A seguito dell’entrata in vigore del D.L. n°185/2008 (il cosiddetto decreto anti crisi), convertito nella Legge n°2 del 28/01/2009, tutti i professionisti iscritti agli Albi professionali hanno l’obbligo di dotarsi, entro un anno dalla data di entrata in vigore della norma (e cioè entro il 28/11/2009), di una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) o sistema analogo e di comunicarne l’indirizzo al collegio di appartenenza. A tal fine ed anche per sostenere e promuovere l’utilizzo della posta elettronica in sostituzione dei canali tradizionali di comunicazione pubblica, la Cassa Italiana Geometri, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Geometri, ha sottoscritto con la società certificata Aruba PEC S.p.A. un accordo commerciale per assicurare ai propri iscritti l’attivazione e l’utilizzo gratuiti di una casella di posta elettronica certificata con indirizzo di tipo nome.cognome@geopec.it.
La PEC è un servizio che disciplina l’uso della posta elettronica tra le pubbliche amministrazioni, le aziende ed i privati cittadini dando valore legale alle e-mail scambiate, sostituendo le tradizionali notifiche a mezzo postale (raccomandate con ricevuta di ritorno) e fornendo lo stesso valore giuridico delle ricevute. Dunque la PEC funziona esattamente come una normale casella e-mail, ma presenta alcuni vantaggi che la posta elettronica tradizionale non può offrire: in particolare, rappresenta un servizio utile alla trasmissione di tutte quelle comunicazioni che necessitano di certezza sulla destinazione dei messaggi, di garanzia dell’avvenuta consegna e di certificazione dei contenuti. L’unico difetto della PEC è che attualmente non è uno standard internazionale, rappresentando quindi un insieme di regole e norme italiane: inoltre, altre tecniche di firma digitale e di tracciamento della consegna analoghi, come RFC 3798, sono già disponibili per le email tradizionali da diversi anni.
Scritto da Maxime il 10 giugno 2009

Uff… non ci sto capendo più niente: io sapevo che con la conversione in legge la PEC non è più obbligatoria.
Conferma in Wikipedia (quindi prendiamola con le dovute cautele) alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Posta_elettronica_certificata dove spiega:
“Il 19 gennaio 2009, infatti, l’articolo 16 del Decreto Legge 185/2008 ha subito, in fase di conversione in legge, modifiche rilevanti che rendono non più obbligatoria la PEC per cittadini, liberi professionisti e aziende, qualora essi abbiano a disposizione un analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali.”
A parte la genericità della definizione di “tecnologie che certifichino”, la domanda è: ma sta PEC (che a mio parere è una gran buffonata) è obbligatoria o no?
cofano: è obbligatorio dotarsi di PEC oppure di “un analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali.” In ogni caso una di queste due soluzioni va obbligatoriamente adottata entro il 28/11/2009 (e dubito fortemente che, ad esempio, la mia amata GMail sia in grado di fornire le certificazioni richieste).
Ok, intendevo proprio che quell’”oppure” rende la PEC non più obbligatoria: è obbligatoria una forma di certificazione, non è obbligatoria la PEC. A questo punto, a mio avviso, conviene dotarsi di qualcosa che sia uno standard a livello internazionale (RFC 3798 come dicevi tu) e non solo italiano (che magari verrà stravolto dal prossimo decreto-anti-crisi o dal prossimo governo). Certo capisco anche la comodità di Aruba e della sua gratuità.
Postilla catastrofista: cosa succederà quando pc infetti si metteranno a sparare phishing e virus allegati a PEC? Io non ci vedo tutta questa sicurezza.
tralasciando per un attimo se sia obbligatoria o meno, vorrei chiedervi:
nella vita, aprendo una attività, voi dareste come vostro indirizzo ufficiale e sede legale “l’appartamento sopra quello dove abita il sig. Aruba”?
Roberto, premetto che non parlo da informatico professionista, però non penso che sia la stessa cosa di un indirizzo fisico il .aruba.it che sta alla fine dell’indirizzo e-mail.
Vedila meglio così: quando mando una raccomandata la do in affidamento a Poste Italiane, gestore del servizio di raccomandata. Così, nel sistema telematico il gestore a cui do in carico l’email certificata sarà Aruba.
