Archivio per la categoria ‘Chieti’
…però ci si vede l’8 agosto dalle 10 in poi al BeachCamp di Francavilla al Mare (CH), a cura della Mainardi’s Band, mentre il 7, l’8 ed il 9 agosto vi aspetto tutti a Chieti per Chieti d’Autore, una tre giorni a cura dell’Associazione Culturale “Il Muro” che prevede l’apertura serale straordinaria del Museo d’Arte Costantino Barbella (intitolato all’omonimo scultore teatino e custode generoso di capolavori di livello assoluto) nonché l’esibizione, nella Jazz Area allestita in Largo G. B. Vico, di musicisti raffinati impegnati in tributi a Duke Ellington, Billie Holiday ed a quella floridissima età del genere afroamericano che va sotto il nome di stile New Orleans.
Per gli amici blogger locali, ma soprattutto per quelli forestieri che raggiungeranno l’Abruzzo in occasione del BeachCamp, ho pensato ad una serata (quella di domenica 9 agosto) nel centro storico teatino con cena a base di specialità abruzzesi, visita al museo e concerto della Sweetwater Jazz Band di Michael Supnick: appuntamento alle ore 19.30 in Piazza Vittorio Emanuele II, davanti alla Cattedrale, dove peraltro è possibile anche parcheggiare. Per ovvi motivi organizzativi vi prego solo di darmi conferma della vostra presenza via email, sms o piccione viaggiatore. A presto!

Scritto da Maxime il 4 agosto 2009
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C’è la necessita di costruire un impianto per il Trattamento Meccanico Biologico (TMB) dei rifiuti? Non c’è problema: realizziamolo a pochi passi dal centro di Chieti, in Contrada Casoni, dove peraltro esiste già una discarica in continua espansione!
C’è la necessità – su richiesta dell’ENI ed attraverso un iter quantomeno strano – di costruire un centro di prima raffinazione del greggio da estrarsi in quella che a livello politico nazionale sembra essere destinata a diventare una regione petrolifera, alla faccia dei parchi e dell’economia agricola locale? Non c’è problema: realizziamolo in provincia di Chieti, in Contrada Feudo di Ortona, proprio sulle “Colline del Montepulciano” dalle quali nasce il 70% della produzione viti-vinicola abruzzese!
C’è la necessità di individuare delle aree nelle quali realizzare dei nuovi centri di identificazione ed espulsione (CIE) dei clandestini? Non c’è problema: nei pressi di Chieti esiste una struttura demaniale che fa proprio al caso vostro!
Cari politici di Chieti e Provincia, avete mai avuto il leggerissimo sospetto che in Abruzzo contaste quanto il due di bastoni (quando la briscola è denari, peraltro)? Dai, che se continuate così una bella centrale nucleare sopra la Cattedrale di San Giustino non ce la toglie nessuno!
Scritto da Maxime il 23 febbraio 2009
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“E sticazzi!” – direte voi. Eppure, dopo tutto quello che i tifosi teatini sono stati costretti a subire negli ultimi anni, il ritorno in un campionato nazionale è motivo di gioia, entusiasmo e liberazione (ma non assolutamente di appagamento e soddisfazione). Infatti solo due anni fa, mentre si festeggiava l’Italia Campione del Mondo e si celebrava Fabio Grosso, proprio la squadra che aveva lanciato quel giocatore spariva dal calcio professionistico, vittima di un delitto perfetto. Nonostante la triste ed ingiusta condanna a dover ripartire da campionati dilettantistici interprovinciali, la passione di alcuni imprenditori locali e la rabbiosa reazione della tifoseria hanno permesso ad una piazza che merita ben altri palcoscenici di affrontare e vincere due campionati di fila in due anni. La presenza di una società come il Chieti tra i dilettanti ha creato non pochi problemi di ordine pubblico: molte strutture, infatti, non erano attrezzate per ospitare la nostra tifoseria (ieri eravamo più di duemila in trasferta a Teramo per l’ultima partita del Campionato di Eccellenza) e spesso si è dovuto ricorrere al campo neutro. Alcune società hanno approfittato della situazione per realizzare sulla nostra pelle l’incasso della vita, raddoppiando il prezzo dei biglietti da 5 a 10 euro (per la partita di ieri ce ne avevano chiesti addirittura 15). Quasi tutte le società e le tifoserie che abbiamo incontrato hanno dimostrato antipatia ed odio nei nostri confronti, ma siamo andati avanti con intelligenza, rispetto ed umiltà. Purtroppo alcuni di noi non sono riusciti ad ignorare le continue e fastidiose provocazioni, e per i prossimi tre o quattro anni saranno costretti a stare lontani dalla loro squadra del cuore, con obbligo di firma in questura prima, durante e dopo lo svolgimento delle partite. Massima solidarietà e, come direbbe un mio amico ultras soprannominato “Il Caimano“: onore a loro. Avanti Teate!
