Google+ rappresenta l’ennesimo tentativo di Google di creare – attraverso l’integrazione dei suoi strumenti già esistenti all’interno di una piattaforma unica con l’aggiunta di qualche caratteristica inedita – un social network in grado di rubare utenti a Facebook. Google ci aveva già provato con Google Buzz, fallimentare esperimento di microblogging tuttora integrato all’interno di GMail, e con Google Wave, strana piattaforma di comunicazione e collaborazione in tempo reale ormai in fase di dismissione. Google+ però ha ricevuto un’accoglienza decisamente diversa se si considera che in meno di due mesi dal lancio, nonostante una fase iniziale di accesso solo ad inviti, vantava già oltre 25 milioni di utenti. Siamo quindi di fronte al tanto atteso Facebook-killer? Ho i miei fortissimi dubbi.
Tra i pregi vanno sicuramente messe in evidenza una maggiore attenzione alla privacy rispetto a Facebook, l’introduzione delle cerchie di amici che permette di organizzare i propri contatti in base alle relazioni sociali e di conseguenza condividere contenuti con loro in maniera selettiva (idea in realtà rubata a Diaspora ed ai suoi aspetti), la possibilità di organizzare videoritrovi (vere e proprie videochat all’interno delle quali invitare singoli utenti o intere cerchie), nonché l’assenza di poke e di applicazioni idiote bimbominkiesche per mandare baci, fiori, regali virtuali ed inutili collage e montaggi fotografici ipertaggati. Tra i difetti vanno evidenziati il fatto che tantissima gente ti aggiunge a caso senza conoscerti (per ricambiare la cortesia senza tuttavia permettere a chiunque di leggere i cazzi miei sono stato costretto a creare una cerchia apposita chiamata “Chicazzosei?!?“, che in questo preciso istante ospita ben 638 persone), anche se molti sostengono che questo sia un pregio poiché la filosofia alla base di Google+ in realtà sarebbe profondamente diversa da quella alla base di Facebook, la mancanza dei gruppi o delle stanze a tema in cui poter accedere per condividere passioni comuni e la circostanza che anche qui, fatte le dovute scremature, alla fine segui le stesse identiche persone che già segui sugli altri socialcosi, quindi Google+ diventa solo l’ennesimo posto in cui fotocopiare o linkare un post già pubblicato altrove.
Ci sono infine quegli aspetti che sono comuni sia a Google+ che a Facebook, anche se probabilmente il primo è riuscito ad implementarli in maniera più efficace e funzionale avendo avuto il tempo e la possibilità di copiare e migliorare il secondo: ad esempio il tanto pubblicizzato bottone “+1″, che di fatto è il caro vecchio “Mi piace” (Like) di Facebook con l’unica differenza che può influenzare i risultati delle tue ricerche su Google segnalandoti quanti e quali contatti tra le tue connessioni sociali hanno cliccato +1 su quel link; oppure la chat integrata basata su Google Talk e configurabile in base alle cerchie, che è pur sempre una fottutissima chat che se la mantengo sempre spenta su Facebook non vedo perché dovrei accenderla su Google+; inoltre i giochi, introdotti su Google+ da pochissimo tempo perché evidentemente la gente non era disposta a spostarsi da Facebook senza ritrovare le proprie fattorie del cazzo pure di qua; ed infine il profilo, gli album fotografici, la geolocalizzazione e le app per accedere al social network attraverso i più diffusi smartphone.
Nel titolo scrivevo che ne resterà soltanto uno. Io temo che la sfida l’abbia già vinta Facebook sia perché Google+ è arrivato troppo tardi, nonostante le buone idee e la possibilità di integrare tutti gli altri strumenti di Google, sia perché, non appena Facebook copierà a sua volta l’idea delle cerchie e della condivisione selettiva dei contenuti e migliorerà ulteriormente gli aspetti legati alla privacy, non ci saranno davvero più motivi per spostarsi da una piattaforma già avviata alla quale ormai tutti si sono abituati intrecciando relazioni ed a cui privati ed aziende fanno riferimento per pubblicizzare le proprie attività e dare risalto ai propri eventi.
Scritto da Maxime il 15 settembre 2011








