Microblogging Killed The Blog Star

TwitterIl microblogging è una particolare tipologia di comunicazione online nata per informare ed aggiornare costantemente tutti i propri contatti mediante la pubblicazione di brevi messaggi di testo. Col tempo il microblogging si è evoluto ed ha esplorato nuove strade, superando l’originario limite dei 140 caratteri imposto da Twitter e dai suoi cloni ed introducendo ad esempio la possibilità di allegare musica, video ed immagini, di organizzare e commentare le conversazioni, o addirittura di attingere da contenuti esterni attraverso i feed RSS (fondendosi di fatto con il lifestreaming, ossia l’organizzazione in ordine cronologico di tutti i contenuti e le attività in rete riconducibili alla stessa persona). La facilità di utilizzo dei numerosissimi strumenti (anche e soprattutto in versione mobile) sviluppati a supporto del microblogging e lo strepitoso successo ottenuto in rete hanno contribuito alla nascita di nuovi linguaggi ed alla inevitabile rivoluzione di alcune dinamiche. Ad esempio ho notato che si scrive molto meno sui blog veri e propri.

Sarà solo una mia impressione, ma prima del microblogging uno spunto di riflessione o un’idea te le annotavi su un pezzo di carta per poi riprenderle, approfondirle e svilupparle all’interno del tuo blog. Oggi siamo istintivamente portati a bruciare le nostre intuizioni riassumendole tristemente dentro quel Bignami da 140 caratteri dal quale poi, difficilmente, nascerà un post. Inoltre, le ultime evoluzioni del microblogging (ad esempio FriendFeed) permettono di evidenziare i contenuti più interessanti e di svilupparci intorno delle vere e proprie discussioni: il tutto si traduce a volte in una richiesta di attenzione ed in un assorbimento di tempo che ci riportano indietro alle vecchie chat. Senza considerare il fastidio derivante dalla circostanza che, aggregando flussi esterni, certi contenuti ottengano più commenti sugli strumenti di microblogging che sul sito nel quale sono stati originariamente pubblicati e da cui sono stati importati. Ultimo effetto collaterale: un’altissima percentuale dei micropost nasce ormai con manifeste finalità di cazzeggio, preferendo le battute e le frasi ad effetto acchiappa-like a quegli aggiornamenti ed a quelle informazioni per cui certi strumenti erano stati originariamente pensati. Insomma, gli strumenti di microblogging sono semplici ed immediati e presentano sicuramente tanti pregi di natura sociale, aggregativa, condivisiva ed informativa, ma se oggi mi chiedessero se io ritenga che in qualche modo abbiano potuto danneggiare il blogging tradizionale, risponderei decisamente di sì. Cosa ne pensate?

15 commenti »
  1. Commento di Clockwise, 29 ottobre 2008 @ 14:29

    Condivido tutta la santissima linea.
    In effetti, comunque, è un po’ di tempo che c’è questa tendenza.
    Il buon blogger, comunque, rimane.
    E chi lo segue, continua a farlo, fortunatamente.

  2. Commento di Velenero, 29 ottobre 2008 @ 14:33

    Per me è un bene… molto fighettume si è spostato sulle nuove piattaforme e nei blog tradizionali adesso si respira di più…

  3. Commento di catepol, 29 ottobre 2008 @ 14:49

    Non hai tutti i torti. Il tutto scorre del microblogging  (nella fattispecie di Friendfeed) a volte è il MALE. Perchè un contenuto per essere commentato deve innanzitutto beccare il momento giusto e poi la giusta ironia nella frase per cogliere più like e quindi consenso. Però le discussioni scorrono. Fra due ora non esistono già più.
    Ti dirò. A me non piace. Perchè un post su un blog è per sempre, così come i suoi commenti. Restano là, correlati strettamente alla conversazione che li ha generati. Sul microblogging no. Abbiamo troppi microcontenuti da trasmettere, che fanno rumore, ma distolgono anche l’attenzione.

    Tante cose meriterebbero commenti sui blog. Io sono per il blog. La gioia che provo ad ogni commento su un post non è paragonabile all’effimero di un like su FF che poi dimentico anche di aver messo.

    Ad ogni modo ne abbiamo discusso l’altro giorno anche con Giuseppe. Su FF. Qui
    http://friendfeed.com/e/7aec3f08-7b83-f083-ad9b-fa775d2eaa6c/Discussioni-che-evaporano-bookcafe-net/ e qui http://friendfeed.com/e/a3385fb3-721d-a670-94e3-d3d50ff3ff95/Nascondino-Network-bookcafe-net/.