PS: Aquistando un dominio presso aruba, la posta certificata può assumere anche la forma @pec.nomedominio.quellocheè.
Sai se il tipo di pec rilasciata da Aruba ai geometri è di tipo aperto o chiuso?
@maury. Il problema è che se un domani nascesse un servizio privato di poste, tu potresti passare a spedire raccomandate con lui, senza per questo cambiare indirizzo. Se tu, dopo un anno che stai con Aruba, decidessi di utilizzare un altro gestore, dovresti cambiare indirizzo mail, ricomunicarlo alla camera di commercio ecc.
La soluzione è proprio quella che dici, cioè un dominio personalizzato, ma bisogna pensarci in tempo. Senza contare che poi ci sono tutta una serie di servizi aggiuntivi, di cui uno ne sente la necessità solo una volta iniziato ad utilizzare la PEC, che ARUBA ad esempio ha inserito nella sua “PEC PRO”. Però, guarda caso, non disponibile su domini personalizzati.
@Elena, qui trovi indicazioni sulla convenzione dei geometri http://www.geometri-piacenza.it/uploads/Prot%202323%20pec.pdf
Ultimamente sto seguendo proprio lo sviluppo di questi servizi aggiuntivi e della PEC in generale, per cui, se avete qualcosa da chiedere, sono a disposizione.
Ultima nota di colore: Brunetta vuole regalare una PEC a tutti i cittadini. Il problema è che questa PEC diventa AUTOMATICAMENTE l’indirizzo ufficiale a cui la PA può rivolgersi per parlare con te. Multe, cartelle esattoriali ecc. potrebbero arrivare lì senza poterlo evitare.
Per questo, vista il costo irrisorio di una PEC, io consiglio di acquistarla, cosi da poter decidere come e quando interfacciarsi digitalmente con la PA.
Ho guardato sul sito della Cassa, ma non ho trovato le indicazioni per aderire al PEC convenzionato, son scemo/distratto io oppure non c’e’ ?
giuliano: in effetti sul sito della Cassa non c’è scritto ancora niente, ma se sei regolarmente iscritto dovresti aver già ricevuto la comunicazione cartacea con tutte le istruzioni per richiedere ed attivare la tua PEC. Se non l’hai ricevuta, puoi richiedere tutte le informazioni presso il Collegio di tua competenza.
speriamo che lo strumento diventi OBBLIGATORIO per tutti i professionisti e le pubbliche amministrazioni e non faccia la fine della privacy. Comunque la pec di aruba costa 5 euro all’anno quindi non sarebbe stato comunque un grande sforzo se si fossero arrangiati da soli i geometra.
Stefano. La PEC di Aruba costa 5 euro sul loro dominio. Lo vedo veramente poco professionale per un geometra, come per qualsiasi altro professionista, dare come propria mail “istituzionale” nome.cognome@pec.aruba.it non credi? del resto come valuti una azienda che ti dice “mi mandi una mail a —-@libero.it “?
Roberto, ad essere sincero, da “non fanatico” delle formalità quale sono, non ci vedrei nulla di male.
Anzi, anche per lavoro, in genere, utilizzo il mio indirizzo su maury.it, invece che su infn.it o oacl.net.
Personalmente mi concentrerei molto di più sull’affidabilità e sull’assistenza del servizio.
Riguardo ad Aruba, rimane il fatto che a prezzi bassi si può acquistare un dominio presso di loro con spazio hosting infinito. A quel punto gli indirizzi PEC potrebbero diventare della forma @pec.dominio.quellocheé.
Se ci si tiene particolarmente la soluzione quindi c’è e mi sembra anche ottima.
Maury, però il costo non è più 5 euro e lo spazio hosting che prendi non è utilizzabile per archiviare la posta, a meno che non la togli dal “contenitore” fornito da Aruba e la riarchivi come semplice file sul tuo server. Il nome non è solo una formalità. Se tra un anno il servizio di aruba non ti va più o c’è di meglio, avendo una mail ufficiale con il loro nome ti trovi a non poterti spostare senza dover ricambiare la mail, ricomunicarla alla camera di commercio, a tutti i tuoi clienti / fornitori, senza contare il rischio comunque di perdere mail “certificate” mandate per errore al vecchio indirizzo. Io consiglio sempre di ragionarci un attimo prima di partire pensando “tanto è solo una mail”.