Copio ed incollo un post (da me totalmente condiviso) scritto da Alberto Mucignat il 3 giugno 2006, affidando alle sue parole il compito di illustrarvi cosa penso in merito alla pratica dello scambio link (io non sarei stato in grado di spiegarlo meglio). Grazie anticipatamente per la vostra comprensione.
È difficile da capire, ma ancora oggi c’è qualcuno che mi scrive proponendomi lo scambio di link fra blog. Come nel 2000, solo che adesso uno vive il web in maniera diversa.
A me piace costruire una rete di relazioni, che mi permette di approfondire e discutere online i miei interessi. Lo faccio attraverso un blog, un processo lungo e completamente diverso dallo scambio link.
Per questo non linko chi me lo chiede, è più forte di me. Aggiungo altre motivazioni.
- Il link è un piccolo regalo, dice Weinberger, quindi scambiarsi i link senza leggersi è come scambiarsi dei regali senza conoscere l’altra persona.
- Lo scambio link è un sistema basato su una logica di reciproca convenienza: il link oggi ha un valore, ma per me ha più importanza il rapporto umano e professionale che si instaura attraverso i blog.
- Linko quelli che mi piacciono, i blog che reputo interessanti, i blog che leggo e commento spesso (nel mio blogroll) e a volte anche le cazzate.
- Nel linkare, seguo i miei interessi: credo nella sincerità del (mio e tuo) blog.
- Se mi linki, forse prima o poi sarai linkato. Leggo sicuramente chi mi linka, perchè cattura il mio interesse, è come se volesse dirmi qualcosa senza disturbarmi troppo. E se parli di cose che mi interessano, prima o poi sarai linkato.