Scritto da Maxime il 28 aprile 2008
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Premessa: nonostante la data di pubblicazione di questo post, tutto quello che state per leggere (purtroppo) non è un pesce d’aprile. Sulla città di Chieti sono stati recentemente puntati i riflettori mediatici per via dell’inchiesta de “Le Iene” relativa alla Filovia. Eppure di avvenimenti interessanti e notiziabili ce ne sarebbero tanti altri, apparentemente più gravi e degni di nota, che i teatini sopportano silenziosamente e che la maggior parte dei giornalisti locali ignora in nome di un inedito e sospetto senso di tolleranza, pace ed amore universale. Ad esempio nei giorni scorsi mi è capitato tra le mani un opuscolo realizzato dal Comune di Chieti con il Contributo della Regione Abruzzo, per colpa del quale mi sto ancora schiaffeggiando per tentare di svegliarmi da quello che non può che essere un terribile incubo.

Titolo: Memento
Dimensioni: circa la metà di un foglio A4
Consistenza: 18 pagine (36 facciate) totali, di cui 9 pagine (18 facciate) vuote. Per la precisione, proprio vuote non sono: in quelle centrali c’è il logo del Comune di Chieti in un angolo, e poi ci sono delle righe sulle quali prendere appunti (!!!).
Scopo: promozione turistica.
Contenuti: tolte le copertine (la prima con il logo gigante del Comune di Chieti ed il titolo della pubblicazione scritto con un carattere indecente, l’ultima con una foto del tavolino di un bar sotto i portici del Corso Marrucino) ed il già citato inserto centrale per gli appunti, le rimanenti 9 pagine sono dedicate all’introduzione del Sindaco e dell’Assessore, a 5 fotografie (panorama della vallata, Teatro Marrucino, Chieti sotterranea, Processione del Venerdì Santo e Guerriero di Capestrano) con succinte e stravaganti didascalie, ad alcune informazioni utili (brevi, incomplete e spesso inesatte), all’elenco delle vie lungo le quali si svolge la Processione (?!?) ed ai ringraziamenti finali. E la Cattedrale di San Giustino? E le altre Chiese? E le numerose emergenze archeologiche (Teatro, Terme, Tempietti ed Anfiteatro romani)? E gli antichi e prestigiosi palazzi del Centro Storico?
Costo per la realizzazione: pare 40 mila euro.
Tiratura: pare solo 2 mila copie.
Prezzo: ebbene sì, non è gratuito. Costa 12 euro (IVA inclusa), anche se non ho ben capito chi, quando e dove dovrebbe venderlo. Ma soprattutto non ho capito chi sono i fessi che dovrebbero acquistarlo.
L’introduzione a firma dell’Assessore e del Sindaco è qualcosa a metà tra il comico e l’offensivo:

Le imprecisioni sono tante e di vario genere: ad esempio la statua del Guerriero di Capestrano viene definita un rilievo, nella descrizione di quanto conservato all’interno del Museo Archeologico Nazionale “La Civitella” (peraltro erroneamente chiamato Museo Nazionale della Civitella e riportante giorni ed orari di apertura sbagliati) si fa riferimento ad armi in bronzo ed in ferro risalenti al periodo paleolitico, all’interno della descrizione del Museo d’Arte Costantino Barbella si parla di un’ala destinata ad ospitare una nutrita ed importante collezione di arte figurativa contemporanea che in realtà è già stata allestita. Le didascalie delle cinque fotografie sono del tipo “La Processione del Venerdì Santo è solenne e profondamente spirituale“, oppure “Il teatro Marrucino con la sua architettura composta e leggiarda“, ed ancora “Il Guerriero di Capestrano va visto da vicino, almeno una volta nella vita“. La ciliegina sulla torta è infine la circostanza che la progettazione editoriale e la grafica sono state affidate ad una società di Pescara (ché far lavorare qualcuno di Chieti sembrava brutto). Ora, senza entrare nel merito di tutte quelle questioni legate all’utilizzo del denaro pubblico, quale dovrebbe essere l’effettivo valore promozionale turistico di questa “pubblicazione”?
Scritto da Maxime il 1 aprile 2008
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Del Venerdì Santo a Chieti ho già parlato su questo blog un paio di anni fa (qui e qui), riportando la storia e le caratteristiche di quella che è considerata la Processione più antica e significativa in Italia. Ultimamente ci si sta muovendo anche per elaborare una ricostruzione circostanziata ed un progetto dettagliato che consentano di richiedere ed ottenere il riconoscimento della nostra Processione come patrimonio dell’umanità, mediante l’inserimento nell’apposita lista voluta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). La lieta novella ci è stata confermata dal Cerimoniere dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti (ente religioso istituito nel 1603 che da sempre organizza la Solenne Processione): “in questo periodo siamo molto indaffarati perché stiamo entrando nell’UNESCO!”
Così io ed altri amici di buona volontà ci siamo subito offerti di effettuare delle ispezioni affinché tutto andasse per il meglio. “L’abito che indossi ha il marchio CE?” E ancora: “La caramella per la gola che hai in bocca è approvata dall’Associazione Medici Dentisti Italiani?” Ed infine: “L’illuminazione delle vie lungo le quali transita la Processione è conforme alle vigenti norme sul risparmio energetico?” Felici per aver agevolato col nostro contributo l’ingresso nell’UNESCO, abbiamo scelto come nuova missione quella di fornire ai visitatori notizie utili per seguire l’evento, dopo essere stati ispirati da un illuminante consiglio pubblicato sull’opuscolo distribuito in città:

Scherzi a parte (e mi si perdoni il sarcasmo forse eccessivo), per quanto riguarda il momento più toccante della nostra Processione – ossia il Miserere scritto dal musicista sacro teatino Saverio Selecchy (1708-1788) ed eseguito da un’orchestra di 120 elementi e da un coro di 150 elementi di cui sono onorato e fiero di fare parte – alcune cose andrebbero effettivamente riviste. Mi riferisco in particolar modo alle poche (e sacrosante) avvertenze che annualmente ci vengono ricordate e che puntualmente non sono rispettate da tutti i componenti del coro. Ad esempio:
- Dovremmo essere tutti vestiti con l’abito, il papillon, i guanti, il caratteristico copricapo e lo stemma dell’Arciconfraternita, rigorosamente neri. Puntualmente si presenta qualcuno con l’abito blu, o grigio, o peggio ancora a righe.
- Non dovremmo indossare copri-abiti (dato che in passato non siamo riusciti ad accordarci per comprarne uno che fosse uguale per tutti). Puntualmente, complice il freddo, si presenta qualcuno con la giacca o il cappotto.
- Dovremmo rispettare la fila e la posizione che ci vengono assegnate. Puntualmente c’è quello che vuole stare nella stessa fila del suo amico, o che non vuole stare al centro perché canta da un numero di anni sufficiente a pretendere una posizione laterale (più visibile), e si sposta fregandosene altamente degli altri.
- Dovremmo evitare di salutare conoscenti che vediamo ai lati della strada durante la Processione. Puntualmente c’è qualcuno che si sbraccia, si allontana dalla propria posizione per stringere mani o che addirittura, credendosi il Papa, elargisce tenere carezze a bambini totalmente sconosciuti.
Poi ci sarebbero i professionisti, i solisti, gli stonati ed altre simpatiche categorie, ma quella è un’altra storia.
Scritto da Maxime il 25 marzo 2008
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Scritto da Maxime il 17 dicembre 2007
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