    E anche là a capire perchè su FF abbiamo la tastiera facile e sui commenti al blog no.

    Un’altro discorso è la fine delle blogstar correlata all’uso del microblogging. Bè…chi non scrive sul blog è perchè non ha contenuti secondo me. Il microblogging maschera tanto, nel senso che spacciando periodi di 140 caratteri come se fosse semina, magari spacciando link e citazioni di altri, o immagini e video, si pensa di fornire elementi ai lettori di continuo, quindi di esistere.

    Il blog è il blog, ben venga chi produce ancora post belli e gradevoli da leggere, interessanti o semplicemente simpatici.

  4. Commento di Suzupearl, 29 ottobre 2008 @ 14:50

    Potrebbe esserci un risvolto positivo in tutto questo: spesso gli spunti non evolvono e se ti impunti quel che viene fuori è solo un post allungato col nulla riempitivo. Il microblogging screma e lascia spazio a ciò che veramente andrebbe approfondito. Meno post, ma di qualità maggiore. Sulla questione del decentramento dei commenti ci avevo pensato anch’io ma sai cosa ho notato? Se davvero ci tieni a lasciare un’opinione costruttiva, la lasci nel blog. Su friendfeed spesso lasciamo commenti leggeri e veloci, che non meritano di rimanere nella storia del post. Almeno, io mi regolo così. Non ho mai amato i commenti stile “bello questo post” o “sono daccordo.”, fanno piacere ma non aggiungono nulla. Dunque se vanno a finire su FF, tanto meglio.

  5. Commento di antonio vergara, 29 ottobre 2008 @ 15:28

    Penso che i nuovi mezzi influiscano e non poco nel vecchio modo di bloggare. Notizie di una riga che prima avresti postato sul blog, adesso le scrivi in un twit o le condividi su friendfeed o facebook. Tuttavia il blog resta comunque il mezzo con la maggiore platea anche se è forse meno interattivo di tutti gli altri. In ogni caso credo che la questione urgente ormai sia unificare il sistema dei commenti: c’è bisogno di un modo per aggregare tutti i commenti che un post può ricevere sui diversi sn.

  6. Commento di vocalizzorotante, 29 ottobre 2008 @ 15:50

    Non sono molto daccordo perchè, anche se ci vuole più tempo per affermarsi, un buon blogger che punta sui contenuti alla fine fa breccia, e così i suoi commenti che forniranno solo e sempre spunti di riflessione per chi vi partecipa e per chi legge soltanto.
    Non dimentichiamoci chi -come me- si avvicina al microblogging solo per promozionare i propri siti e portali, preferendo un luogo che favorisca cmq la discussione fra più persone, che nn una chat a due…

    Secondo la mia personale inesperienza, credo che siano la maggiorparte dei web-master, anche se ammetto di viaggiare per intuizione anzichè per dati certi. :D

    Per la cronaca: senza il microblogging non avrei scoperto questa discussione ;-)

    Un saluto a tutti

  7. Commento di molengai, 29 ottobre 2008 @ 15:54

    io non mi esprimo perché da sempre il mio bloggare è microblogging
    molti post al giorno e tutti in genere corti

  8. Commento di postoditacco, 29 ottobre 2008 @ 18:02

    Il microblogging è dispersivo sia per il tempo che i blogger vi dedicano che per i contenuti delle discussioni.
    Per questo motivo io sono pro-blog, anche perché mi accorgo che il microblogging mi porta via tanto, troppo tempo che potrei dedicare ad una sfilza di post in draft o ad approfondimenti.
    In compenso tramite FF riesco a venire a conoscenza di post interessanti di contatti di miei contatti che altrimenti mi perderei.
     
    @maxime “certi contenuti ottengano più commenti sugli strumenti di microblogging che sul sito nel quale sono stati originariamente pubblicati e da cui sono stati importati” vero, però la visibilità spesso è maggiore.
     
    @catepol ”Perchè un post su un blog è per sempre” bellissima frase, la incornicio!
     
    @Antonio vero, oltre al problema di riuscire a seguire tutto il lifestreaming (che di per sé è già un’impresa) tramite feed aggregator, c’è anche il problema di riuscire a “raccogliere” tutte quelle informazioni preziose fatte di link, commenti e spunti vari che scorrono come il fiume al mare.

