “Ma se so, devo far capire a chi non sa.” come dice Catepol. Un punto assolutamente da non sottovalutare. Magari un grande scienziato o un grande economista le cose le sanno ma poi non sono capaci a spiegarle ai comuni mortali.

  10. Commento di Barone Rosso, 14 ottobre 2008 @ 9:44

    Nei giusti modi, si può anche parlare non sapendo. Il dibattito ed il confronto servono ad approfondire… e comunque, persino i pareri discordanti fanno riflettere, aumentano in ogni caso la conoscenza del tema trattato.
    Il ruolo dei bloggers è per me lo stesso dell’uomo comune, con un bel megafono però. :)

    Dell’acqua a Chieti vorrei saperne di più anch’io, e vorrei conoscere le reali motivazioni che spingono quella mano a chiudere il rubinetto quasi tutte le sere.

    Per quanto concerne il mito della “doppia velocità” ti invito a leggere
    questa cosa .
    É lungo, impegnativo… la conclusione dell’autore è questa: “per le compagnie attive nella distribuzione dei carburanti in rete, l’aumento dei prezzi del greggio è un costo, non un’opportunità”.

    Non pretendo di convincerti ma è un punto di vista fuori dal coro che vale la pena di valutare.

    Ciao.

  11. Commento di LemonTree, 14 ottobre 2008 @ 11:33

    Qui credo che ci sia un discorso un po’ borderline.

    Chiaro che se non so non parlo, ma questa potrebbe anche essere anche una scusa.

    Se esiste un problema che ci interessa, cerchiamo di sviscerarlo e di parlarne poiche` questo possa essere risolto. Nell’esempio dell’acqua, e` chiaro che non si puo` dire che sia colpa di Tizio, ma sicuramente si puo` dire che c’e` una questione acqua e che l’acqua e` gestita da X e che bisognerebbe andare a bussare a X per avere informazioni.

    Insomma parlare anche non avendo il 100% della conoscenza (cosa che spesso e` impossibile avere) e` possibile. Se non altro per creare massa critica attorno ad una problematica su cui discutere per trovare possibili soluzioni.

    Creare massa critica non significa diffamare, ovviamente.

    Ci sono molti problemi che spesso sono presentati come “difficili” semplicemente per evitare che le persone possano unirsi per rifletterci su. E` la strategia del potere che tenta di distrarre il piu` possibile le persone per isolarle e evitare che “capiscano”. Il non parlarne e` proprio indice del fatto che questa strategia e` vincente.

  12. Commento di elisa, 14 ottobre 2008 @ 19:41

    Concordo con te…..
    il blog è principalmente un luogo di racconto, narrazione…..
    poi se da cosa nasce cosa in senso buono meglio…
    altrimenti pace!
    Saluti

  13. Commento di Arcadi, 14 ottobre 2008 @ 19:49

    Bravo Maxime….
    c’è da dire che se volevo scrivere sui giornali continuavo a farlo senza aprirmi un blog rispolverando la mia tessera da pubblicista… boh… chissà poi che fine ha fatto…

  14. Commento di Mr.Tambourine, 16 ottobre 2008 @ 15:40

    La mia stessa identica filosofia di vita.
    Grande.
    E poi il font dei commenti è strafico!

  15. Commento di Ettore, 18 ottobre 2008 @ 10:39

    Non so’, volendo sì può anche parlare di qualcosa specificando che per alcune cose il proprio livello non è proprio altissimo. E va anche precisata una cosa: i blogger non sono giornalisti, io li vedrei più come opinionisti.Alla fine sono persone che non scrivono per giornali, il che dice tutto.

    Ettore

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