Archivio per la categoria ‘Chieti’

Benvenuti a Chieti

C’è la necessita di costruire un impianto per il Trattamento Meccanico Biologico (TMB) dei rifiuti? Non c’è problema: realizziamolo a pochi passi dal centro di Chieti, in Contrada Casoni, dove peraltro esiste già una discarica in continua espansione!

C’è la necessità – su richiesta dell’ENI ed attraverso un iter quantomeno strano – di costruire un centro di prima raffinazione del greggio da estrarsi in quella che a livello politico nazionale sembra essere destinata a diventare una regione petrolifera, alla faccia dei parchi e dell’economia agricola locale? Non c’è problema: realizziamolo in provincia di Chieti, in Contrada Feudo di Ortona, proprio sulle “Colline del Montepulciano” dalle quali nasce il 70% della produzione viti-vinicola abruzzese!

C’è la necessità di individuare delle aree nelle quali realizzare dei nuovi centri di identificazione ed espulsione (CIE) dei clandestini? Non c’è problema: nei pressi di Chieti esiste una struttura demaniale che fa proprio al caso vostro!

Cari politici di Chieti e Provincia, avete mai avuto il leggerissimo sospetto che in Abruzzo contaste quanto il due di bastoni (quando la briscola è denari, peraltro)? Dai, che se continuate così una bella centrale nucleare sopra la Cattedrale di San Giustino non ce la toglie nessuno!

Chieti in Serie D!

Forza Chieti!

E sticazzi!” – direte voi. Eppure, dopo tutto quello che i tifosi teatini sono stati costretti a subire negli ultimi anni, il ritorno in un campionato nazionale è motivo di gioia, entusiasmo e liberazione (ma non assolutamente di appagamento e soddisfazione). Infatti solo due anni fa, mentre si festeggiava l’Italia Campione del Mondo e si celebrava Fabio Grosso, proprio la squadra che aveva lanciato quel giocatore spariva dal calcio professionistico, vittima di un delitto perfetto. Nonostante la triste ed ingiusta condanna a dover ripartire da campionati dilettantistici interprovinciali, la passione di alcuni imprenditori locali e la rabbiosa reazione della tifoseria hanno permesso ad una piazza che merita ben altri palcoscenici di affrontare e vincere due campionati di fila in due anni. La presenza di una società come il Chieti tra i dilettanti ha creato non pochi problemi di ordine pubblico: molte strutture, infatti, non erano attrezzate per ospitare la nostra tifoseria (ieri eravamo più di duemila in trasferta a Teramo per l’ultima partita del Campionato di Eccellenza) e spesso si è dovuto ricorrere al campo neutro. Alcune società hanno approfittato della situazione per realizzare sulla nostra pelle l’incasso della vita, raddoppiando il prezzo dei biglietti da 5 a 10 euro (per la partita di ieri ce ne avevano chiesti addirittura 15). Quasi tutte le società e le tifoserie che abbiamo incontrato hanno dimostrato antipatia ed odio nei nostri confronti, ma siamo andati avanti con intelligenza, rispetto ed umiltà. Purtroppo alcuni di noi non sono riusciti ad ignorare le continue e fastidiose provocazioni, e per i prossimi tre o quattro anni saranno costretti a stare lontani dalla loro squadra del cuore, con obbligo di firma in questura prima, durante e dopo lo svolgimento delle partite. Massima solidarietà e, come direbbe un mio amico ultras soprannominato “Il Caimano“: onore a loro. Avanti Teate!

Come NON si fa promozione turistica

Stemma ChietiPremessa: nonostante la data di pubblicazione di questo post, tutto quello che state per leggere (purtroppo) non è un pesce d’aprile. Sulla città di Chieti sono stati recentemente puntati i riflettori mediatici per via dell’inchiesta de “Le Iene” relativa alla Filovia. Eppure di avvenimenti interessanti e notiziabili ce ne sarebbero tanti altri, apparentemente più gravi e degni di nota, che i teatini sopportano silenziosamente e che la maggior parte dei giornalisti locali ignora in nome di un inedito e sospetto senso di tolleranza, pace ed amore universale. Ad esempio nei giorni scorsi mi è capitato tra le mani un opuscolo realizzato dal Comune di Chieti con il Contributo della Regione Abruzzo, per colpa del quale mi sto ancora schiaffeggiando per tentare di svegliarmi da quello che non può che essere un terribile incubo.