  9. Commento di Felter Roberto, 29 ottobre 2008 @ 18:46

    la cosa che a me dispiace di più è perdere i commenti ad un post, lasciati su friendfeed. Per evitare questo ho messo un plugin su wordpress in modo che in fondo al post ci sia il link alla eventuale discussione su Friendfeed. Non funziona al 100% ma non è male. Io sul blog scrivo una cosa e sui microblogging un’altra e quindi non mi sembra che uno rubi spazio all’altro. Di certo non posto su FF per cercare like e cose simili. Si arriverà, come qualcuno sta già facendo, ad avere una pagina di “allstreaming” sul blog, cosi da riportare ogni propria attività in un unico grande raccoglitore.

  10. Commento di Napolux, 29 ottobre 2008 @ 22:34

    IMHO il microblogging sta facendo bene al blogging.

    Lo depura da tutte le cazzate, lasciando sui blog quel che veramente conta e che ovviamente non può essere espresso in 140 caratteri (o giù di lì)

    Non trovi?

  11. Commento di Hoshimem, 29 ottobre 2008 @ 22:44

    Secondo me restano 2 cose separate, anche per l’uso che se ne fa. Personalmente, ai feed dei blog che seguo presto attenzione e me li riservo per momenti di sana lettura…FF invece scivola via veloce, lo apro nei momenti in cui posso cazzeggiare, clicco qui e là, ma non approfondisco nulla…

    Penso che il microblogging in sè sia utile per momenti di leggero svago..il resto resta :)

  12. Commento di Francesco, 30 ottobre 2008 @ 13:30

    Il microblogging sta intercettando tutti coloro che in passato hanno aperto un blog pensando che avessero molto da dire; scoprendo poi che quello che non c’era da dire granché o che poteva essere detto in un “giro discorsivo” che si è esaurito prima del previsto.  Se questo è vero, secondo me non si tratta tanto del fatto che il micro-blogging danneggia il blog tradizionale; significa piuttosto che il “mercato” del microblogging sta danneggiando il “mercato” del blog tradizionale. Mentre chi ha qualcosa da dire di più articolato, continua a farlo in ben più delle 140 battute originarie di Twitter.
    Questo vorrei augurarmelo proprio per chi, come te, continua a postare su un blog e a dire cose interessanti. Che non si senta minacciato o “superato” perché si levano cori sulla morte del blogging.

    Oggi mi sa che continuerò questa discussione, perché vale la pena di capire dove porta. In gamba ;)

  13. Commento di robie06, 30 ottobre 2008 @ 13:57

    sono d’accordo su tutta la linea, il microblogging sta abbassando di molto la quantità di “blogging” basta gaurdare le statistiche di GReader per avere un dato provato, ma non la qualità. Ormai quella cosa classificata blog, che ho installato sul mio dominio, sonnecchia e ogni tanto da segni di vita con una bella russata. Però la qualità credo si sia mantenuta, se non aumentata.

    twitter lo uso fondamentalmente, quando sono fuori ufficio nei tempi morti e per cazzeggiare, gli spunti che prendo non sono tantissimi. FF devo essere sincero ancora non sono riuscito ad usarlo bene ma non mi ci sono mai messo di impegno, anche perchè il tempo dedicato al web sta diminuendo.

    L’integrazione di Twitter/Facebook/FriendFeed, è un altro fattore da analizzare, paradossalmente potrei postare il link di questa discussione e avere 3 luoghi dove i commenti vanno in direzioni diverse, e questo non credo sia un bene per generare una discussione seria che poi abbia la famosa coda lunga, si dovrebbe trovare un modo per integrare l’insieme di eventuali commenti.

  14. Commento di kOoLiNuS, 1 novembre 2008 @ 12:10

    a me l’idea che piace di più è quella esposta al #5 da Antonio:

    c’è bisogno di un modo per aggregare tutti i commenti che un post può ricevere sui diversi social network

    o, almeno, di capire cosa c’è che non ha funzionato in coComment e migliorarlo ….

  15. Commento di reloaded, 12 novembre 2008 @ 14:53

    come qualcun altro ha detto, considero il microblogging un elemento accessorio, che può servire al blog per racimolare visite o promuoversi.
    aborro all’idea di dover condensare un pensiero in 140 caratteri, peggio di un sms, cominceremmo a scrivere tutti con le k e diventeremmo tanto ignoranti nella lingua italiana quanto lo stanno diventando i giovani d’oggi.

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento