Capita che un giorno ti rendi conto che tutta la roba accumulata negli anni non ti serve più e sta solo rubando spazio ad altra roba che ti piacerebbe accumulare. E allora inizi a tirar fuori le varie scatole, a spolverarle ed a riflettere sul loro destino. Certi inutili e raccapriccianti regali di Natale di cui non eri riuscito a liberarti anni fa, è inutile tentare di riciclarli oggi: forza e coraggio, non esiste alternativa alla spazzatura. Altri oggetti che invece un seppur minimo valore ce l’hanno e dai quali la separazione non è altrettanto indolore, tenti prima di sbolognarli a qualche caro che voglia utilizzarli e, se la cosa non va a buon fine, approfittando del periodo natalizio e delle tredicesime e della corsa ai regali li metti in vendita su eBay o su Subito.it, ché siamo gente duepuntozero e poi gli annunci economici cartacei ormai sono un’esclusiva delle sollazzatrici di volatili.
Dieci secondi dopo aver pubblicato il tuo bravo annuncio, ecco la prima email: “Buona sera signor, l’unità è ancora disponibile? Se è così essere sicuri di contattarmi via e-mail perché servire urgentemente e pagare subito“. Trattasi della solita vecchia truffa in cui ti raccontano un po’ di fatti loro per entrare in confidenza, ti dicono di avere molta fretta per via di qualche scadenza imminente, ti chiedono le coordinate bancarie, ti inviano una ricevuta contraffatta di bonifico internazionale e, sperando che tu non attenda l’effettivo accredito sul tuo conto corrente (che di solito avviene almeno un paio di giorni lavorativi dopo), si fanno spedire subito l’oggetto all’estero. Se ci caschi sei un coglione, ecco.
Qualche ora dopo iniziano ad arrivare le email di persone realmente interessate, il più delle volte dei geni:
Se nell’annuncio hai valutato il tuo oggetto 100 euro, ci sarà sempre quello che con una certa sicurezza ti dirà “te ne offro al massimo 40” e poi aggiungerà “comprese le spese di spedizione“. Ma certo, come non accettare un tale affare. Una fetta di culo la gradisci?
Se nell’annuncio hai incluso un piccolo extra in regalo con l’acquisto dell’oggetto, ci sarà sempre quello che dell’omaggio non gliene frega niente e di conseguenza pretenderà un forte sconto adesso che con l’oggetto non c’è più l’extra. Vaglielo a spiegare a sto cerebroleso cosa volesse significare “in regalo“.
Analogamente alla situazione precedente, per diversi oggetti che hai precisato e sottolineato di voler vendere esclusivamente in blocco perché solo in blocco hanno un senso ed un utilizzo ed un mercato, ci sarà sempre quello che avrà urgente bisogno solo di uno di quegli oggetti, che naturalmente per lui sarà quello che vale meno. Ma certo, tanto poi gli altri me li infilo nel di dietro.
Qualunque prezzo tu abbia indicato nell’annuncio, ci sarà sempre quello che inizierà ad illustrarti dei complessi elaborati grafici contenenti le ricerche di mercato da lui effettuate per poi concludere che “d’altronde nel centro commerciale vicino a casa mia questo stesso oggetto costa meno, però nuovo“. Di andarlo a comprare direttamente in quel centro commerciale senza scartavetrare gli zebedei a me non se ne parla, vero?
Tra i vari personaggi in cui potrai imbatterti, come non citare lo scambista, quello che a sua volta vorrebbe sbarazzarsi di qualcosa ed inizierà a tempestarti di email contenenti una delirante escalation di oggetti in cambio, dall’appunta-mine alla nonna, pur di non tirare fuori un centesimo.
Infine, ci sarà sempre quello che “ho già trovato un altro annuncio in cui questo stesso oggetto costa meno ed è ancora in garanzia“. Dunque, caro il mio tritapalle, mi spieghi con parole tue perché hai contattato me piuttosto che lui?
Naturalmente, utilizzare le formule “non trattabile“, “solo in blocco“, “no perditempo” e “no baratti“, sarà perfettamente inutile. Buon Natale.
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Questo è il mio contributo al Post Sotto l’Albero (per gli amici PSlA) 2010, che si scarica cliccando qui ed è curato da lui.
Numerose persone molto poco interessate al calcio e che raramente hanno messo piede all’interno di uno stadio, nell’ultimo periodo fanno sfoggio della propria disinformazione mostrandosi soddisfatte per l’adozione della famigerata Tessera del Tifoso tanto cara al Ministro dell’Interno Roberto Maroni. Queste persone ritengono in pratica che quei brutti cattivoni dei tifosi se la sono proprio meritata (pappappero) e che da oggi in poi gli ultras non potranno più combinare casini e gli stadi diventeranno più sicuri e finalmente le famiglie potranno tornare a frequentarli. Cazzate.
La Tessera del Tifoso è una semplicissima tessera che può essere richiesta ad una qualsiasi società di calcio di Serie A, Serie B e Lega Pro contenente il nome, il cognome e la fotografia del tifoso. Viene rilasciata previa compilazione di un apposito modulo, accettazione di un esilarante codice etico e verifica presso la Questura che il soggetto richiedente non sia sottoposto a Daspo e non sia mai stato condannato per reati cosiddetti da stadio. E’ obbligatoria per poter acquistare gli abbonamenti per assistere alle partite in casa e per poter acquistare i biglietti dei settori ospiti nel caso in cui si voglia seguire la propria squadra in trasferta, ed esenta il tifoso dalle restrizioni che potrebbero essere imposte per motivi di ordine pubblico sia per le partite in casa che per quelle in trasferta. Secondo il Ministero dell’Interno la Tessera del Tifoso “rende il tifoso protagonista della propria sicurezza (con la tessera si entra in una comunità privilegiata di sostenitori ufficiali che aderisce ai valori dello sport e rivendica la passione per il calcio)” e gli permette tra le altre cose di acquistare in maniera agevolata i biglietti di ingresso allo stadio dato che “può servire per la lettura elettronica dei dati personali del titolare ed è utilizzabile dal rivenditore per verificare l’identità dell’acquirente“. Inoltre alcune società rilasciano questa tessera sotto forma di carta di credito ricaricabile, con la possibilità di utilizzarla per usufruire di privilegi ed offerte speciali. Fin qui nulla di male.
Peccato che:
questa tessera rappresenti in realtà una sorta di schedatura preventiva di quei brutti cattivoni dei tifosi, che in questo modo vengono ulteriormente discriminati e schifati dalla società, facendo passare automaticamente per delinquente chiunque abbia il vizio di seguire in trasferta la propria squadra del cuore;
i diffidati non possano entrare negli stadi oggi esattamente come non potevano entrarci ieri, prima di questa fantastica invenzione;
questa tessera non risolva assolutamente il problema della violenza negli stadi ed anzi li renda meno sicuri, visto che è comunque possibile, per chi ne fosse sprovvisto, andare in trasferta acquistando biglietti per i settori di casa, con il rischio di creare situazioni molto poco piacevoli;
molti tifosi tranquilli, piuttosto che farsi schedare e passare agli occhi dei disinformati per brutti cattivoni, sottoscriveranno un bell’abbonamento a Mediaset Premium o a Sky e la domenica se ne resteranno comodamente seduti in poltrona.
Le mozzarelle blu sequestrate dai NAS di Torino, benché le foto pubblicate su Repubblica.it mostrino solo parzialmente la confezione ed il marchio, sono chiaramente le mozzarelle Land in vendita presso i discount Eurospin. Pare che una signora di Torino abbia documentato col proprio telefonino uno strano fenomeno: “all’atto dell’apertura della confezione una mozzarella aveva rapidamente mutato colore assumendo una impressionante pigmentazione blu“. Ecco, casualmente ne avevo in frigo una della stessa marca ed ho tentato l’esperimento (anche perché stasera ho intenzione di mangiare una pizza margherita, ma se la mozzarella mi diventa blu poi non so davvero cosa metterci sopra).
Oggi presso l’Agenzia delle Entrate ho fatto una scoperta. La scoperta dell’acqua calda, probabilmente, ma comunque qualcosa su cui riflettere. Dovete sapere infatti che, mentre le visure catastali (e quindi le rendite ai fini fiscali) degli immobili sono liberamente consultabili da tutti, le copie delle planimetrie di accatastamento posso essere richieste esclusivamente dal proprietario dell’immobile o da persona munita di regolare delega a firma del proprietario. Questo per via del Decreto Legislativo n°196 del 30 giugno 2003, impropriamente noto come “Testo unico sulla privacy“. Fin qui nulla di nuovo o di particolarmente sconvolgente. Ebbene, pare che per ottenere quei documenti sia sufficiente protocollare presso l’Agenzia del Territorio una formale richiesta ai sensi della Legge n°241 del 7 agosto 1990 (più nota come “Legge sulla trasparenza amministrativa“). E fanculo la privacy. Ora io ho fatto l’esempio del Catasto, ma pensate in quanti altri casi sia applicabile questo tipo di conflitto. Spero che l’amico Hermans arricchisca questo post con una sua opinione in merito.