Memento

Titolo: Memento
Dimensioni: circa la metà di un foglio A4
Consistenza: 18 pagine (36 facciate) totali, di cui 9 pagine (18 facciate) vuote. Per la precisione, proprio vuote non sono: in quelle centrali c’è il logo del Comune di Chieti in un angolo, e poi ci sono delle righe sulle quali prendere appunti (!!!).
Scopo: promozione turistica.
Contenuti: tolte le copertine (la prima con il logo gigante del Comune di Chieti ed il titolo della pubblicazione scritto con un carattere indecente, l’ultima con una foto del tavolino di un bar sotto i portici del Corso Marrucino) ed il già citato inserto centrale per gli appunti, le rimanenti 9 pagine sono dedicate all’introduzione del Sindaco e dell’Assessore, a 5 fotografie (panorama della vallata, Teatro Marrucino, Chieti sotterranea, Processione del Venerdì Santo e Guerriero di Capestrano) con succinte e stravaganti didascalie, ad alcune informazioni utili (brevi, incomplete e spesso inesatte), all’elenco delle vie lungo le quali si svolge la Processione (?!?) ed ai ringraziamenti finali. E la Cattedrale di San Giustino? E le altre Chiese? E le numerose emergenze archeologiche (Teatro, Terme, Tempietti ed Anfiteatro romani)? E gli antichi e prestigiosi palazzi del Centro Storico?
Costo per la realizzazione: pare 40 mila euro.
Tiratura: pare solo 2 mila copie.
Prezzo: ebbene sì, non è gratuito. Costa 12 euro (IVA inclusa), anche se non ho ben capito chi, quando e dove dovrebbe venderlo. Ma soprattutto non ho capito chi sono i fessi che dovrebbero acquistarlo.

L’introduzione a firma dell’Assessore e del Sindaco è qualcosa a metà tra il comico e l’offensivo:

...le strade sono almeno pulite...

Le imprecisioni sono tante e di vario genere: ad esempio la statua del Guerriero di Capestrano viene definita un rilievo, nella descrizione di quanto conservato all’interno del Museo Archeologico Nazionale “La Civitella” (peraltro erroneamente chiamato Museo Nazionale della Civitella e riportante giorni ed orari di apertura sbagliati) si fa riferimento ad armi in bronzo ed in ferro risalenti al periodo paleolitico, all’interno della descrizione del Museo d’Arte Costantino Barbella si parla di un’ala destinata ad ospitare una nutrita ed importante collezione di arte figurativa contemporanea che in realtà è già stata allestita. Le didascalie delle cinque fotografie sono del tipo “La Processione del Venerdì Santo è solenne e profondamente spirituale“, oppure “Il teatro Marrucino con la sua architettura composta e leggiarda“, ed ancora “Il Guerriero di Capestrano va visto da vicino, almeno una volta nella vita“. La ciliegina sulla torta è infine la circostanza che la progettazione editoriale e la grafica sono state affidate ad una società di Pescara (ché far lavorare qualcuno di Chieti sembrava brutto). Ora, senza entrare nel merito di tutte quelle questioni legate all’utilizzo del denaro pubblico, quale dovrebbe essere l’effettivo valore promozionale turistico di questa “pubblicazione”?

Mai dire Processione

Del Venerdì Santo a Chieti ho già parlato su questo blog un paio di anni fa (qui e qui), riportando la storia e le caratteristiche di quella che è considerata la Processione più antica e significativa in Italia. Ultimamente ci si sta muovendo anche per elaborare una ricostruzione circostanziata ed un progetto dettagliato che consentano di richiedere ed ottenere il riconoscimento della nostra Processione come patrimonio dell’umanità, mediante l’inserimento nell’apposita lista voluta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). La lieta novella ci è stata confermata dal Cerimoniere dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti (ente religioso istituito nel 1603 che da sempre organizza la Solenne Processione): “in questo periodo siamo molto indaffarati perché stiamo entrando nell’UNESCO!

Così io ed altri amici di buona volontà ci siamo subito offerti di effettuare delle ispezioni affinché tutto andasse per il meglio. “L’abito che indossi ha il marchio CE?” E ancora: “La caramella per la gola che hai in bocca è approvata dall’Associazione Medici Dentisti Italiani?” Ed infine: “L’illuminazione delle vie lungo le quali transita la Processione è conforme alle vigenti norme sul risparmio energetico?” Felici per aver agevolato col nostro contributo l’ingresso nell’UNESCO, abbiamo scelto come nuova missione quella di fornire ai visitatori notizie utili per seguire l’evento, dopo essere stati ispirati da un illuminante consiglio pubblicato sull’opuscolo distribuito in città:

Processione del Venerdì Santo - Chieti

Scherzi a parte (e mi si perdoni il sarcasmo forse eccessivo), per quanto riguarda il momento più toccante della nostra Processione – ossia il Miserere scritto dal musicista sacro teatino Saverio Selecchy (1708-1788) ed eseguito da un’orchestra di 120 elementi e da un coro di 150 elementi di cui sono onorato e fiero di fare parte – alcune cose andrebbero effettivamente riviste. Mi riferisco in particolar modo alle poche (e sacrosante) avvertenze che annualmente ci vengono ricordate e che puntualmente non sono rispettate da tutti i componenti del coro. Ad esempio:

  • Dovremmo essere tutti vestiti con l’abito, il papillon, i guanti, il caratteristico copricapo e lo stemma dell’Arciconfraternita, rigorosamente neri. Puntualmente si presenta qualcuno con l’abito blu, o grigio, o peggio ancora a righe.
  • Non dovremmo indossare copri-abiti (dato che in passato non siamo riusciti ad accordarci per comprarne uno che fosse uguale per tutti). Puntualmente, complice il freddo, si presenta qualcuno con la giacca o il cappotto.
  • Dovremmo rispettare la fila e la posizione che ci vengono assegnate. Puntualmente c’è quello che vuole stare nella stessa fila del suo amico, o che non vuole stare al centro perché canta da un numero di anni sufficiente a pretendere una posizione laterale (più visibile), e si sposta fregandosene altamente degli altri.
  • Dovremmo evitare di salutare conoscenti che vediamo ai lati della strada durante la Processione. Puntualmente c’è qualcuno che si sbraccia, si allontana dalla propria posizione per stringere mani o che addirittura, credendosi il Papa, elargisce tenere carezze a bambini totalmente sconosciuti.

Poi ci sarebbero i professionisti, i solisti, gli stonati ed altre simpatiche categorie, ma quella è un’altra storia.

Chiuso per neve

It's Christmas!

Chieti… e ti sarà dato!

Stemma della città di ChietiFino a qualche giorno fa il sito web istituzionale del Comune di Chieti era rappresentato da una roba preistorica imbarazzante che nemmeno nel terzo mondo informatico ci avrebbero potuto invidiare. Dopo anni di attesa in cui ci avevano fatto credere che un nuovo strabiliante sito fosse in costruzione, all’improvviso arriva l’annuncio di una conferenza stampa per la sua presentazione. Et voilà! Finalmente anni di ricerca nel campo del web design hanno dato i loro frutti! Finalmente un portale istituzionale coi controcazzi, pieno di informazioni utili, di servizi che consentono la partecipazione dei cittadini, di precise e dettagliate indicazioni relative a tutto ciò che di bello c’è da vedere e da fare a Chieti! Qualcuno ha subito, inaspettatamente ed inspiegabilmente, messo le mani avanti: “Il passo avanti c’è e si vede, al di là d’ogni faziosità“. Peccato che l’unica faziosità io la veda in questa stessa frase che mal cela, peraltro, il colore della tessera politica di chi l’ha scritta. E’ indubbio che siamo davanti ad un gigantesco miglioramento (non ci voleva molto). Ma per come la vedo io, anche pestare la merda di un cane è un grosso passo in avanti rispetto all’essere annaffiati dalla diarrea di un cavallo.

Sinceramente il nuovo sito mi ricorda la triste vicenda di Italia.it e mi dà l’impressione (ma spero di sbagliarmi) di qualcosa di improvvisato utilizzando una piattaforma già bella e pronta all’uso dove siano state apportate alcune semplici personalizzazioni e dove siano state copiate in fretta e furia (senza nemmeno rileggere e correggere i numerosi errori che mi sono saltati agli occhi dopo una prima velocissima visita) quelle stesse informazioni che, armati di pazienza, era possibile trovare anche sul vecchio sito. Per il resto, la sezione “Servizi e altro” è solo una collezione di link esterni, di numeri di telefono e di prese per il culo che sinceramente con una giornata di lavoro poteva fare pure mio nonno (pace all’anima sua). Persino la sezione “Itinerari e mappe” è un mero elenco di link esterni, mentre la sezione “Turismo” (quella con la maggiore importanza strategica) si riduce a poche tristissime informazioni. Ovviamente di ottimizzazione per il corretto posizionamento sui motori di ricerca non ne parliamo neanche (è sufficiente analizzare la struttura dei link delle varie sezioni per comprendere il tipo di attenzione riservato a questa problematica). Altri problemi sono stati evidenziati sul quotidiano abruzzese PrimaDaNoi.

La cosa che però al momento non riesco ancora a spiegarmi è il perchè, visitando il nuovo sito, sul browser venga visualizzato l’indirizzo http://62.77.48.44/chieti/: spinto da curiosità, ho provato a salire di una directory per vedere cosa ci fosse su http://62.77.48.44/ e sono andato a finire sul sito dell’ACA di Pescara! Ora, nonostante io abbia sempre evitato accuratamente di polemizzare nei confronti dell’attuale amministrazione comunale di Chieti ed anzi abbia organizzato eventi e fornito suggerimenti con l’unico scopo di veder crescere e migliorare la mia città indipendentemente dai colori politici che la amministravano, la mia odierna critica potrebbe apparire di parte. Ragion per cui, visto che tra i lettori di questo blog ci sono numerosi esperti di comunicazione, di web design ed in generale di tutte le dinamiche legate ad internet, mi interesserebbe avere un loro parere dettagliato scritto, che sarà mia cura girare al Sindaco di Chieti. “Al di là d’ogni faziosità”.