Alla fine, dopo mille dubbi e rinvii nella speranza che Nokia e HTC riuscissero a tirar fuori qualcosa di minimamente paragonabile, ho deciso di acquistare un iPhone 3GS. Bianco, ché se lo compravo nero poi non ero abbastanza fighetto. Di recensioni relative al melafonino è piena la rete, quindi non leggerete le mie impressioni dopo due mesi di utilizzo. Però se devo essere sincero il maggiore difetto del telefonino Apple non è tanto la durata ridicola della batteria né il fatto che tenda a surriscaldarsi, bensì è proprio quello di non essere descrivibile con nessuna recensione. Ti possono raccontare in qualsiasi modo quanto sia immediato iniziare ad utilizzarlo senza la necessità di istruzioni, quanto sia semplice cercare informazioni in rete, quanto sia comodo il touchscreen, quanto siano gradevoli l’interfaccia e le animazioni o quanto siano esaltanti le funzioni multimediali ed il multitouch, ma nulla riuscirà mai a farti comprendere le sensazioni che si provano nell’utilizzarlo, quelle stesse sensazioni che provai quando presi in mano il primo iPod Touch e mi sembrava qualcosa proveniente dal futuro che dovesse essere ancora inventato. Un iPhone va provato.
Ho visto irriducibili ultras di Windows Mobile e di Symbian emozionarsi come bambini di tre anni davanti ad una bicicletta col fiocco rosso sopra. D’altronde, benché sostanzialmente gli utenti Apple siano una sorta di testimoni di Geova talmente addicted da acquistare quasi a scatola chiusa qualsiasi cosa Steve Jobs proponga loro, non ne sarebbero mai stati venduti così tanti. A quei prezzi poi. Altro difetto: crea dipendenza. Ogni occasione diventerà una scusa per tirarlo fuori. Un amico ti sta raccontando la sua vacanza in Egitto? Aprirai Google Maps per capire meglio in quale zona è stato, o cercherai su Flickr le fotografie di quei luoghi. Si discute di un argomento e vengono fuori due tesi contrapposte? Effettuerai immediatamente una ricerca su Google o su Wikipedia. Ti serve un numero di telefono? Mentre tua moglie cerca l’elenco telefonico, tu ti sarai già collegato su PagineBianche.it. Sei al MediaWorld col dubbio esistenziale se sia meglio Nespresso o A Modo Mio? Entrerai su Facebook o su FriendFeed o su Skype per chiedere consiglio ai tuoi amici. Ti propongono di andare al cinema? In pochi secondi il GPS integrato ti geolocalizzerà, ti indicherà il cinema più vicino rispetto alla tua posizione e ti mostrerà titoli, trame, trailer e orari dei film in programmazione. Senza considerare poi quelle millemila applicazioni, utilissime in viaggio o in particolari situazioni, che però tu scaricherai esclusivamente per fare lo sborone ed impressionare i tuoi amici. Sempre che, ovviamente, tu abbia sottoscritto un piano dati che ti metta a disposizione almeno un centinaio di mega di traffico alla settimana, ché diversamente il tuo iPhone diventerà un semplice e costosissimo telefonino con fotocamera, player audio/video e giochini annessi.
Scritto da Maxime il 9 ottobre 2009









Condivido ogni parola, soprattutto sul finale, è bellissimo vedere quei ragazzini con l’aifonne che “wow” “fantastico”.. poi ci mandano ovviamente solo sms, non han idea di cosa sia l’app store o del fatto che abbia un gps (si potrebbe continuare ore)
La mia esperienza: ai giardini di Boboli non c’era una guida cartacea, e allora c’è stata Wikipedia… e poi, non ci ricordavamo il nome esatto di Frau Blucher, e che problema c’è, nel bel mezzo del nulla, nel giro di due minuti ascolti anche l’mp3 dal film. Confesso che in questa occasione ho pensato ‘ma come siamo messi…’
Maxime, questa è la recensione “definitiva” dell’iPhone. La farò leggere a chiunque mi chieda un parere su questo gioiellino.
ed io che pensavo che l’ iPhone fosse utile per asciugare i capelli… ai parrucchieri 2.0.
chissà se gli utilizzatori sanno che si può vivere anche senza l’Iphone
@enio: si può vivere anche senza luce e gas. E persino senza lasciare commenti sui blog.
e che quando ce vò ce vò che ci vuoi fare, è più forte di me!
Io ho scoperto che l’iPhone era l’amore della mia vita l’altro giorno quando, dopo essermi malamente persa, ho attivato “Mappe” e, con la sola forza del pensiero, l’Oggetto mi ha indicato la Via. Lì ho capito che non l’avrei mai tradito. Mai!
V
Siamo di fronte alla “macchina definiva?”
No perchè… il passaggio succesivo, ovvero un microchip piantato nella carne non mi garba molto!
Leggo oggi, veramente casualmente, questo post che dichiaro personalmente post dell’anno sul iPhone. Dicevo che casualmente oggi leggo questo post, e esattamente oggi ho fatto il salto… sono diventato un iPhone man… e se questo è quello che mi “aspetta” bene… è esattamente quello che mi aspetto..
bella scusa per stare con il coso in mano…
D’accordo perfettamente per quasi tutto.
Io ho l’iPhone, e mi ci trovo benissimo (benché sia nero, e quindi meno figo). Ma anche se non ho un piano dati che mi metta a disposizione mega di traffico, l’iPhone non mi diventa per questo meno utile… Sfrutto la wireless per collegarmi a casa, all’università, e nei tanti posti in cui si può fare. E poi, tra le millemila applicazioni, ne ho scaricata una che ti avvisa di tutte le connessioni wireless libere presenti nella zona dove sei o dove vorresti andare.
Anzi, non avere la connessione fissa sull’iPhone aiuta a non creare quella famosa “dipendenza” di cui hai parlato… perché ti vengono ridotti i momenti in cui puoi fare lo sborone cacciandolo e risolvendo i problemi.